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Scuolallopera: now on stage (’91-’92)

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Al termine della prima puntata, abbiamo lasciato un Ufficio Scuole appena nato, formato da un gruppo di collaboratori che, durante la visita, accompagnano il pubblico a scoprire la vita quotidiana nei luoghi più reconditi del teatro, dalla magnificenza del foyer al fascino della sartoria e delle sale prova.
Tra tutti questi luoghi magici, ce n’è uno ancora più speciale, che esercita un’attrazione magnetica ma cui solo gli addetti ai lavori hanno accesso: il palcoscenico.

Il palcoscenico è il posto dove l’incantesimo si compie: dove lo scorrere del tempo è dettato dalla musica e dove siamo proiettati in un altro spazio e l’inverosimile diventa reale.

È lì che prende vita lo spettacolo ed è lì che tutti i lavoratori del Teatro vedono il risultato dei propri sforzi: tutto ciò che è stato deciso negli uffici della Palazzina Alfieri, preparato dietro le quinte, messo a punto nelle sale prova, ogni cosa è finalizzata al palcoscenico.

Anche il neonato Ufficio Scuole ha quello stesso obiettivo, e sa che la visita guidata è quindi solo il primo passo in un viaggio che ha come meta finale una poltrona in platea.

Avvalendosi del prezioso contributo di Rosy Alciati*, che collabora in quegli anni come responsabile della didattica, il giovane team delle Scuole comincia quindi a sperimentare nuovi percorsi di avvicinamento agli spettacoli di cartellone.

Nel 1992 nascono così due dei titoli che ancora oggi sono tra i più amati della nostra attività, da voi ma anche da noi, per la soddisfazione che ci regalano:

Un Giorno all’Opera e All’Opera, ragazzi! … ecco quello che volevo fare! Volevo avvicinare i ragazzi a quel mondo che io amo così tanto, all’opera lirica, raccontando storie meravigliose, facendo ascoltare le magiche note di grandi musicisti, poterli accompagnare sulle scene di grandi registi… Quando si riaccendono le luci dopo lo spettacolo e vedi alcuni dei ragazzi, che hai accompagnato in questo cammino di conoscenza, con gli occhi un po’ lucidi, puoi ritenerti davvero soddisfatta.” Stefania*

Raccontare l’opera a un pubblico in erba e preparare i ragazzi per la sala non è una cosa semplice e una giornata in teatro non è sufficiente: il lavoro inizia a scuola. Per questo ogni percorso è preceduto da un incontro speciale per gli insegnanti che in questo modo possono cominciare la preparazione già in classe.

Accompagnare i ragazzi di medie e superiori alla visione di uno spettacolo del cartellone era certamente una bella sfida, ma perché non offrire l’emozione della platea anche ai più piccoli? Dal 2003 nascono così i primi spettacoli per la scuola dell’infanzia o primaria, scelti tra i titoli più belli dell’opera per ragazzi e proposti in formula interattiva: grazie al laboratorio Cantiamo l’opera è il Teatro ad andare a scuola, portando i nostri didatti nelle classi a preparare i bambini per cantare durante la rappresentazione, insieme ai protagonisti in palcoscenico.

Impagabile l’emozione, rinnovata ogni volta, data dal direttore quando si gira verso la platea a dare l’attacco ai ragazzi delle scuole, emozionati e preparati. Le prime edizioni venivano allestite al Piccolo Regio e noi musicisti – didatti eravamo dislocati ai margini della sala, in piedi, per aiutare la direzione degli attacchi musicali…”Nausicaa*

Dopo qualche anno in scena al Piccolo, il vero salto di qualità arrivò con la figura importantissima di Filippo Fonsatti*, che con grande coraggio aprì le porte della sala lirico agli spettacoli per i ragazzi: cominciando con le opere per i giovani di AsLiCo e dal, 2011, nuove produzioni interamente firmate Teatro Regio.

Il primo spettacolo con le scuole nella sala del Lirico, con più di mille bambini che applaudono felici, è ancora oggi un ricordo mozzafiato.” Cecilia

Il piccolo spazzacamino, Ciottolino, Pinocchio, Pollicino, Hänsel e Gretel e Il flauto magico sono solo alcuni tra i titoli che in questi anni abbiamo cantato insieme a migliaia di bambini.

Grazie alla penna di Vittorio Sabadin* è poi nata la formula delle pocket opera, grandi titoli raccontati ai ragazzi: spettacoli della Stagione, con le stesse scene e gli stessi costumi “dal cartellone dei grandi”, ma in versione pensata per gli adolescenti di oggi.

Oggi la Scuola all’Opera vanta una vera e propria Stagione, con spettacoli di ogni tipo: opere interattive, titoli per il Giorno della Memoria, concerti, pocket opera e mini opere per il pubblico dai 3 ai 7 anni.

Dopo tante esperienze come assistente e coreografa, Childrens’ crusade è il primo spettacolo che ho curato interamente come regista, uno spettacolo per il Giorno della memoria, rappresentato in forma semiscenica dal Coro delle voci bianche. Un’esperienza quindi doppiamente emozionante, per la profondità dei temi trattati – le sofferenze inflitte ai bambini dalla Shoah e da tutte le guerre – e per la possibilità di analizzarlo e lavorarci proprio con interpreti ancora bambini. Recentemente ho poi avuto l’opportunità di mettere in scena Dolceamaro e Riccioli di barbiere, riduzioni di Elisir d’amore e del Barbiere di Siviglia pensati per un pubblico di piccolissimi. Anche in questo caso, l’adattamento di questi grandi titoli in formato fiaba è firmato Vittorio Sabadin; da parte mia, cerco di lavorare su immagini che rimangano impresse ai bambini insieme alla musica e alla storia”. Anna Maria*

Dal 1992 ad oggi, preparare i ragazzi e portarli all’opera non smette di emozionarci:

Ho visto bambini incantarsi di fronte ai movimenti di Pinocchio (“Ma è un burattino che si muove DAVVERO!”) o ascoltando le melodie della Regina della Notte (“Sta cantando veramente, non è registrato!”). Ho udito ragazzine di prima media scandalizzate dal finale di Butterfly (“Non è giusto! Cio Cio San doveva dare un pugno sul naso a Pinkerton e andarsene con il suo bambino!”) e sentito schiere di bambini uscire da teatro canticchiando “Non più andrai farfallone amoroso” o fischiettando la cavatina di Figaro…”Simona

Potrei raccontare innumerevoli episodi, da quella volta che sono rimasta bloccata nelle valli di Lanzo per tre giorni a causa della neve per fare laboratori corali nelle scuole di montagna, oppure la fantastica tensione che prende durante gli spettacoli dei ragazzi, quando tutta la platea canta all’unisono- e bene- “Una volta c’era un Re” piuttosto che “Gnomi, gnomi siamo”. Tutte esperienze straordinarie che porto nel cuore ma che una cosa hanno in comune: l’espressione di meraviglia del pubblico. Che si tratti di abbonati della prima ora o dei più turbolenti bulletti della scuola, quando entrano a teatro non ne escono mai senza aver, almeno una volta, disegnata in viso quell’espressione ad occhi sgranati e sorriso beato di qualcuno che si è trovato davanti qualcosa di stupendo ed inaspettato. Trovarsi di fronte a qualcosa di sorprendente, in questa epoca di effetti speciali, non è cosa da poco e ha sempre delle conseguenze, e per questo so che chi entra in Teatro, alla fine, in qualche modo, ne esce migliore.”Maria Cristina*

Questo è il nostro punto di vista, viziato – lo sappiamo – dagli occhiali dell’amore per l’opera e per voi. Ma siamo sicuri che anche da parte vostra l’emozione sia la stessa. Un esempio?

Facevo la prima media e, partecipando a Cantiamo l’opera, ho avuto la fortuna di ascoltare Elisabetta che ci parlava del Flauto Magico… sono rimasta incantata! Ricordo quanto impegno nello studiare i brani musicali e quanta emozione all’idea che avrei cantato in un vero teatro con dei veri cantanti, con un vero coro! Questa esperienza mi segnò talmente nel profondo che entrai nel coro delle voci bianche del teatro, un primo passo nel mondo dell’opera e della sua magia. Tanti anni e tanti studi dopo mi è stata data l’opportunità di fare il lavoro più bello del mondo: raccontare il mio amore per l’opera, per la musica, per il nostro teatro ai ragazzi.” Elena*

Avremmo potuto fermarci qui, e invece no. Il richiamo del palcoscenico era ancora fortissimo. Vedendo bambini e ragazzi emozionarsi in platea e curiosissimi nel mettere il naso dietro le quinte, abbiamo capito che il desiderio più grande di tutti è uno solo: provare in prima persona l’emozione della ribalta, diventando protagonisti di un’opera. Come fare?

Questa è un’altra storia, o meglio: un’altra puntata della nostra storia.

IN QUESTA PUNTATA ABBIAMO CONOSCIUTO

*Rosy Alciati, insegnante, per anni è stata consulente esterna dell’Ufficio Attività Scuola in qualità di esperta di didattica.

*Stefania Perrone è laureata in drammaturgia musicale al DAMS, suona il pianoforte, il clarinetto e il trombone. La sua più grande passione dopo la musica sono le rose, che coltiva a centinaia nel suo giardino. Collabora con il Regio dal 1998.

*Nausicaa Bosio, dopo un’infanzia dedicata dedicata a Tarzan e Zorro, da adolescente ha cambiato strada dedicandosi alla musica e al teatro. Ha studiato recitazione e canto e si è diplomata in Pianoforte e Didattica della musica. Insegnante, lavora con la Scuola all’Opera dal 1995.

*Filippo Fonsatti, attualmente alla guida del Teatro Stabile di Torino,ha lavorato al Regio dal 1994 al 2007, come assistente del Direttore Artistico e del Sovrintendente e in seguito come Direttore Artistico del Piccolo Regio e Responsabile dell’Area Formazione e Ricerca.

*Vittorio Sabadin, giornalista e autore, è stato primo caporedattore centrale e vicedirettore de La Stampa. Ha fatto parte del Consiglio di indirizzo del Teatro Regio per molti anni e per La Scuola all’Opera ha firmato una serie di magnifici adattamenti di opere in formato pocket. Il suo eroe musicale è Wolfgang Amadeus Mozart.

*Anna Maria Bruzzese si è formata come musicologa e ballerina e lavora in Teatro dal 1996. Negli anni ha affiancato al lavoro da didatta con La Scuola all’opera quello di danzatrice, coreografa, direttore di scena e regista, carriera che l’ha portata a collaborare con istituzioni teatrali di rilevanza internazionale.

*Maria Cristina Rallo, figlia d’arte, è entrata per la prima volta a Teatro da piccolissima grazie alla mamma Vincenza. Da grande, è diventata violinista e didatta della musica. Lavora al Regio dal 1999.

*Elena Crisman si è innamorata del Teatro cantando nel Coro delle voci bianche del Regio. Ha studiato viola in Conservatorio per poi concentrarsi sulla didattica della musica, in cui si è laureata nel 2019. E’ uno degli ultimi acquisti de La Scuola all’Opera.


Falstaff immenso, enorme Falstaff!

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Mrs. Quickly “Voi le stregate tutte!”
Falstaff “Stregoneria non c’è, ma un certo qual mio fascino personal …”


Nel mese di novembre appena terminato, sono stati Sir John Falstaff e le sue riprovevoli brame, protagonisti dell’omonima ultima opera verdiana (1893), a stregare il pubblico del Teatro Regio.
Nell’allestimento di Daniele Abbado, le avventure del vecchio viveur hanno preso vita sopra una piattaforma inclinata, circolare come l’addome del nostro Sir John, continuamente in trasformazione grazie a botole e pedane girevoli, pareti e mobilio celati in torre di scena.
L’eccezionale libretto firmato da Arrigo Boito e lo straordinario lavoro compositivo di Giuseppe Verdi riescono a conferire nobiltà alle scabrose vicende di un Sir John che non sa riconoscere il suo declino e anzi, attribuisce alla sua indecente mole fisica una capacità seduttiva fuori dal comune. Su questa Falstaff fa leva per destreggiarsi tra un imbroglio e l’altro rincorrendo in eterno le grandi passioni della sua vita: il vino, le donne e l’oro.


FALSTAFF Se Falstaff s’assottiglia
non è più lui, nessun più l’ama.
In quest’addome
v’è un migliaio di lingue che annunciano il mio nome!
PISTOLA Falstaff immenso!
BARDOLFO Enorme Falstaff!
FALSTAFF Questo è il mio regno … lo ingrandirò

Gli costa caro però l’incontro con le gaie comari di Windsor che rovesciano il suo inganno escogitando una colossale contro -burla al termine della quale non solo Falstaff ma anche la gelosia di Mr Ford e la grettezza del Dr Caius escono definitivamente scornati e gabbati.

Son io, son io, son io che vi fa scaltri!
L’arguzia mia fa l’arguzia degli altri.

Ed è qui che il Falstaff verdiano rivela una nascosta dignità che nell’originale commedia shakespeariana non aveva e che restituisce al personaggio una dimensione umana e malinconica, che coinvolge anche noi, pubblico, con la fuga finale a 10 voci che sfonda la “quarta parete” rivolgendosi direttamente agli spettatori:

Tutto nel mondo è burla.
L’uom è nato burlone,
La fede in cor gli ciurla,
Gli ciurla la ragione.
Tutti gabbati! Irride
L’un l’altro ogni mortal.
Ma ride ben chi ride
La risata final.

La risata finale la rise certamente Giuseppe Verdi, ormai ottantenne, con questa dimostrazione di maestria, padronanza assoluta delle forme e dei generi, in barba ai maligni che lo credevano capace soltanto di drammi e del solito “zum-pa-pa”.
Hanno lavorato insieme a noi su Falstaff 7 classi di Scuola Media inferiore provenienti da Acqui Terme, Alba, Cuorgnè e Collegno con il percorso Un giorno all’opera, mentre altre 2 classi medie e 5 superiori hanno avuto l’opportunità di assistere allo spettacolo di cartellone grazie al progetto All’opera, ragazzi!
Diteci la vostra!

Una sera a teatro

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Siamo ormai ad aprile e sul palcoscenico del Teatro Regio abbiamo visto alternarsi drammi storici, equivoci e macchine comiche di ogni tipo, belcanto, passione, amori, Romanticismo, barocco e Novecento, per non parlare dei grandi titoli di balletto.

Da ottobre ad ora, circa 700 studenti di scuola media e superiore hanno potuto immergersi insieme a noi in questo turbinio musicale e scenografico: per molti di loro era la prima volta.

Con il progetto All’opera, ragazzi! l’esperienza di una sera a teatro diventa accessibile a tutti, grazie a un percorso di preparazione personalizzato. Chi ha detto che l’opera debba piacere solo ai melomani? Il percorso è studiato apposta per giovani e neofiti: si comincia con una lezione introduttiva al titolo in questione, per comprendere bene il contesto storico e artistico che l’ha vista nascere, il linguaggio del compositore e le sue fonti. Qualche ascolto guidato completa il discorso e ci prepara alla visione delle prove. Prove di scena o prove in assieme, a seconda dell’ordine del giorno, a cui si assiste dalla platea come addetti ai lavori, scoprendo come dall’incessante attività in palcoscenico, in buca d’orchestra e dietro le quinte, tra correzioni tecniche e musicali, l’allestimento prende vita a poco a poco. Infine, un’approfondita visita guidata ci aiuta a capire come funziona un grande teatro lirico e conclude il percorso didattico introduttivo.

Il momento clou è naturalmente lo spettacolo serale, insieme al pubblico degli habitué ma con biglietti a prezzo agevolato.

Per chi lo desidera, l’esperienza si conclude poi a scuola, con un ulteriore intervento dei didatti de La Scuola all’Opera per una critica musicale e un commento alla rappresentazione e sull’intera esperienza.
All’opera, ragazzi! è un’opportunità per venire a contatto con un universo artistico e musicale unico nel suo genere: la vostra partecipazione sempre entusiasta ce lo conferma.

montaggio stagione

Grazie ai 700 ragazzi e professori che hanno lavorato con noi su Otello, Giulio Cesare, Giselle, Don Chisciotte, Goyescas, Suor Angelica, Le nozze di Figaro e Il turco in Italia e grazie a quelli che ancora aspettiamo, dalla prossima settimana, per I Puritani, Hänsel und Gretel e Faust.

E per chi volesse solo un assaggio, senza l’impegno dello spettacolo serale, c’è il percorso Un giorno all’opera, che agevola in modo speciale chi arriva da lontano.

Vi è venuta voglia di venirci a trovare? Se siete curiosi di scoprire il nuovo cartellone 2015/16 per scegliere il titolo più adatto a voi, vi aspettiamo lunedì 13 aprile alle ore 11, in Sala Caminetto, per la presentazione della nuova Stagione d’Opera.
A presto!

CARMEN al Regio: prends garde à toi!

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Quand je vous aimerai?
Ma foi, je ne sais pas,
Peut-être jamais, peut-être demain.
Mais pas aujourd’hui, c’est certain.

 

Più realismo; lo cercava Bizet già nel 1866, e da subito e per sempre Carmen sarà un’opera di rottura e di scandalo, nel 1875 come oggi. A partire dal soggetto, tragico e oltre gli schemi, per culminare nello spirito sensuale che sfugge a qualsiasi regola incarnato dalla protagonista assoluta, Carmen appunto.

In tutto e per tutto, fino alla morte Carmen afferma con forza la sua libertà: “Libertà di essere contro ogni legge religiosa, statale, sociale”, come ricorda Alberto Mattioli nel saggio di presentazione dell’opera.

Il discusso allestimento dello spagnolo Calixto Bieito, ripreso al Teatro Regio con la regia di Joan Anton Rechi, non si accontenta del realismo, ma mette in scena  “…l’energia della frontiera. Crudele, disperata ed esasperata, tremendamente brutale.” (“Sistema Musica”, novembre 2012). Una frontiera rappresentata dalla scena nella sua nudità e aridità, dove valori e sentimenti spariscono schiacciati dalla disumanità del consumismo costellata da simboli vaghi, ormai spogli di qualsiasi significato. Una frontiera di contrabbandieri e di donne schiave della loro stessa volontà di trasgressione a tutti i costi:  Bieito costruisce l’opera come aspro conflitto tra universi, femminile e maschile. Di ciascun mondo lascia affiorare forti i lati di sopraffazione, miseria, repressione, violenza.  (Carla Moreni, “Il Sole 24 ore”,  sull’edizione al Teatro Massimo di Palermo del novembre 2011)

A fare da contrappunto alla crudezza delle scene, la musica di Bizet; unica nella sua raffinatezza e ricchezza di sfumature e di caratteri, dipinge una sensualità sottile, insinuante, e a tratti esplode nella passionalità più calda, vitale e umana.

Uno stridente e provocatorio contrasto che non può che suscitare accesi dibattiti: e così la parola adesso passa a voi, pubblico de La Scuola all’Opera! Il blog aspetta commenti, elaborati, contributi e riflessioni degli spettatori e in particolare dei più di 200 ragazzi e docenti delle scuole coinvolti nel progetto All’opera, ragazzi!: dite la vostra su Carmen!

Carmen è in scena al Teatro Regio fino al 25 novembre.

Qui la locandina e per saperne di più, sul canale youtube del Teatro Regio, Pillole di Passione: un  videoprogetto “in pillole” che ci accompagnerà alla scoperta dei titoli di Stagione con interviste ai protagonisti del palcoscenico e della buca d’orchestra, uno sguardo dietro le quinte durante la preparazione di ogni allestimento.

L’amour est enfant de bohème
Il n’a jamais, jamais, connu de loi
si tu ne m’aimes pas, je t’aime
si je t’aime, prends garde à toi!

 Commenta l’articolo su Carmen

Attenzione: l’appuntamento con Verdi vs Wagner torna venerdì 30 novembre p.v.

Pronti a salpare?

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Si parte!

È arrivato il mese di settembre, la scuola ricomincia e la Scuola all’Opera sta per levare le ancore, lasciandosi alle spalle le tristi piogge dell’autunno per andare alla scoperta di mondi fantastici, immaginari, surreali: siete pronti per scoprire con noi i meravigliosi mari del Cinema?

Il primo appuntamento che vi presentiamo è quello con Opere animate, laboratorio in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, in cui i bambini della scuola primaria potranno cimentarsi nell’invenzione, creazione ed animazione cinematografica di figurine ispirate a La Cenerentola di Luzzati e Gianini, in occasione della mostra dedicata all’opera dei due artisti.

Sempre in collaborazione con il Museo del Cinema, che presenta la mostra Metropolis, il capolavoro ritrovato dedicata al celebre titolo di Fritz Lang, vi proponiamo poi il laboratorio Metropolis, la città del futuro, rivolto alle scuole medie e superiori. I ragazzi saranno invitati ad immaginare e costruire un modello futuristico di città e a sperimentare direttamente su di esso le tecniche di illuminazione e ripresa che permettono di utilizzare modellini in scala ridotta come scenografia per illusionistiche sequenze cinematografiche.

Tornano inoltre i tradizionali appuntamenti alla scoperta del Teatro dietro le quinte e in platea con Un giorno all’opera e All’opera, ragazzi! Il primo titolo in programma è il wagneriano Der fliegende Holländer: il Vascello è finalmente pronto a salpare!

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Un breve promemoria sulle prossime scadenze:

Opere animate

Metropolis, la città del futuro

Un giorno all’opera: Der fliegende Holländer

All’opera ragazzi: Der fliegende Holländer

………………………………………………………………………………………………………prenotazioni dal 24/09

Incontri di preparazione All’opera, docenti!

Der fliegende Holländer……………………………………………..  giovedì 27 settembre ore 17-19 Sala Pavone

Metropolis e Opere animate…………………………………………. martedì 2 ottobre ore 17-19 Sala Caminetto

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Per maggiori informazioni sulle attività vi invitiamo naturalmente a consultare il programma completo della Scuola all’Opera e a mettervi in contatto con l’Ufficio Attività Scuola.

Queste le prime novità, ma altre arriveranno a breve… la pagina misteriosa sta per svelare i suoi contenuti!

A presto!

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