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Buone vacanze … quasi!

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Anche quest’anno la scuola è finita… noi invece siamo ancora “all’opera” in attesa della presentazione della prossima Stagione del Regio (lunedì 18, ci siamo quasi!) e del nuovo cartellone de La Scuola all’Opera.

Per rendere più piacevole l’attesa, proseguiamo con la vostra personalissima rassegna stampa, questa volta presentandovi dei disegni deliziosi creati dai bambini della Scuola dell’infanzia Umberto I, venuti a vedere Riccoli di Barbiere al Piccolo Regio Puccini:

Leggiamo invece alcune recensioni d’eccezione allo spettacolo per i più grandi, Tutti dal Barbiere, a firma di Riccardo Macrillò, Elena Vignoli e Rebecca Stesina della classe IV della Buddies Elementary School:

Un doveroso applauso, in questo caso, anche agli spettatori!

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Ciottolino fortunato!

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Questo ultimo periodo è stato denso di avvenimenti, ma anche di spettacoli, visite guidate e attività delle scuole. Molti ragazzi e insegnanti hanno ancora una volta espresso il loro apprezzamento per il percorso svolto insieme e naturalmente noi, da parte nostra, non possiamo che essere d’accordo: scoprire e riscoprire il Teatro insieme a voi è sempre emozionante! Perciò, insieme a un grande ringraziamento per il vostro impegno, vogliamo condividere qui alcuni commenti agli spettacoli che vi sono particolarmente piaciuti.

Questa “prima puntata” la dedichiamo a Ciottolino, fortunatissima operina per bambini andata in scena al Piccolo Regio Puccini con la regia e i super effetti speciali pensati da Luca Valentino e dallo scenografo Claudio Cinelli.

Il primo tema che vi presentiamo è del giovane Alessandro Daniele, che frequenta la seconda elementare presso la Scuola Madre Cabrini, venuto a Teatro insieme alla sua classe e alla maestra Beatrice Becchimanzi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alessandro, grazie del tuo resoconto! Ma sappiamo anche che molti di voi sono rimasti senza parole davanti agli effetti speciali, e hanno delle domande da rivolgere al regista e alla sua aiutante Anna Maria, ai tecnici delle luci e ai cantanti: leggiamone alcune che ci arrivano dalle classi II e III B della Buddies Elementary School:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ragazzi, le vostre 29 letterine sono magnifiche e le abbiamo lette tutte … ci scuserete se ne abbiamo pubblicate solo alcune!

Vogliamo ringraziare anche la classe I e la classe III A sempre della Buddies Elementary School che hanno inviato una lettera collettiva direttamente al regista e alla sua assistente.

Vi salutiamo (per adesso!) con un bellissimo disegno di Pietro detto Pepe (classe I), e una bellissima fatina sconosciuta:

Giovannino Guareschi e il Giorno della Memoria

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La fine di gennaio si avvicina e con essa l’importante data del Giorno della Memoria, che ogni anno il Teatro Regio commemora con attività e spettacoli dedicati al tema della Shoah, dei campi di internamento e sterminio, della persecuzione di tutti coloro che per nascita o per scelta non si sono piegati alla dittatura.
Moltissimi conoscono Giovannino Guareschi come celebre autore della saga di Don Camillo e Peppone, ma pochi sanno che fra le pagine della sua vivacissima produzione si possono fare tante altre preziose scoperte, tra cui una testimonianza dell’internamento in un campo di prigionia tedesco, in cui fu prigioniero dal ’43 fino al termine della guerra. Guareschi fu un IMI, Italienische Militärinterniert – Internato militare italiano, uno fra i circa 800mila soldati italiani che dopo l’armistizio rifiutarono di imbracciare le armi per la Germania e la Repubblica Sociale Italiana e per questo furono deportati.
Lo scrittore portò con sé nelle baracche del lager di Sandbostel in Germania lo sguardo arguto, pungente e insieme tenero e profondamente umano che ritroviamo in tutte le sue pagine; anche in quelle scritte tra i reticolati, sotto ispirazione delle tre muse Freddo, Fame e Nostalgia per sollevare il suo spirito e i compagni di prigionia.
Proprio una di queste pagine è stata scelta per essere messa in scena al Piccolo Regio Puccini il 25, 26 e 27 gennaio 2018: la Favola di Natale, che Guareschi scrisse, dedicandola al figlio Albertino che lo aspettava a casa, nell’inverno del 1944.

Questa favola io la scrissi rannicchiato nella cuccetta inferiore di un castello biposto, e sopra la mia testa c’era la fabbrica della melodia. Io mandavo su da Coppola versi di canzoni nudi e infreddoliti, e Coppola me li rimandava giù rivestiti di musica soffice e calda come lana d’angora.”

Arturo Coppola, compositore e compagno di baracca, musicò la fiaba e diresse il coro e l’orchestra improvvisati che per la prima volta la eseguirono nel lager la sera del 24 dicembre 1944.
Una fiaba in bilico tra speranza e disillusione ambientata in un bosco fantastico “dove, la notte di Natale, si incontrano creature e sogni di due mondi nemici“: tra Poesie tagliuzzate dalla censura, Cornacchie poliziotto, Funghi buoni e Funghi nemici, Albertino e il suo papà potranno brevemente riabbracciarsi.

“Papà, perché non mi prendi con te?”
“Neppure in sogno i bambini debbono entrare laggiù. Promettimi che non verrai mai”
“Te lo prometto, papà”

Lettere per Hänsel&Gretel

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Abbiamo il piacere di ricevere e condividere con voi queste bellissime lettere che i bambini della Buddies Elementary School di Torino hanno indirizzato a cantanti, artisti e tecnici che hanno lavorato allo spettacolo. Cliccando sulle immagini potrete accedere al file completo in formato pdf: buona lettura!

La lettera della classe seconda:

foto seconda

Qualche estratto:

Abbiamo cercato di fare un elenco delle cose che abbiamo preferito ed è molto difficile: ci è piaciuto tutto! Il momento più emozionante è stato quando Gretel ha sinto la strega dentro il forno e poi ne è uscito un enorme biscottone attorno a cui i bimbi marzapane hanno fatto il girotondo. Non siamo riusciti a capire come si possano fare tutti questi incredibili effetti speciali a teatro! Anche la sabbiolina dorata e le gocce di rugiada che cadevano dal cielo sono stati emozionanti.

Non abbiamo capito bene chi fossero quei buffi personaggi con le piume che entravano sulle liane ma erano molto bravi e simpatici. Ci ha colpito la loro agilità: come facevano a saltare senza farsi male?

L’orchestra ha suonato benissimo e ci è piaciuto molto l’incantesimo del silenzio che ha fatto il direttore Maestro Giulio: hokus pokus! Maestro Giulio, sei stato bravissimo. Come hai fatto a diventare così bravo? Quanto hai dovuto studiare?

La lettera della classe terza:

foto terza copia

Vorremmo chiedere alla mamma, come hai fatto a cantare così bene? Ci è piaciuta la tua voce!
[Hansel e Gretel] Come avete fatto a cantare delle note così acute e per uno spettacolo così lungo? E’ stat0 difficile studiare la parte e prepararsi per andare in scena?
Ci è piaciuto molto il canto del papà: rallalalà, rallalalà … aveva una voce profonda e potente.
La parte della strega era buffissima: come hai fatto a cambiare parrucca tante volte?

Come sono stati fatti gli effetti speciali con le luci, per esempio il fuoco nel forno? Un’altra cosa che ci ha colpito molto è stata la luce lunare delle scene nel bosco …

Infine, vorremmo sapere chi ha deciso di mettere in scena proprio questo spettacolo: è stato magnifico! Uno spettacolo spettacolare, fantastico, divertentissssssssssssssssssssssssssssssssimo.

Per concludere,  vorremmo fare tantissimissimissimi complimenti al regista Vittorio Borrelli che si è inventato delle scene così belle e divertenti.
Noi anche ci siamo divertiti moltissimo a cantare e speriamo di averlo fatto bene: Maestro Giulio, abbiamo cantato bene secondo te? Sii sincero.

La lettera della classe quarta:

foto quarta

Vorremmo innanzitutto farvi i complimenti per il bellissimo spettacolo: la musica era fantastica. Abbiamo apprezzato le voci di tutti i cantanti ma in particolare vorremmo fare i complimenti al coro di voci bianche, dove abbiamo visto cantare bambini anche della nostra età …

Vorremmo domandare alle protagoniste se è stato difficile cantare di fronte a un pubblico così grande.

Chi sceglie i cantanti che interpreteranno l’opera e come si fa? E’ stato difficile trovare i cantanti giusti?

Sappiamo che la scenografia è stata realizzata anni fa, ma vorremmo lo stesso sapere quanto ci vuole a costruire e dipingere scene come queste.

Ci piacerebbe davvero conoscervi e venire a visitare il Teatro per vedere cosa c’è dietro le quinte.

La lettera della classe quinta:

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Ci piacerebbe innanzitutto sapere: chi ha scelto questo titolo e perché?

Vorremmo chiedere al regista Vittorio Borrelli: come hai fatto a ideare lo spettacolo? Cosa ti ha ispirato? Come hai fatto ad adattare la regia a uno spettacolo sia per adulti sia per bambini?

… ci ha colpito soprattutto il preludio con gli effetti di luce e il fumo che facevano emergere la scena poco alla volta: abbiamo visto che c’era un tulle che poi è stato sollevato e vorremmo sapere precisamente perché è stato messo e come si usa.

Vorremmo sapere precisamente qual è il ruolo e il lavoro dei tecnici nascosti dietro le quinte e quanti erano.

Infine, vorremmo chiedere agli angeli: come avete fatto a danzare tanto a lungo sulle punte? Chi ha ideato la coreografia e come ha fatto ad inventarsela?

Quante domande …  in attesa della risposta degli artisti, un grande grazie ai bambini della scuola Buddies 🙂

H&G: foto di scena

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Vi riportiamo il commento del regista Vittorio Borrelli al precedente articolo e aspettiamo i vostri!

In qualità di regista della produzione mi è toccato l’onere, e l’onore, di mettere in scena praticamente due spettacoli, uno per gli “adulti”, in lingua originale, e uno per i “bambini”, tradotto in italiano. Nello stesso tempo considero “Hansel und Gretel” un’opera senza un pubblico destinatario predefinito, in quanto musicalmente scritta in un linguaggio che fa presa in qualunque fascia di età e così nel curarne la regia non ho voluto modificare alcunché, perché tutti i “bambini”, dai 4 ai 90 anni potessero godere dello spettacolo.
L’operazione che ha visto coinvolte le varie scuole ha però superato ogni mia aspettativa, grazie all’alto livello di preparazione curato dai docenti e dall’ufficio scuole del Teatro Regio, al quale va il mio plauso più entusiastico. Inoltre la capacità comunicativa del m° Giulio Laguzzi che l’ha diretta, ha fatto sì che l’attenzione dei ragazzi fosse tutta concentrata sul palcoscenico ed il brusio in sala ne era la prova. Operazioni come queste DEVONO avere un seguito perché il teatro ha bisogno di un nuovo pubblico e coinvolgere le nuove generazioni significa programmarsi il “futuro”.
In sintesi, grazie.

Vittorio Borrelli

Ecco a voi Hänsel e Gretel

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Il regista Vittorio Borrelli in palcoscenico - il Maestro Giulio Laguzzi pronto per salire sul podio del direttore - la sala vista dalla buca d'orchestra

Il regista Vittorio Borrelli in palcoscenico – il Maestro Giulio Laguzzi pronto per salire sul podio del direttore – la sala vista dalla buca d’orchestra

Tutti in coda! - Le recite serali per i grandi (nella foto, il Liceo Spinelli), le pomeridiane per i più giovani (nella foto la classe II C della Primaria Duca degli Abruzzi)

Tutti in coda! – Le recite serali per i grandi (nella foto, il Liceo Spinelli), le pomeridiane per i più giovani (nella foto la classe II C della Primaria Duca degli Abruzzi)

 

Le nostre protagoniste pronte per salire in palcoscenico! Francesca Sassu (Gretel) e Sofia Koberidze (Hänsel)

Le nostre protagoniste delle recite per le scuole pronte per salire in palcoscenico: Francesca Sassu (Gretel) e Sofia Koberidze (Hänsel)

La buca comincia a riempirsi - ci si scalda dietro le quinte - angeli in abiti civili!

La buca comincia a riempirsi – si studia dietro le quinte – angeli in abiti civili

I cori!

I cori

finalmente si canta! - ci siamo divertiti ...

finalmente si canta! – ci siamo divertiti …

Grandi applausi

Grandi applausi

Prossimamente, qualche immagine di scena 🙂

Vorreste vedere pubblicate le foto della vostra scuola? Mandatecele!

MiloeMaya: una baby-opera al Teatro Regio

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Non esiste un limite d’età per il teatro e per la musica: La Scuola all’Opera nasce infatti per raggiungere il pubblico dei più giovani, voi ragazzi dai 3 ai 18 anni, ma non solo: partecipando alle attività de Il Sabato del Regio tutti, adulti o bambini, possono avvicinarsi con noi al mondo dell’opera lirica.

Ma che dire dei neonati e degli infanti, dei piccolissimi da 0 ai 36 mesi?

Vietato lasciarli a casa! Sabato 14 marzo il Teatro Regio ha ospitato uno spettacolo pensato e costruito apposta per loro dai bravissimi ragazzi della Compagnia Scarlattine Teatro e di AsLiCo Opera baby: Miloemaya, con drammaturgia di Michele Losi, musiche di Federica Falasconi e regia di Anna Fascendini, inserito nel programma di Expo2015.

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Un’esperienza multisensoriale di musica e teatro, che unisce osservazione, ascolto, esplorazione sonora e manipolazione spontanea di oggetti familiari legati al mondo del cibo. E cosa c’è di più gustoso e interessante della pappa?

Le bravissime attrici-cantanti-percussioniste Serena Crocco e Sara Milani hanno saputo affascinare bimbi e genitori in un viaggio musicale, guidandoli passo dopo passo: le prime sillabe ripetute si trasformano in melodie che emozionano, le melodie in semplici canzoni da ricordare, i suoni concreti e quasi improvvisati diventano ostinato ritmico e poi contrappunto al canto. Conclusione davvero spettacolare con il coinvolgimento dei minuscoli spettatori che diventano a loro volta esploratori musicali e protagonisti della performance.

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