H&G: foto di scena

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Vi riportiamo il commento del regista Vittorio Borrelli al precedente articolo e aspettiamo i vostri!

In qualità di regista della produzione mi è toccato l’onere, e l’onore, di mettere in scena praticamente due spettacoli, uno per gli “adulti”, in lingua originale, e uno per i “bambini”, tradotto in italiano. Nello stesso tempo considero “Hansel und Gretel” un’opera senza un pubblico destinatario predefinito, in quanto musicalmente scritta in un linguaggio che fa presa in qualunque fascia di età e così nel curarne la regia non ho voluto modificare alcunché, perché tutti i “bambini”, dai 4 ai 90 anni potessero godere dello spettacolo.
L’operazione che ha visto coinvolte le varie scuole ha però superato ogni mia aspettativa, grazie all’alto livello di preparazione curato dai docenti e dall’ufficio scuole del Teatro Regio, al quale va il mio plauso più entusiastico. Inoltre la capacità comunicativa del m° Giulio Laguzzi che l’ha diretta, ha fatto sì che l’attenzione dei ragazzi fosse tutta concentrata sul palcoscenico ed il brusio in sala ne era la prova. Operazioni come queste DEVONO avere un seguito perché il teatro ha bisogno di un nuovo pubblico e coinvolgere le nuove generazioni significa programmarsi il “futuro”.
In sintesi, grazie.

Vittorio Borrelli

Ecco a voi Hänsel e Gretel

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Il regista Vittorio Borrelli in palcoscenico - il Maestro Giulio Laguzzi pronto per salire sul podio del direttore - la sala vista dalla buca d'orchestra

Il regista Vittorio Borrelli in palcoscenico – il Maestro Giulio Laguzzi pronto per salire sul podio del direttore – la sala vista dalla buca d’orchestra

Tutti in coda! - Le recite serali per i grandi (nella foto, il Liceo Spinelli), le pomeridiane per i più giovani (nella foto la classe II C della Primaria Duca degli Abruzzi)

Tutti in coda! – Le recite serali per i grandi (nella foto, il Liceo Spinelli), le pomeridiane per i più giovani (nella foto la classe II C della Primaria Duca degli Abruzzi)

 

Le nostre protagoniste pronte per salire in palcoscenico! Francesca Sassu (Gretel) e Sofia Koberidze (Hänsel)

Le nostre protagoniste delle recite per le scuole pronte per salire in palcoscenico: Francesca Sassu (Gretel) e Sofia Koberidze (Hänsel)

La buca comincia a riempirsi - ci si scalda dietro le quinte - angeli in abiti civili!

La buca comincia a riempirsi – si studia dietro le quinte – angeli in abiti civili

I cori!

I cori

finalmente si canta! - ci siamo divertiti ...

finalmente si canta! – ci siamo divertiti …

Grandi applausi

Grandi applausi

Prossimamente, qualche immagine di scena :-)

Vorreste vedere pubblicate le foto della vostra scuola? Mandatecele!

Arrivano Hänsel e Gretel!

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Ogni anno La Scuola all’Opera presenta in cartellone un celebre titolo musicale per bambini: grandi storie e grandissima musica, capaci di affascinare e coinvolgere il giovane pubblico, spesso per la prima volta a contatto con il mondo unico del teatro musicale.

humpyQuest’anno saremo incantati dallo splendido Hänsel e Gretel di Engelbert Humperdinck; chi non ha mai ascoltato e amato la celebre fiaba dei fratelli Grimm? Le nipotine del compositore si divertivano a mettere in scena la storia per amici e parenti, e dall’idea iniziale di scrivere per loro qualche semplice brano da cantare durante lo spettacolo, Humperdinck si lasciò ispirare fino a scrivere un’opera intera, considerata il suo capolavoro assoluto. Nel libretto, messo in versi da Adelheid Wette, sorella di Humperdinck e mamma delle bambine, troviamo una versione delicata e poetica della storia, arricchita da personaggi fatati come i maghetti Sabbiolino e Rugiadino e dalla magica atmosfera musicale: Humperdinck, che vi lavorò per ben tre anni, dal 1890 al 1893, seppe riassumere nella composizione tutti i caratteri della migliore tradizione ottocentesca e tardo romantica.

La versione in scena al Teatro Regio è quella, celeberrima, disegnata da Lele Luzzati, con i coloratissimi costumi di Santuzza Calì, con il libretto tradotto in italiano per i bambini.
Quattro recite (una riservata all’Istituto Comprensivo Palmieri di Torino), quattromilacinquecento bambini e ragazzi tra i 4 e i 12 anni. Di questi, più di tremila sono stati musicalmente preparati allo spettacolo dai loro insegnanti e dai nostri didatti della musica, che hanno condotto più di cento laboratori Cantiamo l’opera nelle scuole. Le incantevoli melodie di Hänsel e Gretel, semplici ma suggestive, sembrano infatti composte appositamente per far cantare i bambini.

Come sempre, quindi, il pubblico potrà essere direttamente protagonista dello spettacolo, intonando dalla platea i cori più belli.
Anche i laboratori di Opera…ndo, in cui giocare con orchestra,  canto, coreografia, scenografia e poesia, sono quest’anno interamente dedicati alla celebre fiaba dei Grimm.

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E voi, avete giocato all’Opera insieme a noi? Vorreste vedere pubblicato il frutto delle vostre fatiche? Mandateci elaborati creativi, foto, video, o semplicemente il racconto della vostra esperienza e condividetelo sul blog!
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Una sera a teatro

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Siamo ormai ad aprile e sul palcoscenico del Teatro Regio abbiamo visto alternarsi drammi storici, equivoci e macchine comiche di ogni tipo, belcanto, passione, amori, Romanticismo, barocco e Novecento, per non parlare dei grandi titoli di balletto.

Da ottobre ad ora, circa 700 studenti di scuola media e superiore hanno potuto immergersi insieme a noi in questo turbinio musicale e scenografico: per molti di loro era la prima volta.

Con il progetto All’opera, ragazzi! l’esperienza di una sera a teatro diventa accessibile a tutti, grazie a un percorso di preparazione personalizzato. Chi ha detto che l’opera debba piacere solo ai melomani? Il percorso è studiato apposta per giovani e neofiti: si comincia con una lezione introduttiva al titolo in questione, per comprendere bene il contesto storico e artistico che l’ha vista nascere, il linguaggio del compositore e le sue fonti. Qualche ascolto guidato completa il discorso e ci prepara alla visione delle prove. Prove di scena o prove in assieme, a seconda dell’ordine del giorno, a cui si assiste dalla platea come addetti ai lavori, scoprendo come dall’incessante attività in palcoscenico, in buca d’orchestra e dietro le quinte, tra correzioni tecniche e musicali, l’allestimento prende vita a poco a poco. Infine, un’approfondita visita guidata ci aiuta a capire come funziona un grande teatro lirico e conclude il percorso didattico introduttivo.

Il momento clou è naturalmente lo spettacolo serale, insieme al pubblico degli habitué ma con biglietti a prezzo agevolato.

Per chi lo desidera, l’esperienza si conclude poi a scuola, con un ulteriore intervento dei didatti de La Scuola all’Opera per una critica musicale e un commento alla rappresentazione e sull’intera esperienza.
All’opera, ragazzi! è un’opportunità per venire a contatto con un universo artistico e musicale unico nel suo genere: la vostra partecipazione sempre entusiasta ce lo conferma.

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Grazie ai 700 ragazzi e professori che hanno lavorato con noi su Otello, Giulio Cesare, Giselle, Don Chisciotte, Goyescas, Suor Angelica, Le nozze di Figaro e Il turco in Italia e grazie a quelli che ancora aspettiamo, dalla prossima settimana, per I Puritani, Hänsel und Gretel e Faust.

E per chi volesse solo un assaggio, senza l’impegno dello spettacolo serale, c’è il percorso Un giorno all’opera, che agevola in modo speciale chi arriva da lontano.

Vi è venuta voglia di venirci a trovare? Se siete curiosi di scoprire il nuovo cartellone 2015/16 per scegliere il titolo più adatto a voi, vi aspettiamo lunedì 13 aprile alle ore 11, in Sala Caminetto, per la presentazione della nuova Stagione d’Opera.
A presto!

MiloeMaya: una baby-opera al Teatro Regio

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Non esiste un limite d’età per il teatro e per la musica: La Scuola all’Opera nasce infatti per raggiungere il pubblico dei più giovani, voi ragazzi dai 3 ai 18 anni, ma non solo: partecipando alle attività de Il Sabato del Regio tutti, adulti o bambini, possono avvicinarsi con noi al mondo dell’opera lirica.

Ma che dire dei neonati e degli infanti, dei piccolissimi da 0 ai 36 mesi?

Vietato lasciarli a casa! Sabato 14 marzo il Teatro Regio ha ospitato uno spettacolo pensato e costruito apposta per loro dai bravissimi ragazzi della Compagnia Scarlattine Teatro e di AsLiCo Opera baby: Miloemaya, con drammaturgia di Michele Losi, musiche di Federica Falasconi e regia di Anna Fascendini, inserito nel programma di Expo2015.

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Un’esperienza multisensoriale di musica e teatro, che unisce osservazione, ascolto, esplorazione sonora e manipolazione spontanea di oggetti familiari legati al mondo del cibo. E cosa c’è di più gustoso e interessante della pappa?

Le bravissime attrici-cantanti-percussioniste Serena Crocco e Sara Milani hanno saputo affascinare bimbi e genitori in un viaggio musicale, guidandoli passo dopo passo: le prime sillabe ripetute si trasformano in melodie che emozionano, le melodie in semplici canzoni da ricordare, i suoni concreti e quasi improvvisati diventano ostinato ritmico e poi contrappunto al canto. Conclusione davvero spettacolare con il coinvolgimento dei minuscoli spettatori che diventano a loro volta esploratori musicali e protagonisti della performance.

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I successi di febbraio

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Febbraio è stato un mese di grandi spettacoli e grandi successi per il Teatro Regio e La Scuola all’Opera! Ve li raccontiamo qui, in breve.

Sì apre il sipario: un intraprendente e moderno Cherubino lancia aeroplani di carta sull’immortale musica di Mozart. Non siamo impazziti: è il preludio de Le nozze di Figaro raccontate ai ragazzi, altra indimenticabile pocket-opera dopo il fortunato Flauto Magico della scorsa Stagione. Anche questa volta il testo è di Vittorio Sabadin, che ha saputo conservare lo spirito dell’originale adattandolo al giovane pubblico di oggi. A fare da ponte tra gli intrighi e le macchine settecentesche narrate sul palcoscenico e i ragazzi in sala, tra noi e la musica di Mozart, uno scanzonatissimo Cherubino attore-narratore burattinaio, adolescente di oggi nei panni di un paggio di allora. Un grande successo per tutto il cast, per l’orchestra diretta dal Maestro Laguzzi e per la nostra regista Anna Maria Bruzzese. E voi, eravate in sala?

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La settimana successiva abbiamo fatto un salto indietro nei tempi, fino alle origini del mondo e dei suoni.
Con Paesaggi Sonori il palcoscenico del Piccolo Regio Puccini si è riempito di rastrelli, bottiglie, cinture, bicchieri, cucchiai, campane e corni, in un viaggio narrato in modo affascinante dal bravissimo Bob Marchese, a ritroso nella storia vicina e lontana, alla scoperta di un Piccolo Popolo che usava raccontare e raccontarsi con la musica. Con le Fievoli Fiabole Frivole di Domenico Torta, dagli attrezzi di campagna all’orchestra d’archi il passo è breve: basta usare le orecchie, la memoria, la creatività e osare un patà senza timore. Se vi siete persi questa meraviglia e non eravate con noi in sala a suonare i cucchiai sulla Danza delle ore, non possiamo che consigliarvi di fare un salto al Museo del Paesaggio Sonoro di Riva presso Chieri.

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Prove paesaggi sonori

Le nozze di Figaro raccontate ai ragazzi

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Tra pochi giorni sarà in scena, qui al Teatro Regio, un’opera considerata tra i più grandi capolavori di tutti i tempi. Stiamo parlando de Le nozze di Figaro, firmata dal genio mozartiano nel 1786. Tratta dal secondo capitolo della celebre trilogia di Beaumarchais, considerata a lungo troppo sovversiva per poter essere data nei teatri, rappresenta in pieno lo spirito dei tempi: Luigi XVI ebbe a dire che si sarebbe dovuto “demolire la Bastiglia, perché […] questa commedia non fosse un’incoerenza pericolosa“. Di lì a poco, la rivoluzione lo avrebbe accontentato. Agli occhi di molti la riduzione per musica di Mozart, su libretto di Da Ponte, perde buona parte della sua esplosiva carica sociale a favore di un più accentuato carattere da opera comica, incentrato sull’opposizione tra maschile e femminile, sull’intrigo e sugli amori delle coppie più che nella contrapposizione tra classi sociali. È vero fino ad un certo punto: in realtà le Nozze versione mozartiana, pur nel loro carattere da commedia, mostrano un dramma psicologico dei più moderni, dove si intrecciano personalità diverse, ognuna con la sua interiorità e col suo carattere, lottano e si scontrano per raggiungere la felicità.

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Ma la felicità di ognuno, come si vede nel brillante e magnanimo finale, dove tutti gli intrighi si svelano e le macchine si sciolgono, non è la felicità di tutti: e solo quest’ultima si può raggiungere, a patto di cedere, ognuno, qualcosa a favore dell’altro.

Siamo quindi ben lungi dall’appiattimento dei caratteri di una tipica “commedia per musica”, e in un campo assolutamente nuovo, un po’ ambiguo, del teatro musicale: un’opera complessa e difficile da inscrivere in una definizione o un’etichetta, sia per i contemporanei, sia per chi, come noi, la ascolta secoli dopo.

Come ben sapete, le difficoltà non ci spaventano: ed è proprio questo titolo così complesso ad andare in scena, qui al Teatro Regio, non solo nel cartellone principale, ma anche nella Stagione de La Scuola all’Opera, in formato pocket. Non si tratta di arrangiamento o semplificazione, quanto di una riduzione: intatto l’organico orchestrale e la messa in scena, è stata snellita però la storia e tagliate alcune parti per facilitare l’esperienza al pubblico dei giovani. Per inoltrarsi nella complessità dei caratteri e della musica ci vuole una guida esperta: e chi meglio di Cherubino, adolescente e coetaneo del nostro pubblico, protagonista e testimone della “folle giornata”? Sarà lui a indirizzare occhi e orecchie dei presenti in sala verso le meraviglie della composizione e della drammaturgia. A firmare questa originale e accattivante “guida all’ascolto in diretta” sarà nuovamente l’ormai esperta penna di Vittorio Sabadin, che con il fortunatissimo Flauto magico raccontato ai ragazzi dell’anno scorso ha dimostrato di essere più che all’altezza dell’arduo compito di presentare Mozart ai giovani.

In buca, l’orchestra sarà guidata dalla bacchetta del maestro Giulio Laguzzi, anche lui ormai un veterano degli spettacoli per le scuole. Regia a firma di chi i giovani li conosce molto bene, la nostra Anna Maria Bruzzese.