Tempo di stage

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Luglio volge ormai al termine e con esso anche la Stagione del Teatro e le attività con il pubblico. La Scuola all’Opera, però, non va ancora in vacanza: stiamo lavorando alacremente al nuovo programma, che saremo pronti a presentarvi a brevissimo … tornate a visitarci! L’anno prossimo si preannuncia come sempre ricco di spettacoli, laboratori e percorsi didattici: tramite il nostro blog vi terremo informati su tutto quello che succede in Teatro e dietro le quinte.
Anche molti dei nostri didatti sono ancora in piena attività; condividiamo e pubblichiamo qui la recensione del critico internazionale Michele Olivieri sul IX Stage Estivo di Lago Maggiore Danza, a cui la nostra Erica Cagliano ha partecipato come docente.

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Una settimana riccamente formativa, di costruttivo spessore coreutico, un luogo incantato di rara bellezza sulle sponde del romantico Lago Maggiore, numerosi allievi mossi dalla passione e dalla disciplina per la danza e accomunati dalla gioia del “movimento”. Un ringraziamento speciale a tutti gli insegnanti (lezioni di danza classica, repertorio, contemporaneo, hip hop, laboratorio di musical) a partire dalla scrupolosità di Renata Justino, all’artisticità di Elena Delmastro, alla competenza di Erica Cagliano, alla creatività di Daniele Trastu, alla gioiosa spontaneità di Paolo Giordana, all’espressività di Silvia Fontana, alle pazienti assistenti Tati Darwani, Sara Valmacco, Valeria Cavo, Claudia Alba, al personale del Collegio Rosmini di Stresa e alla cara amica, infaticabile deus ex machina, direttrice artistica di estrema signorilità Elena De Zuani della Scuola Ecole De Danse di Borgomanero. Chiusura in bellezza con il piccolo Saggio di danza di fine Stage tra hip hop, musical e danza contemporanea con un estratto di danza classica dal Don Chisciotte. Durante le giornaliere lezioni di “Storia della danza e del Balletto” (ringrazio sentitamente per l’Attestato di qualifica ricevuto dalla preparata docente Erica Cagliano – esperta in didattica della danza e storia della danza e del teatro presso l’attività “La scuola all’Opera” del Teatro Regio di Torino, la quale con competenza, oratoria e maestrìa ha condotto la settimana di studi storici) in cui sono stati affrontati vari temi: un’introduzione basata sulle fondamenta che ha condotto dalla preistoria all’Ottocento. Un confronto tra le varie scuole accademiche del balletto classico, le quali si sono avvalse di una tradizione conosciuta in tutto il mondo. In ultimo, nello specifico, il balletto Don Chisciotte, rappresentato per la prima volta al teatro Bolscioi di Mosca nel 1869 su musiche di Minkus con coreografia di Marius Petipa. Sono stati visionati vari filmati rari d’epoca e performance dimostrative di alta qualità tersicorea per apprendere al meglio la disciplina, la tecnica, gli stili e le origini della Danza unitamente a varie versioni del Don Chisciotte in stile classico-spagnolo e alla luce della bellezza tecnica di celebri danzatori. Gli Allievi di tutti i corsi si sono poi cimentati nello studio di alcuni brani di repertorio, adattandoli alla loro età e al loro livello di preparazione per il piccolo saggio, il quale si è aperto, dopo  l’energia coinvolgente dell’hip hop, le suggestioni della danza contemporanea e una coinvolgente ouverture tratta dal musical “Alice nel paese delle meraviglia (montato e preparato in sole due lezioni), con una Suite composta dalla variazione di Kytri III atto, due danze zingare e al momento del Sogno la scena si è popolata di driadi, folletti, amorini e cupìdo. Ringrazio per l’ospitalità, in qualità di auditore alle lezioni, tutti i maestri presenti i quali hanno rivelato la qualità del lavoro e l’utilità per una verifica di quanto appreso nel corso dell’anno accademico da ciascun allievo iscritto allo Stage proveniente da realtà coreutiche diverse ma ben accomunati dall’emotività. Elena De Zuan con il suo staff, ha dimostrato l’intento pratico di comunicazione, l’interesse estetico e poetico, trasmettendo la preparazione ad ogni singolo allievo al fine di prendere coscienza dei pregi, difetti, errori, limiti e posando in luce le loro reali capacità. Dall’umiltà e dall’operosità in scuole prestigiose, in primis Ecole de Danse di Borgomanero, si è rivelato l’impegno, la passione e la serietà atti al raggiungimento di buoni livelli d’attitudine agli iscritti, in quanto una seria preparazione richiede forte determinazione, doti fisiche indubbie, inesauribile impegno finalizzato alla crescita. Per la mia esperienza di critico di danza, ho tratto un garbato e rigoroso insegnamento in quanto il risultato dello “Stage Lago Maggiore Danza” si è rivelato un dono dinamico corporeo, coordinato attraverso l’uso delle braccia, testa e gambe in uno sviluppo altamente armonico, il quale denota il grado di preparazione dei docenti e organizzatori. Una soave sensazione di linee pulite e corrette, un’esatta postura e l’uso della fisicità, il tutto tra coordinazione ed equilibrio in un sistema d’apprendimento completo e ben strutturato per i giovani danzatori in erba. Mi sono divertito, ho gioito, ho condiviso il sudore e l’impegno con tutti gli allievi/docenti e naturalmente il mio sincero grazie è per Elena e il neuropsichiatra infantile Fulvio Guccione, per avermi fatto partecipe di uno Stage intensivo come ben pochi se ne assistono nel panorama nazionale. “Lago Maggiore Danza” ha confermato la sua vocazione attitudinale e accademica, coniugando perfettamente la danza con il divertimento in una settimana serena in cui l’arte della danza nelle approfondite lezioni, al contempo con la partecipazione ad iniziative atte a trascorrere piacevoli momenti di convivialità in una scrupolosa osservanza di forme e norme civili e insegnamenti tradizionali come la mescolanza di motivi classici e moderni, nell’architettura danzante e nell’eclettica ripetizione degli stili del passato, i quali hanno fatto da guida e da faro seguendo fedelmente i canoni della Storia in un crescendo di tempo e maturazione.

Michele Olivieri

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Un teatrino per Hänsel e Gretel

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All’Istituto Rosmini di Borgomanero il lavoro su Hänsel e Gretel è piaciuto così tanto che i ragazzi hanno pensato di metterne in scena una loro versione. Ma… come fare senza un palcoscenico a disposizione?
Ecco a voi il loro originalissimo teatrino di burattini, con tanto di sipario e fondale ad hoc:

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E, naturalmente, i burattini:

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Complimenti ai ragazzi e alle insegnanti che li hanno seguiti. :-)
Buio in sala! Si va in scena …

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La casetta più dolce

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I ragazzi della classe I D, Scuola Media Nievo, insieme alla professoressa Vilma Agosti, hanno pensato di salutare la fine del lungo percorso su Hänsel e Gretel con una gara davvero speciale: divisi in squadre, hanno progettato e costruito la loro originale versione della Casetta di Marzapane. Realizzate con biscotti, creme, caramelle, torrone, meringhe e cioccolato, le casette sono state quindi messe in mostra, valutate e quindi divorate fino all’ultima briciola.

Davvero un’ottima idea … la prossima volta, oltre alle foto, gradiremmo l’invio di un assaggio :-)

montaggio casette dolci

I ragazzi di Chieri per Hänsel e Gretel

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Siamo molto felici quando la vostra avventura con La Scuola all’Opera non si ferma qui, al singolo laboratorio o allo spettacolo, ma si trasforma in un trampolino di lancio per ulteriori riflessioni, rielaborazioni creative e diventa davvero “esperienza” da spendere e far fruttare una volta usciti dal Teatro.

È quindi con grande piacere che pubblichiamo il lavoro svolto dalle classi I B e I D, Scuola Media dell’Istituto Comprensivo Chieri IV: ottimamente preparati dagli insegnanti, i ragazzi hanno trasportato in scenari esotici la classica fiaba di Hänsel e Gretel, rielaborandola in quattro originali parodie.

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Le nuove storie sono state presentate alla scuola durante il concerto finale del 4 giugno, insieme all’esecuzione a cappella (temerari!) dei brani di Humperdinck studiati durante i laboratori di Cantiamo l’Opera.

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A fare da fondale una bellissima scenografia preparata e dipinta a scuola: complimenti per la decorazione della casetta, invitante e inquietante al tempo stesso.

Ed ecco a voi le nuove storie:

ANAAM E KIM
Anaam, la sorellina e Kim, il fratellino, abitavano nella savana con il loro papà Malik e con la mamma Rachelle. Malik era altissimo perché apparteneva al popolo dei Watussi e per entrare nella capanna doveva inginocchiarsi per non battere la testa, così Rachelle gli aveva fatto delle ciabatte per non sbucciarsi le ginocchia. Rachelle era piccolina, aveva paura del fuoco e perciò non preparava mai piatti caldi e quindi tutta la famiglia doveva mangiare cibi crudi per sopravivere. Indossava sempre un vestito di lino arancione e per questo puzzava come carne ammuffita. Era la stagione delle piogge, Amaam e Kim erano nella loro capanna e facevano le pulizie. Stanchi di lavorare, decisero di andare a raccogliere un po’ di cibo e, per non perdersi lungo il cammino, lasciarono cadere a terra dei sassolini. Ad un certo punto, intravidero tra l’erba folta una gazzella, la inseguirono per qualche chilometro poi, stanchi, si fermarono e la persero di vista. Sconsolati, decisero di tornare a casa, sperando che la mamma avesse raccolto qualcosa per la cena. Grazie alle pietre, ritrovarono la strada di casa. Rachelle, per fortuna, aveva raccolto tante bacche e i due bambini riuscirono a sfamarsi. Il giorno dopo, il padre era ammalato e non poteva andare a caccia. Chiese quindi ad Amaan e Kim di andare al suo posto. I bambini si misero in cammino, ma si dimenticarono di lasciare i sassolini lungo il percorso. Al di là di una radura, intravidero una capanna e, incuriositi, decisero di entrare. Videro un leone addormentato, si spaventarono e si misero a gridare: il leone si svegliò di soprassalto e …..BADABUM !!! , li scaraventò a terra. I ragazzi impauriti scapparono e caddero in una trappola di Gabriele, così si chiamava il leone. Gabriele aveva una coda lunghissima, nella quale inciampava continuamente. Adorava i bambini perché li trovava teneri e saporiti. I bambini erano rimasti legati per i piedi a testa in giù; l’animale slegò Anaan e la portò nella sua capanna, poi le disse di andare nella savana a raccogliere delle bacche. Poi slegò Kim, lo spinse in una profonda buca dalla quale non sarebbe mai riuscito a uscire. Kim, spaventato, incominciò a piangere, anche Anaam strillava per la disperazione; gridava così forte che i genitori udirono la sua voce e accorsero. Pur di salvare i suoi bambini, anche il padre si mise a correre con la madre malgrado la febbre e, dopo parecchi chilometri, i genitori trovarono Anaam accovacciata di fianco a un albero che piangeva. La abbracciarono teneramente e le chiesero che cosa stesse succedendo; lei spiegò l’accaduto. Si avvicinarono alla capanna, presero una corda che la mamma aveva portato da casa e la calarono all’interno della buca. Per non farsi scoprire dal leone, tirarono fuori Kim molto silenziosamente e poi si abbracciarono tutti e quattro. Per liberarsi dal leone lo attirarono con le bacche raccolte da Anaam. Gabriele, distratto dalle bacche dolci e profumate di cui era molto goloso, cadde nella fossa. La famiglia entrò nella capanna, dove trovò cibo a volontà. Felici, i quattro ritornarono a casa carichi di prelibatezze.
Giorgia Cutali
Carlos Leon
Giorgia Ronco
HANAN E MOBINA
Molto tempo fa, in un’oasi nel deserto del Sahara, viveva una famiglia, mezza perfetta e mezza no. Amin era il padre di Hanan, il fratellino, e di Mobina, la sorellina, ed era il marito di Sahida. Indossava una tunica bianca molto lunga, per questo inciampava sempre, anche a causa delle babbucce a punta che aveva l‘abitudine di calzare. Sahida era una signora perfettina che faceva sempre ginnastica. Quando lavorava, immaginava che il tavolo fosse una trave, mentre gli oggetti della casa erano attrezzi per il corpo libero. Un giorno, mentre la mamma lavorava e faceva gli addominali, il papà inciampò e le rovesciò addosso un vaso di fiori pieno d’acqua. Sahida si infuriò così tanto che spaventò i bambini costringendoli a scappare. I due sj ritrovarono a camminare per un paio di giorni nel deserto, senza acqua né cibo. Finalmente avvistarono in lontananza un pozzo diverso dal solito. I due bambini iniziarono a correre, lo raggiunsero e si meravigliarono: la base era circondata da statue di uccelli e accanto c’era un secchio d’oro. Poi però, cercando di prelevare dell’acqua, ci caddero dentro. Arrivati in fondo senza danni, aprirono gli occhi e videro una casa un po’strana: aveva le pareti fatte di sabbia che colava, il tetto era di fasce di mummia, porte e finestre erano decorate con scarabei. I bambini erano molto incuriositi, entrarono nella casa e……videro la mummia !!! Aiuto!!!!! Si spaventarono talmente che scapparono a gambe levate. Correndo imboccarono il sentiero che avevano percorso all’andata e raggiunsero la loro casa nell’oasi. I genitori furono contentissimi di rivederli sani e salvi. Trascorsero molti giorni e la curiosità divenne più forte della paura. Una mattina all’alba i bambini ripercorsero il sentiero che conduceva al pozzo. Si calarono dentro, ma questa volta la mummia, affamata, li stava aspettando e aveva preparato una trappola. Catturò Hanan poi afferrò Mobina e la costrinse a far ridere il fratello. La mummia infatti era convinta che il riso facesse ingrassare. Mobina però afferrò la benda cha avvolgeva la mummia e la srotolò davanti ad uno specchio. La mummia si spaventò così tanto nel vedersi, che si polverizzò nell’aria. Mobina corse da Hanan e lo abbracciò. Improvvisamente la casa si trasformò in un carro d’oro trainato da cavalli neri con criniere di fuoco che riportarono i bambini all’oasi, dai loro genitori, ai quali raccontarono la loro avventura. Poi tutti quanti se ne andarono a letto felici e contenti.
Ilaria Catalano
Florentina Ghietau
ANDRE’ E CASSANDRA
C’era una volta una famiglia che viveva in mezzo al mare su di un’isola deserta chiamata Hamilton. Questa famiglia era povera e strana. Il papà Eylan era un pescatore, ma non catturava nulla, solamente scarponi puzzolenti, ma era simpatico, goffo, grasso, basso e a cena nascondeva il cibo nei rotolini di ciccia per mangiarselo durante la notte. La mamma Jasminda era pignola, alta magra e nevrotica, ma si occupava con impegno delle faccende domestiche, mentre i figli André e Cassandra erano due ragazzini spensierati ed energici. Un giorno, i due ragazzi andarono a raccogliere conchiglie per la mamma che le utilizzava per creare delle bellissime collane. Videro una barchetta di legno ormeggiata accanto alla riva e decisero di controllare che cosa ci fosse all’interno, salirono a bordo ed essa cominciò a prendere il largo. Dopo un po’ di tempo, i due fratelli ormai lontani dalla riva, iniziarono ad avere nostalgia dei genitori. Dopo qualche ora avvistarono un’isola e quando furono più vicini capirono che era la loro isola, però non era il posto da cui erano partiti. Approdati a terra, cercarono la strada di casa, ma trovarono una caverna ai piedi di un vulcano; la grotta all’interno assomigliava a una casa a più piani: i muri però erano imbrattati di sangue finto alla ciliegia e pus di piedi. Dalla cucina uscì una creatura mezza donna e mezzo zombie che li inseguì fino al primo piano. Era una strega-zombie che a ogni piano perdeva alcune parti del corpo. Quando la creatura raggiunse l’ultimo piano, le era rimasta soltanto la testa e per ragazzi fu una scampagnata sfuggirle. Giunti al piano terra lanciarono la testa contro il pus e se ne andarono prendendo tutte le ricchezze che riuscirono a trovare nella caverna. Arrivati all’esterno, per avvistare la loro casa, salirono in cima al vulcano, ma André inciampò, le ricchezze caddero nel cratere e si fusero.
Simone Cannazza
Alberto Cravino
Simone Gilardi
Edoardo Grimaldi
Andrea Spadaccino
WIRLPOOL E WINZI
In Antartide viveva la famiglia dei pinguini W in un igloo a forma di pinguino, dove la pancia rappresentava l’entrata, gli occhi erano le finestre e un orecchio era il comignolo. La mamma, Wendy, era bassa e cicciona; quando si arrabbiava si gonfiava come un palloncino, urlando come una gallina. Il padre, Winter, era basso, grasso, goffo, con due orecchie da orso e una sola zampa smisurata. I genitori, ingordi ed egoisti, mangiavano grandi quantità di cibo, lasciando digiuni i figli Winzi e Wirlpool. I due, stanchi di essere trattati male, un giorno si incamminarono verso la lunga distesa di ghiaccio; ad un certo punto videro una foca che avanzava verso di loro. Era affamata, ma improvvisamente scoppiò in mille pezzi. Così i due piccoli pinguini ebbero di che saziarsi. Poco dopo, però, scoraggiati si resero conto che senza provviste non sarebbero riusciti a sopravvivere. Sconsolati, si lasciarono scivolare sulla pancia fino a casa. Appena arrivati a destinazione con la pancia dolorante, Winzi e Wirlpool vennero accolti dai genitori che finsero d essere felici, mentre in realtà avrebbero preferito che non tornassero per avere tutto il cibo per sé. Wirlpool e Winzi però si accorsero della loro rabbia perché la madre si gonfiò inaspettatamente. Trascorse un po’ di tempo e il pesce ricominciò a scarseggiare. La madre Wendy si gonfiava continuamente per la rabbia, sollevandosi come un palloncino sino a grande altezza, scendendo poi di colpo e mettendosi a urlare per essersi fatta male. Una sera i genitori si misero a parlare e decisero di condurre i piccoli in una piana sperduta. Il giorno seguente, con la scusa di andare a pescare in una nuova zona, i genitori condussero i pinguinetti nella lontana piana ghiacciata e si dileguarono rumorosamente perché si lasciarono sfuggire urletti di gioia. I piccoli pinguini, rimasti soli, si incamminarono verso una nuova speranza. D’un tratto intravidero all’orizzonte alcune sculture di ghiaccio. Avvicinandosi curiosi, scoprirono un’abitazione fatta interamente di pesci. Si avvicinarono per bussare, quando un pesce fece loro l’occhiolino. Accecati dalla fame, incominciarono a mangiare i pesci, ma quasi subito dalla porta saltò fuori un mostruoso pupazzo di neve che, con un soffio gelato, trasformò Wirlpool in un cubetto di ghiaccio. Winzi, invece, doveva servire e riverire la strega-pupazzo di neve: la malefica strega aveva occhi così grandi che vedeva solo le cose lontane e non quelle vicine, così sbatteva dappertutto. La mattina seguente la strega-pupazzo chiese a Winzi come fare per diventare più bella e lei le mise dei cetrioli e una sostanza appiccicosa sugli occhi. Così la strega –pupazzo, che non riusciva più a vedere nulla, cominciò a camminare a tentoni e, sfortunatamente per lei, non si accorse di essersi avvicinata al fuoco che aveva acceso Winzi, vi cadde sopra e si sciolse. A quel punto, tutte le sculture che si trovavano davanti alla casa si ritrasformarono lentamente in pinguini: erano le vittime della strega. Intanto la madre Wendy, rimasta a casa, scoppiava dalla rabbia; il padre disperato cercava i suoi figlioli, pentito di averli abbandonati. Winzi e Wirlopool, radunati tutti i piccoli pinguini, riuscirono a trovare la strada di casa, così tutti i cuccioli si riunirono alle loro famiglie. Il padre, di ritorno dalla sua ricerca, trovò i bambini a casa che lo aspettavano e per festeggiare il ritorno, con la sua enorme zampa, spedì tutti alle sole Hawaii ad abbronzarsi felicemente.
Denis Arveda
Giulia Frasson
Emma Livio
Rebecca Volpe

Grazie ai ragazzi delle classi I B e I D per aver condiviso con noi il loro percorso e grazie anche alle insegnanti che li hanno preparati, Professoresse Laura Vaschetti, Gabriella Antonielli e Rosanna Baron.

Kommentare über Hänsel und Gretel

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Non solo per bambini: l’opera Hänsel und Gretel è andata in scena anche nel cartellone principale del Teatro Regio, nella versione originale in lingua tedesca.

I ragazzi del Liceo Spinelli, accompagnati dalle professoresse Ulrike Merkel e Cesarea Citta, hanno partecipato al progetto All’Opera, ragazzi! e assistito alla recita del giorno 9 maggio: volentieri pubblichiamo i loro commenti sull’esperienza.

Vielen Dank!

Die Vorstellung war sehr schön.
Lo spettacolo è stato coinvolgente ed interessante allo stesso tempo. Gli attori sono stati magnifici e la sceneggiatura fantastica. L’ambiente é tenuto molto bene e anche la visita al teatro l’ ho trovata interessante, si scopre quanto lavoro ci sia realmente dietro ad un “semplice”spettacolo.
Beatrice Ferrian 1B

Sabato 9 siamo andati tutta la classe cioè la 1B insieme alla 2B al teatro Regio in Piazza Castello,a vedere Hänsel e Gretel in un’opera lirica.L’ho trovata abbastanza carina, ed ero anche orgogliosa di poterci andare ad un prezzo più economico di quello del biglietto normale. Ich hab mich am diesen Samstag sehr wohl gefühlt, weil es eine schöne Sache ist alle zusammen ins Theater zu gehen. Die Musik in der Oper von Hänsel und Gretel wahr sehr schön und angenehm.
Claire Dessy 1B

L’esperienza a teatro è stata molto bella e affascinante. La visita è stata molto interessante perché abbiamo visto lo spettacolo in preparazione “Hänsel e Gretel”, abbiamo dato un’occhiata dietro le quinte, nei laboratori e nei sotterranei. Außer der Besichtigung war die Oper auch sehr schön, wenn man die Oper schon siet wenn die noch nicht fertig und perfekt ist und die dann wieder siet aber dieses mal fertig, dann macht das ein komisches eindruk, man merkt wie viel arbeit dahinter stekt.
Annika Sereno 1B

Ich fand die Aufführung sehr schön und gut gemacht. Die Atmosphäre war gemütlich und die Effekte waren super (z.B. der Nebel und die Beleuchtung). Die Kulissen waren interessant. 
Ho trovato anche molto bello il coro delle voci bianche.
Le attrici che hanno interpretato Hänsel, Gretel e la strega sono state bravissime. Forse una piccola critica va a Gretel che in alcuni momenti dello spettacolo non si sentiva molto.
Ambra Liuzzi 1B

Die Aufführung war sehr schön und auch lustig. Die Sänger haben gut gesungen und die Bühnenbilder waren gut gemacht. Die Atmosphäre war magisch. 
Caroline Maass 1B

Il pomeriggio del 9 maggio, la mia classe ed io siamo andati al Teatro Regio a vedere una rappresentazione di Hänsel und Gretel. Avendo già visto delle prove durante la visita guidata, temevo che diventasse un po’ noioso e pesante per ragazzi della nostra età, ma, vedendolo, mi sono ricreduta. È stato coinvolgente per tutta la sua durata e anche nella sala c’era una bella atmosfera. Come prima esperienza a teatro, è stata fantastica, ed è sicuramente un’esperienza da rifare.
Alice Corniglia, 1°B

Sabato 9 maggio abbiamo visto l’opera “Hänsel und Gretel” al Teatro 
Regio. Der Nachmittag war phantastisch. Die Geschichte von den Gebrüdern 
Grimm ist wunderbar und die Sänger haben sehr gut gesungen. Questo è 
stato un pomeriggio diverso dal solito, ma bellissimo. Spero di rivivere 
presto un’esperienza simile.
Gwendolin Merlo 1B

La visita al teatro Regio è stata molto interessante e mi è piaciuto vedere le prove e dietro le quinte, dove i ballerini e gli attori si preparano per gli spettacoli.
Vedere lo spettacolo al teatro Regio è stata un’esperienza bellissima.
Quando ero piccola adoravo la storia di Hänsel e Gretel e mi è piaciuto molto poterla rivedere in un’altra lingua.
Die Show war schön und die Schauspieler hatten sehr gut gesungen.  
Alessia Reguzzi 1B  

Il 9 maggio abbiamo avuto la fantastica opportunità di assistere all’opera di Hänsel und Gretel, tenuta in uno dei teatri d’opera più belli d’Italia! La visione dai nostri posti era assolutamente perfetta, inoltre ho gradito molto l’opera. Gli attori hanno saputo interpretare le loro parti in modo eccezionale e le loro voci erano davvero sorprendenti. L’atmosfera dentro il teatro era capace di tranquillizzarti e renderti incurante di qualsiasi problema al di fuori dell’edificio. Spero di avere altre possibilità di assistere ad opere simili a questa! 
Diese Oper gefällt mir sehr!    
Nadin Ghanem 1B

L’opera mi è piaciuta molto ma la cosa che mi ha colpito di più è stata l’organizzazione dello spettacolo in sé perché vedendolo non ci accorgiamo di molte cose che all’apparenza sembrano quasi scontate ma in realtà sotto c’è un gran lavoro di preparazione: per esempio gli spettatori non s’accorgono oppure danno poco peso alle scenografie di scena. I pittori per realizzarle ci hanno messo settimane e settimane ma come loro gli artisti hanno fatto lo stesso per i trucchi e le maschere ecc.
Wir hatten viel Glück wenig zahlen zu können für die Besichtigung ins Theater und auch für die Oper.
Francesco Brunetti 1^B

“Hänsel und Gretel” un racconto che incanta ad ogni età da piú di 200 anni.
Ogni volta inscena una magia, e questa volta non è stato da meno…scenografie magnifiche, artisti piú che dotati ed un atmosfera accogliente come solo il Teatro Regio riesce a regalarti.
Wie wenn die Großmutter, am Bett Märchen erzählt.  
Elda Facca 1B

Die Theateraufführung was sehr schön, und es war auch das erste Mal der ich ins Theater gegangen bin!
Non credevo che ci fossero due teatri, il Grande e il Piccolo Regio, e neppure che fossero così grandi …
E’ stato interessante sapere che è stato distrutto da un incendio, e quindi recentemente ristrutturato, nonostante si siano conservate alcune parti …
La rappresentazione è stata molto gradita e piacevole!
Marco Fava 1B

E’ stata un’esperienza molto suggestiva.
Diciamo che non capita tutti i giorni di poter assistere ad un spettacolo d’opera cosi famoso al teatro Regio.
L’Atmosfera era fantastica,con questo gioco di luci! Per non parlare delle pareti della sala: un fantastico lilla!
L’orchestra è stata molto brava e la sua musica entrava nell’ atmosfera dello spettacolo immedesimandoci negli personaggi.
in piu’ era in una lingua fantastica : DER DEUTSCHE SPRACHE < BIS BALD !
Alma Gianarra 1B

L’esperienza che abbiamo fatto è stata per me una delle più particolari perchè non è da tutti i giorni andare a vedere l’opera. Gli elementi che ho apprezzato di più sono stati il silenzio che c’era in tutta la sala e l’ordine che l’orchestra mostrava nel corso di tutto lo spettacolo. Mi è piaciuto parecchio perché è un posto dove viene la cultura prima di tutto il resto.    
1 B

Am 9. Mai 2015 sind wir, die Klassen 2B und 1B, ins malerische und wichtige Regio Theater in Turin gefahren, um eine theatralische Vorstellung zu genießen. Der Titel der Vorstellung war “Hänsel und Gretel”, ein Märchen von Brüder Grimm ungefähr 1800 geschrieben. Die Musik wurde aber von Engelbert Humperdinck geschrieben, der ein Freund und Mitarbeiter von Richard Wagner war und der sich für das Märchen interessiert hatte. Seine Oper “Hänsel und Gretel” wurde erstmals 23 Dezember 1893 gespielt und war weltweise erfolgreich. Die Regie der Vorstellung, die wir gesehen haben, war von Vittorio Borrelli und der Dirigent des Orchesters war Pinchas Steinberg. Das Libretto hat Adelheid Wette geschrieben. 
Das erste Bild der Vorstellung entwickelt sich im bescheiden Haus der armen Familien. Hänsel  (Mezzosopran Annalisa Stroppa) und Gretel (Sopran Regula Mühlemann) sind natürlich die zwei hauptsächliche Figuren der Oper. Die beiden waren außergewöhnlich interpretiert: die Sänger hatten die typische Lebendigkeit der Kinder, die sich auch auf ihre Gesichtsausdrücke auswirkte. 
Als der Mezzosopran und der Sopran sich auf der Bühne befand, sah man eine Umwandlung zu, die nur im Theater möglich ist: sie sind kleiner geworden, dank auch den Kostümen und dem Schmink. Es scheint, wie sie die echten Geschwister waren, die Humperdinck sich vorgestellt hatte. Trotzdem waren die Sänger älter als Hänsel und Gretel. 
Besonders gut war der Kontrast zwischen den Stimmen der Geschwister: Regula Mühlemann hat eine leichte und manchmal scharfe Klangfarbe also perfekt, um das lebendige und tröstliches Mädchen zu interpretieren. Im Gegensatz die Stimme von Annalisa Stroppa lässt sie die verschiedenen Aspekte des Jungen vorstellen: manchmal faul, manchmal übermütig. 
Die Mutter (Gertrud, vom Mezzosopran Atala Schöck interpretiert) und der Vater (Peter, vom Bariton Tommi Hakala interpretiert) waren auch fantastisch ähnlich mit der Eltern des Märchens. 
Mir hat die Szene gefallen, in der Peter getrunken nach Hause zurückkommt. Tatsächlich wird er böse mit seiner Frau auch wegen des Alkohols, aber es gab keine Tätlichkeit! Die Stimmung blieb ironisch und zwar kindertauglich. 
Eine wundervolle Idee war der Ballet der vierzehn Engel. Dieser Tanz ist vielleicht die beste Weise, um die Hübschheit dieser Wesen zu darstellen. Es ist träumerisch gewesen: die Engel waren weiß angekleidet und ihre Gruppenformation symbolisierte perfekt der Kinderschutz. 
Die Figur, die ich lieber hatte, ist ohne Zweifel die Knusperhexe (Mezzosopran Natasha Petrinsky), weil sie sehr lustig aussieht, obwohl ihre Rolle süßlich und diabolisch war.
Die Bühnenbilder waren tauglich für die Oper, die erst für ein junges Publikum war. Die häusliche Stimmungen (im Haus der Kinder und dann der Knusperhexe) waren beiden warm, wie die Farben. Der Wald ist im Gegensatz sehr dunkel und geheimnisvoll. 
Nur zwei Sachen haben meine Erwartungen enttäuschten: der Sandmann (Sopran Bernadette Müller) und das Haus der Knusperhexe. Tatsächlich ist der Sandmann eine tröstlich Figur, die die Geschwister beruhigt, während er nur bedrohlich und rotäugig in dieser Vorstellung war. 
Außerdem ist das Haus der Hexe aus Süßigkeiten, aber es an der Wänden des Hauses auf der Bühne Blumen und Obst gab. Ich war ein bisschen enttäuscht, weil es in meinen kindlichen Träumen wirklich essbar und lecker war.
Irgendwie hat diese Oper beweist, dass “Hänsel und Gretel” ein kleines Meisterwerk ist, das sowohl die Kinder als auch die Erwachsenen schätzen können. 
Alles scheint den Zuschauer ins fabelhafte Märchen führen, das die Grimm Brüder beschrieben hatten. 
Ich weiß, dass es der Zweck einer theatralischen Vorstellung ist, dennoch habe ich mich nie über das klar geworden. Das Theater (also die Vorstellungen, die man dort genießen kann) ist ein mitreißendes Erlebnis! In gewisser Hinsicht ist es aufregender als ins Kino zu gehen, weil im Theater die Kunst unter deinen Augen ins Leben gerufen wird!    
Wir Schüler waren sehr glücklich, weil wir auch die Proben und einige Arbeite vor der offiziellen Vorstellung gesehen haben. Auf dieser Weise haben wir festgestellt, dass so eine Bereitung ganz nicht kurz oder einfach ist. So haben wir das Spektakel besser genießen und jetzt kann ich sicher sagen, dass ins Theater zu gehen eine lebenswerte Möglichkeit ist! 
Carola Guarnero 2B

Lettere per Hänsel&Gretel

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Abbiamo il piacere di ricevere e condividere con voi queste bellissime lettere che i bambini della Buddies Elementary School di Torino hanno indirizzato a cantanti, artisti e tecnici che hanno lavorato allo spettacolo. Cliccando sulle immagini potrete accedere al file completo in formato pdf: buona lettura!

La lettera della classe seconda:

foto seconda

Qualche estratto:

Abbiamo cercato di fare un elenco delle cose che abbiamo preferito ed è molto difficile: ci è piaciuto tutto! Il momento più emozionante è stato quando Gretel ha sinto la strega dentro il forno e poi ne è uscito un enorme biscottone attorno a cui i bimbi marzapane hanno fatto il girotondo. Non siamo riusciti a capire come si possano fare tutti questi incredibili effetti speciali a teatro! Anche la sabbiolina dorata e le gocce di rugiada che cadevano dal cielo sono stati emozionanti.

Non abbiamo capito bene chi fossero quei buffi personaggi con le piume che entravano sulle liane ma erano molto bravi e simpatici. Ci ha colpito la loro agilità: come facevano a saltare senza farsi male?

L’orchestra ha suonato benissimo e ci è piaciuto molto l’incantesimo del silenzio che ha fatto il direttore Maestro Giulio: hokus pokus! Maestro Giulio, sei stato bravissimo. Come hai fatto a diventare così bravo? Quanto hai dovuto studiare?

La lettera della classe terza:

foto terza copia

Vorremmo chiedere alla mamma, come hai fatto a cantare così bene? Ci è piaciuta la tua voce!
[Hansel e Gretel] Come avete fatto a cantare delle note così acute e per uno spettacolo così lungo? E’ stat0 difficile studiare la parte e prepararsi per andare in scena?
Ci è piaciuto molto il canto del papà: rallalalà, rallalalà … aveva una voce profonda e potente.
La parte della strega era buffissima: come hai fatto a cambiare parrucca tante volte?

Come sono stati fatti gli effetti speciali con le luci, per esempio il fuoco nel forno? Un’altra cosa che ci ha colpito molto è stata la luce lunare delle scene nel bosco …

Infine, vorremmo sapere chi ha deciso di mettere in scena proprio questo spettacolo: è stato magnifico! Uno spettacolo spettacolare, fantastico, divertentissssssssssssssssssssssssssssssssimo.

Per concludere,  vorremmo fare tantissimissimissimi complimenti al regista Vittorio Borrelli che si è inventato delle scene così belle e divertenti.
Noi anche ci siamo divertiti moltissimo a cantare e speriamo di averlo fatto bene: Maestro Giulio, abbiamo cantato bene secondo te? Sii sincero.

La lettera della classe quarta:

foto quarta

Vorremmo innanzitutto farvi i complimenti per il bellissimo spettacolo: la musica era fantastica. Abbiamo apprezzato le voci di tutti i cantanti ma in particolare vorremmo fare i complimenti al coro di voci bianche, dove abbiamo visto cantare bambini anche della nostra età …

Vorremmo domandare alle protagoniste se è stato difficile cantare di fronte a un pubblico così grande.

Chi sceglie i cantanti che interpreteranno l’opera e come si fa? E’ stato difficile trovare i cantanti giusti?

Sappiamo che la scenografia è stata realizzata anni fa, ma vorremmo lo stesso sapere quanto ci vuole a costruire e dipingere scene come queste.

Ci piacerebbe davvero conoscervi e venire a visitare il Teatro per vedere cosa c’è dietro le quinte.

La lettera della classe quinta:

fotoquinta

Ci piacerebbe innanzitutto sapere: chi ha scelto questo titolo e perché?

Vorremmo chiedere al regista Vittorio Borrelli: come hai fatto a ideare lo spettacolo? Cosa ti ha ispirato? Come hai fatto ad adattare la regia a uno spettacolo sia per adulti sia per bambini?

… ci ha colpito soprattutto il preludio con gli effetti di luce e il fumo che facevano emergere la scena poco alla volta: abbiamo visto che c’era un tulle che poi è stato sollevato e vorremmo sapere precisamente perché è stato messo e come si usa.

Vorremmo sapere precisamente qual è il ruolo e il lavoro dei tecnici nascosti dietro le quinte e quanti erano.

Infine, vorremmo chiedere agli angeli: come avete fatto a danzare tanto a lungo sulle punte? Chi ha ideato la coreografia e come ha fatto ad inventarsela?

Quante domande …  in attesa della risposta degli artisti, un grande grazie ai bambini della scuola Buddies :-)

H&G: foto di scena

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Vi riportiamo il commento del regista Vittorio Borrelli al precedente articolo e aspettiamo i vostri!

In qualità di regista della produzione mi è toccato l’onere, e l’onore, di mettere in scena praticamente due spettacoli, uno per gli “adulti”, in lingua originale, e uno per i “bambini”, tradotto in italiano. Nello stesso tempo considero “Hansel und Gretel” un’opera senza un pubblico destinatario predefinito, in quanto musicalmente scritta in un linguaggio che fa presa in qualunque fascia di età e così nel curarne la regia non ho voluto modificare alcunché, perché tutti i “bambini”, dai 4 ai 90 anni potessero godere dello spettacolo.
L’operazione che ha visto coinvolte le varie scuole ha però superato ogni mia aspettativa, grazie all’alto livello di preparazione curato dai docenti e dall’ufficio scuole del Teatro Regio, al quale va il mio plauso più entusiastico. Inoltre la capacità comunicativa del m° Giulio Laguzzi che l’ha diretta, ha fatto sì che l’attenzione dei ragazzi fosse tutta concentrata sul palcoscenico ed il brusio in sala ne era la prova. Operazioni come queste DEVONO avere un seguito perché il teatro ha bisogno di un nuovo pubblico e coinvolgere le nuove generazioni significa programmarsi il “futuro”.
In sintesi, grazie.

Vittorio Borrelli