E’ settembre, ma senza impegno

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Cominciano le piogge e i primi freddi, ma in Galleria Tamagno è ancora estate… ce lo conferma Bianca, ballerina e giovanissima vincitrice del laboratorio Orchestra Quiz della settimana scorsa!

Sì, perché dopo un po’ di meritate vacanze abbiamo ripreso i nostri laboratori estivi dedicati a Wolfgang Amadeus Mozart: fino a venerdì le note del Flauto magico saranno di nuovo le protagoniste delle vostre performance di recitazione, canto, balletto e breakdance.

Nel frattempo, il Teatro ha riaperto le porte per i concerti di MITO e continua a farsi bello in vista dei prossimi appuntamenti.

Sappiamo che anche voi siete super impegnati nei preparativi per l’atteso ritorno a scuola e auguriamo a tutti, a voi e a noi, che questo settembre sia un buon nuovo inizio: a presto!

Pronti, settembre, via!

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Gentili lettori,

è giunto finalmente il momento di presentarvi le nostre proposte didattiche per il prossimo anno scolastico. Ci rendiamo conto delle difficoltà che tutti stiamo vivendo, in particolar modo dei dubbi e delle perplessità che riguardano il mondo della scuola, ma vorremmo comunque essere presenti con le nostre attività, per poter ancora incantare ed emozionare gli studenti (e non solo!).

Non potendo ancora avere la certezza matematica del futuro, abbiamo pensato di scrivervi una newsletter che potesse dare un’idea di ciò che vorremmo proporre ai giovani e ai giovanissimi di ogni ordine scolastico.

Prima di tutto gli spettacoli. Il Teatro ha l’intenzione di riprenderne alcuni che erano in programma la scorsa stagione e che purtroppo sono stati cancellati a causa dell’emergenza sanitaria. Sicuramente in dicembre ci sarà La bohème, i ragazzi e l’amore, nell’adattamento e testi di Vittorio Sabadin (fascia d’età consigliata 11-18 anni).

Non solo: stiamo lavorando per poter riproporre Racconti di paesaggi sonori (8-18 anni) e Riccioli di Barbiere (3/6 anni), entrambi con la partecipazione del pubblico.

Per una serie di motivi legati alla programmazione non sarà presente in cartellone Il mago di Oz, ma sicuramente a settembre potremo darvi il titolo di un’opera su cui verteranno tutti i nostri laboratori di Operando e che sarà la protagonista dell’attività Cantiamo l’opera.

Inoltre, dato che nell’anno nuovo è previsto uno dei titoli più interessanti e allettanti della storia dell’opera, ossia Il flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart, come non programmare una recita al mattino aperta agli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado?

Come ogni anno non potrà mancare uno spettacolo per il Giorno della memoria in collaborazione con il Polo del ’900 e saranno rinnovate le collaborazioni con altre realtà museali di Torino e cintura per tutti i nostri percorsi di rete e le attività legate agli spettacoli in stagione (Un giorno all’opera e All’opera, ragazzi!) che trovate nel sito del teatro, compatibilmente con l’evolversi della situazione legata all’emergenza sanitaria.

Ci saranno anche delle novità: un’attività a proposito di Ludwig (Beethoven) in occasione dell’anniversario della nascita e un percorso legato a tre titoli operistici settecenteschi (La scuola de’ gelosi, La finta semplice, L’opera seria) che dovrebbe svilupparsi su due fronti: da un lato il coinvolgimento di alcuni musei che “mettono in mostra” il ’700 e dall’altro una lezione-laboratorio sulle danze settecentesche, adatta ai ragazzi della scuola secondaria di primo e secondo grado.

E non possiamo dimenticarci di voi, cari insegnanti, che in questi anni ci avete seguito e sostenuto e ci avete permesso di diffondere la “cultura” dell’Opera Lirica, troppo spesso dimenticata dal sistema scolastico italiano: All’opera, docenti!, il ciclo di incontri di preparazione didattica agli spettacoli e alle attività della Scuola all’Opera, aperti a tutti i docenti e agli studenti universitari.

Stiamo lavorando per realizzare nuove modalità per la fruizione dei nostri servizi educativi e didattici e per questo chiediamo a voi: che cosa possiamo proporvi per poter venire incontro alle nuove esigenze dei ragazzi e della scuola?

Buona estate e arrivederci a settembre!

Andrea Fanan e Benedetta Macario
Teatro Regio Torino – Servizi Didattici ed Educativi

Orchestra quiz

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Last but not least, come laboratorio conclusivo de La Bella Estate vi presentiamo Orchestra Quiz, la sfida a colpi di ritmo e timbri dedicata alle orecchie più allenate del West.

Se pensate di saper riconoscere le voci dell’orchestra ad occhi chiusi, se per voi afferrare e riprodurre sequenze ritmiche è un gioco da ragazzi, insomma! se avete la musica nel sangue, questa è la sfida che fa per voi. E se prima di lanciarvi nella mischia avete bisogno di un po’ di allenamento, niente paura: ci pensa la nostra Cecilia a prepararvi al meglio.

Siamo onorati di potervi presentare i campioni assoluti di questo eccezionale quiz all’ultima nota: Sofia S. e Kamal H. Bravi ragazzi!!!

La Bella Estate termina domani … purtroppo!
Noi ci siamo divertiti parecchio, e voi?
Approfittiamo di questo tempo prima della ripresa delle attività per ricaricare un po’ le pile e per mettere a punto i nuovi progetti. 🤩

Vorreste qualche anticipazione? 😏Tranquilli, non dovrete aspettare settembre: appuntamento a lunedì, sempre qui sul nostro fedelissimo blog. 😎

Ancora danza in Galleria Tamagno

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Senza accorgercene, siamo già arrivati all’ultima settimana di laboratori estivi per il progetto La bella estate, un’opportunità che dopo questi mesi a riposo forzato ha rappresentato per noi un momento di ripresa davvero incoraggiante.

Dopo la break dance della puntata scorsa, anche oggi vi presentiamo un laboratorio dedicato al movimento: Classe di danza.

Chi di voi ha già avuto occasione di partecipare nella versione che proponiamo all’interno del ciclo Opera…ndo sa già di che si tratta: indossare per un giorno i panni del ballerino, dalle prime sperimentazioni con la gestualità fino all’invenzione e interpretazione di una coreografia sulle note di celebri compositori.

In questo nuovo taglio estivo dedicato al Flauto Magico, il laboratorio guidato dalla nostra Caterina si arricchisce di una sperimentazione su stili ed epoche diverse, dal medioevo al Charleston alla musica pop, per tornare infine al capolavoro mozartiano.

Recitazione, canto, danza classica e contemporanea: e per chi ha davvero troppo caldo per muoversi e preferisce allenare orecchie e neuroni? Abbiamo una proposta anche per voi! Appuntamento alla prossima puntata.

Yo, Papageno, yo!

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Quanti di voi si sono fermati almeno una volta ad ammirare i b-boys scatenarsi nel breaking in Galleria Tamagno?

Se fare gli spettatori non vi basta più e bruciate dalla voglia di muovervi in qualche ardita coreografia, Yo, Papageno, yo!, seconda proposta del ciclo La Bella Estate, è il laboratorio che fa per voi.

Guidati dal nostro Albert, spaziando dalle note dell’hip hop al Flauto Magico di Mozart, scoprirete come opera e danza contemporanea abbiano molti aspetti in comune, cimentandovi con le basi della breakdance.

Vi ricordiamo che i laboratori del progetto La Bella Estate sono gratuiti e destinati ai ragazzi dei centri estivi.

Se né Recitar cantando né la breakdance di Yo, Papageno, yo! fanno per voi, stay tuned per scoprire quali altre proposte abbiamo in serbo!

Laboratori in Galleria

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Il tempo vola quando ci si diverte … siamo quasi al termine della seconda settimana dalla ripresa delle nostre attività!

Mentre il Sovrintendente guardando avanti ha presentato un’anticipazione della prossima (bellissima!) Stagione e i primi spettatori ci hanno raccontato l’emozione del ritorno in Sala, anche noi ci siamo non poco divertiti con i laboratori de La Bella Estate, belli distanziati e al fresco della Galleria Tamagno.

Postiamo per voi qualche diapositiva dal primo appuntamento con Recitar cantando!

Protagonisti di questo debutto un baldo gruppo di ragazzi di 9 e 10 anni dal quartiere Santa Rita al mattino e i giovani dell’Associazione Relevé al pomeriggio: guidati dalle nostre Cecilia e Gloria si sono lanciati in una delle avventure più affascinanti e divertenti dell’opera, quella del Flauto magico.

Dopo aver raccontato la fiaba, averne ascoltato i brani più celebri ed essersi immedesimati nei protagonisti umani e… animali, un po’ di studio “serio”: in poco tempo i ragazzi hanno imparato ben sei brani, un riassunto dei momenti clou dello spettacolo.

Infine, Recitar cantando: si gioca “all’opera”, mettendo in piedi un mini Flauto magico interpretato interamente da noi. Niente male per una tranquilla mattina d’estate!

Grande emozione per l’Ufficio Scuole, dopo tanti preparativi e tante incognite, e divertimento per i ragazzi.

Ma, lo sappiamo, chi dice Galleria Tamagno dice break dance: nel prossimo post vi mostreremo qualche spezzone di Yo, Papageno, yo!, secondo appuntamento della serie. Alla prossima!

Estate con il Regio

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Vi avevamo promesso novità ed eccole, presentate lunedì 13 dal nostro Sovrintendente Sebastian Schwarz alla conferenza stampa in Galleria Tamagno: ce n’è per tutti i gusti e tutte le età.

Prima di tutto, Finalmente musica!, una rassegna di ben 30 concerti organizzati tra la nostra Sala lirico, il cortile di Combo e il Sermig – Arsenale della pace, inseriti nel progetto Torino a cielo aperto. Programma e info qui.

Noi della didattica invece giocheremo con il Flauto magico di Mozart nel progetto La bella estate: al fresco dell’Atrio delle carrozze proponiamo un ciclo di laboratori gratuiti, tra balletto e break dance, recitar cantando e quiz di musica per bambini e ragazzi dei centri estivi.

Per chi invece davvero non riesce a staccarsi dal divano, no problem: 12 opere dal nostro palcoscenico in tv, in onda fino al 24 luglio su Rai 5. Qui i titoli.

E… state con noi: non andremo in vacanza!

Scuolallopera: sentimental journey

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Eccoci ormai giunti all’ultima puntata, quella -come promesso- strappacuore!

Concludiamo il racconto della nostra storia con una carrellata di piacevoli ricordi e grandi emozioni che fin qui la Scuola all’Opera ci ha regalato; ci perdonerete il tono un po’ encomiastico e melenso che abbiamo usato fin qui, ma in questo momento avevamo più che mai bisogno di un’iniezione di fiducia, della consapevolezza che finora ci siamo sforzati di fare un buon lavoro: non perfetto, non privo di problemi e intoppi, ma continuando a crescere di anno in anno e cercando di imparare dai nostri errori.

Ne approfittiamo anche per ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuto: gli Amici del Regio, la Fondazione Cosso, la Fondazione Banca Popolare di Novara, la Fondazione CRT, la Compagnia di San Paolo e una Fondazione anonima piemontese.

Soprattutto grazie a voi, ragazzi e insegnanti che avete lavorato, giocato ed esplorato il melodramma con noi! Senza di voi questa bella storia non sarebbe stata possibile.

Attenzione, questa è solo l’ultima puntata della serie dedicata alla nostra storia: non è affatto un finale di stagione, né delle nostre attività, che proseguono insieme a quelle di tutto il Teatro.

Volete sapere cosa stiamo facendo? Rimanete sintonizzati su queste frequenze e ve lo racconteremo nelle prossime settimane.

E ora, cavate i fazzoletti, via alle lacrime:

Dei 40 anni che ho passato al Teatro Regio, 20 li ho vissuti insieme a voi. Tutta l’attività per le scuole l’abbiamo costruita insieme.
Quanti problemi, quanto lavoro, ma anche quante emozioni!
Non c’è dubbio, siamo, siete stati grandi e fate bene ad essere orgogliosi del lavoro che avete fatto.” Vincenza

Penso a questo lavoro come a un luogo d’incontro. Incontro tra i compositori, i personaggi, le storie e la Storia; incontro tra bravi colleghi -e vorrei ricordare tutti quelli che ci hanno accompagnato per un periodo breve o lungo, e poi hanno preso altre strade, ognuno lasciando qualcosa. Soprattutto un incontro con ogni singolo bambino e ragazzo, con ogni insegnante che ha collaborato con noi; come il teatro non si fa senza pubblico, la Scuola all’Opera non si fa senza di voi.” Elisabetta

Ero al terzo anno di università: con il Dams andammo a vedere una prova di Don Giovanni guidati da Giuseppe Parisi, collaboratore dell’Ufficio Scuole. Giuseppe ci disse che l’Ufficio cercava personale; rimasi talmente affascinata da quel luogo magico che non me lo feci ripetere due volte, portai immediatamente il mio CV . Così ebbe inizio la storia, dalle prime visite guidate ai percorsi di rete, poi le mostre e i laboratori didattici, fino a Ora di opera e al mio arrivo in Ufficio nel 2019”. Benedetta

Penso che la nostra sia un’attività non solo bella -che è forse scontato dire-, ma soprattutto importantissima, perché va a sopperire alle lacune che il sistema scolastico italiano ha nei riguardi della storia della musica: un pezzo irrinunciabile della nostra storia.” Francesca

Amo ogni attività nata all’interno di questo teatro attraverso di noi, grazie al nostro gruppo, e ammiro tutti i percorsi nuovi creati negli anni dalle mie colleghe; penso di amare la moquette del Regio più di qualsiasi altra cosa al mondo. Quando finiamo i laboratori del sabato pomeriggio e nel foyer cominciano ad accendersi le luci, l’allestimento del bar per accogliere il pubblico della sera… mi sento una persona fortunata, perché penso che faccio il lavoro che nella vita più avrei voluto fare. Anche i miei allievi della scuola di danza vivono di ricordi e ogni inizio anno mi chiedono “Quando ci porti, maestra, a teatro? Quando ci porti?”. Vedo lo stupore nei loro occhi quando torniamo a scuola e penso che siano esperienze che non dimenticheranno mai. Sono fortunata perché avrei voluto fare di questo il lavoro della mia vita, e così è stato. Fortunata anche per l’incontro con i colleghi: negli anni il nostro modo di lavorare è cresciuto, ci aiutiamo a vicenda in un’atmosfera molto positiva. Provo grande affetto e stima per la squadra che abbiamo costruito.” Erica

Non serve che vi racconti quanto avere a che fare con il pubblico, in particolare con i ragazzi e con i bambini, sia un mestiere bellissimo ma, allo stesso tempo, faticosissimo. Malgrado ciò, i 25 anni trascorsi in Teatro non hanno ancora spento il mio entusiasmo!
Credo sia una questione di orgoglio…
Sono infatti orgogliosa di far parte di questo straordinario mondo, dove il lavoro (perché in teatro si LAVORA tantissimo) di centinaia di persone crea la magia dello spettacolo e dove l’arte e la bellezza non ci allontanano dalla realtà umana, ma al contrario ci permettono di apprezzarla al meglio della sua manifestazione creativa! Sono orgogliosa di aprire la porta della nostra bellissima sala e di scoprire ogni volta la meraviglia negli occhi di chi la vede per la prima volta. Sono orgogliosa di far parte di un gruppo di lavoro che, pur tra mille difficoltà, non smette di credere all’importanza dell’educazione e della formazione di tutti gli esseri umani, di qualunque età, provenienza o estrazione sociale. Sono orgogliosa di sciogliermi in lacrime tutte le volte che Violetta o Mimì muoiono sulla scena. Sono orgogliosa di incontrare ragazzi molto cresciuti (a volte, ormai, uomini e donne in carriera…) che mi raccontano della loro prima volta a teatro con la Scuola all’Opera e di come quell’esperienza abbia segnato la loro vita.” Simona

Ricordo con emozione la telefonata di Vincenza con cui fui reclutata. Frequentavo il terzo anno di Didattica della Musica in Conservatorio e fui orgogliosa di essere stata segnalata dai miei insegnanti per collaborare con l’Ufficio Scuole. Cominciai con grande entusiasmo e un’esplosione di idee… Tanti progetti, tanti laboratori, tanto entusiasmo creativo sono seguiti al mio primo primo Opera…ndo.
Fra questi merita un posto di rilievo il primo “Cantiamo l’opera” con “Il piccolo spazzacamino” di B. Britten, che ci ha visto girare per le diverse scuole di Torino, del Piemonte, addirittura della Val d’Aosta, a cantare e far cantare i cori del pubblico previsti da eseguire durante lo spettacolo. Impagabile l’emozione, rinnovata ogni volta, data dal direttore d’orchestra quando si gira verso la platea a dare l’attacco ai ragazzi delle scuole, emozionati e preparati. Da questi primi inizi fino ad arrivare al progetto più giovane a cui particolarmente legata, che mi ha dato molte soddisfazioni a fronte di una dedizione entusiasta ed empatica: Sipari Sociali, coronamento del nostro lungo periodo di esperienza nel campo della didattica musicale e teatrale.” Nausicaa

Già la visita guidata fu per me un piccolo sogno che si avverava: vedere quel Teatro dietro le quinte, la sartoria, la sala ballo e calpestare il palcoscenico… sì, perché quando ho iniziato si poteva calpestare la scena guardando la platea… brividi! E i laboratori… per me una grande novità, poter trasmettere la gioia di danzare anche a bambini non studenti di ballo, in modo non accademico ma altrettanto serio. Ovviamente ne fui entusiasta!
La vita a volte è strana perché successe una cosa per me pazzesca: nonostante avessi mandato più volte il mio curriculum come ballerina alla responsabile del ballo del Regio, non ero mai stata convocata per un’audizione. Il caso volle che a distanza di un mese dalla mia prima visita guidata fossi chiamata per l’audizione del ballo di Romeo et Juliette di Gounod, regia di Alberto Fassini. Passai l’audizione e così cominciò la mia doppia avventura con il nostro Teatro, che mi ha regalato anni di attività didattica super intensa e il privilegio di mettere in scena molti spettacoli per i ragazzi: una fucina formativa sotto più punti di vista.” Anna Maria

Sotto l’albero di Natale mia madre mise un piccolo pacchetto con all’interno un foglietto e questa scritta: “ti hanno presa a lavorare al Teatro Regio”. Ricordo bene le emozioni che provai in quel momento, dalla gioia più sfrenata alla paura più nera. Molti anni e molte emozioni dopo, posso dire che quello che non mancherà mai ne La Scuola all’Opera sarà la passione, le competenze, la voglia di ognuno di noi di aprirvi le porte e farvi conoscere il mondo del Teatro e dell’Opera lirica.” Stefania

Con il Teatro Regio ho un legame davvero speciale: sarà perché quando ancora piccolina ho visto lì la mia prima opera, il Barbiere di Siviglia, con la mia mamma e il mio papà, sarà che ho avuto la fortuna di entrare a lavorare in Teatro e subito poterne esplorare i segreti, ma l’amore per questo posto ha continuato a crescere al punto da condizionare tante mie scelte lavorative e perfino la durata del mio viaggio di nozze.”Maria Cristina

Sono state tante le emozioni, tanti i ricordi belli e meno belli, i momenti di gioia e di difficoltà, tantissime le persone di ogni età incontrate e a cui spero di aver trasmesso l’importanza di un teatro del calibro del nostro bellissimo Regio per Torino, per i torinesi, e non solo.” Antonella

Seguendo i progetti de La Scuola all’Opera in questi anni sono davvero cresciuta insieme a loro. La corsa meravigliosa è riuscire a far ricreare al pubblico un pezzo di Teatro, facendolo sentire come in palcoscenico. Il bello dei nostri laboratori è che c’è spazio per tutti: ognuno può trovare la sua dimensione, esprimendosi da solista o all’interno del gruppo a seconda del suo carattere.” Ombretta

L’episodio forse più commovente fu quella volta che, arrivata in Ufficio, la voce gentile di Andrea mi disse: stamattina hai dei “cuccioli” di tre anni. Dentro di me: panico! Cosa potranno capire? Poi, appena li portai in sala, appena si accese il fantasmagorico lampadario … li guardai e vidi le loro bocche spalancarsi per lo stupore e i loro occhi luccicare. Tutto fu chiaro per tutti, maestre e bimbi: quello era un posto magico e l’unica cosa da capire era che lì si può viaggiare, volare, sfidare ogni regola razionale, perché in Teatro tutto è possibile!” Cecilia

“… ma tu com’è che ci sei arrivata al Regio?
La domanda arriva quasi sempre proprio così, diretta, con quel tono tra il curioso e lo spavaldo che i ragazzi hanno quando una cosa li interessa, ma non vogliono darlo troppo a vedere. E spesso l’insegnante di turno tenta una mediazione “non si chiede, è una cosa privata, chiedete del teatro”.
Invece, per me, è una delle domande più belle, perché mi sembra sempre un segnale di interessamento diverso, più forte, più personale, che travalica il limite della lezione scolastica e parla del perché qualcuno si innamori dell’opera lirica e del come arrivi a farne la propria materia di lavoro. Avevo all’incirca sei mesi quando mio padre, allora violoncello dell’orchestra, mi ha, per la prima volta, portata al Regio; da grande vi avrei lavorato come figurante, mimo-ballerina e attrezzista, prima di approdare all’Ufficio Scuole nel gennaio 2004.
Forse ci sono arrivata davvero quando mi sono resa conto che per me è importante raccontare il mondo del Teatro Regio ai ragazzi per far capire loro che, nonostante tutto, l’opera non è così lontana da noi. Che è fondamentale farli ragionare su come quello dell’opera “luogo da ricchi” sia solo un luogo comune; sugli innumerevoli autori che l’opera ci ha regalato, autori che non devono, per obbligo, piacerci tutti, in blocco, ma che possiamo classificare secondo i nostri gusti. Che posso dire loro, senza paura, che adoro Puccini e non riesco a digerire Wagner, o che, in privato, ascolto musica pop o da discoteca e che, quindi, una cosa non impedisce l’altra, possono innamorarsi della lirica e continuare ad ascoltare i loro cantanti preferiti. Che posso raccontare storie scritte nei secoli scorsi, ma che parlano a noi, oggi, con la stessa forza e ci scatenano gli stessi sentimenti, perché due innamorati potranno sempre dirsi “Ho tante cose che ti voglio dire, o una sola, ma grande come il mare, come il mare profonda ed infinita… Sei il mio amore e tutta la mia vita!”. E ci sono arrivata anche quando i ragazzi più impensati, quelli con lo sguardo che ti giudica non appena mettono piede in teatro e ti dice che loro sono lì solo perché li ha costretti “la prof”, alla fine del percorso escono con un pizzico di incanto negli occhi e un ”Forse ci torno prof. Forse ci vengo a vedere un’opera.”” Caterina

All’ultimo anno di Accademia di Belle Arti decisi di frequentare un corso di formazione in beni culturali e ambientali, che prevedeva anche uno stage. Io, che frequentavo scenografia, chiesi se fosse possibile farlo proprio al Regio. Fu così che all’inizio del 2007 iniziai ad affiancare le colleghe nelle varie attività didattiche, sia in teatro che nei laboratori di scenografia in Strada Settimo. A fine stage Vincenza mi regalò due biglietti per le prove generali. Vidi Cavalleria Rusticana, e sulle grida finali di “Hanno ammazzato compare Turiddu!” piansi come una fontana. Nel frattempo finii gli studi e a settembre del 2007 ricevetti una telefonata da Vincenza, che mi chiedeva se avevo voglia di collaborare con il Teatro. Piansi di nuovo come una fontana, ma questa volta di gioia.” Barbara

Il lavoro sulla scenografia che abbiamo avuto la possibilità di fare con i ragazzi in questi anni è speciale, perché l’immagine è un linguaggio a parte e tante volte può avere poteri terapeutici, può aiutare a catalizzare i pensieri o ad esorcizzare le paure.” Ilene

Quando durante il primo sopralluogo Stefania mi portò in avanscoperta tra i piani meno esplorati culminando verso il sipario mi sono sentita Alice a testa in giù, in un pozzo di estasi come solo l’immergersi dietro le quinte ti può far sentire. Il teatro è scuola per chiunque decidesse di farsi attrarre, abbassare le difese e farsi cullare dalla magia di un verso cantato insieme, di un canto, di un coro, delle sinergie artistiche che emergono dal golfo mistico.
Ragazzi cosa vi ricorda la pianta del Teatro?”
“Uno squalo! Uno scudo, un castello, una cipolla, una bocca, un’ampolla!”, perché il teatro può essere tutto questo, oltre i limiti dell’immaginabile… L’opera non è un richiamo solo per abbonati e melomani ma uno spunto di riflessione e  opportunità di crescita.” Roberta

Poter andare nelle scuole e insegnare i cori ai bambini, vedere la loro gioia e l’entusiasmo quando cantano durante lo spettacolo è davvero emozionante. È un lavoro speciale, davvero unico: lo definirei un lavoro-passione. È molto importante da parte nostra metterci non solo intelligenza musicale e creativa, ma soprattutto intelligenza emotiva; ogni classe è diversa e mano a mano impariamo a essere flessibili, cercando di entrare in empatia con tutti.” Gloria

Quando a 18 anni arrivai a Torino alla Germania trovai proprio al lato della galleria Tamagno un luogo dove poter ballare la mia amata disciplina urbana, la breakdance. Nel 2014, grazie ad uno street casting, venni arruolato come figurante; così ebbe inizio la mia avventura. Da quel momento in poi mi sono aperto al teatro con tutte le mie energie. Già lo amavo da fuori; scoprire la sua umanità dall’interno, con le persone che ci lavorano, scoprire la meravigliosa famiglia che è il Regio di Torino mi ha legato per sempre a loro. Non sono solamente persone che lavorano per il mondo dello spettacolo, ma ognuno di loro è un appassionato artista della sua professione.” Albert

Il mio primo ricordo operistico è mio papà che mette la Butterfly sullo stereo e a “Tutti zitti!” di Goro io, due-tre anni circa, rispondo “plin plin plin – plin, plin!” cantando insieme al metallofono; poco dopo arrivarono i congiurati di Un ballo in maschera, poi Gilda che canta “Caro nome” mentre si vede lontano un miglio che quello non è uno studente povero ma quel farabutto del Duca di Mantova -affascinante sì ma farabutto-, e così crebbi con la convinzione che tutte le storie più belle hanno una fine assolutamente tragica -ragion per cui il finalone trionfale postumo con Turandot che un secondo prima voleva far fuori Calaf e poi cambia idea e lo bacia appassionatamente e tutti cantano in gloria mi è sempre suonato alquanto sospetto.
Ma c’è un’altra cosa che il melodramma mi ha insegnato, ed è quello che auguro al mio Ufficio Scuole del cuore: e cioè che ogni bella storia ha i suoi momenti di passione, non c’è melodramma se un po’ non si piange, ma dopo la fine, quando il sipario si riapre, sono di nuovo tutti vivi, sorridono e tenendosi per mano avanzano verso il proscenio a prendere l’applauso del pubblico. Come ha scritto Giuseppe Verdi: Tutto nel mondo è burla!” Sarìn

Scuolallopera: and the winner is

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Partecipai al concorso sulla Madama Butterfly della Stagione 1999/2000, quando la mia classe vinse nella realizzazione della miglior trasposizione moderna dell’opera di Puccini.
Quello che ricordo con piacere è stata la possibilità per me, ancora bambino, di vedere e poi sperimentare la messa in scena di uno spettacolo, affrontandola come un gioco più complesso di quelli fin allora giocati, ma ancora alla mia portata. Mi sono portato dietro l’idea che con un lavoro ben fatto si riesce a costruire qualcosa di interessante anche per gli altri, costruire nuovi mondi, nuove realtà.”
Federico

Vi abbiamo ormai raccontato quasi tutte le attività che la Scuola all’opera ha creato negli anni, la crescita l’evoluzione della squadra nel tempo; ultimo grande cambiamento organizzativo fu nel 2010, quando l’Ufficio Scuole passò dall’ambito delle Attività promozionali alla competenza della Direzione Artistica, sotto la guida del Maestro Alessandro Galoppini* e di Marina Pantano.

Una delle ultime tra le iniziative dell’Ufficio è proprio il blog dal quale vi stiamo scrivendo, attivo dalla Stagione 2012/13; è nato come una pagina grazie alla quale poter comunicare direttamente con voi, raccontarvi liberamente di noi come stiamo facendo ora, ma soprattutto ascoltare la vostra voce e ospitare i vostri lavori.

Il blog ci ha permesso, in questi anni, di pubblicare le vostre letterine agli artisti, i vostri disegni, le vostre fotografie, temi, fumetti, ricette (ebbene sì!) e tutto il frutto del vostro lavoro sull’opera. Ci ha permesso, inoltre, di riprendere un’attività erede di lontani e coraggiosi esperimenti di vent’anni fa: quella dei concorsi.

In apertura d’articolo avete letto la testimonianza di uno studente di allora, Federico; le sue parole, arrivate via email in risposta alla nostra letterina, ci dicono che la strada, già allora, era quella giusta. Ma lasciamo che sia Erica a raccontare più nei dettagli quelle prime esperienze:

Durante la Stagione 1999/2000 venne fatta la meravigliosa proposta di far gareggiare medie e licei tra di loro nella messa in scena di un’intera opera lirica a scuola; era un progetto strepitoso e, all’epoca, ebbe stupendi risultati. Le scuole avrebbero dovuto inviare un video e altro materiale dello spettacolo da loro realizzato e i vincitori sarebbero andati in scena al Piccolo Regio. Io lavorai con una classe dell’istituto Ippolito Nievo: non era una scuola con grandi spazi, ma fu comunque possibile avvicinarci al movimento e alla coreografia. La genialità dei ragazzi si vide nella scrittura del libretto, nella rivisitazione dell’opera e nel mettere in scena un qualcosa di contemporaneo anche dal punto di vista del movimento scenico, senza dover danzare veramente, ma usando il corpo, proprio come vogliono i registi di adesso; seppero mettere il gesto al servizio del canto, del recitato, della mimica oltre che del sentimento che si deve trasmettere a un pubblico. Questa esperienza mi aprì un mondo. Dopo Butterfly 2000 ci fu Figaro 2001, in seguito al quale il progetto divenne ancora più ambizioso con la messa in scena de La Bella Dormiente, che prevedeva la collaborazione di studenti del Conservatorio a fianco dei ragazzi non specializzati dei licei o delle medie, che dovevano salire sul palcoscenico o suonare in orchestra preparati da noi. È stato uno dei lavori più belli che io abbia mai fatto al Regio.” Erica

Per molti anni, concorsi e spettacoli delle scuole si interruppero; i progetti Sipari Sociali e Ora di opera, di cui vi abbiamo parlato nella scorsa puntata, sono eredi di queste prime idee. Ma ci era rimasta anche la voglia di farvi gareggiare in concorso, per trasmettervi l’idea che giocare con l’opera è sempre, comunque vada, una win-win situation.

Il primo della nuova serie di concorsi ospitati sul blog è stato Verdi vs Wagner, dedicato ai due campioni dell’opera italiana e tedesca nel bicentenario della nascita. Un progetto super impegnativo ma molto gratificante, che ci ha visti pubblicare un post a settimana per mesi nel ripercorrere e mettere a confronto storia e stile dei due Grandi, tra carte di identità, linee del tempo, film e interviste impossibili. Vincitori di questa prima edizione furono l’allora classe II C del Liceo Cavour di Torino e a pari merito in seconda posizione le classi II A e II B del Liceo Newton di Chivasso.

L’anno successivo ci fu il bis con Il gioco dell’opera, che estese il campo di gara a tutta l’opera italiana, un viaggio in quindici tappe dal recitar cantando al Novecento: alcuni di quegli articoli ve li abbiamo riproposti durante il lockdown per accompagnarvi nel vostro percorso di scuola a distanza. Vincitori di quell’anno furono le classi IV B e IV A del Liceo Newton di Chivasso, che fecero piazza pulita di premi e avversari come primi e secondi classificati.

Nella Stagione 2015/16 il torneo si concentrò sulla macchina-teatro, cercando di farvi conoscere tramite una serie di interviste i ruoli e le professionalità all’opera in una Fondazione lirica come il Regio di Torino: vincitori furono la classe IV ginnasio (attuale V) del Liceo Classico Bodoni di Saluzzo, in prima posizione, e quattro studenti del Liceo Classico Europeo Umberto I di Torino.

In occasione del Festival a lui dedicato, che coinvolse tutta la città di Torino, non potevamo non intitolare l’edizione successiva Viva Vivaldi!, in omaggio a un Autore dalle mille sfaccettature e dalle centinaia di composizioni. Per il secondo anno consecutivo, arrivarono primi i ragazzi del Liceo Classico Bodoni di Saluzzo; grande novità fu l’apertura del concorso anche alle scuole medie -dove Vivaldi la fa da padrone tra una Stagione e l’altra-, scelta premiata da un meritatissimo secondo posto e una menzione speciale ai ragazzi della classe I D della Scuola Media Calamandrei di Torino.

Ultimo grande gioco a squadre -per ora – il divertentissimo Crescendo rossiniano, un’edizione non più online ma interamente giocata in teatro con ben 18 classi partecipanti, un superquizzone su uno dei compositori più amati di sempre in occasione dei 250 anni dalla sua scomparsa.

Perché l’opera, qualsiasi cosa succeda, è immortale.

Per questo abbiamo cercato, in questi quasi trent’anni di attività, di farla conoscere davvero a tutti, continuando a modificare, correggere, migliorare, ampliare e diversificare le offerte didattiche, al punto che, ad oggi, il nostro storico nome di Scuola all’Opera ci va quasi stretto.

Il “Sabato del Regio” ci permette di guidare un pubblico eterogeneo verso la conoscenza del teatro in tanti modi diversi: dai laboratori per le famiglie, con piccoli e grandi che giocano e si divertono cantando, recitando e danzando insieme, fino al “Sabato all’Opera“ per scoprire le fasi di preparazione del singolo spettacolo anche attraverso la possibilità di assistere alle prove degli artisti.” Simona

Cosa succederà da ora in poi? Non lo sappiamo, ma sappiamo che l’entusiasmo e l’emozione che il nostro lavoro ci fa provare rimangono immutati.

Per questo, anche se il racconto è terminato, vogliamo dedicare ancora una puntata a parlarvi dei sentimenti che proviamo per La Scuola all’Opera e per il Teatro Regio: una puntata strappacuore, fra pochi giorni su questo blog.

IN QUESTA PUNTATA ABBIAMO CONOSCIUTO

*Alessandro Galoppini, musicista e insegnante, ha collaborato con il Regio dal 1990 al 2019, ricoprendo nel corso degli anni molteplici ruoli: maestro collaboratore, maestro di sala, suggeritore, direttore musicale del palcoscenico, responsabile del settore orchestra, Direttore dell’Area artistica e infine Direttore Artistico. È attualmente Responsabile delle compagnie di canto al Teatro alla Scala di Milano.

Scuolallopera: networking

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Piazza Castello 215; il nostro Teatro si trova nel cuore di Torino, al centro geografico di una città che ha nella storia e nella cultura le sue più grandi ricchezze.

È stato quindi naturale per la Scuola all’Opera cercare da subito di creare una rete che da questo centro potesse ricongiungersi al territorio, valorizzando quelle connessioni che legano il melodramma a tutte le altre arti e discipline.

L’opera, infatti, è il più multimediale degli spettacoli; e il teatro musicale da sempre è stato non soltanto colonna sonora, ma un vero e proprio fil rouge in grado di attraversare e legare i più diversi saperi, dalle arti visive all’architettura e all’urbanistica, dalla storia alla scienza, dall’archeologia all’anatomia, all’organologia.

Se ciò non bastasse, provate a pronunciare la parola “interdisciplinare” davanti a un didatta e vedrete come gli si illuminano gli occhi… e la squadra dell’Ufficio Scuole non ha fatto eccezione, già dai primissimi anni di attività cercando un modo per creare una rete di collaborazione tra il Regio e le altre istituzioni culturali di Torino.

Se qualche giorno fa vi abbiamo parlato di coinvolgimento del pubblico, oggi vi parliamo della storica collaborazione con i musei e gli altri teatri della nostra città.

Piazza Castello vista dall’Ufficio Scuole

Già nel ‘91 nacque il primo “progetto pilota” di quello che negli anni sarebbe divenuto un ricchissimo catalogo di Progetti di rete, o, nel gergo di noi guide, di “Giornate”.

Ricordo ancora la mia prima “Giornata” quando seguii Francesca nel percorso denominato “Regio e dintorni”, che comprendeva la visita a Palazzo Reale , il Museo del Risorgimento e il Teatro Regio, oppure il percorso seguito con Elisabetta dove, dopo il pranzo in mensa, portammo i ragazzi nel fantastico Museo della marionetta. E poi toccò a me…! Quanti percorsi, quante collaborazioni, quanti enti e realtà museali abbiamo sfiorato e in qualche modo fatto un po’ nostri… alcuni progetti si sono dispersi con il passare degli anni, altre attività proseguono ancora.” Stefania

Sempre in quegli anni, nacque un altro progetto in collaborazione con la GAM Galleria d’arte moderna e contemporanea: il percorso raccontava i quarant’anni d’oro delle arti sul palcoscenico torinese tra la prima assoluta di Bohème, nel 1896, e il tragico incendio del 1936 che segnò la fine del primo Teatro Regio.

Attività bellissime ma molto impegnative, proprio per la molteplicità dei percorsi e la necessità da parte di noi guide di continuare a studiare e a prepararci sugli argomenti più svariati da dover presentare ogni volta a un pubblico diverso.

Ricordo quando ho iniziato a fare tutti percorsi, un’attività molto intensa dovendo prepararli di volta in volta, da una settimana all’altra. Con i percorsi, ogni giorno sembrava un giorno diverso, un giorno di nuova conoscenza; un lavoro che mi ha arricchita all’ennesima potenza.” Erica

Negli anni, i percorsi di rete sono molto cambiati, nello sforzo di migliorarli dal punto di vista didattico e di rimanere al passo con le nuove istituzioni culturali che emergevano nel territorio. Un esempio è stato l’antico Anello dei teatri, che portava i ragazzi alla scoperta dei luoghi di spettacolo storici di Torino, dal teatro romano al Carignano, dal teatro d’Angennes all’auditorium RAI, poi trasformatosi in Il Teatro del Principe, il teatro del Re. Nato il Museo del Cinema, Francesca ideò Cinema e musica -oggi Musica e film, con la riscoperta e il restauro della Venaria Reale proponemmo Dalla Reggia di Venaria al Teatro Regio . Impossibile non parlare poi della connessione tra il Regio e la corte sabauda, argomento che abbiamo esplorato prima di tutto nel percorso La piazza, il palazzo, il teatro in collaborazione con Palazzo Madama, e nei percorsi con Palazzo Reale, la Reggia di Venaria, Stupinigi.

La più longeva tra tutte queste collaborazioni è stata quella con il Museo del Risorgimento, cominciata nei primissimi anni e attiva ancora oggi: il percorso che abbiamo costruito si intitola Il Melodramma, la voce del Risorgimento, ed è dedicato al ruolo determinante che la musica ha avuto nella creazione delle coscienze e di un senso di appartenenza.

Per la loro varietà, i percorsi di rete sono inoltre una delle attività che principalmente mettono in luce le diverse competenze delle “guide”, tra le quali, come state scoprendo dalle piccole bio in calce, ci sono musicologi e musicisti, storici dell’arte, ballerini, insegnanti, architetti e scrittori. Molti di noi hanno dato un contributo diretto alla nascita o all’arricchimento di un percorso, grazie al loro specifico bagaglio formativo e professionale.

Il mio contributo da collaboratrice de La Scuola all’Opera, oltre alle visite guidate e ai laboratori di danza, si è basato principalmente sul guidare i percorsi che connettono l’opera ad altre realtà culturali, come i percorsi con Palazzo Reale e L’arte di apparire con Palazzo Accorsi.” Antonella

“La mia specializzazione in Storia dell’Arte mi ha permesso di lavorare soprattutto per ciò che riguarda le attività interdisciplinari, ovvero tutti quei percorsi che, nel corso degli anni, sono stati organizzati in collaborazione con musei ed enti del territorio. Oltre ai percorsi ancora attivi, in passato ho avuto l’onore di lavorare anche con i colleghi della Galleria Sabauda, del Palazzo Reale, della GAM, di Palazzo Barolo, di Palazzo Bricherasio (quando ancora era sede di esposizioni straordinarie… ricordate la mostra sugli Impressionisti del 2003/04?). La mia conoscenza del patrimonio artistico della nostra bellissima città si è enormemente ampliato e rafforzato grazie a tutte queste esperienze.Simona

I percorsi in collaborazione con gli altri musei sono un’attività che davvero mi appassiona, perché danno ai ragazzi la possibilità di scoprire la connessione tra diverse materie di studio e permettono a noi di collaborare con realtà dalle quali non possiamo che trarre un arricchimento. Sono una delle orgogliose creatrici del percorso Echi d’oriente , in collaborazione con il MAO – Museo d’Arte Orientale, nel quale si parla molto di opera, ma anche di balletto, e ho avuto la fortuna di poter ripensare, con altre colleghe, il percorso Il teatro del Principe, il teatro del Re, in collaborazione con la Fondazione Teatro Stabile di Torino, che ci permetteva di ripercorrere la storia dell’edificio-teatro entrando in un capolavoro barocco come il Teatro Carignano mettendolo a confronto con il nostro moderno Regio.” Caterina

Dopo i primi mesi in cui feci “solo” visite guidate, studiando e seguendone alcune (Elisabetta è stata la mia Maestra, non solo per le visite, ma anche per tutte le altre attività), arrivarono i percorsi di rete e infine le mostre: sui costumi di scena (Frammenti d’opera al Castello di Racconigi nel 2008, L’oro e la seta alla Fondazione Accorsi-Ometto nella stagione 2010/2011) e su Carlo Mollino agli Archivi di Stato (da cui nacque un percorso intitolato Carlo Mollino, architetto e fotografo in collaborazione con la Fondazione Palazzo Bricherasio). Negli ultimi due anni sono stati creati due i percorsi alla cui nascita ho contribuito in prima persona: Orme sonore, in collaborazione con la Palazzina di caccia di Stupinigi e Musica signa, in collaborazione con l’Officina della scrittura.”Benedetta*

Tra i partner che ci hanno accompagnato negli anni non possiamo non citare anche la Galleria Sabauda, il Museo di Antichità, il MUSLI – Museo della scuola e del libro per l’infanzia, Xkè? – Il laboratorio della curiosità e il Borgo Medievale di cui vi abbiamo parlato nella puntata dedicata ai laboratori, il Museo del paesaggio sonoro per il progetto Tutto fa musica, la Compagnia Stilema Uno Teatro per i laboratori di recitazione legati ai nostri titoli di cartellone, e la Casa Teatro ragazzi e giovani. Da qualche anno, inoltre, si è attivata un’ulteriore collaborazione alla quale teniamo molto: quella con il Museo diffuso della Resistenza. Fu un’idea di Marina affiancare allo spettacolo per il Giorno della Memoria un percorso interdisciplinare che aiutasse i ragazzi a toccare con mano quanto questa parte di storia sia ancora molto vicina a noi, sia nel tempo sia nello spazio.

Negli anni, questa rete di collaborazioni ci ha arricchito non solo di arte, conoscenza ed esperienza didattica, ma anche di persone; diversi dei nostri collaboratori li abbiamo guadagnati proprio in questo modo. Impossibile non citare, ad esempio, Strumenti in galleria, storico percorso grazie al quale abbiamo conosciuto Sara detta Sara Grande*, all’epoca “guida” in Conservatorio e da allora parte del nostro team. Grazie alla collaborazione con Università e Conservatori, negli anni, si sono succeduti in Ufficio molti stagisti e tirocinanti di belle speranze e grande passione per l’opera: alcuni di questi sarebbero in seguito diventate nuove valide leve della squadra Scuola all’Opera, come Roberta* e Sara detta Sarìn*.

Parlando di persone, quei primi anni di grandi attività vedono un altro momento epocale nella costruzione del team: nel 1994 l’Ufficio si arricchisce con l’arrivo di Andrea, che ancora oggi ne è parte imprescindibile.

Al mattino facevo la “guida”, il pomeriggio supportavo la signora Bellina nell’Ufficio Scuole, la sera lavoravo come maschera, praticamente vivevo in Teatro.
Dal 2011 mi sono ritrovata una compagna di banco d’eccezione: Elisabetta, amica fin dai tempi dell’Università. Negli ultimi tempi è subentrata la preziosissima Benedetta, sotto la supervisione di una responsabile a cui va tutta la mia ammirazione oltre che la mia amicizia, Marina.”
Andrea

Piazzetta Mollino: le Luci d’artista uniscono l’Archivio di Stato juvarriano al Teatro Regio

In queste tre puntate vi abbiamo raccontato quello che abbiamo fatto noi: ma anche voi avete fatto molto, mostrando una partecipazione, una creatività e una passione che il Regio ha cercato di premiare.

Nel prossimo appuntamento, dunque, saranno protagonisti le vostre opere e i premi che con queste vi siete meritati.

IN QUESTA PUNTATA ABBIAMO CONOSCIUTO

*Benedetta Macario, al Regio dal ‘99, ha una laurea in Storia della musica, un dottorato in Storia e critica delle culture e dei beni musicali, una laurea in Composizione ed è diplomata in Musica corale e direzione di coro. In mezzo a cotanto studio è riuscita anche a insegnare, tenere conferenze e lezioni-concerto e lavorare alla redazione dei programmi di sala di MITO SettembreMusica. Dal 2019 è entrata in Ufficio, dove ora insieme ad Andrea porta avanti le attività de La Scuola all’opera.

*Sara Sartore, musicista, didatta della musica e insegnante. Oboista, il suo amore più grande va in realtà al corno inglese -e non possiamo darle torto. Collabora con il Regio dal 2009.

*Roberta Ghiotto, in Teatro dal 2013, collabora come guida anche con altre istituzioni culturali. Laureata al DAMS, la sua grande passione per le parole, la comunicazione e le lingue è stata una carta vincente per le proposte didattiche del Regio.

*Sara Schinco è laureata in Restauro architettonico e in Didattica della musica. Come svago, impara lingue straniere e scrive: questo blog, articoli di musica, programmi di sala, Nostri Libretti e altre cose più o meno serie. Ama spassionatamente l’opera, ma i suoi toppermost of the poppermost sono il Quartetto Cetra e Natalino Otto.