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Bentrovati!

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Le vacanze sono – purtroppo – finite, la scuola è ricominciata e già da qualche settimana al Teatro Regio fervono i lavori de La Scuola all’Opera per le attività della Stagione 2013-14.

Se ancora non avete avuto modo di scoprire la nostra nuova programmazione, eccola:

[clicca qui per consultare il Programma 2013-14]

[clicca qui per consultare il Programma 2013-14]

Come potete vedere le novità sono molte ma sempre collegate da un immancabile fil rouge.

Primo fra questi, l’anno verdiano! Il festeggiamenti per il bicentenario non sono finiti e ancora al Maestro di Busseto sarà dedicata l’inaugurazione della nuova Stagione, con un tris di titoli da non perdere: Simon Boccanegra, Rigoletto e La Traviata. Tre occasioni ideali per accostarsi al melodramma per la prima volta, ad esempio con i nostri percorsi didattici All’Opera, ragazzi! e Un giorno all’opera che permettono di assistere alla nascita di uno spettacolo tra prove in palcoscenico, visite dietro le quinte e lezioni con i nostri esperti.

Ne approfittiamo per ricordarvi che per questi tre titoli le prenotazioni si aprono già lunedì prossimo, 23 settembre, alle ore 10qui il relativo modulo on line – e che sempre a Simon Boccanegra è dedicato inoltre il primo incontro de All’Opera, docenti, giovedì 26 settembre alle ore 17 in Sala Pavone. Gli incontri di preparazione, durante i quali vi presenteremo l’attività didattica che si svolgerà in Teatro, la storia dell’opera in esame e spunti interdisciplinari per il vostro percorso scolastico, sono gratuiti e aperti a tutti previa prenotazione telefonica.

La Traviata sarà inoltre protagonista di Opera e Cinema!, appassionante percorso a cavallo tra melodramma e settima arte condotto in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema. Cos’hanno in comune il capolavoro verdiano e il frizzante musical Moulin Rouge? Scopritelo con noi seguendoci in questo viaggio tra linguaggi classici e pop a confronto.

Restando in tema, vi ricordiamo che lo storico percorso Cinema e Musica, nella scorsa Stagione dedicato al bicentenario verdiano e wagneriano, torna quest’anno alla sua configurazione classica dedicata a tutto il repertorio melodrammatico, ma in una veste completamente rinnovata con nuovi titoli lirici e cinematografici e una nuova sede didattica presso il Museo.

Un Verdi in versione pop ci sarà presentato anche da Marco Paolini e Mario Brunello nel loro Verdi, narrar cantando: occasione per lasciarsi sorprendere, coinvolgere e trascinare in modo inaspettato dalle mille dimensioni del Maestro di Busseto, tra musica, teatro, poesia e politica. E non solo: starà al pubblico in sala dare voce ai più celebri ed emozionanti cori della storia del melodramma.

L’opera italiana a cui è dedicata la nuova Stagione non si esaurisce con i capolavori verdiani: molti altri Maestri ci aspettano per il Gioco dell’Opera! Abbiamo assistito l’anno scorso alla disfida tra il nostro Campione parmense e il rivoluzionario compositore tedesco Richard Wagner in occasione del bicentenario: è ora di allargare il campo a tutto il repertorio italiano. Siete pronti a testare le vostre conoscenze e abilità creative a suon di opera?

Vi ricordiamo che la seconda fase del torneo[1] si svolgerà sulla pubblica piazza di questo blog e vedrà le migliori menti creative fra voi sfidarsi a colpi di testi, grafica, musica e video per contendersi il premio di 10 abbonamenti alla Stagione 2014-15 offerti dal Comitato Nenè Corulli. Qui gli elaborati dei primi tre classificati l’anno scorso, per i quali sta per avere luogo la cerimonia di premiazione in Teatro.

E per un’esperienza ancora più creativa, perché non cimentarsi direttamente nella reinterpretazione di cori, coreografie, scenografie e libretto di un capolavoro del repertorio operistico?  Inaugurata l’anno scorso, la nostra versione dei laboratori Opera…ndo per i più grandi (scuole medie e superiori) ha conosciuto grande successo e verrà riproposta[2] sui titoli de La Traviata, Il Barbiere di Siviglia, Il flauto magico e Gianni Schicchi. Attenzione! Le prenotazioni per Opera…ndo con La Traviata chiudono già venerdì 20 settembre!

Un brevissimo riepilogo delle prime scadenze:

prenotazioni

Opera…ndo con La Traviata_______________________________________entro il 20 settembre

Opera…ndo con Il Barbiere di Siviglia, Il flauto magico, Gianni Schicchi________entro il 4 ottobre

All’opera, ragazzi! e Un giorno all’opera (Simon Boccanegra, Rigoletto, La Traviata)___________dal 23 settembre

Opera e cinema_______________________________________________________________dal 23 settembre

Verdi, narrar cantando_________________________________________________________dal 30 settembre

Il gioco dell’opera______________________________________________________________dal 14 ottobre

Incontri per i docenti

Simon Boccanegra____________________________________________________26 settembre ore 17 Sala Pavone

Rigoletto e La Traviata__________________________________________________2 ottobre ore 17 Sala Caminetto

Naturalmente le novità non finiscono qui: ve le presenteremo tutte nei prossimi articoli e nelle pagine aggiornate!
Per ricevere tutti i nostri aggiornamenti in tempo reale via e-mail e commentare con più facilità vi consigliamo di iscrivervi al blog seguendo l’apposita procedura.

Per qualsiasi informazione qui i nostri contatti telefonici e e-mail.

Vi ricordiamo infine che questo blog aspetta i vostri commenti, suggerimenti e soprattutto contributi: raccontateci le vostre esperienze ed emozioni con l’opera e mostrateci i vostri capolavori!


[1] Riservata alle scuole superiori
[2] In parallelo a Opera…ndo con L’Arca di Noè per le scuole dell’infanzia e primaria

Verdi&Wagner al cinema

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Ultimo appuntamento con gli articoli per il nostro Torneo 2012-2013 dal tema Verdi vs Wagner, anche se i temi da trattare sarebbero ancora tanti (se volete cimentarvi, ve ne suggeriamo alcuni: Verdi e Wagner e le arti figurative, oppure Verdi e Wagner e la filosofia … buon lavoro!).

 Abbiamo pensato di salutare i nostri bravissimi partecipanti con un argomento decisamente moderno e accattivante:
opera e cinema,
due forme di spettacolo, entrambe monumentali, entrambe multimediali, non così lontane l’una dall’altra.

Molti registi hanno utilizzato brani d’opera (o di musica “colta”, cosiddetta “classica”) come colonna sonora di sequenze cinematografiche o interi film, anziché privilegiare la scelta di musica contemporanea oppure composta ad hoc. Come mai? E in quale modo l’hanno realizzato?

È quello che si propone di indagare il nostro percorso per scuole medie e superiori, realizzato in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, che in quest’anno appena trascorso è stato dedicato interamente al bicentenario: Verdi&Wagner al cinema. Un tema che è una miniera inesauribile di spunti e citazioni: vi proponiamo qui una sorta di riassunto, una carrellata immaginaria di quelle che per noi sono state le scene che più significativamente hanno saputo fare uso della musica dei due Maestri.

12372895Il primo, brevissimo spezzone che vedremo mostra una scena notturna: un contadino ubriaco in costume da Rigoletto si aggira per la campagna gridando “E’ morto Verdi! Verdi l’è mort!”. Così si apre Novecento (Bernardo Bertolucci, 1976): è la notte del 27 gennaio 1901, in cui nascono i protagonisti del film, il figlio illegittimo di una contadina e il figlio del ricco fattore, amici e avversari durante 50 anni di storia italiana.
La scena, allegorica, richiama il passaggio dall’opera al cinema, la fine di un’epoca e la nascita del nuovo secolo. Giuseppe Verdi, in particolare con la cosiddetta Trilogia popolare (della quale Rigoletto è la prima opera, 1851), ha saputo superare le barriere culturali che facevano dell’opera uno spettacolo destinato esclusivamente alle classi abbienti, riuscendo ad entrare nell’immaginario collettivo e nella cultura popolare italiana, rappresentando anche un momento storico particolare, quello dell’Unità.

Proprio questo vediamo ne Il Gattopardo (Luchino Visconti, 1963). È l’agosto 1860: il PrincipeIl Gattopardo di Salina è accolto al suo arrivo nei suoi possedimenti di Donnafugata dalla banda del paese che esegue le Zingarelle dalla Traviata. Il corteo si sposta quindi in chiesa per il Te Deum, accompagnato dal tema di Amami Alfredo all’organo.
Un Verdi “popolare”, quindi, come mostra l’arrangiamento per banda in una esecuzione decisamente sgangherata, ma allo stesso tempo utilizzato per celebrare i nobili impolverati e sfiniti dal viaggio, metafora dell’avvicinarsi della loro fine storica. Nel particolare momento storico della transizione da un vecchio ad un nuovo modello di potere Verdi ha saputo rappresentare un elemento comune e condiviso dalle due classi sociali, popolo e nobiltà, nonché un fattore di commistione tra sacro e profano.

SensoE durante il Risorgimento il Maestro parmense è divenuto a tutti gli effetti un simbolo della nascente identità italiana, così come vediamo in Senso (Luchino Visconti, 1954): 1866, Venezia, Teatro La Fenice, è in corso una rappresentazione de Il Trovatore. L’inquadratura gira di 180 gradi e ci mostra cosa sta andando in scena oltre al melodramma: il teatro all’italiana come convenzione sociale, con i palchi occupati dalla nobiltà, le classi meno abbienti in “piccionaia” e la platea occupata dagli austriaci, seduti nei pressi del palcoscenico, in evidente tensione, e la borghesia in piedi alle loro spalle nella sala completamente illuminata.
Ed ecco che la tensione trova il suo culmine: al termine della cabaletta del tenore Di quella pira un gruppo di irredentisti lancia volantini e coccarde dal loggione inneggiando all’Italia libera, la “madre infelice” cantata da Manrico. E’ il sentimento che porta ad inneggiare “Viva VERDI”: un messaggio culturale prima ancora che politico, sostenuto dalla parte attiva che il compositore rivestì durante le guerre di indipendenza e il suo ruolo in parlamento dopo l’unificazione.

Verdi come simbolo dell’Italia, ancora in senso politico ma anche –e soprattutto- identitario in contrapposizione agli oppressori anche in un altro momento storico viene ripreso da un’altra pellicola, La notte di San Lorenzo (Paolo e Vittorio Taviani, 1982).
Il film ricorda la strage nel  duomo di San Miniato del 1944, fino al 2004 attribuita ai tedeschi come atto di rappresaglia/diversione durante la ritirata, in realtà storicamente causata dal lancio di una granata alleata che causò la morte di 55 persone riunite in duomo mentre i tedeschi organizzavano lo sfollamento. Nel film la vicenda è spostata in un borgo toscano di fantasia e la strage è un attentato ad opera dei tedeschi alla vigilia della Liberazione. La sequenza si apre con la popolazione, inconsapevole e innocente vittima predestinata alla strage che sta per avvenire, mentre celebra l’Eucarestia con l’accompagnamento della Messa di Requiem di Verdi.

Ma la musica di Verdi rappresenta anche patrimonio culturale che aiuta a conservare la propria identità in un contesto estraneo, come vediamo in Fitzcarraldo  (Werner Herzog, 1982). Il protagonista dell’incredibile vicenda (tratta, con molta libertà, da una storia vera) è Brian Fitzgerald, irlandese emigrato in Perù in cerca di fortuna, il cui nome è stato storpiato in Fitzcarraldo dai locali. IlFitzcarraldo suo più grande desiderio: costruire un teatro d’opera nel cuore dell’Amazzonia e farvi esibire il celeberrimo cantante Caruso. Per ottenere i soldi necessari all’impresa, Fitzcarraldo intraprende una folle spedizione in battello a vapore nel cuore di un territorio presidiato dagli indios. Ed è la musica a compiere il miracolo: abbandonato dalla ciurma che si è ammutinata, Fitzcarraldo prosegue la sua folle navigazione accompagnato soltanto da pochi compagni fidati e dall’immancabile grammofono, che dal ponte più alto del battello fa risuonare le note di Bella figlia dell’amore (ancora una volta un tema dal Rigoletto, che diventerà una sorta di Leitmotiv del battello stesso). Gli indios si convincono: deve essere lui il dio profetizzato dalla tradizione, che giunge a bordo di una grande e magica barca bianca. Lo aiuteranno nell’impresa di trasportare il battello, via terra, oltre il versante della montagna. Ma Fitzcarraldo sarà veramente immortale come una divinità? Gli indios lasciano che siano le rapide del fiume a dimostrarlo, e nottetempo slegano gli ormeggi: Fitzcarraldo sopravvive fortunosamente ma il battello è semidistrutto e i sogni di fortuna perduti … o forse no? L’ultima, suggestiva scena mostra che Fitzcarraldo è riuscito in parte del suo intento, portare l’opera nel cuore dell’Amazzonia … a bordo di un battello.
Il film si apre con la scena al teatro di Manaus, dove si esibisce Caruso in Ernani. Ancora una volta il teatro è rappresentato come convenzione sociale: i cavalli vengono dissetati con lo champagne mentre gli spettatori (tutti ricchi possidenti e baroni del caucciù) assistono alla rappresentazione. Elvira, la protagonista femminile, è faticosamente interpretata da Sarah Bernhardt, celeberrima attrice di prosa –non cantante- ormai a fine carriera, ridicola nel suo mascherone di trucco e di smorfie e gestualità esagerate, “doppiata” in diretta da una cantante che si trova accanto all’orchestra. L’impresario del teatro spiegherà a Fitzcarraldo nella scena successiva il perché di questo ingaggio, di “un’attrice che non sa cantare”: il gusto del pubblico antepone il lato spettacolare a quello musicale del teatro, e la protagonista deve essere a tutti i costi interpretata dal “grande nome”.

La voce di Caruso ci accompagna anche nella visione dell’ultima sequenza, tratta da Match point (Woody Allen, 2005), film Match Pointdrammatico pieno di richiami al romanzo Delitto e Castigo di Dostoevskij. In Match Point assistiamo alla scalata sociale di un giovane istruttore di tennis, Chris, e alla sua trasformazione in assassino per non perdere i privilegi raggiunti. Le sue vittime, l’amante e la sfortunata vicina di casa, uccisa per depistare le indagini, sono sacrificate alla tutela della sicurezza economica e dell’ascesa sociale di Chris, mentre in sottofondo la voce di Jago in una lunghissima scena piena di tensione drammatica insinua il dubbio in Otello, gettando le basi per fare di lui un assassino.
La scelta di un brano operistico come colonna sonora è in questo caso anche metaforica: il melodramma è la grande passione di Chris, che però ha potuto permettersi di andare a teatro solo grazie al suo matrimonio con una ragazza di buona famiglia: rappresenta quindi ciò a cui Chris non intende rinunciare, arrivando fino ad uccidere. La scena si conclude con il protagonista che dopo il duplice omicidio, completamente sconvolto, si dirige appunto a teatro, dove lo aspetta la moglie.

 Il tema dell’identità ha suggestionato anche quei registi che hanno scelto come colonna sonora la musica di Richard Wagner, in questo caso non più come senso delle radici e condivisione di valori –o scoperta della reale personalità di ognuno di noi come in Match point- bensì come qualcosa di estraneo, alieno, inconoscibile e minaccioso.

MelancholiaIl primo film che vi proponiamo è sicuramente Melancholia  (Lars von Trier, 2011): un film catastrofista che racconta gli ultimi giorni della Terra, la cui orbita è stata intercettata da quella di un pianeta del tutto simile (ma alieno), il pianeta Melancholia. La pellicola si chiude con il fatidico impatto e la distruzione totale, reciproca, dei due mondi; a differenza dei comuni film di questo genere dove l’attenzione è rivolta alla catastrofe in un crescendo di azione, qui l’atmosfera è quella rarefatta di una fine inevitabile, in un certo senso già avvenuta, sottolineata per tutta la durata del film dal preludio del Tristan und Isolde.
Il prologo mostra una successione di fotogrammi in micromovimento, suggestioni di quanto avverrà in seguito e interamente comprensibili solo alla fine, Leitmotive quindi non solo musicali ma anche visivi, un doppio collegamento sia semantico sia formale con il mondo wagneriano. L’avvicinarsi del pianeta (soprattutto dell’ultima scena) è narrato quasi esclusivamente attraverso la musica: non lo si vede arrivare ma lo si sente, insieme al crescendo orchestrale e dei rumori di fondo dell’ambiente, una minaccia inevitabile ma incomprensibile e inconoscibile fino all’ultimo.

Wagner quindi come rappresentazione dell’alieno, affascinante e pericoloso insieme, un altroApocalypse now mondo che arriva dallo spazio. Stessa metafora che ritroviamo, questa volta in maniera esplicita, in Apocalypse now  (Francis Ford Coppola, 1979), nell’impressionante scena dell’attacco al villaggio vietnamita con gli elicotteri Apache. Il tenente colonnello ordina di diffondere La cavalcata delle Valchirie da Die Walküre (La Valchiria) tramite gli altoparlanti durante l’assalto: la musica ha un effetto eccitante sui soldati e causa il panico nella popolazione locale. Particolarmente d’impatto lo stacco brusco sulla scena di vita del villaggio accompagnata dai suoni e rumori quotidiani, in cui comincia a distinguersi in lontananza, in un terribile crescendo, l’avvicinarsi degli elicotteri , il rumore delle pale e la musica di Wagner. Ancora una volta, la fine del mondo così come lo conosciamo arriva dal cielo.

Wagner fu anche, come Verdi, simbolo di una identità nazionale? Da un certo punto di vista sì, ma il suo successo in tal senso fu postumo e frutto di una scelta costruita e consapevole, non del consenso popolare. Il Nazismo fece di Wagner il compositore nazionale per eccellenza, come testimoniato da numerose pellicole dell’epoca, come ad esempio Triumph des Willens  (Il trionfo della volontà, Leni Riefenstahl 1935), documentario originale sul grande raduno nazista di Norimberga del 1934. Le scene delle diverse giornate del raduno, curatissime dal punto di vista registico e di grande impatto visivo, sono accompagnate da temi wagneriani (I Maestri cantori di Norimberga; Il crepuscolo degli dei; Siegfried) riadattati a colonna sonora per orchestra o banda militare, e testimoniano come questo sistema totalitaristico abbia davvero saputo sfruttare un nuovo e multidimensionale, potentissimo mezzo di comunicazione e propaganda come il cinema.

The great dictatorAltro imperdibile documento d’epoca è la parodia di tutto questo messa in scena ne Il grande dittatore (Charlie Chaplin, 1940), ancora più impressionante perché girata mentre tutta l’Europa era dilaniata dalla guerra e, si pensava, a un passo dalla vittoria finale di Hitler. Charlie Chaplin impersona Adenoid Hynkel, dittatore di Tomania; in una memorabile scena lo vediamo danzare aThe Blues Brothers mo’ di ballerino classico sulle note del preludio del Lohengrin, reggendo tra le mani le sorti di un mondo (un pallone gonfiabile) che al termine della coreografia esplode miseramente. Ancora una volta vediamo il vagabondare senza meta e senza scopo di un pianeta nel cosmo e la sua inevitabile distruzione avvenire sulle note di Wagner.

E La cavalcata delle Valchirie già ascoltata in Apocalypse now ritorna ancora, questa volta utilizzata in senso parodistico, nella scena dell’inseguimento finale nel celebre The Blues Brothers (John Landis 1980), in cui il senso pseudo-eroico della musica wagneriana viene sovvertito e sottolinea la fine decisamente ridicola e ingloriosa degli improbabili nazisti dell’Illinois.

Noi ci fermiamo qui, ma sicuramente gli esempi non sono finiti: se abbiamo dimenticato qualche pietra miliare della storia del cinema o qualche sequenza secondo voi imprescindibile, i commenti sono a vostra disposizione per segnalarcelo e condividere il vostro pensiero! E per una volta vi salutiamo con l’augurio di buona visione, oltre che di buon ascolto.

Un collage di proposte dal Teatro Regio

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Il teatro: mezzi di espressione diversi, musica, parola, danza, arti visive, un’insieme di emozioni e significati molteplici che danno vita ad uno spettacolo unico.
Come ogni anno, vi invitiamo a scoprire tutte le sfaccettature di musica, arte e teatro attraverso i nostri percorsi di rete, laboratori e attività didattiche progettati e realizzati in collaborazione con i più importanti Musei ed Istituzioni torinesi; le proposte sono molteplici e sono rivolte a tutti gli ordini di scuole, dalla materna alle superiori.

Nel programma 2012-2013 l’offerta didattica del Teatro si arricchisce di alcune novità: la prima di queste è Il teatro del Principe, Il teatro del Re, un percorso storico tra Teatro Regio e Teatro Carignano tra somiglianze, differenze, tradizione e trasformazione del teatro come rito, funzione sociale ed edificio architettonico nei secoli.
Anche l’ormai collaudata attività in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema si rinnova festeggiando il bicentenario verdiano e wagneriano: il tradizionale confronto tra Cinema e Musica diventa così Verdi e Wagner al cinema, per riscoprire la musica dei due Maestri nell’inaspettato ruolo di colonna sonora in una compenetrazione di storia, stili e significati storici e contemporanei.
Due nuovi progetti che completano il panorama dei nostri percorsi didattici “storici” che molti di voi già conoscono e che invitiamo tutti a riscoprire.

Le nostre proposte:

Giocosuonoimparo
In collaborazione con la Fondazione Tancredi di Barolo – Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia
attività interdisciplinare per scuola dell’infanzia e primaria: si può imparare la musica giocando?

La voce, il tuo strumento
In collaborazione con il Museo Xké, il laboratorio della curiosità
Laboratorio per le scuole primarie e medie alla scoperta del nostro primo e più importante mezzo di espressione, la voce!

Io ballo, tu suoni, egli canta
In collaborazione con Fondazione Torino Musei – Borgo Medievale
Laboratorio per scuola primaria e media, un viaggio tra danze e musica nel Medioevo

Il Teatro del Principe, il Teatro del Re
In collaborazione con la Fondazione Teatro Stabile di Torino- Teatro Carignano
Percorso di rete per le scuole medie e superiori attraverso la storia del teatro come rito, simbolo, edificio

Verdi e Wagner al cinema
In collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema
Percorso di rete per le scuole medie e superiori: opera e cinema, mezzi di espressione storici e contemporanei a confronto. Dedicato al bicentenario della nascita di Verdi e Wagner.

La Piazza, il Palazzo, il Teatro
In collaborazione con Fondazione Torino Musei – Palazzo Madama-Museo civico d’Arte antica
Percorso di rete per le scuole medie e superiori alla scoperta del teatro nella vita di corte di una capitale barocca: spettacoli per il popolo, spettacoli per il re.

Il melodramma, la voce del Risorgimento
In collaborazione con il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano
Percorso di rete per le scuole medie e superiori nella storia del Risorgimento, quando il melodramma diede voce alle istanze politiche della nascente Italia

L’arte di apparire
In collaborazione con Fondazione Accorsi-Ometto – Museo di Arti Decorative
Percorso di rete per le scuole medie e superiori: il teatro, la storia e il costume nel Settecento, quando Barocco e Rococò fecero della vita nobiliare un grande spettacolo

Echi d’Oriente
In collaborazione con Fondazione Torino Musei – MAO-Museo d’Arte Orientale
Percorso di rete per le scuole medie e superiori tra suggestioni esotiche e citazioni d’Asia nell’arte e nella musica europea di Otto e Novecento

Dalla Reggia di Venaria al Teatro Regio
In collaborazione con La Venaria Reale
Percorso di rete per le scuole medie e superiori: la musica come rito e passatempo in una grande residenza reale, una giornata musicale a corte

La musica della Shoah
In collaborazione con il Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e delle Libertà
Attività didattica e percorso di rete per le scuole medie e superiori, un viaggio nella recente storia italiana e torinese attraverso musica e luoghi della memoria.
L’attività costituisce anche percorso di preparazione allo spettacolo Children’s Crusade.

Per tutte le attività sopra elencate le prenotazioni telefoniche si aprono lunedì 15 ottobre 2012 alle ore 10.

Vi ricordiamo inoltre che dalla stessa data, lunedì 15 ottobre, sarà possibile iscriversi ad altre attività didattiche proposte dal Teatro, eccole:

Verdi vs Wagner
Laboratorio-torneo a premi per le scuole medie e superiori, per scoprire l’immortale poetica di Verdi e Wagner e mettersi in gioco reinterpretandoli.
Vi ricordiamo che per questa attività gli appuntamenti on line sono settimanali, con un post dedicato in pubblicazione sul blog ogni venerdì.

L’età del basso continuo
Attività didattica per le scuole medie e superiori, una conversazione musicale dedicata alla musica sei e settecentesca: musica barocca o musica moderna?
L’attività è anche elaborata come incontro preparatorio allo spettacolo Barock ‘n’ Roll, a cui dà diritto di prelazione.

Un variegato collage di proposte, quindi, un mosaico di attività didattiche dedicato al nostro pubblico delle scuole.

Per ogni ulteriore informazione vi rimandiamo come sempre alla pagina delle attività e al nostro programma generale e vi ricordiamo di inviarci i risultati finali del vostro lavoro, per condividerli in rete grazie al nostro blog!

A presto!

METROPOLIS: rappresentare il futuro

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E’ il 1927.

Un regista austriaco trapiantato in Germania, Fritz Lang, dà corpo alla sua visione del futuro nel colossale film Metropolis. Una città del lontanissimo 2026, nella quale la società è rigidamente divisa in due classi: i lavoratori, confinati nel sottosuolo, incatenati alle macchine che tengono in vita l’immensa, abbagliante metropoli di grattacieli e di luce appartenente alla casta dei ricchi dominatori. Un mondo materialmente e simbolicamente sovrastato da un solo padrone e dall’enorme Torre di Babele, sua residenza.

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Una pace illusoria e un equilibrio solo in apparenza perfetto che vengono turbati quando Freder, il figlio del dittatore, incontra Maria, una sorta di profetessa ispiratrice degli operai, e scopre così l’esistenza del terribile universo sotterraneo e il vero volto del potere che lo governa.

I due mondi si scontrano violentemente:  la lotta per la supremazia si trasforma però presto in uno scontro per la sopravvivenza di entrambe le classi sociali, che devono affrontare una realtà sempre più illusoria, in balia delle macchine che loro stessi hanno creato.

Un’opera carica di simboli e dalle forti connotazioni teatrali che continuamente riecheggiano nei movimenti di scena, nella mimica degli attori, nella struttura del film -suddiviso in prologo, intermezzo e finale quasi come in tempi musicali– e soprattutto nella scenografia: Metropolis rappresenta infatti un vero e proprio condensato di effetti speciali del cinema d’epoca, dal passo uno all’incredibile Effetto Schüfftan, un gioco di specchi inclinati che permetteva di proiettare figure di dimensioni reali su  fondali in scala ridotta, realizzando impressionanti sequenze virtualmente ambientate in spazi smisurati, paurosamente incombenti sui personaggi.

Oggi, quasi 100 anni più tardi, non siamo molto distanti da quell’immaginario 2026 dipinto da Lang nel suo film: dall’ Effetto Schüfftan al green screen, dal passo uno alla stop motion, da Metropolis a Blade Runner e Matrix, in questo secolo il kolossal di Lang ha segnato la storia del cinema.

Quale futuro e quale scenario possono rappresentarci oggi, nel 2012? E come dargli forma?

A queste domande cercheremo di rispondere con il laboratorio Metropolis: la città del futuro, realizzato in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema e dedicato agli studenti di scuole medie e superiori.

 

L’inaspettato ritrovamento di alcune bobine nel 2008 a Buenos Aires ci permetterà di riscoprire una versione pressoché integrale del kolossal: giovedì 25 ottobre alle ore 9.00 avremo la possibilità di assistere alla proiezione di Metropolis[1] presso il Cinema Massimo.

Durante il primo incontro, a scuola, i ragazzi rifletteranno e discuteranno poi la propria idea di scenario futuristico; il paesaggio così ideato verrà quindi disegnato in 2d e modellato in una vera e propria scenografia in scala ridotta.

La visita alla mostra Metropolis, il capolavoro ritrovato sarà quindi l’occasione per un viaggio attraverso la fantascienza, alla scoperta di significati e metodi di rappresentazione delle più celebri ambientazioni futuristiche della storia del cinema. Il laboratorio diventerà quindi il banco di prova per testare la propria città del futuro realizzata in classe come scenografia di una sequenza filmica: ancora l’Effetto Schüfftan, ma questa volta vissuto da protagonisti, come attori e cineoperatori, provando a percorrerne virtualmente gli spazi grazie agli effetti speciali di cinepresa, luci e specchi.

Gli appuntamenti con Metropolis: la città del futuro sono lunedì 24 settembre, data di inizio delle prenotazioni telefoniche, e martedì 2 ottobre alle ore 17 in Sala Caminetto per la presentazione dell’attività ai docenti. Vi aspettiamo!


[1] Appuntamento facoltativo

OPERE ANIMATE: una fiaba in crescendo

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C’era una volta un genio musicale: Gioachino Rossini.
E poi, c’era una volta, ma tanti anni dopo, un genio del disegno: Emanuele Luzzati.
Una passione in comune: il teatro.
E una magia: il cinema.

Dall’incontro tra la travolgente musica del maestro pesarese e l’abile matita dello scenografo e grazie alla collaborazione con il talento dell’animazione cinematografica Giulio Gianini nasceranno numerosi indimenticabili capolavori del cortometraggio, più volte candidati all’Oscar.

La Gazza Ladra
musica di G. Rossini
animazioni e disegni Gianini e Luzzati

Uno di questi capolavori è rimasto però irrealizzato: La Cenerentola.
Del cartone animato, che avrebbe dovuto svolgersi sulle note di una delle più amate opere di Rossini, tratta dalla celeberrima fiaba di Perrault, non rimangono che le illustrazioni e le parole del racconto di Gianini e Luzzati.

Grazie al laboratorio Opere Animate sarete voi stessi a dare vita al progetto incompiuto della Cenerentola, immaginando e realizzando un vero e proprio breve film di animazione!

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Il primo passo sarà quello di esplorare il mondo incantato creato da Luzzati e Gianini: durante la visita della mostra al Museo Nazionale del Cinema sarete accompagnati alla scoperta dei segreti delle incredibili opere di animazione dei due artisti. Occhi aperti e orecchie tese per cercare di imparare i trucchi del mestiere: poco dopo sarà infatti il vostro turno di mettervi nei panni di disegnatore e scenografo!
Durante il secondo incontro, a scuola, imparerete come dalla carta di recupero e dai pastelli a cera possano nascere i protagonisti della celeberrima fiaba, reinterpretati secondo la vostra immaginazione e pronti per recitare all’interno del vostro cartone animato.
Con la tecnica del découpage, proprio quella utilizzata da Gianini e Luzzati, dovrete inventare e realizzare i personaggi della Cenerentola rossiniana: Angelina, le sorelle Clorinda e Tisbe, don Magnifico, don Ramiro, Dandini, e un particolarissimo Alidoro…

I figurini snodabili usciti dalla vostra fantasia e dalle vostre mani saranno quindi i protagonisti di un minuto di animazione realizzata sempre da voi, a scuola, con la tecnica cinematografica del passo uno: fotogramma dopo fotogramma i personaggi prenderanno vita così come li avete immaginati!

Il risultato finale? Le vostre creazioni cinematografiche saranno montate tutte insieme sulla musica della celebre Sinfonia rossiniana a raccontare la fiaba completa della Cenerentola, così come avrebbe dovuto essere nell’opera di Gianini e Luzzati.

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Tre incontri intensissimi quindi, per diventare scenografi, registi e cineoperatori e dare vita al vostro cartone animato!

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Il laboratorio Opere Animate è dedicato ai bambini della scuola primaria; vi ricordiamo che le prenotazioni, effettuabili telefonicamente presso l’Ufficio Attività Scuola, si apriranno lunedì 24 settembre, mentre vi attendiamo alla presentazione dell’attività martedì 2 ottobre alle ore 17 in Sala Caminetto.

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Non mancate!

Immagini: figurini de La Cenerentola ispirate alle illustrazioni di Luzzati. Rielaborazione a cura de La Scuola all’Opera

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Pronti a salpare?

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Si parte!

È arrivato il mese di settembre, la scuola ricomincia e la Scuola all’Opera sta per levare le ancore, lasciandosi alle spalle le tristi piogge dell’autunno per andare alla scoperta di mondi fantastici, immaginari, surreali: siete pronti per scoprire con noi i meravigliosi mari del Cinema?

Il primo appuntamento che vi presentiamo è quello con Opere animate, laboratorio in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, in cui i bambini della scuola primaria potranno cimentarsi nell’invenzione, creazione ed animazione cinematografica di figurine ispirate a La Cenerentola di Luzzati e Gianini, in occasione della mostra dedicata all’opera dei due artisti.

Sempre in collaborazione con il Museo del Cinema, che presenta la mostra Metropolis, il capolavoro ritrovato dedicata al celebre titolo di Fritz Lang, vi proponiamo poi il laboratorio Metropolis, la città del futuro, rivolto alle scuole medie e superiori. I ragazzi saranno invitati ad immaginare e costruire un modello futuristico di città e a sperimentare direttamente su di esso le tecniche di illuminazione e ripresa che permettono di utilizzare modellini in scala ridotta come scenografia per illusionistiche sequenze cinematografiche.

Tornano inoltre i tradizionali appuntamenti alla scoperta del Teatro dietro le quinte e in platea con Un giorno all’opera e All’opera, ragazzi! Il primo titolo in programma è il wagneriano Der fliegende Holländer: il Vascello è finalmente pronto a salpare!

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Un breve promemoria sulle prossime scadenze:

Opere animate

Metropolis, la città del futuro

Un giorno all’opera: Der fliegende Holländer

All’opera ragazzi: Der fliegende Holländer

………………………………………………………………………………………………………prenotazioni dal 24/09

Incontri di preparazione All’opera, docenti!

Der fliegende Holländer……………………………………………..  giovedì 27 settembre ore 17-19 Sala Pavone

Metropolis e Opere animate…………………………………………. martedì 2 ottobre ore 17-19 Sala Caminetto

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Per maggiori informazioni sulle attività vi invitiamo naturalmente a consultare il programma completo della Scuola all’Opera e a mettervi in contatto con l’Ufficio Attività Scuola.

Queste le prime novità, ma altre arriveranno a breve… la pagina misteriosa sta per svelare i suoi contenuti!

A presto!

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