V vs W: i personaggi impossibili

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Ricevute e apprezzate le vostre produzioni per la prima scadenza del torneo Verdi vs Wagner, vi proponiamo ora il tema della seconda sfida.

In questi mesi abbiamo imparato a conoscere la personalità, il pensiero e l’opera dei due Maestri e soprattutto a metterne a confronto il percorso artistico. Ora tocca a voi rielaborare la vostra esperienza di studio, questa volta raccontandoci una situazione in cui un personaggio verdiano e uno wagneriano, reinterpretati o inventati da voi, si incontrino e si confrontino. Come punto di partenza vi invitiamo quindi a riflettere su quali siano le situazioni drammaturgiche che i protagonisti verdiani e wagneriani si trovano ad affrontare nel contesto dell’opera dei due Maestri.

 Per Verdi la sfida drammaturgica sta nell’inventare il vero: i suoi personaggi, storici o contemporanei, sono sempre autenticamente umani, perché guidati nelle loro azioni e scelte dai sentimenti e dalla passione. I protagonisti wagneriani affondano invece le proprie radici nel mito, nella leggenda, a volte addirittura nel mistero.

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Der fliegende Holländer, atto I, Teatro Regio, stagione 2012-2013

Laddove quello di Verdi è un universo popolato da generazioni a confronto, padri e figli, rappresentati nel loro rapporto diretto o inconsapevole, spesso problematico o doloroso ma costituito da un vissuto comune e da una prospettiva condivisa, quella dell’esperienza umana, Wagner ci parla invece di dei, semidei, eroi giunti da lontano che a questa esperienza non possono e non vogliono partecipare. Esuli volontari, che si autoescludono proclamando la loro diversità, eredi di una stirpe alla quale sono legati non in senso naturale ma dall’intenzionalità di un obiettivo comune. Il senso della collettività, espresso alla perfezione nei meravigliosi cori verdiani, condiziona il vissuto di tutti i personaggi del Maestro italiano, anch’essi esuli –ma perché reietti e non per scelta, rifiutati e allontanati da una società con la quale cercano comunque di entrare in relazione.

La Traviata, atto I, Teatro Regio, stagione 2012-2013

La Traviata, atto I, Teatro Regio, stagione 2012-2013

Sono dunque degli antieroi, che non scelgono la tragedia, vissuta anzi come esperienza di dolore e difficoltà, ostacolo alla naturale e comune aspirazione ad una vita serena, pacifica: persone che diventano personaggi e protagonisti loro malgrado, lottando contro drammi che non riescono ad evitare.

Nel cosmo drammaturgico di Wagner, al contrario, la sofferenza è rappresentata come esperienza purificatrice e catartica, indispensabile prova attraverso la quale conquistare la redenzione – e così la morte, vissuta come un passaggio verso una condizione spirituale perfetta. Morire significa per Wagner oltrepassare il limite della vita terrena e raggiungere l’orizzonte di un infinito mistico (non religioso) nel quale abbandonarsi ed annullarsi. La morte è invece vista dai protagonisti verdiani come estrema e conclusiva esperienza, dolorosa e inevitabile, con la quale l’esistenza ha fine e oltre la quale lo sguardo umano non arriva.

Der fliegende Holländer, atto III, Teatro Regio, stagione 2013-2013

Der fliegende Holländer, atto III, Teatro Regio, stagione 2013-2013

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La Traviata, atto III, Teatro Regio, stagione 2013-2013

In Wagner anche l’amore è simbolo, emblema dell’aspirazione all’infinito, più una condizione spirituale che un sentimento; al contrario, niente di più umano -e dunque terreno e al tempo stesso sublime– viene messo in scena da Verdi, in cui il vero motore dell’azione scenica è la passione nel suo significato più completo.

Entrambi i Maestri mettono in atto un completo rinnovamento del teatro musicale, ma la vera rivoluzione si esplicita soltanto nei personaggi verdiani: personalità complesse, sfaccettate, scandalose, vero specchio delle contraddizioni della società contemporanea con le sue ipocrisie e convenzioni. A questo confronto con la realtà si sottraggono invece i protagonisti wagneriani, personaggi fuori dal tempo, non uomini ma simboli.

A voi, partendo da queste premesse, ritrovarne i riferimenti nell’opera dei due Maestri e quindi rielaborarli secondo la vostra esperienza, calandovi nei panni dell’autore e dando vita a una nuova situazione in cui mettere in scena e a confronto nuovi rappresentanti, immaginati e reinterpretati da voi, delle due diverse concezioni drammaturgiche.

Vi ricordiamo che per i partecipanti al torneo è necessario lasciare un commento per confermare di aver letto questo articolo; la scadenza della seconda consegna è venerdì 19 aprile. Entro tale data vanno inviati alla mail de La Scuola all’Opera i vostri elaborati in formato digitale.
ATTENZIONE! la partecipazione al torneo è prevista con iscrizione singola per ogni classe, pertanto due classi di uno stesso istituto dovranno consegnare due elaborati oppure un elaborato unico nel quale sia però possibile distinguere chiaramente i diversi contributi delle due sezioni; in caso contrario la giuria dovrà valutare entrambe le classi a pari merito condizionando l’assegnazione del premio finale.

Buon lavoro!

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  1. Come sempre, bellissimo articolo. La sfida diventa interessante e anche piuttosto impegnativa… Ma potremo leggere i lavori dei ragazzi?

  2. Abbiamo letto l’articolo dedicato ai personaggi di Giuseppe Verdi e Richard Wagner: è un’ analisi chiara e dettagliata, molto interessante per noi che a scuola non approfondiamo questi argomenti. Ci fa piacere continuare a partecipare alla sfida.

  3. ritengo sehr interessant questo articolo..io ero un pò ignorante su questo tema ma grazie a voi lavoro solo più su questo..voglio che i miei alunni sappiano cantare le opere dei due autori, pensavamo di organizzare la recita scolastica su questi temi, che ne pensate?

  4. Wow, mi emoziono sempre molto a vedere le varie rappresentazioni verdiane e wagneriane, certe volte non riesco a dormire la notte.
    Penso che, se riuscirete ad organizzare una piccola recita, sarei felice di assistervi

  5. Grazie dell’aggiornamento dei materiali, cercheremo di lavorare anche su questi temi: divinità iperuranie e arcane maledizioni contro fragili eroi nell’effimero eterno dell’avventura della vita. Quale esempio vincente per i giovani che oggi si affacciano al teatro del mondo, fin troppo privo di sogni costruttivi e malato di efficienza, egoismo, possesso? L’estenuato ideale forgiato nel fuoco di Wotan o le note vibrazioni dell’animo umano?

    • L’argomento della seconda sfida è davvero appassionante! Stiamo già raccogliendo materiali e idee, a presto!

  6. stiamo lottando contro il tempo per farvio avere al più presto il nostro elabortato… aspettateci!
    by classe 2c Cavour!

  7. Ringraziamo molto il Teatro Regio per averci fatto conoscere Verdi e Wagner e averci offerto una visita guidata per niente noiosa (diversa dalle solite!). Purtroppo gli impegni scolastici sono tanti e siamo costretti a rinunciare a malincuore alla sfida.

    4A Erica dell’Oscar Romero di Rivoli

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