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Lettere per Hänsel&Gretel

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Abbiamo il piacere di ricevere e condividere con voi queste bellissime lettere che i bambini della Buddies Elementary School di Torino hanno indirizzato a cantanti, artisti e tecnici che hanno lavorato allo spettacolo. Cliccando sulle immagini potrete accedere al file completo in formato pdf: buona lettura!

La lettera della classe seconda:

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Qualche estratto:

Abbiamo cercato di fare un elenco delle cose che abbiamo preferito ed è molto difficile: ci è piaciuto tutto! Il momento più emozionante è stato quando Gretel ha sinto la strega dentro il forno e poi ne è uscito un enorme biscottone attorno a cui i bimbi marzapane hanno fatto il girotondo. Non siamo riusciti a capire come si possano fare tutti questi incredibili effetti speciali a teatro! Anche la sabbiolina dorata e le gocce di rugiada che cadevano dal cielo sono stati emozionanti.

Non abbiamo capito bene chi fossero quei buffi personaggi con le piume che entravano sulle liane ma erano molto bravi e simpatici. Ci ha colpito la loro agilità: come facevano a saltare senza farsi male?

L’orchestra ha suonato benissimo e ci è piaciuto molto l’incantesimo del silenzio che ha fatto il direttore Maestro Giulio: hokus pokus! Maestro Giulio, sei stato bravissimo. Come hai fatto a diventare così bravo? Quanto hai dovuto studiare?

La lettera della classe terza:

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Vorremmo chiedere alla mamma, come hai fatto a cantare così bene? Ci è piaciuta la tua voce!
[Hansel e Gretel] Come avete fatto a cantare delle note così acute e per uno spettacolo così lungo? E’ stat0 difficile studiare la parte e prepararsi per andare in scena?
Ci è piaciuto molto il canto del papà: rallalalà, rallalalà … aveva una voce profonda e potente.
La parte della strega era buffissima: come hai fatto a cambiare parrucca tante volte?

Come sono stati fatti gli effetti speciali con le luci, per esempio il fuoco nel forno? Un’altra cosa che ci ha colpito molto è stata la luce lunare delle scene nel bosco …

Infine, vorremmo sapere chi ha deciso di mettere in scena proprio questo spettacolo: è stato magnifico! Uno spettacolo spettacolare, fantastico, divertentissssssssssssssssssssssssssssssssimo.

Per concludere,  vorremmo fare tantissimissimissimi complimenti al regista Vittorio Borrelli che si è inventato delle scene così belle e divertenti.
Noi anche ci siamo divertiti moltissimo a cantare e speriamo di averlo fatto bene: Maestro Giulio, abbiamo cantato bene secondo te? Sii sincero.

La lettera della classe quarta:

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Vorremmo innanzitutto farvi i complimenti per il bellissimo spettacolo: la musica era fantastica. Abbiamo apprezzato le voci di tutti i cantanti ma in particolare vorremmo fare i complimenti al coro di voci bianche, dove abbiamo visto cantare bambini anche della nostra età …

Vorremmo domandare alle protagoniste se è stato difficile cantare di fronte a un pubblico così grande.

Chi sceglie i cantanti che interpreteranno l’opera e come si fa? E’ stato difficile trovare i cantanti giusti?

Sappiamo che la scenografia è stata realizzata anni fa, ma vorremmo lo stesso sapere quanto ci vuole a costruire e dipingere scene come queste.

Ci piacerebbe davvero conoscervi e venire a visitare il Teatro per vedere cosa c’è dietro le quinte.

La lettera della classe quinta:

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Ci piacerebbe innanzitutto sapere: chi ha scelto questo titolo e perché?

Vorremmo chiedere al regista Vittorio Borrelli: come hai fatto a ideare lo spettacolo? Cosa ti ha ispirato? Come hai fatto ad adattare la regia a uno spettacolo sia per adulti sia per bambini?

… ci ha colpito soprattutto il preludio con gli effetti di luce e il fumo che facevano emergere la scena poco alla volta: abbiamo visto che c’era un tulle che poi è stato sollevato e vorremmo sapere precisamente perché è stato messo e come si usa.

Vorremmo sapere precisamente qual è il ruolo e il lavoro dei tecnici nascosti dietro le quinte e quanti erano.

Infine, vorremmo chiedere agli angeli: come avete fatto a danzare tanto a lungo sulle punte? Chi ha ideato la coreografia e come ha fatto ad inventarsela?

Quante domande …  in attesa della risposta degli artisti, un grande grazie ai bambini della scuola Buddies 🙂

H&G: foto di scena

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Vi riportiamo il commento del regista Vittorio Borrelli al precedente articolo e aspettiamo i vostri!

In qualità di regista della produzione mi è toccato l’onere, e l’onore, di mettere in scena praticamente due spettacoli, uno per gli “adulti”, in lingua originale, e uno per i “bambini”, tradotto in italiano. Nello stesso tempo considero “Hansel und Gretel” un’opera senza un pubblico destinatario predefinito, in quanto musicalmente scritta in un linguaggio che fa presa in qualunque fascia di età e così nel curarne la regia non ho voluto modificare alcunché, perché tutti i “bambini”, dai 4 ai 90 anni potessero godere dello spettacolo.
L’operazione che ha visto coinvolte le varie scuole ha però superato ogni mia aspettativa, grazie all’alto livello di preparazione curato dai docenti e dall’ufficio scuole del Teatro Regio, al quale va il mio plauso più entusiastico. Inoltre la capacità comunicativa del m° Giulio Laguzzi che l’ha diretta, ha fatto sì che l’attenzione dei ragazzi fosse tutta concentrata sul palcoscenico ed il brusio in sala ne era la prova. Operazioni come queste DEVONO avere un seguito perché il teatro ha bisogno di un nuovo pubblico e coinvolgere le nuove generazioni significa programmarsi il “futuro”.
In sintesi, grazie.

Vittorio Borrelli

Ecco a voi Hänsel e Gretel

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Il regista Vittorio Borrelli in palcoscenico - il Maestro Giulio Laguzzi pronto per salire sul podio del direttore - la sala vista dalla buca d'orchestra

Il regista Vittorio Borrelli in palcoscenico – il Maestro Giulio Laguzzi pronto per salire sul podio del direttore – la sala vista dalla buca d’orchestra

Tutti in coda! - Le recite serali per i grandi (nella foto, il Liceo Spinelli), le pomeridiane per i più giovani (nella foto la classe II C della Primaria Duca degli Abruzzi)

Tutti in coda! – Le recite serali per i grandi (nella foto, il Liceo Spinelli), le pomeridiane per i più giovani (nella foto la classe II C della Primaria Duca degli Abruzzi)

 

Le nostre protagoniste pronte per salire in palcoscenico! Francesca Sassu (Gretel) e Sofia Koberidze (Hänsel)

Le nostre protagoniste delle recite per le scuole pronte per salire in palcoscenico: Francesca Sassu (Gretel) e Sofia Koberidze (Hänsel)

La buca comincia a riempirsi - ci si scalda dietro le quinte - angeli in abiti civili!

La buca comincia a riempirsi – si studia dietro le quinte – angeli in abiti civili

I cori!

I cori

finalmente si canta! - ci siamo divertiti ...

finalmente si canta! – ci siamo divertiti …

Grandi applausi

Grandi applausi

Prossimamente, qualche immagine di scena 🙂

Vorreste vedere pubblicate le foto della vostra scuola? Mandatecele!

MiloeMaya: una baby-opera al Teatro Regio

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Non esiste un limite d’età per il teatro e per la musica: La Scuola all’Opera nasce infatti per raggiungere il pubblico dei più giovani, voi ragazzi dai 3 ai 18 anni, ma non solo: partecipando alle attività de Il Sabato del Regio tutti, adulti o bambini, possono avvicinarsi con noi al mondo dell’opera lirica.

Ma che dire dei neonati e degli infanti, dei piccolissimi da 0 ai 36 mesi?

Vietato lasciarli a casa! Sabato 14 marzo il Teatro Regio ha ospitato uno spettacolo pensato e costruito apposta per loro dai bravissimi ragazzi della Compagnia Scarlattine Teatro e di AsLiCo Opera baby: Miloemaya, con drammaturgia di Michele Losi, musiche di Federica Falasconi e regia di Anna Fascendini, inserito nel programma di Expo2015.

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Un’esperienza multisensoriale di musica e teatro, che unisce osservazione, ascolto, esplorazione sonora e manipolazione spontanea di oggetti familiari legati al mondo del cibo. E cosa c’è di più gustoso e interessante della pappa?

Le bravissime attrici-cantanti-percussioniste Serena Crocco e Sara Milani hanno saputo affascinare bimbi e genitori in un viaggio musicale, guidandoli passo dopo passo: le prime sillabe ripetute si trasformano in melodie che emozionano, le melodie in semplici canzoni da ricordare, i suoni concreti e quasi improvvisati diventano ostinato ritmico e poi contrappunto al canto. Conclusione davvero spettacolare con il coinvolgimento dei minuscoli spettatori che diventano a loro volta esploratori musicali e protagonisti della performance.

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Disegnare il Teatro!

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grandeQuanta creatività e inventiva ci vogliono per ideare una scenografia? Cosa si prova a veder rivivere sul palcoscenico una storia così come l’abbiamo vissuta noi nella nostra fantasia?

grande2E chissà quali emozioni avrà provato un architetto come Carlo Mollino a immaginare e disegnare il “suo” teatro, a vedere gli schizzi farsi progetto e dalla carta concretizzarsi in cemento e mattoni …

Con i Sabati del Regio, le iniziative per le famiglie de La Scuola all’Opera, possiamo provare anche noi a rivestire i panni dell’architetto e dello scenografo: il laboratorio Disegnare il Teatro vi aspetta con le nostre scenografe Barbara Agostini e Ilene Alciati il 23 febbraio, 14 marzo, 18 aprile e 23 maggio, dalle ore 11 alle 12.30.

Requisiti per i partecipanti: avere dai 5 agli 11 anni, un occhio allenato e una mente fantasiosa. Matite, fogli e tutto il materiale per disegnare lo forniamo noi, voi portate mamma e papà: mentre mettete su carta i vostri capolavori potranno visitare il teatro accompagnati dal personale de La Scuola all’Opera.

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Brundibár, per il Giorno della Memoria

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Tempo di ricordare la Shoah attraverso la musica: per il Giorno della Memoria va in scena quest’anno al Piccolo Regio Puccini Brundibár, operina per bambini su musica di Hans Krása e libretto di Adolf Hoffmeister.

Una storia infantile, innocente: due bambini, Aninka e Pepiček, cercano un sistema per raggranellare qualche soldino e comprare il latte alla mamma malata. Come fare? Forse cantando una bella canzone all’angolo di una strada, per rallegrare i passanti. Ma il perfido Brundibár, suonatore ambulante di organetto, vuole il quartiere tutto per sé, e caccia i bambini con l’aiuto dei negozianti e della polizia. Scende la notte, e i nostri eroi rimangono soli, sperduti, sconsolati: saranno alla fine tre animaletti un po’ speciali, un passerotto, un gatto e un cane, a soccorrere Aninka e Pepiček, aiutandoli a sconfiggere la prepotenza degli adulti.

Un’operina dalla trama semplice ma fortemente simbolica, che con la sua musica vitale e al tempo stesso malinconica ci ricorda il contesto nella quale è nata ed è stata eseguita.

20110419_1260748092_brundibar duzeSiamo nel 1942 e Hans Krása, insieme a moltissimi altri musicisti, letterati, artisti e intellettuali praghesi, viene deportato, in quanto ebreo, nella fortezza di Terezín –in tedesco Theresienstadt-, una sorta di ghetto “modello” per Prominenten, persone considerate speciali per meriti culturali o patriottici. E in effetti a Terezín la vita per gli internati si presenta in apparenza migliore che in altri Lager: si fa musica, con una vera e propria orchestra, ci sono complessi jazz, compagnie teatrali, concerti, cabaret, recital di poesia. Questa fiorente realtà artistica nasconde però un campo di concentramento a tutti gli effetti, sovraffollato, in condizioni igieniche inumane, dove i prigionieri muoiono ogni giorno di fame, freddo, malattie, e da dove ogni mese, negli ultimi periodi di guerra, partono trasporti verso Auschwitz.

Più di 140mila prigionieri transitarono a Terezín: di questi, circa 33mila vi persero la vita, e altri 88mila furono in seguito deportati in campi di sterminio. Di questi prigionieri, 15mila erano bambini: meno di duecento sopravvissero alla guerra.

22647873_119415705515Brundibár fu rappresentato a Terezín ben cinquantaquattro volte, interpretato dai bambini del ghetto: una delle ultime davanti a delegati della Croce Rossa, invitati dai nazisti a verificare le condizioni di vita degli internati. Lo spettacolo fu il culmine della messinscena che intendeva mostrare agli inviati una città perfetta, dotata di negozi, parchi pubblici, scuole e ospedali funzionanti, abitata da cittadini ben nutriti, felici e liberi di esprimere la propria cultura: uno schiaffo morale alla comunità internazionale, ma anche ai tedeschi ariani, sofferenti sotto le bombe. A tale scopo di propaganda fu girato anche un film, intitolato Il Führer regala una città agli ebrei, in cui compare proprio il cast di Brundibár, al fine della rappresentazione, con Hans Krása alla guida dell’orchestra.

E al contrario dell’opera, la storia vera, purtroppo, finì tragicamente: dopo l’ultima replica, ripresa nel documentario, tutti gli interpreti furono deportati ad Auschwitz, dove persero la vita. Anche Hans Krása vi fu ucciso il 17 ottobre 1944.brundibar_small

Saranno i ragazzi del Coro di Voci Bianche del Teatro Regio a dare voce, quest’anno, ai bambini di Brundibár; lo spettacolo verrà introdotto dalla proiezione del documentario di Michele Bongiorno La città che Hitler regalò agli ebrei. Come ogni anno, La Scuola all’Opera, in collaborazione con il Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà, ha proposto a classi di medie e superiori anche un percorso di preparazione storico e musicale,

per capire come le espressioni artistiche siano specchio della realtà in cui nascono, vivono, sopravvivono.

L’elisir del teatro

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Un anno fa la prima esperienza con il riuscitissimo Aiutiamo Sam, spettacolo accompagnato dalla coinvolgente musica di Benjamin Britten, che vi avevamo raccontato in questo articolo. Anche nel 2014 l’avventura di Sipari Sociali si ripete con una nuova storia di amore e di crescita.volantino

I ragazzi, forti della partecipazione di alcuni “veterani” alla seconda prova del palcoscenico, si cimenteranno questa volta con un titolo ben più difficile e stimolante: L’elisir del teatro, liberamente tratto dal celebre e impegnativo titolo donizettiano L’elisir d’amore.

Il progetto, fondato dal Teatro Regio e dalla Comunità Murialdo Piemonte, e sostenuto da partner pubblici e privati, ha come obiettivo il coinvolgimento di bambini e ragazzi provenienti da realtà sociali diverse, a volte fragili, in un percorso di crescita artistica, relazionale e personale, attraverso il grande mezzo narrativo ed espressivo del teatro musicale.

Tra le marce in più di questa seconda edizione, la possibilità per i ragazzi partecipanti di candidarsi a una borsa di studio per sviluppare le proprie capacità artistiche ed espressive avvicinandosi alle professioni del teatro, offerta dalla Fondazione Cecilia Gilardi o.n.l.u.s. e da una Fondazione privata piemontese.

Un po’ di numeri: settanta partecipanti tra gli 8 e i 17 anni, impegnati sul palcoscenico e dietro le quinte, tra recitazione, coro, orchestra, mimi e ballerini, scenografi, attrezzisti, macchinisti, elettricisti, costumisti e truccatori. Sette professioniste de La Scuola all’Opera e cinque educatori della Comunità Murialdo che li hanno guidati in decine di laboratori, in un percorso didattico, artistico ed educativo durato alcuni mesi, presso i locali del Teatro Regio.

Due gli spettacoli in scena al Piccolo Regio Puccini, venerdì 16 Maggio alle ore 20.00 e sabato 17 maggio alle 17.

Nausicaa Bosio, che ha curato l’adattamento drammaturgico e sarà alla guida dell’orchestra, ci riassume le fasi del progetto: “Il modus operandi è lo stesso collaudato l’anno scorso: una serie di incontri conoscitivi che permettessero ai ragazzi di cimentarsi in tutte le discipline e quindi la suddivisione in gruppi di lavoro a seconda delle ambizioni e capacità di ognuno. Dopo la preparazione arriva finalmente la parte più entusiasmante e impegnativa, le prove in assieme. Far funzionare tutti gli elementi dell’allestimento in armonia l’uno con l’altro richiede grandi capacità di concentrazione, adattamento e flessibilità.”

L’opera a cui si ispira lo spettacolo, oltre ad essere una delle più celebri nel repertorio del melodramma, ha una storia leggendaria: si dice infatti che Gaetano Donizetti l’abbia composta in soli quindici giorni. Sarà vero? “Nel nostro allestimento saranno il Maestro Donizetti stesso, insieme al suo librettista e all’impresario teatrale a raccontarcelo, in una nuova cornice narrativa di nostra invezione.” dice Nausicaa.

“Per le scenografie, affidate a sei allieve dell’Istituto d’arte Passoni, gli elementi d’ispirazione sono stati l’ambientazione rurale e la pittura dei Macchiaioli. Abbiamo quindi pensato ad un impianto scenico assolutamente tradizionale e bidimensionale: il fondale, le quinte, le rivette, anche per ridurre al massimo l’ingombro e permettere la presenza del coro sul palcoscenico.” ci racconta Ilene Alciati, che ha curato i laboratori di scenografia insieme a Barbara Agostini; “Nonostante non si fossero mai misurate con le grandi dimensioni, le ragazze hanno dimostrato fin dall’inizio spirito d’intraprendenza e una certa disinvoltura con i materiali, e il livello esecutivo del risultato lo dimostra. Di grande aiuto e supporto è stata la collaborazione dello staff del laboratorio di scenografia del Teatro, che ha supervisionato tutte le fasi di lavoro.”

“A trainare e motivare i ragazzi anche nei momenti di stanchezza e difficoltà è stata la consapevolezza che prima o poi si sarebbe creato quel clima magico che è tipico della musica e del teatro. Il percorso è stato molto impegnativo e l’impegno e la concentrazione dei ragazzi straordinari.”, dice Giovanna Piga, pianista e preparatrice dell’orchestra. “Durante le prove un ragazzo ha chiesto cosa poteva fare per poter entrare a lavorare al Regio perché <<questo mondo del melodramma gli piace troppo>>. Bel risultato, no?”

“La particolarità del progetto sta proprio in questo”, conclude Nausicaa, “e cioè nel proporre a ragazzi di oggi, assolutamente a digiuno di studi musicali e coreutici, il particolarissimo linguaggio del melodramma come mezzo espressivo. Ed è stato bellissimo vedere la costanza e l’entusiasmo che hanno avuto nell’apprendere tutti questi elementi e mettersi alla prova in un lavoro molto tecnico quale la messa in scena di uno spettacolo di teatro musicale.”

L’elisir del teatro
Piccolo Regio Puccini

Venerdì 16 maggio ore 20
Sabato 17 maggio ore 17

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