Archivio mensile:settembre 2013

Opera…ndo!

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Chi è già stato a teatro sa che assistere dal vivo a uno spettacolo grandioso come l’opera lirica è un’esperienza unica, emozionante e coinvolgente: il pubblico prende posto, il buio in sala, l’orchestra che si accorda, l’attesa trepidante del direttore e, finalmente, la musica! E poi il sipario, lentamente, si apre …

Ma che dire dell’emozione di vivere lo spettacolo dal punto di vista del palcoscenico? Vi piacerebbe provare a calcare le scene ed essere voi i protagonisti di un’opera?

Con il Teatro Regio è possibile!

Stiamo parlando dell’ormai celebre ciclo di laboratori Opera…ndo: destinato a un pubblico di bambini e ragazzi dai 4 ai 18 anni, vi farà provare l’ebbrezza di essere per una volta autori e interpreti dello spettacolo.
Prima di tutto è necessario scoprire cosa c’è e come si lavora “dietro le quinte”: per questo motivo ogni laboratorio è preceduto da un incontro introduttivo che prevede la visita alle strutture del Teatro e un primo approccio al laboratorio vero e proprio. Nel corso del secondo incontro vi cimenterete con la disciplina prescelta: le possibilità sono moltissime!
Potreste ad esempio scegliere di indossare i panni dei cantanti: quello che fa per voi in questo caso è il laboratorio Recitar cantando, dove interpretare le scene clou del melodramma con l’ausilio di semplici costumi e qualche piccolo elemento scenografico.
Preferite sperimentare il fascino del golfo mistico? Con il laboratorio Piccola Orchestra suonerete voi i brani più celebri e coinvolgenti grazie al nostro Armadio degli strumenti. Chi sarà il direttore?
Non possiamo poi dimenticare la coreografia! Le nostre ballerine vi aiuteranno a prepararvi e danzare sulle note dell’opera come vere étoiles grazie agli incontri di Classe di danza.
Forse però vi sentite più poeti che musicisti o ballerini: perché allora non scegliere di cimentarvi con penna e calamaio tra versi, rime e metrica nel laboratorio Il nostro libretto?
Chi ama le arti plastiche e visive e la cura dei dettagli potrà infine mettere alla prova le sue capacità pittoriche con l’aiuto delle nostre esperte nel laboratorio Tutti scenografi.

Per chi non sa scegliere o vuole mettersi in gioco in diversi ambiti artistici, ci sono poi le nostre speciali formule di abbonamento: ogni laboratorio infatti può essere prenotato singolarmente oppure in combinazione con altri.

Quest’anno l’opera con la quale si cimenteranno i bambini e ragazzi dai 4 ai 13 anni è dedicata nuovamente una volta al centenario britteniano: si tratta della celeberrima Arca di Noè, composta nel 1958 come opera “interattiva” per interpreti e pubblico di adulti e bambini insieme, ispirata alla tradizione inglese dei miracle plays tardomedioevali.
Tranquilli, non ci siamo dimenticati dei più grandi: i laboratori Recitar cantando, Classe di danza, Il nostro libretto e Tutti scenografi sono disponibili anche in una versione “riveduta e corretta” adatta a partecipanti dagli 11 ai 18 anni. Le classi di scuola superiore potranno quindi mettere in gioco le loro capacità creative di interpreti in alcuni celeberrimi titoli in cartellone quest’anno: La Traviata di Giuseppe Verdi, Il barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini, Il flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart e Gianni Schicchi di Giacomo Puccini.

Attenzione però: Opera…ndo non è solo per le scuole! Torna anche quest’anno il tradizionale appuntamento del sabato pomeriggio con Opera…ndo con mamma e papà nella sua duplice versione per bambini dai 3 ai 6 anni e quella per i più grandicelli dai 7 agli 11 anni, per giocare, cantare e suonare sulle note dell’Arca di Noè di Benjamin Britten.

Un piccolo riepilogo di scadenze e appuntamenti relativi a Opera…ndo:

prenotazioni con modulo on line

Opera…ndo con La Traviata, Il barbiere di Siviglia, Il flauto magico, Gianni Schicchi____________entro il 4/10
Opera…ndo con l’Arca di Noè_____________________________________________entro l’11/10

Incontri con i docenti

Tutti scenografi: lunedì 4 novembre 2013 ore 14.30-16.30 presso il Laboratorio di Scenografia
Opera…ndo con L’Arca di Noè: martedì 5 novembre ore 16-19 presso la Sala Caminetto del Teatro Regio
Opera…ndo (altri titoli): martedì 15 ottobre 2013 ore 17-18.30 presso la Sala Caminetto del Teatro Regio

Attenzione: la partecipazione degli insegnanti agli incontri di preparazione costituisce titolo di priorità per l’accettazione delle domande.
Opera…ndo con mamma e papà può essere prenotato telefonicamente entro le ore 12 del giorno precedente.

Ma non è finita … non solo bambini e ragazzi: da quest’anno l’esperienza di Recitar cantando si apre anche al pubblico adulto con uno dei laboratori de Il sabato del Regio, la formula speciale del sabato pomeriggio dedicata ai più celebri titoli in cartellone. Ecco a voi in anteprima il calendario di questi incontri:

Recitar cantando per il pubblico adulto

La Traviata___________________________________sabato 19 ottobre
Il barbiere di Siviglia__________________________sabato 9 novembre
Gala Verdi____________________________________sabato 14 dicembre
Il flauto magico______________________________sabato 18 gennaio
Gianni Schicchi______________________________sabato 22 marzo
La vedova allegra____________________________sabato 14 giugno

Queste le nostre proposte: e voi, siete pronti a mettervi all’opera?

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Il Liceo Amaldi e Don Carlo

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Con grande piacere condividiamo con voi il percorso che la classe III B del Liceo Amaldi di Orbassano, preparata dalla professoressa Albertetti, ha svolto sull’opera Don Carlo nel corso della passata Stagione partecipando al progetto All’Opera, ragazzi!: un viaggio “dietro le quinte” del melodramma che ha compreso una lezione sul titolo prescelto, visita guidata alle strutture del teatro, visione delle prove e finalmente l’emozione dello spettacolo, accompagnati in tutto dalla nostra esperta Caterina Cugnasco.

Giorgia ha raccontato la sua esperienza in un tema che risponde alla prima traccia:

“Don Carlo” è un’opera scritta da Giuseppe Verdi, ambientata nella Spagna cinquecentesca, che si basa su fatti storici realmente accaduti: Filippo II era il figlio dell’imperatore Carlo V; dalle sue prime nozze nacque un figlio, a cui si diede il nome di Carlo in onore del nonno. Quando Carlo V decise di ritirarsi dalla vita politica, la corona di Spagna passò a Filippo II. Per sancire la pace tra Spagna e Francia, Filippo II sposò Elisabetta di Valois, sebbene ella fosse stata promessa in matrimonio a suo figlio Carlo. La vicenda parte da questo evento: Verdi mette in risalto la sofferenza del povero Carlo, affranto dalla notizia che Elisabetta diventerà la sua matrigna. Al contrario del padre, Carlo ha un carattere sensibile e dolce, ma allo stesso tempo irrequieto; i suoi atteggiamenti evidenziano il permanere, in lui, di qualche atteggiamento da ragazzino immaturo. Nell’opera rappresentata al Teatro Regio, il direttore artistico sceglie un Don Carlo che per le caratteristiche fisiche ricorda molto un ragazzo, ma per quanto riguarda l’aspetto musicale ha una voce non tanto potente, quanto espressiva ed emozionante. Al fianco di Don Carlo vi è Rodrigo, il suo amico del cuore. Rodrigo è il marchese di Posa. Il suo ruolo è uno dei più importanti: da una parte consola ed aiuta Carlo a riprendersi dall’amore spezzato per Elisabetta, dall’altro è anche una persona fidata per Filippo. Per lui il direttore artistico sceglie un cantante molto adatto alla caratterizzazione di Rodrigo che emerge dalla trama; infatti l’interprete ha una voce molto potente, decisa e convincente; anche in quanto ad aspetto fisico rispecchia un uomo forte, che è in grado di affrontare situazioni diverse. Ma l’aspetto più interessante, su cui mi voglio maggiormente soffermare, è il rapporto tra questi due personaggi: una forte amicizia li lega, un rispetto reciproco che emerge già all’inizio dell’opera. Il duetto, cantato da Carlo e Rodrigo, “Dio che nell’alma infondere”, fa capire quanto i due personaggi siano legati: “Giuriam insiem di vivere/ e di morire insieme”. Questo duetto è forse uno dei più amati del pubblico, poiché presenta un valore comune a tutti: il legame di amicizia che non ha fini secondari, ma trova il proprio fine in se stesso: Rodrigo e Carlo si vogliono veramente bene, e non in modo interessato per arrivare ai beni posseduti dall’altra persona. Inoltre il brano scritto da Verdi è molto melodico e permette a chi lo ascolta un apprezzamento musicale, ma anche un coinvolgimento emotivo. Al Teatro Regio ho notato che esso è stato così forte da suscitare in platea, sottovoce, un coro improvvisato. D’altra parte, i due cantanti sono stati capaci di interpretare il duetto in modo eccellente. Ho apprezzato molto il gesto d’affetto, un caloroso abbraccio, scambiato tra i due amici, che ha reso la scena molto più realistica. I costumi erano molto curati e non si è trascurato nessun particolare. La scenografia non mi ricordava tanto la Spagna cinquecentesca, ma piuttosto una Roma antica alquanto lugubre; però le luci intensificavano e valorizzavano le scene di don Carlo e Rodrigo poiché facevano risaltare i tratti del viso. Verso il finale assistiamo a una scena commovente da cui tutti rimaniamo colpiti: la morte di Rodrigo. E’ un fatto inaspettato e triste. Tutti riusciamo ad immedesimarci nel povero Carlo che, oltre a vedere sfumato davanti a sé l’amore per Elisabetta, subisce la perdita del suo più caro amico. Prima di morire Rodrigo dice una frase per Carlo, che ha suscitato in tutti noi compassione e nei più sensibili una lacrima: ”Ed io morir per te”.

Federico, Irene e Gaia hanno scelto invece la traccia numero due.

Il tema di Federico:

Caro Giovanni,
il 18 Aprile insieme alla mia classe, alla sera, sono andato a Teatro Regio.
Per quanto riguarda l’abbigliamento, la preparazione a casa è stata da comica: prima ho bisticciato con mia madre sul fatto di mettere o non mettere la cravatta; quando ho indossato la giacca, ho passato cinque minuti a cercare di muovermi perché mi sentivo un albero; terminati questi sforzi, insieme a due miei amici, Marco e Lorenzo, sono andato a Torino in piazza Castello, dove c’è il teatro. Eravamo tutti vestiti bene, a differenza dei ragazzi di un’altra classe, che sembravano arrivati lì per caso. In teatro ho visto gente molto elegante: non me lo aspettavo neanche. Prima di entrare ci siamo fatti duecento fotografie, ed io avevo gli occhi che mi facevano male. Una volta giunti nel foyer, ci hanno dato i biglietti: noi avevamo le poltrone con i numeri pari, e i nostri posti erano nel centro della sala, verso destra; la visuale era abbastanza buona. Durante lo spettacolo la professoressa ci aveva detto di avere riguardo per i melomani e di non fare rumore, altrimenti ci avrebbero sgridati. In realtà durante lo spettacolo c’è stato abbastanza rumore: gente che tossiva, gente che si alzava, persone che guardavano il cellulare, altre che sgridavano le persone che guardavano il cellulare, e allora incominciavano a bisticciare. Però tutto ciò non mi ha disturbato; anzi, mi ha anche un po’ rilassato, perché io sono entrato convinto di non dover neanche respirare. Per quanto riguarda la scenografia, ne sono stato colpito molto: c’erano due grandi colonne che erano l’elemento architettonico principale, e gli sfondi erano molto suggestivi e gran parte delle volte riportavano decorazioni floreali. Le luci erano usate efficacemente; c’era un’alternanza di colori che ti inducevano proprio a immedesimarti nella scena. Un altro elemento che trovato molto bello era la musica, che rappresentava lo stato d’animo dei personaggi. Gli abiti erano d’epoca e si vedeva che erano pregiati. Una cosa che mi ha molto colpito è il fatto che gli interpreti cantassero senza microfono, e a me non sembrava vero. Io ti consiglio almeno una volta nella vita di andare a vedere un’opera lirica, anche se può succedere, come è successo a me, che ci si può addormentare!

Ciao, Federico

Irene ha scritto:

Cara Giorgia,

il teatro d’opera è come una canzone: quando la ascolti per la prima volta, non ti concentri su tutti i suoi dettagli, però ti accorgi che alcune delle sue parti sono davvero emozionanti e coinvolgenti. Quando io ascolto una canzone, le prime volte mi soffermo poco sulle parole e più sulla melodia, sul ritmo e sul ritornello. Anche la mia prima volta a teatro è stata così: era un ambiente che non avevo mai visto in nessun’altra occasione, che mi ha colpito particolarmente nei suoi colori, nella sua imponenza e solennità. Come per una canzone, dunque, mi sono soffermata soprattutto sugli elementi più vistosi, quali i costumi, le melodie, l’aspetto dei personaggi, la presentazione della scenografia e gli oggetti di scena. Invece non ho fatto particolare caso allo svolgimento dei fatti della vicenda, alle parole scambiate tra i personaggi e al tono con il quale venivano espresse, ai virtuosismi dei cantanti, poiché non ero abituata ad assistere a questo tipo di spettacolo. Invece le persone attorno a me davano l’idea di conoscere bene quella situazione; infatti la maggior parte di loro apprezza il teatro proprio per le componenti su cui io ho sorvolato. A me è piaciuta anche l’emozione della preparazione e dell’accurata scelta di abbigliamento, in modo che fosse consono; mi è piaciuto ammirare i miei compagni nei loro abiti più eleganti e sofisticati. Avresti dovuto vederli! E non eravamo gli unici; a teatro è di consuetudine abbigliarsi in modo raffinato e distinto, nonostante gli abiti si notino solo nell’intervallo e nei minuti che intercorrono tra l’entrata e il raggiungimento del proprio posto. I nostri erano nella platea: poltrone comodissime e disposte in modo che si potesse vedere tutto il palcoscenico. Le nostre postazioni erano particolarmente buone, leggermente laterali rispetto a quelle più centrali, a una distanza dalla quale ancora distinguevo bene i volti dei personaggi, che in quella rappresentazione erano particolarmente belli. Ho avuto l’occasione di confrontare quest’opera con altre, messe in scena in diverse città. Ho potuto constatare che al Teatro Regio le luci sono molto forti, i colori dei costumi e dei fondali particolarmente accesi e vivi, gli oggetti di scena ben disposti e curati nel dettaglio, tanto da sembrare veri, in una tridimensionalità realistica; inoltre, ascoltando altre rappresentazioni, ho fatto caso che, allo spettacolo a cui io ho assistito, i cantanti erano a tempo perfetto con l’orchestra, ma anche tra di loro, in duetti o nel coro. L’orchestra poi, era sensazionale. Anch’essa sembrava essere uno strumento unico, in perfetta sintonia e magnifico tempismo. In realtà mi aspettavo che mi facesse più effetto ascoltare un’esecuzione dal vivo, ma forse oggigiorno i mezzi tecnici di trasmissione della musica hanno raggiunto livelli acustici talmente buoni da ridurre al minimo la differenza. È stato invece emozionante ascoltare le strabilianti voci dei cantanti, molto diverse tra loro, ma adattissime ai personaggi da interpretare. Ora tu, Giorgia, non conosci la storia che io ho seguito, ma ti assicuro che era tutto molto azzeccato: a personaggi timidi e impacciati sono stati attribuiti toni e parole adeguati alla loro caratterizzazione; a quelli più disinibiti ed esuberanti, presenze dinamiche ed energiche. È in base a questi aspetti che io ti consiglio di provare, almeno una volta, questa esperienza, e confronteremo poi i nostri pareri. Il consiglio più importante che posso darti per poterti godere al meglio lo spettacolo, qualunque esso sia, è di assicurarti una buona postazione a sedere e di conoscere almeno le basi della storia che viene rappresentata. Un altro suggerimento è quello di fare molto silenzio. Il teatro costa moltissimo ed è una vera passione: le persone intorno a te saranno sicuramente interessate a godersi lo spettacolo in tutte le sue sfumature, senza essere disturbate. Posso ancora dirti di scegliere una storia che ti piaccia. Il “Don Carlo” è una vicenda che ho percepito come molto distante dai giorni nostri: per molti aspetti non è stata realistica, ma è comunque comprensibile, poiché è ambientata alla fine del 1500. Non è stato soddisfacente nemmeno il finale, poco chiaro e privo di spiegazioni concrete. Inoltre la durata complessiva era un po’ pesante. Scendendo nel dettaglio, le arie sono le parti che mi sono piaciute meno. Invece, le scene in cui erano presenti molti personaggi sono state davvero meravigliose e coinvolgenti, e sono riuscita ad immedesimarmi (anche solo nella singola scena). Un’altra cosa che ho trovato sorprendente, sono stati i numerosissimi applausi finali, che non mi aspettavo così lunghi e sentiti, e a cui ho partecipato anche io, con maggior calore quando volevo elogiare i cantanti che ho maggiormente gradito. Come quando finisci per conoscere a fondo una canzone, dopo averla ascoltata molte volte, così accade anche per il teatro; più lo conosci, più ne scopri tutte le sfumature che ti permettono di innamorartene. Ascolta, anche tu, la tua canzone per la prima volta.

Ciao, Irene

E infine, il lavoro di Gaia:

Ciao Stef,
Come promesso eccomi qui a raccontarti della serata del 18 Aprile! So che non stai più nella pelle e vuoi sapere come sia andata, quindi ho cercato di mettermi all’opera (come sono simpatica!) il prima possibile nello scriverti questa mail. A dire la verità, non riesco a prendere una posizione ben precisa nel commentare la serata, non so nemmeno da dove iniziare! Il pensiero che più mi tormentava prima dello spettacolo (intendo dire le circa 758.231 ore prima) era l’abbigliamento. Ovviamente, se n’era parlato più volte in classe, ma, come sempre, non sono riuscita a decidermi fino all’ultimo momento. Non avevo molta scelta: i prof ci avevano raccomandato di sbizzarrirci e, lo sai, in questi casi non mi tiro indietro. Una volta arrivata davanti al Regio, elegantissima come poche volte nella mia umile esistenza, guardavo i miei compagni altrettanto eleganti. Credo che non ci sarebbe stato uno stile più adeguato della nostra eleganza in quel contesto. Pensare a come eravamo belli, in giacca, cravatta, tacchi e vestitini, mi fa sorridere. A parer mio, questa è stata una delle parti più divertenti dell’esperienza! Abbiamo scattato un sacco di fotografie. All’ingresso, siamo stati trattati come dei veri signori. D’altronde, la maggior parte del pubblico lo era effettivamente: raffinate signore tenevano sotto braccio i loro accompagnatori in papillon. Una volta entrata in sala, l’atmosfera è cambiata del tutto: gli spettatori, come formichine, si dirigevano frenetici verso la loro poltrona numerata. Per un momento sono stata pervasa da un leggerissimo senso di terrore: le loro abitudini non facevano parte di me, mi sentivo un’estranea in mezzo a tutta quella formalità. A luci spente, la mia concentrazione si è spostata sulla scenografia. Te ne parlo perchè so che ne andresti pazzo! Era davvero suggestiva. Perfino una parte del sipario, nonostante fosse solo un velo, risultava tridimensionale e sembrava risplendere di filamenti d’oro. L’illuminazione mi ha colpita molto: gli oggetti di scena erano così ben irradiati dalla luce che sembravano dipinti, si armonizzavano al resto dell’allestimento, non risultavano corpi estranei. Sul palco tre immense colonne corinzie sembravano ergersi per trasmettere solennità. Proprio su questo aggettivo era incentrata tutta l’atmosfera, necessaria per rappresentare al meglio la vicenda. Una buona, che dico, buonissima parte è svolta dalla musica! Purtroppo per te, mio caro pianista, non c’erano brani per pianoforte, ma l’orchestra era davvero spettacolare anche senza. I corni e i timpani suonavano laddove la serietà incombeva, mentre arpa e flauti diffondevano allegria e leggerezza quando le danze si aprivano. Mi ha colpito particolarmente un’aria, quella d’apertura. Nel chiostro di S. Yuste si celebrava il sovrano Carlo V, morto da non molto. La sala si era caricata di maestosità; un coro di frati inizialmente pronunciava il nome del sovrano con un tono molto basso, quasi avendo paura ad evocarlo. D’un tratto il teatro tremò, complici le percussioni e la voce possente del frate solista. L’atmosfera si era trasformata, evocando la venerazione più assoluta. Devo dire che avrei preferito ascoltare più musica, senza che la melodia fosse interrotta dalla voce dei cantanti, anche se riconosco che era veramente potentissima, versatilissima e davvero fuori dal comune. Tutta l’opera si incentra su questi particolari aspetti, capacità vocale e interpretazione, ma il melodramma tende ad avere effetti soporiferi sugli spettatori! A questo si aggiunge la lunghezza dello spettacolo: quattro atti, tre ore, un unico intervallo. Tu, tabagista, non avresti resistito! Come avrai notato, gli aspetti positivi sono di gran lunga più numerosi rispetto a quelli negativi. E’ ormai chiaro che andare all’opera è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita. Essere degli appassionati, dei melomani, degli esperti, non è strettamente necessario; tuffarsi in un mondo che non è tuo porta al piacere di lasciarsi affascinare e, chissà, farsi trascinare alla scoperta di una nuova passione.
Tanti tanti baci,
Gaia

Complimenti a tutti i ragazzi e grazie per aver condiviso con noi il vostro lavoro!

Bentrovati!

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Le vacanze sono – purtroppo – finite, la scuola è ricominciata e già da qualche settimana al Teatro Regio fervono i lavori de La Scuola all’Opera per le attività della Stagione 2013-14.

Se ancora non avete avuto modo di scoprire la nostra nuova programmazione, eccola:

[clicca qui per consultare il Programma 2013-14]

[clicca qui per consultare il Programma 2013-14]

Come potete vedere le novità sono molte ma sempre collegate da un immancabile fil rouge.

Primo fra questi, l’anno verdiano! Il festeggiamenti per il bicentenario non sono finiti e ancora al Maestro di Busseto sarà dedicata l’inaugurazione della nuova Stagione, con un tris di titoli da non perdere: Simon Boccanegra, Rigoletto e La Traviata. Tre occasioni ideali per accostarsi al melodramma per la prima volta, ad esempio con i nostri percorsi didattici All’Opera, ragazzi! e Un giorno all’opera che permettono di assistere alla nascita di uno spettacolo tra prove in palcoscenico, visite dietro le quinte e lezioni con i nostri esperti.

Ne approfittiamo per ricordarvi che per questi tre titoli le prenotazioni si aprono già lunedì prossimo, 23 settembre, alle ore 10qui il relativo modulo on line – e che sempre a Simon Boccanegra è dedicato inoltre il primo incontro de All’Opera, docenti, giovedì 26 settembre alle ore 17 in Sala Pavone. Gli incontri di preparazione, durante i quali vi presenteremo l’attività didattica che si svolgerà in Teatro, la storia dell’opera in esame e spunti interdisciplinari per il vostro percorso scolastico, sono gratuiti e aperti a tutti previa prenotazione telefonica.

La Traviata sarà inoltre protagonista di Opera e Cinema!, appassionante percorso a cavallo tra melodramma e settima arte condotto in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema. Cos’hanno in comune il capolavoro verdiano e il frizzante musical Moulin Rouge? Scopritelo con noi seguendoci in questo viaggio tra linguaggi classici e pop a confronto.

Restando in tema, vi ricordiamo che lo storico percorso Cinema e Musica, nella scorsa Stagione dedicato al bicentenario verdiano e wagneriano, torna quest’anno alla sua configurazione classica dedicata a tutto il repertorio melodrammatico, ma in una veste completamente rinnovata con nuovi titoli lirici e cinematografici e una nuova sede didattica presso il Museo.

Un Verdi in versione pop ci sarà presentato anche da Marco Paolini e Mario Brunello nel loro Verdi, narrar cantando: occasione per lasciarsi sorprendere, coinvolgere e trascinare in modo inaspettato dalle mille dimensioni del Maestro di Busseto, tra musica, teatro, poesia e politica. E non solo: starà al pubblico in sala dare voce ai più celebri ed emozionanti cori della storia del melodramma.

L’opera italiana a cui è dedicata la nuova Stagione non si esaurisce con i capolavori verdiani: molti altri Maestri ci aspettano per il Gioco dell’Opera! Abbiamo assistito l’anno scorso alla disfida tra il nostro Campione parmense e il rivoluzionario compositore tedesco Richard Wagner in occasione del bicentenario: è ora di allargare il campo a tutto il repertorio italiano. Siete pronti a testare le vostre conoscenze e abilità creative a suon di opera?

Vi ricordiamo che la seconda fase del torneo[1] si svolgerà sulla pubblica piazza di questo blog e vedrà le migliori menti creative fra voi sfidarsi a colpi di testi, grafica, musica e video per contendersi il premio di 10 abbonamenti alla Stagione 2014-15 offerti dal Comitato Nenè Corulli. Qui gli elaborati dei primi tre classificati l’anno scorso, per i quali sta per avere luogo la cerimonia di premiazione in Teatro.

E per un’esperienza ancora più creativa, perché non cimentarsi direttamente nella reinterpretazione di cori, coreografie, scenografie e libretto di un capolavoro del repertorio operistico?  Inaugurata l’anno scorso, la nostra versione dei laboratori Opera…ndo per i più grandi (scuole medie e superiori) ha conosciuto grande successo e verrà riproposta[2] sui titoli de La Traviata, Il Barbiere di Siviglia, Il flauto magico e Gianni Schicchi. Attenzione! Le prenotazioni per Opera…ndo con La Traviata chiudono già venerdì 20 settembre!

Un brevissimo riepilogo delle prime scadenze:

prenotazioni

Opera…ndo con La Traviata_______________________________________entro il 20 settembre

Opera…ndo con Il Barbiere di Siviglia, Il flauto magico, Gianni Schicchi________entro il 4 ottobre

All’opera, ragazzi! e Un giorno all’opera (Simon Boccanegra, Rigoletto, La Traviata)___________dal 23 settembre

Opera e cinema_______________________________________________________________dal 23 settembre

Verdi, narrar cantando_________________________________________________________dal 30 settembre

Il gioco dell’opera______________________________________________________________dal 14 ottobre

Incontri per i docenti

Simon Boccanegra____________________________________________________26 settembre ore 17 Sala Pavone

Rigoletto e La Traviata__________________________________________________2 ottobre ore 17 Sala Caminetto

Naturalmente le novità non finiscono qui: ve le presenteremo tutte nei prossimi articoli e nelle pagine aggiornate!
Per ricevere tutti i nostri aggiornamenti in tempo reale via e-mail e commentare con più facilità vi consigliamo di iscrivervi al blog seguendo l’apposita procedura.

Per qualsiasi informazione qui i nostri contatti telefonici e e-mail.

Vi ricordiamo infine che questo blog aspetta i vostri commenti, suggerimenti e soprattutto contributi: raccontateci le vostre esperienze ed emozioni con l’opera e mostrateci i vostri capolavori!


[1] Riservata alle scuole superiori
[2] In parallelo a Opera…ndo con L’Arca di Noè per le scuole dell’infanzia e primaria