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Un Flauto ancora più magico

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Come ogni Stagione, abbiamo festeggiato l’avvicinarsi della fine dell’anno scolastico con un bellissimo titolo d’opera messo in scena apposta per voi, dai bimbi di Scuola Materna ai ragazzi di Scuola Media. E questa volta l’opera è una delle più amate di tutti i tempi: Il Flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart. In buca, l’Orchestra del Teatro Regio guidata dal Maestro-Narratore-Direttore del pubblico Giulio Laguzzi. In scena, una versione della fiaba adattata per la giovane platea dalla penna del nostro ormai storico Autore Vittorio Sabadin con la regia di Riccardo Fracchia. Ben 4500 ragazzi, preparati dagli insegnanti a scuola e dai docenti de La Scuola all’Opera, hanno potuto godersi le scenografie originali e fantastiche del Flauto Magico del cartellone e ascoltare tutti i brani più celebri in versione originale in lingua tedesca, con l’emozione di poter cantare insieme ai protagonisti in palcoscenico e creare proprie personali maschere e piccoli oggetti di scena.

Ce la farà il principe Tamino ad imparare il coraggio e diventare un uomo? Riusciranno le forze della luce e della verità guidate da Sarastro a sconfiggere la perfida ma affascinante Regina della Notte? E soprattutto, il buon Papageno troverà anche lui una bella mogliettina tutta per sé? Gli applausi finali hanno decretato il meritatissimo lieto fine e un successo travolgente! Bravissimi agli artisti e anche al pubblico!

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Le nozze di Figaro raccontate ai ragazzi

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Tra pochi giorni sarà in scena, qui al Teatro Regio, un’opera considerata tra i più grandi capolavori di tutti i tempi. Stiamo parlando de Le nozze di Figaro, firmata dal genio mozartiano nel 1786. Tratta dal secondo capitolo della celebre trilogia di Beaumarchais, considerata a lungo troppo sovversiva per poter essere data nei teatri, rappresenta in pieno lo spirito dei tempi: Luigi XVI ebbe a dire che si sarebbe dovuto “demolire la Bastiglia, perché […] questa commedia non fosse un’incoerenza pericolosa“. Di lì a poco, la rivoluzione lo avrebbe accontentato. Agli occhi di molti la riduzione per musica di Mozart, su libretto di Da Ponte, perde buona parte della sua esplosiva carica sociale a favore di un più accentuato carattere da opera comica, incentrato sull’opposizione tra maschile e femminile, sull’intrigo e sugli amori delle coppie più che nella contrapposizione tra classi sociali. È vero fino ad un certo punto: in realtà le Nozze versione mozartiana, pur nel loro carattere da commedia, mostrano un dramma psicologico dei più moderni, dove si intrecciano personalità diverse, ognuna con la sua interiorità e col suo carattere, lottano e si scontrano per raggiungere la felicità.

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Ma la felicità di ognuno, come si vede nel brillante e magnanimo finale, dove tutti gli intrighi si svelano e le macchine si sciolgono, non è la felicità di tutti: e solo quest’ultima si può raggiungere, a patto di cedere, ognuno, qualcosa a favore dell’altro.

Siamo quindi ben lungi dall’appiattimento dei caratteri di una tipica “commedia per musica”, e in un campo assolutamente nuovo, un po’ ambiguo, del teatro musicale: un’opera complessa e difficile da inscrivere in una definizione o un’etichetta, sia per i contemporanei, sia per chi, come noi, la ascolta secoli dopo.

Come ben sapete, le difficoltà non ci spaventano: ed è proprio questo titolo così complesso ad andare in scena, qui al Teatro Regio, non solo nel cartellone principale, ma anche nella Stagione de La Scuola all’Opera, in formato pocket. Non si tratta di arrangiamento o semplificazione, quanto di una riduzione: intatto l’organico orchestrale e la messa in scena, è stata snellita però la storia e tagliate alcune parti per facilitare l’esperienza al pubblico dei giovani. Per inoltrarsi nella complessità dei caratteri e della musica ci vuole una guida esperta: e chi meglio di Cherubino, adolescente e coetaneo del nostro pubblico, protagonista e testimone della “folle giornata”? Sarà lui a indirizzare occhi e orecchie dei presenti in sala verso le meraviglie della composizione e della drammaturgia. A firmare questa originale e accattivante “guida all’ascolto in diretta” sarà nuovamente l’ormai esperta penna di Vittorio Sabadin, che con il fortunatissimo Flauto magico raccontato ai ragazzi dell’anno scorso ha dimostrato di essere più che all’altezza dell’arduo compito di presentare Mozart ai giovani.

In buca, l’orchestra sarà guidata dalla bacchetta del maestro Giulio Laguzzi, anche lui ormai un veterano degli spettacoli per le scuole. Regia a firma di chi i giovani li conosce molto bene, la nostra Anna Maria Bruzzese.

… e finalmente MOZART!

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Voi conoscete la mia più grande ambizione, scrivere delle opere […] Non dimenticate il mio desiderio di scrivere opere. Invidio chiunque ne scriva una. Desidererei proprio piangere di dispetto quando sento o vedo un’aria. Ma italiana, non tedesca, seria, non buffa.”[1]

Wolfgang Amadeus Mozart: forse il più celebre compositore di tutti i tempi. E per quanto spesso venga ricordato soprattutto per la sua immensa produzione in altri generi musicali, anche e soprattutto nell’opera – non soltanto opera italiana  – Mozart ha lasciato una fortissima impronta, riuscendo nel corso della sua breve carriera ad assimilare il meglio del Settecento, riscriverlo, rivoluzionarlo e reinventarlo, gettando le basi per una nuova forma teatrale.

Mozart comincia la sua vita artistica prestissimo, come bambino prodigio portato dal padre in giro per l’Europa, oltre che ad esibirsi alla ricerca di fama e successo, alla scoperta del meglio del mondo musicale. Tre di questi viaggi, compiuti tra il 1769 e il 1773, sono dedicati all’opera italiana, genere imprescindibile per ogni compositore che cercasse la fama: le tappe sono Verona, Mantova, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Torino, Venezia. Mozart è appena adolescente, ma assorbe come una spugna il meglio del Settecento: assiste a importanti produzioni operistiche e ha modo di conoscere molti tra i più importanti musicisti dell’epoca, come Hasse, Piccinni, Farinelli, Johann Christian Bach e padre Giovanni Battista Martini, da cui prende lezioni di contrappunto.

Non si limita ad ascoltare, ma si cimenta a sua volta in composizioni nuove, rispettando l’impianto formale dell’opera seria, come con i tre atti del Mitridate, re di Ponto e Lucio Silla, entrambe andate in scena al Teatro Ducale di Milano, la prima nel 1770 –riscuotendo enorme successo -, la seconda nel 1772. E d’altra parte, come ci ricorda Massimo Mila, “Al principio del Settecento un operista non avrebbe potuto acquistare fama universale se non affermandosi nel genere dell’opera seria. Alessandro Scarlatti, Leo, Feo e soprattutto Pergolesi, sono tutti autori di buone opere buffe e di vivaci <<intermezzi>>. Pure la fama tra i contemporanei la dovettero alle loro Griselde, alle loro Zenobie, alle loro Olimpiadi.[2]

Mozart sa non soltanto fare propri i caratteri formali del genere più in voga, ma arriva a superarli: la prima composizione in un certo senso innovativa, se pure rispetta ancora l’impianto standard dell’opera seria, è Idomeneo re di Creta. Maggiore continuità nell’azione scenica (non necessariamente confinata all’interno dei recitativi, ma a volte narrata, ad esempio, dai cori), presenza di danze, superamento dell’esclusiva funzione di accompagnamento dell’orchestra a favore di una maggiore espressività e ruolo narrativo, un finale lieto e moralistico secondo tradizione illuminista ma funestato dalla cruda scena di pazzia di Elettra avvenuta immediatamente prima.

 Ma nella seconda metà del secolo l’opera comica sta prendendo piede:

“[…] La buona figliola di Piccinni, Il barbiere di Siviglia di Paisiello, per non parlare del Matrimonio segreto di Cimarosa, misero in ombra le pompose opere serie dei loro autori. Mozart è il punto di arrivo di questa trasformazione […][3]

Dopo la netta separazione dovuta alle “riforme”, è tempo che la frattura tra opera seria e comica venga ricomposta e superata a favore dell’invenzione di una nuova forma teatrale: e sarà naturalmente Mozart a riuscire nell’impresa.

Un paio di opere comiche che seguono il modello tradizionale (La finta semplice e La finta giardiniera) scompaiono al confronto con quanto avverrà dopo, in seguito all’incontro, a Vienna, con il librettista Lorenzo Da Ponte. E’ la nascita della celebre trilogia italiana: Le nozze di Figaro (1786), Don Giovanni (1787) e Così fan tutte (1790). Tre opere nelle quali vengono scardinati tutti i confini di genere, le limitazioni di forma e gli usi teatrali dell’opera italiana: tre capolavori che, pure perfettamente inseriti nel contesto storico, rispecchiando il tramonto del Settecento, aprono le porte a un mondo, un carattere e una sensibilità nuova, già romantica.

 Non approfondiamo oltre il discorso perché starà a voi cimentarvi con la trilogia Mozart – Da Ponte, appuntamento ineludibile per gli amanti dell’opera, rispondendo alla seconda consegna del torneo: vi proponiamo questa volta due tracce alternative, che siamo sicuri stimoleranno la vostra creatività.

Eccole:

1)      Mozart prese coscienza di quanto stava avvenendo nel melodramma italiano del tempo: la crescente nobilitazione musicale dell’opera comica, che la doveva portare ben presto a soverchiare il predominio dell’opera seria, grazie anche all’accoglimento di nuovi contenuti sentimentali, patetici e perfino tragici. Questa nobilitazione avveniva attraverso l’accoglimento di soggetti letterariamente pregevoli; attraverso cantanti di prim’ordine…; attraverso il concorso di un’orchestra di ampiezza e dignità sinfonica […] L’asso nella manica dell’opera comica è […] il “concertato”, o scena d’insieme […] dove più personaggi cantano contemporaneamente. Questo pezzo musicale divenne […] un potente elemento di realismo e di progresso drammatico. Il concertato è il mezzo di cui si serve l’opera comica per […] istituire fra i personaggi il dialogo, un dialogo fitto di botte e  risposte ravvicinate, senza cui naturalmente non si fa teatro.
(M. MILA, Lettura delle”Nozze di Figaro”, Einaudi, Torino 1979)

Nel Don Giovanni l’osmosi di opera comica e di opera seria diventa completa, in quanto si estende anche ai contenuti. Strana opera comica questa che si apre con la scena tragicissima d’un ammazzamento in duello, prosegue in un cimitero e si chiude con l’apparizione spaventosa della statua d’un morto che viene in scena per trascinare il protagonista nella fiamme dell’inferno!
(M. MILA, Lettura del Don Giovanni di Mozart,  Einaudi, Torino 1988).

Come scrive Massimo Mila, nelle opere della trilogia Mozart incrocia personaggi, stili, elementi letterari… appartenenti a sfere diverse (comica, seria, tragica, perfino religiosa), ottenendo capolavori di notevole spessore e realismo psicologico, oltre che di enorme pregnanza musicale e drammaturgica. Individuate alcuni esempi di tale coesistenza nelle tre opere: quali punti del libretto la rivelano? Quali personaggi appartengono all’una o all’altra sfera? Quali le trascendono? Come concorre la musica ad esaltare i contrastanti piani stilistici e psicologici?

2)      Scrivere di musica è un esercizio difficile: si tratta, infatti, di utilizzare un linguaggio per descriverne un altro, dotato di regole espressive del tutto diverse. Dura la vita per i musicologi…!  Dopo aver ascoltato le tre ouvertures o sinfonie, provate a descriverne il carattere, la struttura, il legame con l’opera, le reciproche similitudini e differenze.

(Consultate i modelli:
M. MILA, Lettura delle Nozze di Figaro, Einaudi, 1979, pp. 28-30; Lettura del Don Giovanni di Mozart, Einaudi, 1988, pp. 45-54;
Alberto JONA, Il paggio, il libertino, il filosofo, Unicopli, 1990, pp. 68-69)

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[CLICK SULLE IMMAGINI PER I LINK AI VIDEO]

Se prediligete l’impegno pittorico a quello letterario, scegliete una delle tre opere e trasformatela in graphic novel; potrete anche creare un video utilizzando la sinfonia d’opera.

Attendiamo con ansia i vostri capolavori, da inviare entro venerdì 11 aprile.

NB Non ci siamo dimenticati delle opere tedesche di Mozart, ambito nel quale abbiamo altre grandi innovazioni e altri capolavori. Non rientrano nell’economia del nostro discorso, legato quest’anno esclusivamente all’opera italiana, ma vi invitiamo caldamente a regalarvi qualche ascolto scelto, per esempio da Die Zauberflöte, tra l’altro andato da poco in scena qui al Teatro Regio nel bellissimo allestimento di Roberto Andò.


[1] Lettera al padre Leopold Mozart da Mannheim, 4 febbraio 1778
[2] Massimo MILA, Lettura del Don Giovanni di Mozart, Einaudi, Torino 1988, p. 19
[3] Ibid.

Natale con l’orchestra al Teatro Regio

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L’inverno e le feste sono alle porte e al Teatro Regio fervono i preparativi: siamo quasi pronti per

Natale con l’orchestra!

L’appuntamento è per martedì 18 dicembre con un programma musicale divertentissimo e stimolante inLeopold Mozartteramente dedicato a bambini e ragazzi, dai 4 ai 12 anni, che come sempre saranno attivamente coinvolti durante lo spettacolo.

Nella prima parte del concerto giocheremo a rompere gli schemi della cosiddetta musica “classica” con la

Sinfonia dei giocattoli

vivacissima pagina musicale quasi certamente composta da Leopold Mozart, più conosciuto come il serissimo padre del celebre genio Wolfgang: un pezzo di musica dove tutto e tutti, anche i giocattoli, fischietti, sonagli, cucù e uccellini possono far parte di un’orchestra sinfonica
Così come i 1300 bambini di scuola dell’infanzia, primaria e media che suoneranno dalla platea legnetti, tamburi e maracas molto speciali costruiti a scuola durante i laboratori Suoniamo anche noi tenuti dai collaboratori de La Scuola all’Opera.

Sergej Prokof'evDopo lo strepitoso finale della Sinfonia a suon di braccialetti a sonaglio saremo catapultati in Russia, questa volta come spettatori di una delle più celebri fiabe musicali di tutti i tempi:

Pierino e il lupo

Composta nel 1936 da Sergej Prokof’ev per il Teatro Centrale dei Bambini di Mosca, adesso come allora le peripezie di Pierino e i suoi amici animali continuano ad emozionare e divertire adulti e bambini.
Al Teatro Regio sarà la voce narrante di Lorenzo Fontana che, raccontandoci la storia, ci condurrà alla scoperta degli strumenti dell’orchestra che danno voce ai personaggi e alle loro avventure; una fiaba che nasconde al suo interno una vera e propria appassionante lezione di musica accompagnata con freschezza dalla brillante musica di Prokof’ev, abilissimo nel fondere intento educativo e divertimento.

Ma non è finita qui: la sera si replica per le famiglie!

Anche il pubblico di adulti e bambini delle ore 20 potrà imparare a suonare la Sinfonia durante il laboratorio che si terrà presso il Teatro sabato 15 dicembre dalle ore 15 alle ore 17. Approfittatene: il laboratorio è gratuito per chi è in possesso del biglietto dello spettacolo!

Per informazioni e prenotazioni contattare telefonicamente l’Ufficio Attività Scuola.

Teatro Regio
martedì 18 dicembre 2012

ore 10.30
ore 20 (spettacolo serale aperto al pubblico)
Leopold Mozart, Sinfonia dei giocattoli
Sergej Prokof’ev, Pierino e il lupo, fiaba musicale per voce narrante e orchestra op. 67
Lorenzo Fontana voce narrante
Orchestra del Teatro Regio diretta dal M° Mattia Rondelli

Affrettatevi! Gli ultimi posti per lo spettacolo delle ore 20 sono già in vendita in biglietteria.

NB Vi ricordiamo l’appuntamento di giovedì 13 dicembre con Ascoltare Verdi, l’incontro di aggiornamento a cura del Prof. Gallarati