Archivio mensile:gennaio 2018

Giovannino Guareschi e il Giorno della Memoria

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La fine di gennaio si avvicina e con essa l’importante data del Giorno della Memoria, che ogni anno il Teatro Regio commemora con attività e spettacoli dedicati al tema della Shoah, dei campi di internamento e sterminio, della persecuzione di tutti coloro che per nascita o per scelta non si sono piegati alla dittatura.
Moltissimi conoscono Giovannino Guareschi come celebre autore della saga di Don Camillo e Peppone, ma pochi sanno che fra le pagine della sua vivacissima produzione si possono fare tante altre preziose scoperte, tra cui una testimonianza dell’internamento in un campo di prigionia tedesco, in cui fu prigioniero dal ’43 fino al termine della guerra. Guareschi fu un IMI, Italienische Militärinterniert – Internato militare italiano, uno fra i circa 800mila soldati italiani che dopo l’armistizio rifiutarono di imbracciare le armi per la Germania e la Repubblica Sociale Italiana e per questo furono deportati.
Lo scrittore portò con sé nelle baracche del lager di Sandbostel in Germania lo sguardo arguto, pungente e insieme tenero e profondamente umano che ritroviamo in tutte le sue pagine; anche in quelle scritte tra i reticolati, sotto ispirazione delle tre muse Freddo, Fame e Nostalgia per sollevare il suo spirito e i compagni di prigionia.
Proprio una di queste pagine è stata scelta per essere messa in scena al Piccolo Regio Puccini il 25, 26 e 27 gennaio 2018: la Favola di Natale, che Guareschi scrisse, dedicandola al figlio Albertino che lo aspettava a casa, nell’inverno del 1944.

Questa favola io la scrissi rannicchiato nella cuccetta inferiore di un castello biposto, e sopra la mia testa c’era la fabbrica della melodia. Io mandavo su da Coppola versi di canzoni nudi e infreddoliti, e Coppola me li rimandava giù rivestiti di musica soffice e calda come lana d’angora.”

Arturo Coppola, compositore e compagno di baracca, musicò la fiaba e diresse il coro e l’orchestra improvvisati che per la prima volta la eseguirono nel lager la sera del 24 dicembre 1944.
Una fiaba in bilico tra speranza e disillusione ambientata in un bosco fantastico “dove, la notte di Natale, si incontrano creature e sogni di due mondi nemici“: tra Poesie tagliuzzate dalla censura, Cornacchie poliziotto, Funghi buoni e Funghi nemici, Albertino e il suo papà potranno brevemente riabbracciarsi.

“Papà, perché non mi prendi con te?”
“Neppure in sogno i bambini debbono entrare laggiù. Promettimi che non verrai mai”
“Te lo prometto, papà”

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Un inverno di balletti

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È stato un inverno di balletti qui al Teatro Regio, trascorso con due splendidi allestimenti de Lo Schiaccianoci e Il lago dei cigni. I più celebri titoli di Pëtr Il’ič Čajkovskij sono andati in scena mostrandoci due mondi e due visioni diverse e complementari della danza, Lo Schiaccianoci nel colorato e visionario allestimento di Lele Luzzati con coreografie di Amedeo Amodio interpretato dai due solisti del New York City Ballet e dal corpo di ballo Daniele Cipriani Entertainment, Il lago dei cigni nella versione iconica e insuperabile di Marius Petipa e Lev Ivanov, interpretata dal Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo.

Oltre ai numerosi allievi delle scuole di danza che hanno collaborato con noi, molti di voi ragazzi hanno avuto modo di avvicinarsi per la prima volta al mondo della danza classica grazie al progetto All’opera, ragazzi che ha coinvolto 400 studenti di scuola media e superiore, permettendo loro di assistere alle prove e poi alle rappresentazioni serali. Altri 1200 ragazzi hanno riempito la sala del Lirico per una recita speciale de Lo Schiaccianoci la mattina di giovedì 7 dicembre.

14 classi, tra scuola primaria, media e superiore si sono messe in gioco dirette dalle nostre Erica Cagliano e Caterina Cugnasco nel laboratorio coreografico Fate, fiori e fiocchi di neve organizzato per i più piccoli e l’attività Danzare e Sperimentare che coniuga creatività e disciplina della danza.