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Si aprano i Sipari… romantici!

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Per gli addetti ai lavori e il pubblico del Teatro Regio, l’arrivo dei mesi primaverili non significa solo essere nel pieno della Stagione e delle attività, ma anche che l’ormai tradizionale appuntamento con i Sipari Sociali è alle porte!

Sipari Sociali è un progetto biennale promosso dal Regio e dall’impresa sociale culturale Articolo Nove e sostenuta da una Fondazione Privata Piemontese e dall’associazione Amici del Regio, che dal 2012 permette a ragazzi tra gli 11 e i 17 anni provenienti da contesti sociali diversi di valorizzare la propria unicità e creare unità attraverso l’arte.

Un po’ come nell’opera, dove ognuno ha il suo compito – cantanti, strumentisti, tecnici, scenografi, attrezzisti, sarti, direttori di palcoscenico – e ogni espressione artistica -musica, coreografia, poesia, recitazione – ha il suo posto insostituibile nella creazione di uno spettacolo che meglio di qualunque altro dà voce a ciò che abbiamo nel cuore.

E quest’anno i ragazzi di Sipari Sociali, guidati dalle nostre bravissime didatte Nausicaa, Ombretta, Caterina, Giovanna, Maria Cristina, Barbara e Ilene, e con la collaborazione di Federica, Josette, Irene e Ivan, hanno messo in scena un titolo sentimentale per eccellenza: liberamente tratto da L’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti, ci presentano Sipari Romantici – L’elisir del teatro.

Sipari-Sociali_2019

Click sull’immagine per il link alla locandina

 

Alcuni di loro dietro le quinte, impegnati con la preparazione della scenografia, altri si sono messi a disposizione in buca come professori d’orchestra, mentre chi salirà sul palcoscenico canterà, reciterà e danzerà, mettendosi in gioco in tutte le discipline del teatro.

Un enorme grazie a chi ha reso possibile questo progetto e soprattutto ai ragazzi che ne sono protagonisti.

Non vediamo l’ora di assistere al frutto delle vostre fatiche!

Si aprano i Sipari!

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Aspettando Pinocchio tra musica e opere d’arte

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Arriva finalmente la primavera, e con il bel tempo anche la Stagione dei ragazzi entra nel vivo!

Pinocchio di P. Valtinoni - Foto Ramella&Giannese - © Teatro Regio Torino [057]
Dal 20 al 23 marzo uno dei personaggi più amati al mondo sarà finalmente in palcoscenico: Pinocchio! Dalle pagine del capolavoro di Collodi, Pinocchio ha preso vita come protagonista di un’opera nel lontano 2001, nato dalla penna del compositore Pierangelo Valtinoni e del librettista Paolo Madron. La musica meravigliosa e la toccante storia del burattino che voleva diventare un bambino al Regio si vestono dei colori e degli effetti speciali pensati dalla fiabesca regia di Luca Valentino, con i pupazzi di Claudio Cinelli. Siete pronti a cantare con noi?

Pinocchio di P. Valtinoni - Foto Ramella&Giannese - © Teatro Regio Torino [158]

Per l’occasione, il Teatro Regio si è fatto ancora più bello! Ad accogliere l’opera e noi spettatori, troveremo esposte in Foyer alcune meravigliose opere di un artista che a Pinocchio ha dedicato tanto lavoro ed emozione, disegni, dipinti e sculture: Ezio Gribaudo.

“Il mio interesse per Pinocchio nasce da una storia personale e molto bella, dai toni di una
parabola. Quando ero piccolo, un giorno avevo fatto indigestione di ciliegie, quando,
all’improvviso, mi sono trovato a chiedermi quali potessero essere le funzioni pratiche del fatto che il ciliegio fosse sia una pianta da frutto sia un tipo di legno. Alla mia domanda retorica, che mi ponevo per aprire un campo di indagine, ovvero, “Il ciliegio, cos’è?”, ho trovato una risposta nell’idea che Collodi abbia usato questo tipo di legno per tirare fuori un burattino, il suo famoso Pinocchio, che mi ha affascinato fin da bambino.”

Non siete curiosi di saperne di più e, magari, conoscere l’artista? Ezio Gribaudo sarà felice di incontrare i bambini del pubblico mercoledì 20 marzo. Non mancate!

Gribaudo

Voti per il Regio?

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La Scuola all’Opera e il Teatro Regio sono felici di annunciare che il progetto “Ora di Opera”, ideato in collaborazione con l’Associazione Articolo Nove Srl è nella short list del FEDORA Prize for Education 2019!

Puoi sostenere anche tu il progetto! Voti per il Regio?

https://www.fedora-platform.com/competition/shortlist/ora-di-opera/89

“Ora di Opera” coinvolge circa 60 ragazzi tra i 14 e i 18 anni con la finalità di sostenere e aiutare gli adolescenti nei rapporti individuali e all’interno del gruppo classe, nel rendimento scolastico, nella formazione del proprio carattere, grazie alla pratica teatrale e musicale e all’acquisizione di nuove conoscenze e abilità. Come? Attraverso laboratori di recitazione, incontri di pratica corale, incontri di danza. Il progetto si concluderà con la messa in scena da parte dei ragazzi di uno spettacolo tratto da La Cenerentola di Gioachino Rossini il 20 maggio 2019 al Piccolo Regio G. Puccini.

Il tuo voto aiuterà il Teatro Regio a entrare nelle nomination FEDORA Prize for Education 2019 e, soprattutto, permetterà a tantissimi ragazzi di partecipare al progetto nella prossima Stagione.

Puoi aiutarci anche condividendo sui tuoi canali social l’invito al voto con gli hashtag

#FEDORAPrizes2019 #fedoraplatform #fedoraprizes #opera #ballet #education

Grazie del tuo aiuto!

 

L’Elisir secondo voi

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… la storia è bellissima.
Narra di due innamorati: Nemorino e Adina, un sergente (bullo) Belcore e uno dei soliti venditori imbroglioni: Dulcamara.

Alessio

A quanto pare il nostro Nemorino, protagonista de L’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti, andato in scena a novembre, questa volta è stato accorto! Invece di farsi imbrogliare da Dulcamara, si è rivolto a un parere esperto per trovare sollievo ai suoi tormenti amorosi: riceviamo e pubblichiamo la lettera che il nostro eroe ha scritto alla rubrica La posta del cuore del Calamandrino, giornale indipendente edito dai ragazzi della Scuola Media Calamandrei di Torino.

Caro Danilo,

so che tu sai dare consigli in amore, e io, in questo momento, ne ho proprio bisogno. Sono innamorato di una bellissima ragazza, ma lei è nobile e istruita, io non ho speranze con lei. Inoltre, io sono timido e impacciato e quando le sto vicino mi si bloccano le parole in gola, e non riesco a dirle niente. Abbiamo due caratteri opposti, siamo come il sole e la luna, non potremmo mai brillare insieme. Sono proprio disperato, sarei disposto a tutto pur di conquistarla, anche a prendere un elisir d’amore, cosa mi consigli di fare?

Nemorino       

La risposta dell’esperto:

Caro Nemorino,

(ma poi, che nome è… io ti lascerei solo per questo)
come hai detto tu, la situazione  è drammatica, ma io sono qui per aiutarti.

Se la fortunata ragazza di cui sei innamorato non riesce a vedere il bello che c’è in te, dovresti lasciarla andare. Se ti vuole veramente tornerà, senza che tu debba fare niente. Altrimenti significa che lei non era la ragazza giusta.
Nel caso in cui tu non volessi perderla, ti consiglio di rischiare e dichiararti, perché l’unica cosa che ti serve è avere coraggio.

Spero di averti aiutato.

     Danilo

p.s. nel caso non dovesse funzionare ricorda di tenerti stretto uno zecchino,
l’idea dell’elisir non è così male.

Ragazzi, che consigli saggi! E volete sapere com’è andata a finire? Sentiamo i commenti della classe III L, che ha assistito allo spettacolo lavorando con noi insieme alla professoressa Piera Del Col con il progetto All’Opera, ragazzi!:

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Un viaggio a tappe alla scoperta dell’orchestra

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Un viaggio a tappe alla scoperta dell’orchestra

L’opera: uno spettacolo multimediale, l’abbiamo detto più volte, dove diverse arti si fondono insieme per dare vita a una stupenda storia musicale.

Ma se provassimo ad ascoltare chiudendo gli occhi, oscurando per un momento il palcoscenico e concentrandoci soltanto sulla musica?
E se a questa ancora togliessimo il canto lirico, facendo diventare protagonista del nostro ascolto l’orchestra?

Certo, non è comune dedicarsi esclusivamente alla musica strumentale in un teatro lirico, dove l’orchestra è solitamente relegata in buca e della quale vediamo soltanto a tratti la bacchetta del direttore; ma proviamo a togliere l’orchestra dall’opera e scopriremo che è lei a dare vita e colore al melodramma, diva dello spettacolo tanto quanto i cantanti che vediamo sul palcoscenico.

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Viaggio in orchestra è stato pensato proprio per questo, per puntare il riflettore in buca e farci scoprire i suoni, i colori e la macchina di una grande orchestra sinfonica: a guidarci in questo affascinante percorso niente di meno che Stefano Catucci, filosofo, scrittore e storico conduttore dei Concerti del Quirinale di Radio3.

L’appuntamento è articolato in due tappe: la prima è dedicata all’ascolto delle diverse sezioni dell’organico orchestrale, con l’efficacissima Guida del giovane all’orchestra scritta appositamente a questo scopo da Benjamin Britten, compositore dalla spiccata vocazione didattica, e dalla divertente e ritmata Sinfonia dei giocattoli attribuita a Leopold Mozart, papà del celebre Wolfgang.

Il secondo appuntamento è rivolto ai più esperti, ragazzi più grandi che vogliono approfondire gli aspetti più virtuosistici, raffinati e grandiosi di un grande organico orchestrale con il Concerto di Béla Bartók e il Preludio dai Maestri cantori di Norimberga di Richard Wagner.

In entrambi i concerti, secondo la formula interattiva che preferiamo, non saremo soltanto pubblico ma faremo attivamente parte dello spettacolo suonando anche noi, seguendo il direttore con semplici e divertenti strumenti ritmici costruiti in classe o con i gesti suono.

L’occasione non è da poco e per prepararsi al meglio abbiamo pensato per voi anche un laboratorio: con Piccola e grande orchestra impareremo insieme, a scuola, a classificare gli strumenti che ascolteremo dal vivo in Teatro, a costruire quelli ritmici che utilizzeremo noi e a suonarli seguendo la partitura.

Musica per il diverso

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Pare quasi scontato scrivere che la musica possa raccontare l’inesprimibile, sublimare l’indicibile. Meno scontato è affrontare apertamente, oggi, il tema di quanto il diverso faccia ancora paura e di come questa paura possa diventare disgusto, odio, segregazione, sterminio.
C’è stata un’epoca, un passato recente, in cui questo odio non è stato dissimulato o mascherato, ma anzi esibito con orgoglio; un’epoca nella quale il diverso è stato separato, rinchiuso in ghetti e Lager, barbaramente ucciso. E ciò che non si può rinchiudere né sterminare, ciò che dà voce all’ineffabile, è stato proibito e messo a tacere.

Si può perseguitare anche la musica, se scomodamente turba la “purezza della razza” includendo armonie e ritmi di etnie “diverse”; se avanguardisticamente viola le regole e stravolge l’ordine della tradizione; se chi l’ha scritta è di sangue, religione, cultura “altri” rispetto a noi.

Questo è ciò che ha fatto, non molti anni fa, il nazismo, attraverso la propaganda della Entartete Musik, “musica degenerata”, e ancora una volta il Teatro Regio sceglie di dare voce a quanto è stato messo a tacere per ricordare, a gennaio, il Giorno della Memoria. I brani eseguiti dall’Orchestra del Teatro Regio guidata da Sergey Galaktinov saranno intervallati da interventi del filosofo Carlo Sini sul tema della diversità; per ricordare, ma anche per capire e interrogarsi su un pericolo che, forse, non è affatto passato.

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Il programma musicale offre una panoramica dei linguaggi invisi al nazismo: a partire da Mahler, autore proibito dopo la sua morte perché ebreo, passando per le avanguardie con le innovazioni ritmiche e armoniche di Stravinskij e Šostakovič. Troveremo la ricerca etnomusicologica di Bela Bartok, che volontariamente chiese a sua volta di essere incluso nella lista di autori “degenerati” e infine il ritorno al tonalismo e il recupero dei linguaggi classici nella Simple Symphony di Britten e nel celebre Adagio di Samuel Barber, che Toscanini diresse per la prima volta nel 1938 definendolo “semplice e bello”.

Il concerto può essere abbinato all’attività didattica La musica della Shoah in collaborazione con il Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà.

I percorsi dell’opera

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I percorsi dell’opera

La musica è forse tra le arti la più evocativa, la più ricca di suggestioni che permettono di viaggiare nello spazio, nel tempo e nell’interiorità. Da sempre ci piace portarvi a spasso in questi percorsi e tra i più bei musei torinesi usando l’opera lirica come punto di partenza e di arrivo di attività giornaliere che di solito piacciono molto a voi ragazzi per la loro varietà e ai vostri insegnanti per le possibilità di creare connessioni interdisciplinari.
Ieri, lunedì 15 ottobre, si sono aperte le prenotazioni: vorremmo quindi offrirvi una piccola panoramica su quello che potete scoprire accompagnandoci dei nostri percorsi.

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Prima di tutto una novità: Orme sonore, in collaborazione con la Palazzina di caccia di Stupinigi, alla scoperta delle suggestioni della natura trasformate in musica.
Ma da dove viene il teatro musicale? Facciamo un salto alle origini dell’opera tra mito e storia attraverso Il canto magico di Orfeo, in collaborazione con il Museo di Antichità – Polo Reale di Torino.
Il teatro del Principe, il teatro del Re, in collaborazione con la Fondazione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, è invece un viaggio alla scoperta della struttura-teatro, dai greci fino all’eccezionale progetto molliniano del Teatro Regio e passando dell’eccellenza della sala all’italiana del teatro Carignano.
Con La piazza, il palazzo, il teatro, in collaborazione con Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica
scopriamo musica e opera al tempo dei Savoia, tra il mondo e lo spettacolo nobiliare e quello popolare della piazza e della strada;

mentre per una giornata a corte scandita dalla musica ci aspetta Dalla Reggia di Venaria al Teatro Regio.
Ma nel Settecento, oltre al Teatro, tutto era spettacolo: ce lo racconta L’arte di apparire, percorso in collaborazione con Fondazione Accorsi-Ometto – Museo di Arti Decorative.

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La musica nelle arti figurative, tra rappresentazione e invenzione, in mostra con Strumenti in Galleria, in collaborazione con la Galleria Sabauda.
L’opera come veicolo di un messaggio politico e sociale: questo è Il melodramma, la voce del Risorgimento, in collaborazione con il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano.
Siamo arrivati alle soglie del Novecento: come l’opera è stata influenzata e ha rielaborato le suggestioni sonore e visive dell’esotica Asia? Questo è Echi d’Oriente, in collaborazione con Fondazione Torino Musei – MAO-Museo d’Arte Orientale.
Infine, il cinema! La settima arte come rivoluzione e al tempo stesso erede del mezzo narrativo musicale, dal palcoscenico al set passando per la storia della colonna sonora: scopritelo con Musica e film, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema.

Ben dieci strade differenti, quindi, per accontentare davvero tutti ed esplorare ogni connessione che l’opera può offrire.