Archivio mensile:settembre 2012

V vs W: Richard Wagner, l’inizio

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Siamo pronti a scommettere che alla parola “biografia” molti di voi reagiranno con fastidio, immaginando pagine e pagine di polverosi nomi e date di interesse discutibile. Eppure, al terzo appuntamento con la sfida Verdi vs Wagner, dopo averne confrontato le carte di identità, non possiamo più rimandare il racconto di un po’ della storia dei due Maestri. Se avrete la pazienza di leggere, scoprirete forse che la vita di un compositore può riservare molte avventurose sorprese…

Siamo nel luglio 1813 e le truppe napoleoniche si stanno preparando allo scontro decisivo con la sesta coalizione. Sfidando il pericolo, una donna di nome Johanna Pätz intraprende il lungo e disagevole viaggio da Lipsia a Teplitz, in Boemia. Ha con sé un neonato di pochi mesi: Wilhelm Richard Wagner. Madre e bimbo trovano alloggio nell’albergo Tre contadini; nello stesso edificio risiede Ludwig Geyer, attore e caro amico del marito di Johanna, Carl Friedrich Wagner, che è rimasto a Lipsia. Richard è nato il 22 maggio, perché trascinarlo, così piccolo, in questo viaggio che suona come una fuga? Pochi mesi dopo, in novembre, Carl Friedrich muore di tifo. Nell’agosto 1814 Ludwig Geyer e Johanna si sposano: lei è già incinta. Che Geyer sia o meno il vero padre di Richard, certo lo è nell’atteggiamento:  lo iscrive a scuola con il suo cognome, si preoccupa che abbia una buona istruzione, lo segue con attenzione nelle sue attitudini. Di talento Richard ne ha tanto, senza dubbio: quello che è incerto è dove volerlo indirizzare. Pittura, letteratura , musica: il giovane Wagner si cimenta in tutto. Ma la sua vera passione è il teatro, al quale già si dedicano il patrigno e i fratelli, cantanti e attori; Richard è affascinato da questo mondo magico ed effimero. L’incanto viene rotto però dalla morte di Geyer, nel 1821: a soli 9 anni Wagner è orfano per la seconda volta. Cresce così allevato dalla madre e dalle sorelle, sempre dividendosi tra l’interesse per la letteratura e quello per la musica. Nell’arte dei suoni ha un esempio molto vicino a sé, Carl Maria von Weber, il più grande operista tedesco dell’epoca: Richard ha un ammirazione sconfinata per il suo Freischütz e per il compositore, che quotidianamente vede recarsi per le prove al teatro di Dresda, dove la famiglia si era nel frattempo trasferita. Ma la folgorazione arriva con l’ascolto della Settima Sinfonia di Beethoven: Wagner ha finalmente trovato la sua strada.

Freneticamente intraprende di nascosto studi da autodidatta, leggendo manuali di armonia e ricopiando le partiture beethoveniane, e quindi da un professore d’orchestra. Dopo soli sei mesi di studio con l’organista della chiesa di San Tommaso, Theodor Weinlig, con cui impara contrappunto e composizione, Richard Wagner si lancia con entusiasmo nella sua nuova carriera di musicista.

Il primo incarico lo ottiene nel 1833 a Würzburg, grazie al fratello maggiore Albert, cantante, come direttore del coro e dell’orchestra; nel frattempo scrive la sua prima opera compiuta, Le fate, che tuttavia rimarrà ineseguita fino al 1888, dopo la morte del compositore. Si sposta a Lipsia, dove scrive Il divieto d’amare (1836), poi a Magdeburg: se non ha avuto il tempo di concludere studi regolari, sicuramente completa la sua formazione con la valanga di opere e compositori del repertorio italiano, francese e tedesco che dirige in teatro. Nel frattempo non trascura la letteratura, scrivendo articoli per riviste musicali e soprattutto i libretti per le sue opere, del quale sarà sempre l’unico autore.

Tutta la vita di Wagner sarà caratterizzata da due grandi debolezze: i debiti, che contrae ovunque e con chiunque, sistematicamente, quasi con passione, e le donne, che con la stessa passione conquista e dalle quali è invariabilmente affascinato e sedotto. Da entrambi questi punti di vista, Magdeburg segna una prima svolta nella vita dell’artista: laggiù lo aspettano un teatro quasi in bancarotta, con le relative prime gravi difficoltà economiche della sua carriera, e una donna. La donna si chiama Minna Planer, è un’attrice di quattro anni più vecchia di Richard e con molta esperienza di vita in più. A quindici anni è stata sedotta e abbandonata da un militare e ne ha avuto una figlia, che fa passare per sua sorella. Wagner la travolge di passione, la incanta con il miraggio di una sistemazione dignitosa e infine si rivela per quello che è, un giovane genio, ricco di talento e di idee visionarie ma pieno di debiti e con scarse prospettive di sanarli in breve tempo. Minna si spaventa, fugge, lui la insegue e tempestosamente la riconquista; infine si sposano, litigando anche durante la cerimonia, il 24 novembre 1836, a Königsberg, dove Wagner è stato nominato direttore. La pace non dura: dopo poco tempo il teatro fallisce e i Wagner si spostano nuovamente, questa volta a Riga. Laggiù il compositore comincia a scrivere Rienzi, l’ultimo dei tribuni, ma dopo pochi anni, nel 1839, oppresso dai creditori, è costretto a fuggire di nascosto: insieme a Minna e al grosso cane Robber, Wagner si imbarca in gran segreto alla volta di Londra e poi di Parigi. La traversata è tempestosa: il musicista la ricorda nelle sue memorie e fa risalire a questo episodio la prima, significativa ispirazione che lo guiderà nella composizione dell’opera che segnerà l’inizio di una vera e propria rivoluzione teatrale: Der fliegende Holländer, L’Olandese volante[1].

In Francia il compositore teatrale di grido è Giacomo Meyerbeer, campione del grand opéra: Wagner si precipita al suo cospetto, sperando di riceverne una raccomandazione e di essere introdotto così all’ambiente teatrale parigino, ma rimarrà deluso. Non ottiene altro che un incoraggiamento e l’invito a farsi un nome. La Parigi dell’epoca è una vera capitale culturale e il musicista tedesco non ha altro da offrire che un paio di opere non particolarmente significative e le sue idee, certamente brillanti ma non ancora messe in atto. I due anni e mezzo successivi trascorrono così nella miseria: il compositore impegna tutti i suoi averi e si mantiene grazie alla generosità di pochi amici, con lavori di trascrizione e qualche collaborazione ad una rivista. La povertà è così totale che persino il cane Robber lo abbandona. L’avventura non è però improduttiva: Wagner entra in contatto con musicisti e letterati, compone tantissimo, termina il Rienzi e nel 1841 scrive finalmente Der fliegende Holländer, il cui soggetto aveva venduto in un momento di difficoltà economiche all’Opéra perché fosse musicato da un altro. Nonostante sia provato dall’esperienza parigina, oltraggiato dal mancato successo e dal disinteresse nei suoi confronti, gli anni trascorsi nella capitale francese lo hanno formato e indirizzato verso una nuova poetica: la strada della rivoluzione wagneriana comincia a delinearsi.

Spedisce il Rienzi al teatro di Dresda, accompagnato da una raccomandazione di Meyerbeer: gli viene accettato.

Così, nel 1842, Richard Wagner riparte infine verso la capitale sassone, verso quel teatro che aveva sognato da ragazzo: verso il successo.


[1] Vedi articolo del 26 settembre 2012.
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All’opera con Der fliegende Holländer

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È il 1839 e un giovane compositore tedesco, Richard Wagner, compie una impervia traversata in nave da Riga a Londra, in cerca di fortuna. Il viaggio è lungo e tormentato e il battello trova rifugio dalla tempesta in un fiordo norvegese: il giovane e geniale musicista ascolta, suggestionato, le grida e i richiami dei marinai che le pareti scoscese riflettono in una ipnotica eco.

Anni dopo, nell’autobiografia Mein Leben, Wagner avrebbe affermato essere proprio questa esperienza l’impulso all’origine della creazione dell’Olandese volante, scritto a Parigi nel 1841 ed eseguito per la prima volta a Dresda nel gennaio 1843: sicuramente grande peso nell’ispirazione spetta alle antiche leggende riprese da Heine nel suo scritto Aus den Memoiren des Herrn von Schnabelewopski, che Wagner aveva avuto modo di leggere, e in generale i temi di profondo richiamo spirituale e simbolismo della natura che già da anni rivestivano grande importanza nelle correnti culturali romantiche, non soltanto in musica ma innanzitutto in letteratura  -basti pensare a Coleridge e alla Ballata del vecchio marinaio, del 1798- e nelle arti pittoriche.

Romantico è infatti l’errare senza fine del Vascello, un viaggio simbolico dell’anima in cerca del Divino ma che la colpa e la conseguente dannazione hanno reso eterno e senza fine. L’amore di Senta è infine il sacrificio che apre la strada alla redenzione e al perdono, facendo cessare la maledizione: ricerca e sacrificio che si rispecchiano nell’atto creativo del compositore.

È infatti l’opera in sé ad essere mediazione tra l’uomo e Dio: l’arte diventa il mezzo in cui il rapporto tra il mondo interiore dell’uomo e il mondo esteriore della natura si congiungono e si completano e possono finalmente comprendersi.

Ma è soprattutto musicalmente che Der fliegende Holländer rappresenta un’opera unica, di cambiamento, in cui la cantabilità e la melodia si fondono alle prime, geniali innovazioni wagneriane, e rappresenta il primo passo della rivoluzione teatrale che porterà il melodramma verso la continuità poetica dei Leitmotive e della cosiddetta melodia infinita del Wort-Ton-Drama.

Venerdì 12 ottobre 2012: come titolo di apertura di Stagione il Teatro Regio presenta Der fliegende Holländer nel memorabile allestimento di Willy Decker per l’Opéra di Parigi (2000), ancora inedito in Italia, e con un cast d’eccezione guidato dalla bacchetta dal Maestro Gianandrea Noseda: Mark S. Doss vestirà i panni dell’Olandese, Adrianne Pieczonka quelli di Senta, Stephen Gould interpreterà Erik, il basso Steven Humes Daland, Claudia Nicole Bandera il ruolo di Mary e Vicente Ombuena quello del Timoniere.  L’Orchestra e il Coro del Teatro Regio si avvarranno della partecipazione del Coro Ruggero Maghini.

Per festeggiare il bicentenario della nascita del compositore, la Scuola all’Opera propone spettacoli, laboratori e attività didattiche per tutti gli ordini di scuole: un viaggio sul vascello wagneriano adatto a tutte le età, dai 3 ai 18 anni, un’occasione unica per venire a contatto con la travolgente poetica del Maestro riformatore del teatro musicale, tedesco e non solo.

Il primo appuntamento wagneriano è quello per le scuole medie superiori, che grazie alla tradizionale attività de All’Opera, ragazzi! hanno la possibilità di assistere a prezzo agevolato agli spettacoli in cartellone, guidati nell’ascolto da una preparazione che comprende la visita alle strutture del teatro dietro le quinte, una lezione a cura degli esperti de La Scuola all’Opera sul titolo in programma e dall’occasione di assistere a prove di scena o di assieme in palcoscenico prima della rappresentazione. I risultati di questo percorso sono poi oggetto di un ulteriore incontro a scuola dopo la recita e da quest’anno saranno valorizzati grazie alla possibilità di pubblicare gli elaborati dei ragazzi sugli spazi del blog, un’opportunità per condividere il percorso formativo di ogni classe.

Vi ricordiamo che le prenotazioni per All’Opera, ragazzi! Der fliegende Holländer  sono già aperte da lunedì 24 settembre e che l’incontro di preparazione per i docenti è previsto per domani, giovedì 27 settembre, alle ore 17 in Sala Pavone (Piccolo Regio Puccini)[1]: è quindi necessario affrettarsi a prenotare l’attività per le classi, comunque disponibile fino ad esaurimento dei posti in sala.

Per le scuole medie inferiori e gli ultimi anni della primaria la Scuola all’Opera si avvarrà nuovamente del prezioso contributo di AsLiCo che con il progetto Opera Domani ci proporrà un viaggio tra sogno, teatro e fantasia, vecchi berretti da marinaio e antiche, misteriose leggende…

L’Olandese volante è in programma per lunedì 22 aprile 2013 e con l’ormai tradizionale laboratorio Cantiamo l’opera il pubblico tra i 9 e i 13 anni di età potrà parteciparvi attivamente cantando alcuni brani dalla sala insieme ai protagonisti sul palcoscenico.

Non è finita: non possiamo certo dimenticarci dei bambini della scuola dell’infanzia e della prima fascia della scuola primaria! Per loro è in programma Il vascello incantato, divertente e coinvolgente avventura musicale che vedrà il giovane pubblico di nuovo protagonista con filastrocche e oggetti magici: l’appuntamento sarà venerdì 24  e sabato 25 maggio 2013[2].

Per maggiori informazioni vi invitiamo a consultare la pagina Spettacoli, il programma generale e a leggere i prossimi aggiornamenti sul blog!

Chi non conosce la leggenda del Vascello Fantasma?”

                                                                                                                                                                Heinrich Heine


[1] Per la partecipazione all’incontro contattare telefonicamente l’Ufficio Scuole
[2] Recita aperta anche al pubblico

VERDI vs WAGNER: identità a confronto

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Benvenuti al secondo incontro della sfida Verdi vs Wagner! Perché la gara possa entrare nel vivo dobbiamo innanzitutto fare la conoscenza dei nostri duellanti.

Quanto emerge della personalità e della filosofia di un artista da poche date e notizie biografiche?

Scopriamolo mettendo a confronto queste due carte d’identità un po’ particolari: a voi cogliere i primi spunti, somiglianze e differenze –argomenti e temi che approfondiremo nel corso di quest’anno, sul blog e durante la gara in Teatro.Una settimana per riflettere su questo primo materiale e -perché no?- suggerirci in che direzione proseguire le nostre ricerche!

Buon lavoro e appuntamento al prossimo venerdì!

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METROPOLIS: rappresentare il futuro

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E’ il 1927.

Un regista austriaco trapiantato in Germania, Fritz Lang, dà corpo alla sua visione del futuro nel colossale film Metropolis. Una città del lontanissimo 2026, nella quale la società è rigidamente divisa in due classi: i lavoratori, confinati nel sottosuolo, incatenati alle macchine che tengono in vita l’immensa, abbagliante metropoli di grattacieli e di luce appartenente alla casta dei ricchi dominatori. Un mondo materialmente e simbolicamente sovrastato da un solo padrone e dall’enorme Torre di Babele, sua residenza.

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Una pace illusoria e un equilibrio solo in apparenza perfetto che vengono turbati quando Freder, il figlio del dittatore, incontra Maria, una sorta di profetessa ispiratrice degli operai, e scopre così l’esistenza del terribile universo sotterraneo e il vero volto del potere che lo governa.

I due mondi si scontrano violentemente:  la lotta per la supremazia si trasforma però presto in uno scontro per la sopravvivenza di entrambe le classi sociali, che devono affrontare una realtà sempre più illusoria, in balia delle macchine che loro stessi hanno creato.

Un’opera carica di simboli e dalle forti connotazioni teatrali che continuamente riecheggiano nei movimenti di scena, nella mimica degli attori, nella struttura del film -suddiviso in prologo, intermezzo e finale quasi come in tempi musicali– e soprattutto nella scenografia: Metropolis rappresenta infatti un vero e proprio condensato di effetti speciali del cinema d’epoca, dal passo uno all’incredibile Effetto Schüfftan, un gioco di specchi inclinati che permetteva di proiettare figure di dimensioni reali su  fondali in scala ridotta, realizzando impressionanti sequenze virtualmente ambientate in spazi smisurati, paurosamente incombenti sui personaggi.

Oggi, quasi 100 anni più tardi, non siamo molto distanti da quell’immaginario 2026 dipinto da Lang nel suo film: dall’ Effetto Schüfftan al green screen, dal passo uno alla stop motion, da Metropolis a Blade Runner e Matrix, in questo secolo il kolossal di Lang ha segnato la storia del cinema.

Quale futuro e quale scenario possono rappresentarci oggi, nel 2012? E come dargli forma?

A queste domande cercheremo di rispondere con il laboratorio Metropolis: la città del futuro, realizzato in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema e dedicato agli studenti di scuole medie e superiori.

 

L’inaspettato ritrovamento di alcune bobine nel 2008 a Buenos Aires ci permetterà di riscoprire una versione pressoché integrale del kolossal: giovedì 25 ottobre alle ore 9.00 avremo la possibilità di assistere alla proiezione di Metropolis[1] presso il Cinema Massimo.

Durante il primo incontro, a scuola, i ragazzi rifletteranno e discuteranno poi la propria idea di scenario futuristico; il paesaggio così ideato verrà quindi disegnato in 2d e modellato in una vera e propria scenografia in scala ridotta.

La visita alla mostra Metropolis, il capolavoro ritrovato sarà quindi l’occasione per un viaggio attraverso la fantascienza, alla scoperta di significati e metodi di rappresentazione delle più celebri ambientazioni futuristiche della storia del cinema. Il laboratorio diventerà quindi il banco di prova per testare la propria città del futuro realizzata in classe come scenografia di una sequenza filmica: ancora l’Effetto Schüfftan, ma questa volta vissuto da protagonisti, come attori e cineoperatori, provando a percorrerne virtualmente gli spazi grazie agli effetti speciali di cinepresa, luci e specchi.

Gli appuntamenti con Metropolis: la città del futuro sono lunedì 24 settembre, data di inizio delle prenotazioni telefoniche, e martedì 2 ottobre alle ore 17 in Sala Caminetto per la presentazione dell’attività ai docenti. Vi aspettiamo!


[1] Appuntamento facoltativo

OPERE ANIMATE: una fiaba in crescendo

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C’era una volta un genio musicale: Gioachino Rossini.
E poi, c’era una volta, ma tanti anni dopo, un genio del disegno: Emanuele Luzzati.
Una passione in comune: il teatro.
E una magia: il cinema.

Dall’incontro tra la travolgente musica del maestro pesarese e l’abile matita dello scenografo e grazie alla collaborazione con il talento dell’animazione cinematografica Giulio Gianini nasceranno numerosi indimenticabili capolavori del cortometraggio, più volte candidati all’Oscar.

La Gazza Ladra
musica di G. Rossini
animazioni e disegni Gianini e Luzzati

Uno di questi capolavori è rimasto però irrealizzato: La Cenerentola.
Del cartone animato, che avrebbe dovuto svolgersi sulle note di una delle più amate opere di Rossini, tratta dalla celeberrima fiaba di Perrault, non rimangono che le illustrazioni e le parole del racconto di Gianini e Luzzati.

Grazie al laboratorio Opere Animate sarete voi stessi a dare vita al progetto incompiuto della Cenerentola, immaginando e realizzando un vero e proprio breve film di animazione!

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Il primo passo sarà quello di esplorare il mondo incantato creato da Luzzati e Gianini: durante la visita della mostra al Museo Nazionale del Cinema sarete accompagnati alla scoperta dei segreti delle incredibili opere di animazione dei due artisti. Occhi aperti e orecchie tese per cercare di imparare i trucchi del mestiere: poco dopo sarà infatti il vostro turno di mettervi nei panni di disegnatore e scenografo!
Durante il secondo incontro, a scuola, imparerete come dalla carta di recupero e dai pastelli a cera possano nascere i protagonisti della celeberrima fiaba, reinterpretati secondo la vostra immaginazione e pronti per recitare all’interno del vostro cartone animato.
Con la tecnica del découpage, proprio quella utilizzata da Gianini e Luzzati, dovrete inventare e realizzare i personaggi della Cenerentola rossiniana: Angelina, le sorelle Clorinda e Tisbe, don Magnifico, don Ramiro, Dandini, e un particolarissimo Alidoro…

I figurini snodabili usciti dalla vostra fantasia e dalle vostre mani saranno quindi i protagonisti di un minuto di animazione realizzata sempre da voi, a scuola, con la tecnica cinematografica del passo uno: fotogramma dopo fotogramma i personaggi prenderanno vita così come li avete immaginati!

Il risultato finale? Le vostre creazioni cinematografiche saranno montate tutte insieme sulla musica della celebre Sinfonia rossiniana a raccontare la fiaba completa della Cenerentola, così come avrebbe dovuto essere nell’opera di Gianini e Luzzati.

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Tre incontri intensissimi quindi, per diventare scenografi, registi e cineoperatori e dare vita al vostro cartone animato!

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Il laboratorio Opere Animate è dedicato ai bambini della scuola primaria; vi ricordiamo che le prenotazioni, effettuabili telefonicamente presso l’Ufficio Attività Scuola, si apriranno lunedì 24 settembre, mentre vi attendiamo alla presentazione dell’attività martedì 2 ottobre alle ore 17 in Sala Caminetto.

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Non mancate!

Immagini: figurini de La Cenerentola ispirate alle illustrazioni di Luzzati. Rielaborazione a cura de La Scuola all’Opera

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Quando il gioco si fa duro: VERDI vs WAGNER

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Vi avevamo promesso emozioni, sfide, cruenti duelli e battaglie senza esclusione di colpi; è giunta l’ora di mantenere tale promessa. Che la gara abbia inizio!

Nel bicentenario della nascita si affronteranno per noi sul palcoscenico del Regio e della Scuola all’Opera due veri campioni del teatro musicale: signore e signori, vi presentiamo …

Per l’opera italiana, Giuseppe Verdi

E per l’opera tedesca, Richard Wagner!

Uno scontro tra titani: due mondi a confronto, due concezioni del melodramma e della composizione che hanno fatto la storia del teatro … in opposizione o in armonia? Questo starà a noi scoprirlo strada facendo –e forse saranno proprio i due sfidanti a dircelo attraverso musica e teatro.

I due sfidanti: Wagner e Verdi

Ogni settimana il blog ospiterà un nuovo post nel quale metteremo a confronto i duellanti e impareremo a conoscerne la vita, le opere, il contesto storico e soprattutto i segreti, i trucchi del mestiere.
La sfida avrà una propria pagina dedicata che verrà costantemente aggiornata e sulla quale potrete trovare i link a tutti i materiali e gli articoli pubblicati; sarà possibile rintracciare tutti i post dedicati all’argomento anche cliccando sul tag “verdi vs wagner”  o sulla categoria “tornei” che vedrete nella barra laterale del blog o al fondo di ogni articolo sul tema.
La parola spetterà quindi a voi, ragazzi delle scuole medie e superiori, in un primo torneo a squadre che qui in teatro si confronteranno su opere, personaggi e vita dei due Maestri, un’occasione per mettere alla prova le proprie conoscenze e abilità mnemoniche, ma anche un’opportunità per imparare a conoscere i nostri due campioni direttamente sul campo.
Per i più coraggiosi la sfida proseguirà poi con un concorso creativo on line in cui si darà spazio all’invenzione e all’estro: sarete voi a mettervi nei panni degli artisti e a raccontarci Verdi, Wagner e il teatro attraverso le vostre opere (testi, disegni, filmati… stupiteci!).

Gli elaborati, su tema proposto dall’Ufficio Scuole, saranno valutati da un’apposita giuria interna al Teatro.

La gara sarà dura, ma siamo certi che il premio finale in palio saprà ricompensare gli sforzi: alla classe vincitrice verranno assegnati biglietti omaggio per una rappresentazione della Stagione 2013-2014.

Non dimenticate quindi di leggere gli aggiornamenti settimanali sul blog e, come sempre, consultare la programmazione e contattare direttamente l’Ufficio Scuole, telefonicamente o via mail. Le prenotazioni alla prima fase del gioco, da effettuarsi telefonicamente, si apriranno alle ore 10 di lunedì 15 ottobre.

 La sfida Verdi-Wagner non finisce qui ma proseguirà anche con il laboratorio Verdi e Wagner al cinema e naturalmente nel ricco cartellone del Teatro!

Pronti a salpare?

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Si parte!

È arrivato il mese di settembre, la scuola ricomincia e la Scuola all’Opera sta per levare le ancore, lasciandosi alle spalle le tristi piogge dell’autunno per andare alla scoperta di mondi fantastici, immaginari, surreali: siete pronti per scoprire con noi i meravigliosi mari del Cinema?

Il primo appuntamento che vi presentiamo è quello con Opere animate, laboratorio in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, in cui i bambini della scuola primaria potranno cimentarsi nell’invenzione, creazione ed animazione cinematografica di figurine ispirate a La Cenerentola di Luzzati e Gianini, in occasione della mostra dedicata all’opera dei due artisti.

Sempre in collaborazione con il Museo del Cinema, che presenta la mostra Metropolis, il capolavoro ritrovato dedicata al celebre titolo di Fritz Lang, vi proponiamo poi il laboratorio Metropolis, la città del futuro, rivolto alle scuole medie e superiori. I ragazzi saranno invitati ad immaginare e costruire un modello futuristico di città e a sperimentare direttamente su di esso le tecniche di illuminazione e ripresa che permettono di utilizzare modellini in scala ridotta come scenografia per illusionistiche sequenze cinematografiche.

Tornano inoltre i tradizionali appuntamenti alla scoperta del Teatro dietro le quinte e in platea con Un giorno all’opera e All’opera, ragazzi! Il primo titolo in programma è il wagneriano Der fliegende Holländer: il Vascello è finalmente pronto a salpare!

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Un breve promemoria sulle prossime scadenze:

Opere animate

Metropolis, la città del futuro

Un giorno all’opera: Der fliegende Holländer

All’opera ragazzi: Der fliegende Holländer

………………………………………………………………………………………………………prenotazioni dal 24/09

Incontri di preparazione All’opera, docenti!

Der fliegende Holländer……………………………………………..  giovedì 27 settembre ore 17-19 Sala Pavone

Metropolis e Opere animate…………………………………………. martedì 2 ottobre ore 17-19 Sala Caminetto

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Per maggiori informazioni sulle attività vi invitiamo naturalmente a consultare il programma completo della Scuola all’Opera e a mettervi in contatto con l’Ufficio Attività Scuola.

Queste le prime novità, ma altre arriveranno a breve… la pagina misteriosa sta per svelare i suoi contenuti!

A presto!

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