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“Mousiké”: Orfeo e noi

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Che cos’è, per voi, la musica?
Difficile, quasi impossibile (e forse non necessario?) dare una definizione.
E chi ha inventato la musica, e perché?
Più affascinante di una risposta certa e diretta è esplorare il mondo di connessioni, storia, richiami, narrazioni, che la musica stessa offre.
Scavando nel nostro passato e nelle etimologie scopriamo un universo intero di significati: la parola greca mousiké indicava infatti l’insieme delle Arti presiedute dalle Muse, dee figlie di Zeus e Memoria. Musica strumentale, canto, danza, poesia, storia, letteratura, teatro –ma anche arti tecniche, tutti elementi imprescindibilmente connessi e egualmente ispirati.

Da quell’universo mitico ha origine il mondo dell’opera e del canto lirico, che ancora oggi a distanza di millenni dalla nascita della tragedia e di secoli dalla Camerata de’ Bardi e poi dei primi teatri all’italiana continua a produrre arte, spettacoli ed emozioni attuali.
L’obiettivo della Scuola all’Opera vuole essere proprio questo: mostrare un pezzettino della vita e dell’attualità di questo mondo, che parla a tutte le epoche e a tutte le età, e aprire una piccola finestra su questo universo di connessioni con la storia, la memoria, le altre arti, la tecnica. Per questa ragione non troverete, nel nostro programma, soltanto opera e soltanto spettacoli: di Stagione in Stagione il palcoscenico è un punto di traguardo ma anche di origine di strade e percorsi diversi, con i quali possiamo provare ad esplorare insieme parte di questi mondi.
Qui a Torino, in particolare, le possibilità di scoperta e di approfondimento sono quasi inesauribili: abbiamo a disposizione una rete di monumenti e musei e un patrimonio culturale che aspettano solo di essere avvicinati.

Nel nostro piccolo, di percorsi musicali in collaborazione con le altre istituzioni torinesi, noi ve ne proponiamo nove, alla scoperta della Torino storica, del Risorgimento, delle arti visive e applicate, delle tecniche, del cinema e delle colonne sonore, del lontano Oriente.

Uno degli ultimi nati, al quale teniamo molto, è Il canto magico di Orfeo: cominciando dalle origini, quando in tempo immemore il semidio Orfeo sapeva muovere gli elementi naturali e persino gli dèi grazie alla sua lira e al suo canto, ripercorrendo le tappe della musica e dell’opera tra storia e mito fino ad arrivare al linguaggio musicale del teatro odierno, quello rivolto alla nostra immaginazione e ai nostri sentimenti. Saranno le originali collezioni del Museo di antichità del Polo reale di Torino, tra mosaici, anfore, strumenti musicali e uno sguardo al teatro romano ad accompagnarci e farci visualizzare le diverse tappe di questa storia, completata dagli ascolti guidati e dalla visita alle strutture del Teatro Regio.
Quest’anno, inoltre, il nostro cartellone ci offre l’opportunità speciale di assistere a una rappresentazione dell’Orfeo di Monteverdi, non soltanto un capolavoro musicale ma tappa miliare nella nascita dell’opera lirica; i partecipanti al percorso Il canto magico di Orfeo avranno diritto di prelazione per l’attività di preparazione allo spettacolo All’opera, ragazzi! L’Orfeo.

In conclusione, perché non provare a rispondere alla domanda che vi abbiamo proposto? Che cosa sono per voi la musica e il teatro musicale? Questo ed altri percorsi possono essere un’occasione per scoprire la vostra risposta.

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Che farò senza Euridice?

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Chi è costui che con sua dolce nota
muove l’abisso, e con l’ornata cetra?

(Angelo Poliziano, Fabula di Orfeo, Mantova 1483?)

Il mito di Orfeo segna fortemente, lo abbiamo visto, la nascita dell’opera, dalle prime rappresentazioni fiorentine al capolavoro monteverdiano; la sua fortuna non si esaurisce ma prosegue per tutto il Seicento, assumendo di volta in volta connotati allegorici, encomiastici o pastorali. È protagonista nel Settecento, oltre che di una versione di Haydn rimasta su carta e mai andata in scena, dell’importante libretto di Ranieri de’ Calzabigi, musicato tre volte; la più celebre sicuramente quella di Christoph Willibald Gluck, proposta a Vienna nel 1762, che inaugura la sua riforma dell’opera italiana (ne parleremo). Nell’Ottocento la vicenda del cantore tracio è lo spunto per una satira impertinente contro gli stilemi dell’opera settecentesca e allo stesso tempo della società parigina contemporanea; nella riscrittura di Offenbach (1858) il mediocre violinista Orfeo è così condannato per volontà dell’Opinione Pubblica a scendere all’inferno per recuperare una Euridice fuggita di sua volontà e innamoratasi di un altro.

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Perché proprio il mito di Orfeo ha esercitato così grande influenza nella storia del melodramma? Come si è modificata la chiave di lettura delle sue componenti fondamentali al mutare della società e del contesto storico? E soprattutto, cosa avrebbe detto la quasi sempre muta Euridice, protagonista mai interpellata e chiave di volta della vicenda?

A voi rispondere a queste domande nella prima prova creativa del torneo, secondo le modalità espressive che preferite.

La consegna dell’elaborato, che può essere inviato al nostro indirizzo mail, è fissata per il giorno VENERDI’ 14 MARZO, data nella quale pubblicheremo la seconda prova.

Buon lavoro!