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Scuolallopera: and the winner is

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Partecipai al concorso sulla Madama Butterfly della Stagione 1999/2000, quando la mia classe vinse nella realizzazione della miglior trasposizione moderna dell’opera di Puccini.
Quello che ricordo con piacere è stata la possibilità per me, ancora bambino, di vedere e poi sperimentare la messa in scena di uno spettacolo, affrontandola come un gioco più complesso di quelli fin allora giocati, ma ancora alla mia portata. Mi sono portato dietro l’idea che con un lavoro ben fatto si riesce a costruire qualcosa di interessante anche per gli altri, costruire nuovi mondi, nuove realtà.”
Federico

Vi abbiamo ormai raccontato quasi tutte le attività che la Scuola all’opera ha creato negli anni, la crescita l’evoluzione della squadra nel tempo; ultimo grande cambiamento organizzativo fu nel 2010, quando l’Ufficio Scuole passò dall’ambito delle Attività promozionali alla competenza della Direzione Artistica, sotto la guida del Maestro Alessandro Galoppini* e di Marina Pantano.

Una delle ultime tra le iniziative dell’Ufficio è proprio il blog dal quale vi stiamo scrivendo, attivo dalla Stagione 2012/13; è nato come una pagina grazie alla quale poter comunicare direttamente con voi, raccontarvi liberamente di noi come stiamo facendo ora, ma soprattutto ascoltare la vostra voce e ospitare i vostri lavori.

Il blog ci ha permesso, in questi anni, di pubblicare le vostre letterine agli artisti, i vostri disegni, le vostre fotografie, temi, fumetti, ricette (ebbene sì!) e tutto il frutto del vostro lavoro sull’opera. Ci ha permesso, inoltre, di riprendere un’attività erede di lontani e coraggiosi esperimenti di vent’anni fa: quella dei concorsi.

In apertura d’articolo avete letto la testimonianza di uno studente di allora, Federico; le sue parole, arrivate via email in risposta alla nostra letterina, ci dicono che la strada, già allora, era quella giusta. Ma lasciamo che sia Erica a raccontare più nei dettagli quelle prime esperienze:

Durante la Stagione 1999/2000 venne fatta la meravigliosa proposta di far gareggiare medie e licei tra di loro nella messa in scena di un’intera opera lirica a scuola; era un progetto strepitoso e, all’epoca, ebbe stupendi risultati. Le scuole avrebbero dovuto inviare un video e altro materiale dello spettacolo da loro realizzato e i vincitori sarebbero andati in scena al Piccolo Regio. Io lavorai con una classe dell’istituto Ippolito Nievo: non era una scuola con grandi spazi, ma fu comunque possibile avvicinarci al movimento e alla coreografia. La genialità dei ragazzi si vide nella scrittura del libretto, nella rivisitazione dell’opera e nel mettere in scena un qualcosa di contemporaneo anche dal punto di vista del movimento scenico, senza dover danzare veramente, ma usando il corpo, proprio come vogliono i registi di adesso; seppero mettere il gesto al servizio del canto, del recitato, della mimica oltre che del sentimento che si deve trasmettere a un pubblico. Questa esperienza mi aprì un mondo. Dopo Butterfly 2000 ci fu Figaro 2001, in seguito al quale il progetto divenne ancora più ambizioso con la messa in scena de La Bella Dormiente, che prevedeva la collaborazione di studenti del Conservatorio a fianco dei ragazzi non specializzati dei licei o delle medie, che dovevano salire sul palcoscenico o suonare in orchestra preparati da noi. È stato uno dei lavori più belli che io abbia mai fatto al Regio.” Erica

Per molti anni, concorsi e spettacoli delle scuole si interruppero; i progetti Sipari Sociali e Ora di opera, di cui vi abbiamo parlato nella scorsa puntata, sono eredi di queste prime idee. Ma ci era rimasta anche la voglia di farvi gareggiare in concorso, per trasmettervi l’idea che giocare con l’opera è sempre, comunque vada, una win-win situation.

Il primo della nuova serie di concorsi ospitati sul blog è stato Verdi vs Wagner, dedicato ai due campioni dell’opera italiana e tedesca nel bicentenario della nascita. Un progetto super impegnativo ma molto gratificante, che ci ha visti pubblicare un post a settimana per mesi nel ripercorrere e mettere a confronto storia e stile dei due Grandi, tra carte di identità, linee del tempo, film e interviste impossibili. Vincitori di questa prima edizione furono l’allora classe II C del Liceo Cavour di Torino e a pari merito in seconda posizione le classi II A e II B del Liceo Newton di Chivasso.

L’anno successivo ci fu il bis con Il gioco dell’opera, che estese il campo di gara a tutta l’opera italiana, un viaggio in quindici tappe dal recitar cantando al Novecento: alcuni di quegli articoli ve li abbiamo riproposti durante il lockdown per accompagnarvi nel vostro percorso di scuola a distanza. Vincitori di quell’anno furono le classi IV B e IV A del Liceo Newton di Chivasso, che fecero piazza pulita di premi e avversari come primi e secondi classificati.

Nella Stagione 2015/16 il torneo si concentrò sulla macchina-teatro, cercando di farvi conoscere tramite una serie di interviste i ruoli e le professionalità all’opera in una Fondazione lirica come il Regio di Torino: vincitori furono la classe IV ginnasio (attuale V) del Liceo Classico Bodoni di Saluzzo, in prima posizione, e quattro studenti del Liceo Classico Europeo Umberto I di Torino.

In occasione del Festival a lui dedicato, che coinvolse tutta la città di Torino, non potevamo non intitolare l’edizione successiva Viva Vivaldi!, in omaggio a un Autore dalle mille sfaccettature e dalle centinaia di composizioni. Per il secondo anno consecutivo, arrivarono primi i ragazzi del Liceo Classico Bodoni di Saluzzo; grande novità fu l’apertura del concorso anche alle scuole medie -dove Vivaldi la fa da padrone tra una Stagione e l’altra-, scelta premiata da un meritatissimo secondo posto e una menzione speciale ai ragazzi della classe I D della Scuola Media Calamandrei di Torino.

Ultimo grande gioco a squadre -per ora – il divertentissimo Crescendo rossiniano, un’edizione non più online ma interamente giocata in teatro con ben 18 classi partecipanti, un superquizzone su uno dei compositori più amati di sempre in occasione dei 250 anni dalla sua scomparsa.

Perché l’opera, qualsiasi cosa succeda, è immortale.

Per questo abbiamo cercato, in questi quasi trent’anni di attività, di farla conoscere davvero a tutti, continuando a modificare, correggere, migliorare, ampliare e diversificare le offerte didattiche, al punto che, ad oggi, il nostro storico nome di Scuola all’Opera ci va quasi stretto.

Il “Sabato del Regio” ci permette di guidare un pubblico eterogeneo verso la conoscenza del teatro in tanti modi diversi: dai laboratori per le famiglie, con piccoli e grandi che giocano e si divertono cantando, recitando e danzando insieme, fino al “Sabato all’Opera“ per scoprire le fasi di preparazione del singolo spettacolo anche attraverso la possibilità di assistere alle prove degli artisti.” Simona

Cosa succederà da ora in poi? Non lo sappiamo, ma sappiamo che l’entusiasmo e l’emozione che il nostro lavoro ci fa provare rimangono immutati.

Per questo, anche se il racconto è terminato, vogliamo dedicare ancora una puntata a parlarvi dei sentimenti che proviamo per La Scuola all’Opera e per il Teatro Regio: una puntata strappacuore, fra pochi giorni su questo blog.

IN QUESTA PUNTATA ABBIAMO CONOSCIUTO

*Alessandro Galoppini, musicista e insegnante, ha collaborato con il Regio dal 1990 al 2019, ricoprendo nel corso degli anni molteplici ruoli: maestro collaboratore, maestro di sala, suggeritore, direttore musicale del palcoscenico, responsabile del settore orchestra, Direttore dell’Area artistica e infine Direttore Artistico. È attualmente Responsabile delle compagnie di canto al Teatro alla Scala di Milano.

Scuolallopera: networking

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Piazza Castello 215; il nostro Teatro si trova nel cuore di Torino, al centro geografico di una città che ha nella storia e nella cultura le sue più grandi ricchezze.

È stato quindi naturale per la Scuola all’Opera cercare da subito di creare una rete che da questo centro potesse ricongiungersi al territorio, valorizzando quelle connessioni che legano il melodramma a tutte le altre arti e discipline.

L’opera, infatti, è il più multimediale degli spettacoli; e il teatro musicale da sempre è stato non soltanto colonna sonora, ma un vero e proprio fil rouge in grado di attraversare e legare i più diversi saperi, dalle arti visive all’architettura e all’urbanistica, dalla storia alla scienza, dall’archeologia all’anatomia, all’organologia.

Se ciò non bastasse, provate a pronunciare la parola “interdisciplinare” davanti a un didatta e vedrete come gli si illuminano gli occhi… e la squadra dell’Ufficio Scuole non ha fatto eccezione, già dai primissimi anni di attività cercando un modo per creare una rete di collaborazione tra il Regio e le altre istituzioni culturali di Torino.

Se qualche giorno fa vi abbiamo parlato di coinvolgimento del pubblico, oggi vi parliamo della storica collaborazione con i musei e gli altri teatri della nostra città.

Piazza Castello vista dall’Ufficio Scuole

Già nel ‘91 nacque il primo “progetto pilota” di quello che negli anni sarebbe divenuto un ricchissimo catalogo di Progetti di rete, o, nel gergo di noi guide, di “Giornate”.

Ricordo ancora la mia prima “Giornata” quando seguii Francesca nel percorso denominato “Regio e dintorni”, che comprendeva la visita a Palazzo Reale , il Museo del Risorgimento e il Teatro Regio, oppure il percorso seguito con Elisabetta dove, dopo il pranzo in mensa, portammo i ragazzi nel fantastico Museo della marionetta. E poi toccò a me…! Quanti percorsi, quante collaborazioni, quanti enti e realtà museali abbiamo sfiorato e in qualche modo fatto un po’ nostri… alcuni progetti si sono dispersi con il passare degli anni, altre attività proseguono ancora.” Stefania

Sempre in quegli anni, nacque un altro progetto in collaborazione con la GAM Galleria d’arte moderna e contemporanea: il percorso raccontava i quarant’anni d’oro delle arti sul palcoscenico torinese tra la prima assoluta di Bohème, nel 1896, e il tragico incendio del 1936 che segnò la fine del primo Teatro Regio.

Attività bellissime ma molto impegnative, proprio per la molteplicità dei percorsi e la necessità da parte di noi guide di continuare a studiare e a prepararci sugli argomenti più svariati da dover presentare ogni volta a un pubblico diverso.

Ricordo quando ho iniziato a fare tutti percorsi, un’attività molto intensa dovendo prepararli di volta in volta, da una settimana all’altra. Con i percorsi, ogni giorno sembrava un giorno diverso, un giorno di nuova conoscenza; un lavoro che mi ha arricchita all’ennesima potenza.” Erica

Negli anni, i percorsi di rete sono molto cambiati, nello sforzo di migliorarli dal punto di vista didattico e di rimanere al passo con le nuove istituzioni culturali che emergevano nel territorio. Un esempio è stato l’antico Anello dei teatri, che portava i ragazzi alla scoperta dei luoghi di spettacolo storici di Torino, dal teatro romano al Carignano, dal teatro d’Angennes all’auditorium RAI, poi trasformatosi in Il Teatro del Principe, il teatro del Re. Nato il Museo del Cinema, Francesca ideò Cinema e musica -oggi Musica e film, con la riscoperta e il restauro della Venaria Reale proponemmo Dalla Reggia di Venaria al Teatro Regio . Impossibile non parlare poi della connessione tra il Regio e la corte sabauda, argomento che abbiamo esplorato prima di tutto nel percorso La piazza, il palazzo, il teatro in collaborazione con Palazzo Madama, e nei percorsi con Palazzo Reale, la Reggia di Venaria, Stupinigi.

La più longeva tra tutte queste collaborazioni è stata quella con il Museo del Risorgimento, cominciata nei primissimi anni e attiva ancora oggi: il percorso che abbiamo costruito si intitola Il Melodramma, la voce del Risorgimento, ed è dedicato al ruolo determinante che la musica ha avuto nella creazione delle coscienze e di un senso di appartenenza.

Per la loro varietà, i percorsi di rete sono inoltre una delle attività che principalmente mettono in luce le diverse competenze delle “guide”, tra le quali, come state scoprendo dalle piccole bio in calce, ci sono musicologi e musicisti, storici dell’arte, ballerini, insegnanti, architetti e scrittori. Molti di noi hanno dato un contributo diretto alla nascita o all’arricchimento di un percorso, grazie al loro specifico bagaglio formativo e professionale.

Il mio contributo da collaboratrice de La Scuola all’Opera, oltre alle visite guidate e ai laboratori di danza, si è basato principalmente sul guidare i percorsi che connettono l’opera ad altre realtà culturali, come i percorsi con Palazzo Reale e L’arte di apparire con Palazzo Accorsi.” Antonella

“La mia specializzazione in Storia dell’Arte mi ha permesso di lavorare soprattutto per ciò che riguarda le attività interdisciplinari, ovvero tutti quei percorsi che, nel corso degli anni, sono stati organizzati in collaborazione con musei ed enti del territorio. Oltre ai percorsi ancora attivi, in passato ho avuto l’onore di lavorare anche con i colleghi della Galleria Sabauda, del Palazzo Reale, della GAM, di Palazzo Barolo, di Palazzo Bricherasio (quando ancora era sede di esposizioni straordinarie… ricordate la mostra sugli Impressionisti del 2003/04?). La mia conoscenza del patrimonio artistico della nostra bellissima città si è enormemente ampliato e rafforzato grazie a tutte queste esperienze.Simona

I percorsi in collaborazione con gli altri musei sono un’attività che davvero mi appassiona, perché danno ai ragazzi la possibilità di scoprire la connessione tra diverse materie di studio e permettono a noi di collaborare con realtà dalle quali non possiamo che trarre un arricchimento. Sono una delle orgogliose creatrici del percorso Echi d’oriente , in collaborazione con il MAO – Museo d’Arte Orientale, nel quale si parla molto di opera, ma anche di balletto, e ho avuto la fortuna di poter ripensare, con altre colleghe, il percorso Il teatro del Principe, il teatro del Re, in collaborazione con la Fondazione Teatro Stabile di Torino, che ci permetteva di ripercorrere la storia dell’edificio-teatro entrando in un capolavoro barocco come il Teatro Carignano mettendolo a confronto con il nostro moderno Regio.” Caterina

Dopo i primi mesi in cui feci “solo” visite guidate, studiando e seguendone alcune (Elisabetta è stata la mia Maestra, non solo per le visite, ma anche per tutte le altre attività), arrivarono i percorsi di rete e infine le mostre: sui costumi di scena (Frammenti d’opera al Castello di Racconigi nel 2008, L’oro e la seta alla Fondazione Accorsi-Ometto nella stagione 2010/2011) e su Carlo Mollino agli Archivi di Stato (da cui nacque un percorso intitolato Carlo Mollino, architetto e fotografo in collaborazione con la Fondazione Palazzo Bricherasio). Negli ultimi due anni sono stati creati due i percorsi alla cui nascita ho contribuito in prima persona: Orme sonore, in collaborazione con la Palazzina di caccia di Stupinigi e Musica signa, in collaborazione con l’Officina della scrittura.”Benedetta*

Tra i partner che ci hanno accompagnato negli anni non possiamo non citare anche la Galleria Sabauda, il Museo di Antichità, il MUSLI – Museo della scuola e del libro per l’infanzia, Xkè? – Il laboratorio della curiosità e il Borgo Medievale di cui vi abbiamo parlato nella puntata dedicata ai laboratori, il Museo del paesaggio sonoro per il progetto Tutto fa musica, la Compagnia Stilema Uno Teatro per i laboratori di recitazione legati ai nostri titoli di cartellone, e la Casa Teatro ragazzi e giovani. Da qualche anno, inoltre, si è attivata un’ulteriore collaborazione alla quale teniamo molto: quella con il Museo diffuso della Resistenza. Fu un’idea di Marina affiancare allo spettacolo per il Giorno della Memoria un percorso interdisciplinare che aiutasse i ragazzi a toccare con mano quanto questa parte di storia sia ancora molto vicina a noi, sia nel tempo sia nello spazio.

Negli anni, questa rete di collaborazioni ci ha arricchito non solo di arte, conoscenza ed esperienza didattica, ma anche di persone; diversi dei nostri collaboratori li abbiamo guadagnati proprio in questo modo. Impossibile non citare, ad esempio, Strumenti in galleria, storico percorso grazie al quale abbiamo conosciuto Sara detta Sara Grande*, all’epoca “guida” in Conservatorio e da allora parte del nostro team. Grazie alla collaborazione con Università e Conservatori, negli anni, si sono succeduti in Ufficio molti stagisti e tirocinanti di belle speranze e grande passione per l’opera: alcuni di questi sarebbero in seguito diventate nuove valide leve della squadra Scuola all’Opera, come Roberta* e Sara detta Sarìn*.

Parlando di persone, quei primi anni di grandi attività vedono un altro momento epocale nella costruzione del team: nel 1994 l’Ufficio si arricchisce con l’arrivo di Andrea, che ancora oggi ne è parte imprescindibile.

Al mattino facevo la “guida”, il pomeriggio supportavo la signora Bellina nell’Ufficio Scuole, la sera lavoravo come maschera, praticamente vivevo in Teatro.
Dal 2011 mi sono ritrovata una compagna di banco d’eccezione: Elisabetta, amica fin dai tempi dell’Università. Negli ultimi tempi è subentrata la preziosissima Benedetta, sotto la supervisione di una responsabile a cui va tutta la mia ammirazione oltre che la mia amicizia, Marina.”
Andrea

Piazzetta Mollino: le Luci d’artista uniscono l’Archivio di Stato juvarriano al Teatro Regio

In queste tre puntate vi abbiamo raccontato quello che abbiamo fatto noi: ma anche voi avete fatto molto, mostrando una partecipazione, una creatività e una passione che il Regio ha cercato di premiare.

Nel prossimo appuntamento, dunque, saranno protagonisti le vostre opere e i premi che con queste vi siete meritati.

IN QUESTA PUNTATA ABBIAMO CONOSCIUTO

*Benedetta Macario, al Regio dal ‘99, ha una laurea in Storia della musica, un dottorato in Storia e critica delle culture e dei beni musicali, una laurea in Composizione ed è diplomata in Musica corale e direzione di coro. In mezzo a cotanto studio è riuscita anche a insegnare, tenere conferenze e lezioni-concerto e lavorare alla redazione dei programmi di sala di MITO SettembreMusica. Dal 2019 è entrata in Ufficio, dove ora insieme ad Andrea porta avanti le attività de La Scuola all’opera.

*Sara Sartore, musicista, didatta della musica e insegnante. Oboista, il suo amore più grande va in realtà al corno inglese -e non possiamo darle torto. Collabora con il Regio dal 2009.

*Roberta Ghiotto, in Teatro dal 2013, collabora come guida anche con altre istituzioni culturali. Laureata al DAMS, la sua grande passione per le parole, la comunicazione e le lingue è stata una carta vincente per le proposte didattiche del Regio.

*Sara Schinco è laureata in Restauro architettonico e in Didattica della musica. Come svago, impara lingue straniere e scrive: questo blog, articoli di musica, programmi di sala, Nostri Libretti e altre cose più o meno serie. Ama spassionatamente l’opera, ma i suoi toppermost of the poppermost sono il Quartetto Cetra e Natalino Otto.

Scuolallopera: now on stage (’91-’92)

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Al termine della prima puntata, abbiamo lasciato un Ufficio Scuole appena nato, formato da un gruppo di collaboratori che, durante la visita, accompagnano il pubblico a scoprire la vita quotidiana nei luoghi più reconditi del teatro, dalla magnificenza del foyer al fascino della sartoria e delle sale prova.
Tra tutti questi luoghi magici, ce n’è uno ancora più speciale, che esercita un’attrazione magnetica ma cui solo gli addetti ai lavori hanno accesso: il palcoscenico.

Il palcoscenico è il posto dove l’incantesimo si compie: dove lo scorrere del tempo è dettato dalla musica e dove siamo proiettati in un altro spazio e l’inverosimile diventa reale.

È lì che prende vita lo spettacolo ed è lì che tutti i lavoratori del Teatro vedono il risultato dei propri sforzi: tutto ciò che è stato deciso negli uffici della Palazzina Alfieri, preparato dietro le quinte, messo a punto nelle sale prova, ogni cosa è finalizzata al palcoscenico.

Anche il neonato Ufficio Scuole ha quello stesso obiettivo, e sa che la visita guidata è quindi solo il primo passo in un viaggio che ha come meta finale una poltrona in platea.

Avvalendosi del prezioso contributo di Rosy Alciati*, che collabora in quegli anni come responsabile della didattica, il giovane team delle Scuole comincia quindi a sperimentare nuovi percorsi di avvicinamento agli spettacoli di cartellone.

Nel 1992 nascono così due dei titoli che ancora oggi sono tra i più amati della nostra attività, da voi ma anche da noi, per la soddisfazione che ci regalano:

Un Giorno all’Opera e All’Opera, ragazzi! … ecco quello che volevo fare! Volevo avvicinare i ragazzi a quel mondo che io amo così tanto, all’opera lirica, raccontando storie meravigliose, facendo ascoltare le magiche note di grandi musicisti, poterli accompagnare sulle scene di grandi registi… Quando si riaccendono le luci dopo lo spettacolo e vedi alcuni dei ragazzi, che hai accompagnato in questo cammino di conoscenza, con gli occhi un po’ lucidi, puoi ritenerti davvero soddisfatta.” Stefania*

Raccontare l’opera a un pubblico in erba e preparare i ragazzi per la sala non è una cosa semplice e una giornata in teatro non è sufficiente: il lavoro inizia a scuola. Per questo ogni percorso è preceduto da un incontro speciale per gli insegnanti che in questo modo possono cominciare la preparazione già in classe.

Accompagnare i ragazzi di medie e superiori alla visione di uno spettacolo del cartellone era certamente una bella sfida, ma perché non offrire l’emozione della platea anche ai più piccoli? Dal 2003 nascono così i primi spettacoli per la scuola dell’infanzia o primaria, scelti tra i titoli più belli dell’opera per ragazzi e proposti in formula interattiva: grazie al laboratorio Cantiamo l’opera è il Teatro ad andare a scuola, portando i nostri didatti nelle classi a preparare i bambini per cantare durante la rappresentazione, insieme ai protagonisti in palcoscenico.

Impagabile l’emozione, rinnovata ogni volta, data dal direttore quando si gira verso la platea a dare l’attacco ai ragazzi delle scuole, emozionati e preparati. Le prime edizioni venivano allestite al Piccolo Regio e noi musicisti – didatti eravamo dislocati ai margini della sala, in piedi, per aiutare la direzione degli attacchi musicali…”Nausicaa*

Dopo qualche anno in scena al Piccolo, il vero salto di qualità arrivò con la figura importantissima di Filippo Fonsatti*, che con grande coraggio aprì le porte della sala lirico agli spettacoli per i ragazzi: cominciando con le opere per i giovani di AsLiCo e dal, 2011, nuove produzioni interamente firmate Teatro Regio.

Il primo spettacolo con le scuole nella sala del Lirico, con più di mille bambini che applaudono felici, è ancora oggi un ricordo mozzafiato.” Cecilia

Il piccolo spazzacamino, Ciottolino, Pinocchio, Pollicino, Hänsel e Gretel e Il flauto magico sono solo alcuni tra i titoli che in questi anni abbiamo cantato insieme a migliaia di bambini.

Grazie alla penna di Vittorio Sabadin* è poi nata la formula delle pocket opera, grandi titoli raccontati ai ragazzi: spettacoli della Stagione, con le stesse scene e gli stessi costumi “dal cartellone dei grandi”, ma in versione pensata per gli adolescenti di oggi.

Oggi la Scuola all’Opera vanta una vera e propria Stagione, con spettacoli di ogni tipo: opere interattive, titoli per il Giorno della Memoria, concerti, pocket opera e mini opere per il pubblico dai 3 ai 7 anni.

Dopo tante esperienze come assistente e coreografa, Childrens’ crusade è il primo spettacolo che ho curato interamente come regista, uno spettacolo per il Giorno della memoria, rappresentato in forma semiscenica dal Coro delle voci bianche. Un’esperienza quindi doppiamente emozionante, per la profondità dei temi trattati – le sofferenze inflitte ai bambini dalla Shoah e da tutte le guerre – e per la possibilità di analizzarlo e lavorarci proprio con interpreti ancora bambini. Recentemente ho poi avuto l’opportunità di mettere in scena Dolceamaro e Riccioli di barbiere, riduzioni di Elisir d’amore e del Barbiere di Siviglia pensati per un pubblico di piccolissimi. Anche in questo caso, l’adattamento di questi grandi titoli in formato fiaba è firmato Vittorio Sabadin; da parte mia, cerco di lavorare su immagini che rimangano impresse ai bambini insieme alla musica e alla storia”. Anna Maria*

Dal 1992 ad oggi, preparare i ragazzi e portarli all’opera non smette di emozionarci:

Ho visto bambini incantarsi di fronte ai movimenti di Pinocchio (“Ma è un burattino che si muove DAVVERO!”) o ascoltando le melodie della Regina della Notte (“Sta cantando veramente, non è registrato!”). Ho udito ragazzine di prima media scandalizzate dal finale di Butterfly (“Non è giusto! Cio Cio San doveva dare un pugno sul naso a Pinkerton e andarsene con il suo bambino!”) e sentito schiere di bambini uscire da teatro canticchiando “Non più andrai farfallone amoroso” o fischiettando la cavatina di Figaro…”Simona

Potrei raccontare innumerevoli episodi, da quella volta che sono rimasta bloccata nelle valli di Lanzo per tre giorni a causa della neve per fare laboratori corali nelle scuole di montagna, oppure la fantastica tensione che prende durante gli spettacoli dei ragazzi, quando tutta la platea canta all’unisono- e bene- “Una volta c’era un Re” piuttosto che “Gnomi, gnomi siamo”. Tutte esperienze straordinarie che porto nel cuore ma che una cosa hanno in comune: l’espressione di meraviglia del pubblico. Che si tratti di abbonati della prima ora o dei più turbolenti bulletti della scuola, quando entrano a teatro non ne escono mai senza aver, almeno una volta, disegnata in viso quell’espressione ad occhi sgranati e sorriso beato di qualcuno che si è trovato davanti qualcosa di stupendo ed inaspettato. Trovarsi di fronte a qualcosa di sorprendente, in questa epoca di effetti speciali, non è cosa da poco e ha sempre delle conseguenze, e per questo so che chi entra in Teatro, alla fine, in qualche modo, ne esce migliore.”Maria Cristina*

Questo è il nostro punto di vista, viziato – lo sappiamo – dagli occhiali dell’amore per l’opera e per voi. Ma siamo sicuri che anche da parte vostra l’emozione sia la stessa. Un esempio?

Facevo la prima media e, partecipando a Cantiamo l’opera, ho avuto la fortuna di ascoltare Elisabetta che ci parlava del Flauto Magico… sono rimasta incantata! Ricordo quanto impegno nello studiare i brani musicali e quanta emozione all’idea che avrei cantato in un vero teatro con dei veri cantanti, con un vero coro! Questa esperienza mi segnò talmente nel profondo che entrai nel coro delle voci bianche del teatro, un primo passo nel mondo dell’opera e della sua magia. Tanti anni e tanti studi dopo mi è stata data l’opportunità di fare il lavoro più bello del mondo: raccontare il mio amore per l’opera, per la musica, per il nostro teatro ai ragazzi.” Elena*

Avremmo potuto fermarci qui, e invece no. Il richiamo del palcoscenico era ancora fortissimo. Vedendo bambini e ragazzi emozionarsi in platea e curiosissimi nel mettere il naso dietro le quinte, abbiamo capito che il desiderio più grande di tutti è uno solo: provare in prima persona l’emozione della ribalta, diventando protagonisti di un’opera. Come fare?

Questa è un’altra storia, o meglio: un’altra puntata della nostra storia.

IN QUESTA PUNTATA ABBIAMO CONOSCIUTO

*Rosy Alciati, insegnante, per anni è stata consulente esterna dell’Ufficio Attività Scuola in qualità di esperta di didattica.

*Stefania Perrone è laureata in drammaturgia musicale al DAMS, suona il pianoforte, il clarinetto e il trombone. La sua più grande passione dopo la musica sono le rose, che coltiva a centinaia nel suo giardino. Collabora con il Regio dal 1998.

*Nausicaa Bosio, dopo un’infanzia dedicata dedicata a Tarzan e Zorro, da adolescente ha cambiato strada dedicandosi alla musica e al teatro. Ha studiato recitazione e canto e si è diplomata in Pianoforte e Didattica della musica. Insegnante, lavora con la Scuola all’Opera dal 1995.

*Filippo Fonsatti, attualmente alla guida del Teatro Stabile di Torino,ha lavorato al Regio dal 1994 al 2007, come assistente del Direttore Artistico e del Sovrintendente e in seguito come Direttore Artistico del Piccolo Regio e Responsabile dell’Area Formazione e Ricerca.

*Vittorio Sabadin, giornalista e autore, è stato primo caporedattore centrale e vicedirettore de La Stampa. Ha fatto parte del Consiglio di indirizzo del Teatro Regio per molti anni e per La Scuola all’Opera ha firmato una serie di magnifici adattamenti di opere in formato pocket. Il suo eroe musicale è Wolfgang Amadeus Mozart.

*Anna Maria Bruzzese si è formata come musicologa e ballerina e lavora in Teatro dal 1996. Negli anni ha affiancato al lavoro da didatta con La Scuola all’opera quello di danzatrice, coreografa, direttore di scena e regista, carriera che l’ha portata a collaborare con istituzioni teatrali di rilevanza internazionale.

*Maria Cristina Rallo, figlia d’arte, è entrata per la prima volta a Teatro da piccolissima grazie alla mamma Vincenza. Da grande, è diventata violinista e didatta della musica. Lavora al Regio dal 1999.

*Elena Crisman si è innamorata del Teatro cantando nel Coro delle voci bianche del Regio. Ha studiato viola in Conservatorio per poi concentrarsi sulla didattica della musica, in cui si è laureata nel 2019. E’ uno degli ultimi acquisti de La Scuola all’Opera.


Scuolallopera begins (’73-’91)

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La nostra storia comincia il 10 aprile del ‘73:
spettacolo di gala,
signore in décolleté,
discese da un moderno cabriolet…

Attraversano le porte a pettine e si riversano in un foyer rutilante di luci, tra moderne scale mobili e giochi di specchi. Una sera memorabile, una sera chiacchierata: si inaugura il nuovo Teatro Regio di Carlo Mollino, architetto visionario e scandaloso, in palcoscenico I Vespri siciliani per la regia della divina Maria Callas.

Quanti, tra voi, possono dire “io c’ero”?

Non per vantarci, ma sì, noi possiamo. Qualcuno della squadra Scuola all’opera, quella sera fatidica, c’è già: è ancora una bimba, e per l’occasione sfoggia un completino bianconero con pantaloni palazzo, stampato a fumetti di Topolino.
Melomane fin dalla culla, quella sera mi innamorai del Teatro di Mollino e non lo abbandonai più”. Si chiama Andrea*, e diventerà, da grande, una delle colonne portanti dell’Ufficio Attività Scuola.

Non solo: nelle settimane precedenti, un’altra persona importantissima nel nostro racconto ha cominciato un percorso lavorativo e un’avventura in Teatro che dureranno oltre 40 anni. Il suo nome è Vincenza*, è una giovane donna determinata da poco assunta negli uffici amministrativi, e forse non immagina che molti anni dopo sarà alla guida di un settore di cui, all’epoca, si intuiva appena l’inizio:

L’attività per le scuole esisteva già, fin dai tempi del Teatro Nuovo: faceva parte dell’Ufficio Attività Promozionali, con Piero Robba* responsabile. Si proponevano lezioni concerto nelle sedi scolastiche con i gruppi cameristici dell’orchestra, e spettacoli, soprattutto balletti. Dopo l’inaugurazione del nuovo Teatro si aggiunsero le visite guidate per gruppi anche di 50 persone, condotte dal Direttore di Sala, senza indicazioni storiche e senza il dietro le quinte.”

E sempre nel ‘73, proprio grazie a quelle semplici visite, un’altra futura protagonista della Scuola all’Opera mette, per la prima volta, piede in Teatro: Elisabetta*.

Facevo la terza media, ero in piena crisi adolescenziale, e confesso che non ricordo assolutamente niente … tranne il colpo d’occhio in palcoscenico e verso la torre di scena: quella è un’immagine che mi è rimasta impressa per sempre.”

Semplici visite, ma un luogo e un’atmosfera indimenticabili, e la volontà di coinvolgere il pubblico: le basi per l’inizio della nostra avventura c’erano già.

Passano vent’anni circa, prima della svolta epocale.

Nel ‘91, in occasione delle celebrazioni per i 250 anni del Teatro, i quattro livelli del foyer ospitarono la mostra L’arcano incanto, curata da Alberto Basso e un gruppo di collaboratori, il cui catalogo ancora oggi è l’ABC per chi vuole studiare la storia del Regio. In concomitanza con questa iniziativa, l’allora Sovrintendente Tessore e il direttore artistico Carlo Majer decisero di rilanciare le visite guidate, affidandole a giovani studenti universitari o neolaureati in storia della musica, reclutati e formati da Vincenza:

Quando Elda Tessore, detta “Lady di ferro”, prima Commissario e poi Sovrintendente, mi chiese se c’era un ufficio dove mi sarebbe piaciuto lavorare, le risposi che avrei seguito volentieri l’attività per le scuole. E così fu.” Vincenza

Della prima squadra di “guide” reclutate dall’Ufficio Attività Promozionali alcune lavorano ancora con noi:

Era stato chiesto ai docenti universitari di segnalare degli studenti cui offrire l’opportunità di lavorare in Teatro. Ricordo ancora la mia prima visita, il 23 aprile del 1991.” Elisabetta

Mi sono avvicinata al Teatro in un modo decisamente curioso. Era il ‘91; sono entrata nell’ufficio della signora Bellina per fare la carta verde, una tessera per gli studenti universitari che dava accesso a sconti per spettacoli e attività culturali. Sul modulo dovevo indicare il mio indirizzo di studio: primo anno in Lettere moderne, indirizzo storia della musica. Vincenza lo vide e fu così che diventai una “guida”.” Francesca*

Obiettivo, portare al Regio un nuovo pubblico, il pubblico dei giovani.

Ma perché visitare un teatro? Cosa c’è da vedere, al di fuori delle rappresentazioni in palcoscenico?

Innanzitutto, un doveroso chiarimento: il Regio non è “un” teatro. È un capolavoro di architettura, ingegneria e design conosciuto in tutto il mondo (attenzione: non è un’iperbole).

Non conta quanti esami universitari io abbia preparato sulla figura di Carlo Mollino: tutte le volte che mi capita di accompagnare gruppi di architetti e ingegneri (sempre numerosi vengono da ogni nazione a vedere di persona l’opera del Maestro), imparo qualcosa di nuovo su questo artista, la cui poliedricità non smette di stupirmi e di affascinarmi.” Simona*

Forma, struttura, materiali e colori, nel progetto del Teatro Regio di Torino ogni elemento è ragionato e funzionale ad un altro. È un edificio fuori dal comune, così come lo era il team di professionisti che ci ha lavorato: durante la prima parte della visita le guide vi mostreranno tutto questo, oltre ad aneddoti e particolari intriganti sul personaggio Mollino e sulla vita in teatro.

Se questo vi sembra interessante, beh, pensate che è solo il contenitore: dietro le quinte, è lì che comincia il vero spettacolo. Vi siete mai chiesti dove spariscono le scenografie quando escono di scena? Come fa a cadere la neve di Bohème? Da dove arrivano le voci del coro a bocca chiusa che accompagnano Butterfly nella sua dolcissima veglia? Perché l’orchestra deve stare dentro una buca mentre esegue un’opera? E come si crea la magia delle luci -il vero effetto speciale di ogni spettacolo? Quanto tempo ci vuole a preparare un costume di scena? E cento costumi di scena, per vestire anche il coro e tutti i figuranti?

Poter vedere le maestranze all’opera nel loro lavoro quotidiano, artisti, tecnici di palcoscenico, sarti è un’esperienza unica e affascinante, perché si imparano cose che non sono scritte in nessun libro. Soltanto i dipendenti del Teatro sanno davvero cosa significa la vita dietro le quinte e la preparazione di uno spettacolo.” Gloria*

Questo lavoro preziosissimo e invisibile si svolge in un dedalo di corridoi sotterranei, un labirinto che mette a dura prova gli artisti ospiti del Teatro -e non solo.

La mia prima volta in Teatro, Elisabetta mi portò a fare una simulazione di visita guidata camminando svelta per i corridoi sopra e sotto terra finché il mio senso dell’orientamento andò completamente in tilt! Alla fine, vedendomi smarrita, mi disse: “se vuoi, puoi venire e rifarti il giro da sola!” Così iniziò una lunga serie di mattine in cui entravo in teatro e non sapevo mai né a che ora né da che punto sarei riemersa dai sotterranei. Il gran giorno della mia prima visita riuscii a riportare la classe sana e salva alla meta; per me fu una soddisfazione grandissima e da quel momento non smisi mai di imparare dal teatro e dai ragazzi.” Cecilia*

Spesso le persone che accompagno mi chiedono: “Ma lei non si è mai persa qui dentro?”, io sorrido e penso a quelle prime esperienze. Ora posso confessarlo: per almeno un anno mi portai dietro una borsa contenente le piantine di tutti i livelli del teatro, terrorizzata all’idea di perdere l’orientamento!” Simona

Il mio addestramento fu severissimo: seguii per due giorni le visite guidate di un collega, cercando di apprendere a memoria tutto ciò che diceva, e già il terzo giorno mi venne affidata una classe. Quella mattina arrivai in Teatro alle 8.30 e provai a ripercorrere tutte le strade sotterranee che avrei dovuto utilizzare durante la visita, chiedendo aiuto a una signora delle pulizie; durante la visita, arrivata alla sala ballo, aprii la porta e… mi trovai nel magazzino delle scope. Richiusi immediatamente… Dopo tanti anni ricordo ancora il panico del momento, ma anche l’applauso che mi fecero i ragazzi alla fine. Forse non ero andata poi così male!” Erica*

Ancora oggi, dopo quasi trent’anni, la visita guidata costituisce la base di tutte le attività didattiche che potete fare al Regio, le fondamenta sulle quali costruire poi laboratori, percorsi e spettacoli; e per noi -che ancora ci chiamiamo “guide”, il primo contatto col pubblico in cui cimentarsi e un addestramento continuo. Il Teatro non è un museo: è un organismo vivo e in costante cambiamento, e chi vi porta a visitarlo deve tenersi in costante aggiornamento sui lavori in corso, sugli artisti e sulle produzioni in palcoscenico.

È un lavoro che richiede uno studio continuo, ma, al contrario di un esame universitario, durante il quale la forma può, a tratti, essere poco corretta o precisa, purché ci siano i contenuti, da noi i contenuti devono essere esposti nel miglior modo possibile; devono essere chiari, lineari, mai noiosi, capaci di incuriosire e appassionare, diversi sulla base dell’ascoltatore che si ha davanti. Trascorsi, ormai, quasi sedici anni, mi trovo ancora, ogni giorno, in ogni visita, a correggere qualcosa o a tentare nuove formule per esprimermi al meglio.” Caterina *

Uno dei momenti più galvanizzanti e impegnativi da “guida” è stato pomeriggio del 6 aprile 2013: quel giorno, per i festeggiamenti dei quarant’anni dalla ricostruzione, abbiamo fatto entrare più di 30.000 visitatori… riuscendo a non seminare nessuno nei sotterranei!” Cecilia

Anche il nostro pubblico, infatti, cambia di continuo: oltre alle visite per i ragazzi delle scuole, oggi, dal martedì al sabato, con Il Regio dietro le quinte accogliamo visitatori di ogni età e provenienza.

Nella Stagione 2014/15 è nato poi un percorso speciale dal titolo Architetto, dica lei! dedicato ai bambini tra i 3 e i 7 anni: in questa occasione sono i due celeberrimi Architetti Benedetto Alfieri e Carlo Mollino (realizzati dalla nostra bravissima Ilene*) a rispondere alle curiosità degli illustri giovani visitatori.

I nostri Carlo Mollino e Benedetto Alfieri protagonisti della visita animata “Architetto, dica lei”

Ma la storia è soltanto all’inizio: visitare il Teatro è stato il primo passo verso un grande obiettivo, portare il pubblico dei giovani in platea. Come? Lo scopriremo nella prossima puntata.

IN QUESTA PUNTATA ABBIAMO CONOSCIUTO:

*Andrea Fanan ha cominciato a lavorare -o potremmo dire vivere in Teatro dal 1994, facendo la “guida” al mattino, in Ufficio Scuole al pomeriggio e la sera come maschera. Con la sua dedizione, in breve è divenuta un insostituibile pilastro dell’Ufficio Attività Scuola. C’è solo una cosa che ama più dell’opera e del cinema, e sono i conigli: ne ha oltre 6mila.
*Vincenza Bellina ha fatto parte della squadra del Teatro Regio dalla sua inaugurazione. Ha guidato l’Ufficio Attività Scuola con grande spirito organizzativo e mano ferma fino al 2010, gestendo e curando la crescita quantitativa e qualitativa delle attività, dai timidi inizi alla formazione di una “macchina da guerra”. Molti dei collaboratori che conoscete sono stati reclutati e formati da lei.
*Piero Robba è la vera memoria storica del Teatro; ha ricoperto il ruolo di Responsabile Funzioni Pubbliche e Archivio storico del Teatro Regio dal 1972 al 2010 e attualmente ne è conservatore onorario.
*Elisabetta Lipeti, storica della musica, ha affiancato al suo lavoro al Regio la collaborazione con case editrici, biblioteche ed enti culturali. Ha fatto dell’opera una passione, ma il suo primo amore indiscusso rimane Gustav Mahler. Dal 2010 al 2019 ha rivestito il ruolo di Coordinatore attività dell’Ufficio Scuole.
*Francesca Salvi, musicologa, ha collaborato con l’Ufficio Scuole sin dalla sua nascita. Dopo una breve interruzione, l’attività didattica al Regio è tornata a essere il suo lavoro e la sua passione. Per lei, galeotta fu la visita guidata: in Teatro ha trovato anche un marito.
*Simona Galetto in Teatro ha potuto unire i suoi più grandi interessi, la storia dell’arte e la storia della musica. Dopo gli studi in Conservatorio e alla facoltà di Lettere, si è laureata proprio con una tesi sul Regio, con il quale quest’anno festeggia le “nozze d’argento”.
*Gloria Denise Zurru è arpista e didatta della musica. È entrata a far parte della squadra Scuola all’Opera nella Stagione 2017/18, specializzandosi nei laboratori con le classi di scuola dell’infanzia e primaria e affiancando a questa attività quella di concertista e insegnante.
*Cecilia Orlandini si è laureata in storia della musica e diplomata in pianoforte e clavicembalo, specializzandosi poi nell’accompagnamento corale e nella didattica del canto per i bambini. Lavora al Regio dal 2004.
*Erica Cagliano è musicologa, ballerina e coreografa. Oltre al suo lavoro in Teatro, con cui collabora dalla Stagione 1993/94 e dove ha dato il via ai percorsi e laboratori sul balletto de La Scuola all’Opera, è direttrice e insegnante nella sua scuola di danza classica e contemporanea.
*Caterina Cugnasco è ballerina e laureata al DAMS. Ha frequentato il Regio da sempre e in tutte le vesti: da bebè in braccio al papà nella buca dell’orchestra, da grande come figurante, mimo-ballerina, attrezzista e, dal 2004, come didatta della Scuola all’opera.
*Ilene Alciati, artista e scenografa, lavora in RAI dal 2004 e dal 2011 collabora con La Scuola all’Opera. E’ specializzata nella realizzazione e animazione di marionette, burattini e pupazzi.

Scuola all’opera: la storia

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Cari amici, nel dirvi GRAZIE! per il sostegno e la partecipazione che avete mostrato con i commenti, le email, i messaggini e le telefonate in risposta alla nostra letterina, ci siamo accorti -e ne siamo davvero felici- che anche voi avete lo stesso sguardo affettuoso, orgoglioso e carico di bei ricordi che abbiamo noi nel ripensare alla strada fatta insieme e nel provare a immaginare quello che potremmo fare in futuro…


La chat whatsapp Scuolallopera (nostro salotto, pensatoio e café-chantant privilegiato in questo tempo di pandemia) si è, in quelle ore, animata di ricordi, risuonando di notifiche una dopo l’altra:

“Ti ricordi quell’anno in cui…?”
“Il Settore Scuola esisteva già, vero? Chi c’era può raccontarci qualcosa?”
“Io sono in Teatro da 25 anni: nozze d’argento! Quando arrivai, la sezione didattica funzionava già a un ritmo notevole…”
“Io sono arrivata nella stagione ’97/’98, erano attivi visite, laboratori didattici e lezioni.”
“Ho iniziato nell’aprile del 91. Visite + mostra L’Arcano incanto (bellissima!). Il nome La Scuola all’Opera risale alla stagione successiva, mi sembra, quando sono nati Il Regio e dintorni e Un giorno all’Opera.”
“L’Arcano incanto, che meraviglia…”
“Nel frattempo era in corso un esperimento di All’opera, ragazzi! Già nel 91-92 l’attività si stava strutturando con gli spettacoli x le scuole/ famiglie. Hänsel e Gretel (vero, Giovanna?)”
“Ricordo Hänsel e Gretel! L’anno dopo ci fu una specie di concorso letterario con in palio dei biglietti per la Bohème.”
“Bisogna riconoscere che le idee presentate erano vagliate attentamente e adottate. Così sono nati nel tempo tutti i percorsi e progetti. Va ricordata la presenza attiva e coraggiosa di Vincenza la cui mansione fu concentrata su La Scuola all’Opera. Poi in ufficio è arrivata Andre, man mano che il lavoro e la squadra crescevano e si diversificavano gli incarichi e le specializzazioni.
Ok, fermatemi❤️”
“no, continua”


e abbiamo continuato, finché Marina*, nostro saggio e pragmatico mentore, ci ha richiamato all’ordine, mettendoci di fronte a un obiettivo concreto:
“Bisogna raccogliere queste vostre testimonianze e farne un racconto sul blog.”

Detto, fatto.
In questi giorni ognuno di noi ha scavato nel suo personale archivio di mémoires e dato di piglio alla tastiera del pc o alla funzione “nota audio” di whatsapp per raccontare la sua Scuola all’Opera, e nei prossimi giorni potrete leggere qui questa storia, raccontata a più voci. La voce di chi ha dato inizio all’attività, la voce di chi ci è cresciuto, la voce di chi è arrivato da poco, la voce di chi è passato dalla platea al palcoscenico; e se pensate che anche la vostra voce possa far parte di questa narrazione, mandateci il vostro contributo, tramite mail e nei commenti, in modo che possa arricchire la storia. Ne saremo felici.

Leggerete date (poche e importanti, come durante la visita guidata; promesso), nomi (e cognomi in calce, corredati da due eroiche righe di biografia), titoli di attività (con link al sito, quale auspicio di poter prima possibile tornare a prenotare un bel laboratorio insieme) e tante altre cose: emozioni, soprattutto. Abbiamo provato a raccontare sobriamente senza scivolare nel sentimentale, ma ragazzi! è difficile. È stato difficile ricordando, e ancora più difficile rileggendo, editando e confrontando le testimonianze, scoprendo che sì, siamo tante persone diverse, con anni di esperienza diversi, competenze diverse, ma abbiamo raccontato tutti le stesse cose: la prima volta che ci siamo persi nei sotterranei, l’orgoglio di scioglierci in lacrime -e veder piangere anche i duri per finta- ogni volta che muore Mimì, l’adrenalina e un po’ anche il terrore di rimettersi in gioco davanti a un pubblico sempre nuovo, la fatica e la gioia di studiare continuamente (un’opera al mese, un percorso diverso ogni giorno), la bellezza di continuare a imparare gli uni dagli altri formandoci insieme come didatti.
Per cui, comprenderete e perdonerete qualche sbrodolone romantico, ma sincero.
D’altra parte siamo in Teatro: that’s melodramma, baby.

Scuola all’opera: la storia. Da questa settimana sul blog.


* Marina Pantano, coordinatore attività area artistica, che tradotto significa gestire un sacco di cose: artisti, budget, tenere a bada le agenzie, fare da tramite con la Sovrintendenza, prendersi amorevolmente cura del Settore Attività Scuola e tanto altro.

UNA LETTERINA DA LA SCUOLA ALL’OPERA

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Cari amici de la Scuola all’Opera,

questa settimana, come potrete immaginare, non siamo nel mood giusto per continuare con la nostra storia dell’opera italiana a puntate.
Non siamo, d’altra parte, neanche dell’umore per restare in silenzio e tralasciare il rapporto con voi che in questo momento è più che mai importante.
Abbiamo quindi pensato di scrivervi una letterina; non per dare fiato a ulteriori polemiche, illazioni, side stories che purtroppo stiamo leggendo in quantità sui giornali, ma per rivolgervi un pensiero affettuoso come spesso abbiamo fatto nell’avvicinarci alle vacanze estive.

In tempo di pace, ci saremmo salutati guardando avanti, in attesa di una prossima stagione entusiasmante da vivere insieme; non vi nascondiamo però che in questo momento il guardare avanti, a un orizzonte nebuloso che non ci permette di vedere un obiettivo, ci fa un po’ paura.

Scegliamo quindi di guardare indietro; non con nostalgia e rammarico, ma con grande, grandissimo orgoglio.

Orgoglio per quello che insieme, in questi trent’anni di storia, abbiamo costruito; orgoglio per aver portato tanti di voi a teatro per la prima volta; orgoglio per il rapporto che abbiamo intessuto con molti di voi, per i quali non siamo soltanto “guide” ma abbiamo un nome, un volto, e competenze didattiche che sapete apprezzare; orgoglio per le decine di opere cantate insieme nel buio della sala; orgoglio perché sappiamo tenere duro e per i sacrifici che facciamo per cercare di darvi il meglio – perché, credete, spesso non è facile.

Guardando indietro, vediamo che è una gran bella storia, quella de La Scuola all’Opera: per noi è un privilegio avervi come pubblico e vi ringraziamo di cuore per essere qui a scriverla insieme a noi.

Guardando avanti, non sappiamo cosa succederà: ma di certo sappiamo che tutta l’arte, l’emozione e la bellezza costruite insieme non andranno mai perse, qualsiasi cosa accada.

Con affetto,

Marina Pantano, Benedetta Macario, Andrea Fanan, Barbara Agostini, Ilene Alciati, Nausicaa Bosio, Ombretta Bosio, Anna Maria Bruzzese, Erica Cagliano, Elena Crisman, Caterina Cugnasco, Albert Deichmann, Antonella Di Tomaso, Simona Galetto, Roberta Ghiotto, Elisabetta Lipeti, Cecilia Orlandini, Stefania Perrone, Giovanna Piga, Maria Cristina Rallo, Francesca Salvi, Sara Sartore, Eriberto Saulat, Sara Schinco, Gloria Denise Zurru

La Scuola all’Opera

Un nuovo inizio per l’Ufficio Scuole

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Come coloro che erano presenti all’inaugurazione della Stagione de La Scuola all’Opera già sanno, il nuovo anno artistico si apre con una grande novità all’Ufficio Scuole: Elisabetta Lipeti, che ne è stata coordinatrice negli ultimi 9 anni, lascia infatti il suo incarico. Abbiamo pensato quindi di raccontarvi questo cambiamento, approfittandone per ripercorrere insieme a lei la storia de La Scuola all’Opera e delle nostre attività didattiche.

Andreina, Elisabetta, Benedetta

Elisabetta, possiamo dire che tu hai vissuto la nascita delle nostre attività didattiche: da quando lavori in Teatro?

Sono arrivata al Regio nell’aprile del 1991 in veste di “guida” (così vengono familiarmente chiamati i nostri operatori didattici, come chi ci frequenta sa molto bene): in occasione della mostra L’arcano incanto, che festeggiava i 250 anni del Teatro, l’allora Sovrintendente Tessore decise di incrementare visite guidate e attività rivolte ai giovani. La responsabile, allora, era Vincenza Bellina, e l’Ufficio scuole era parte delle Attività promozionali del Teatro.

Negli anni l’attività è rapidamente cresciuta, puntando a coinvolgere sempre di più le scuole e le altre istituzioni culturali della città: il nucleo da cui è nato tutto, quindi, sono le visite guidate, i progetti di rete e attività come All’opera, ragazzi!, a cui si sono poi aggiunti i laboratori. È cresciuto in parallelo anche il numero di collaboratori, che ha visto però anche grandi cambiamenti al suo interno: di quel gruppo iniziale sono rimasta solo io, ma poco dopo sono arrivate anche colleghe che ancora oggi lavorano con noi.
Negli ultimi anni il settore delle Scuole ha aperto anche al pubblico delle famiglie: oltre alle visite guidate, soprattutto le attività del Sabato del Regio che vogliono essere una proposta culturale ma anche divertente ed economica per trascorrere un pomeriggio un po’ diverso dal solito, vivendo il Teatro come luogo di svago senza limitarsi allo spettacolo in sé.
Gli ultimi due progetti nati in collaborazione con Articolo Nove sono Sipari sociali e Ora di opera, che permettono ai ragazzi per la durata di circa un anno scolastico di approfondire le diverse discipline teatrali e lavorare all’allestimento di uno spettacolo, adattamento di un titolo del grande repertorio operistico. L’obiettivo è quello di permettere a ragazzi spesso provenienti da realtà sociali fragili di impegnarsi in un progetto di alto livello artistico, collaborando con professionisti del settore.

Moltissimi progetti diversi, quindi. Di quali numeri parliamo?

Negli anni del boom, in cui eravamo quasi gli unici a svolgere questo tipo di attività, intorno alle 50-55mila presenze. Oggi la nostra media, tra attività didattiche e spettacoli per scuole e famiglie, è di circa 42mila presenze l’anno.

Ad occuparsi della gestione di questo lavoro è l’Ufficio Scuole. Quando ne sei diventata coordinatrice?

Ho sempre svolto altre attività di divulgazione musicologica, in collaborazione con diverse istituzioni e con case editrici; dal 2010, invece, ho lavorato a tempo pieno come coordinatrice dell’Ufficio Scuole. In realtà, come ben sappiamo, il lavoro è sempre stato fatto in coppia con Andre(in)a Fanan, che si occupa molto bene della parte organizzativa e soprattutto fa da trait d’union tra il Teatro e le scuole.
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uello che fa l’Ufficio è proprio questo, gestire una relazione complessa e importantissima: quella tra il Teatro e le Scuole, mettendo insieme esigenze artistiche e didattiche. L’Ufficio si occupa poi di coordinare il lavoro dei nostri operatori didattici.

Le cosiddette guide! Chi sono?

È un gruppo eterogeneo e ricco di competenze. Ognuno di loro è specializzato in un determinato ambito: musicologia, danza, scenografia, recitazione, canto… Alcuni collaborano a tempo pieno, mentre altri affiancano al lavoro in Teatro l’insegnamento.

Qual è, oggi, l’idea alla base del progetto de La Scuola all’Opera?

Cercare, attraverso l’opera, di comunicare con tutte le età e tutte le fasce sociali. Siamo convinti che con l’opera infatti si possa parlare non solo di arte, ma soprattutto di umanità, di sentimenti, di idee, di punti di vista differenti.

Dal 1 ottobre 2019, però, c’è stato un altro grande cambiamento in Ufficio: la tua partenza e l’arrivo di Benedetta Macario. Puoi raccontarcelo?

Benedetta è arrivata in Teatro più di vent’anni fa, anche lei come guida. All’epoca era ancora una studentessa, mentre negli anni ha messo in piedi un curriculum di tutto rispetto: diplomata in Conservatorio in Direzione di Coro e in Composizione, laurea specialistica in Composizione, laurea al DAMS e dottorato di ricerca in Storia della Musica. Da diversi anni, oltre al lavoro in Teatro, collabora con MITO Settembre Musica. Conosce perfettamente tutte le attività del settore scuole, avendo contribuito alla loro realizzazione, e insieme ad Andrea, che è la memoria storica dell’Ufficio, porterà avanti le attività de La Scuola all’opera da adesso in poi.

Congratulazioni alla nostra Benny per il suo nuovo incarico! Conoscendola come collega “guida” siamo sicuri che farà un ottimo lavoro.

E tu, Elisabetta, lasci del tutto il Teatro?

Non potrei! Sono troppo affezionata all’opera, al Regio e a questo bellissimo lavoro. Continuerò con qualche piccola collaborazione, per esempio nella parte organizzativa dei Sipari Sociali e con qualche incontro per i docenti.

Ne siamo felici!

Per concludere, ancora un grande GRAZIE a te da parte di tutti noi per il tuo lavoro, ma soprattutto per il modo in cui l’hai svolto, con competenza, ironia e grandissima umanità.

E un buon proseguimento a Benedetta e Andrea, alle guide e a voi, il nostro pubblico.

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Viva Vivaldi!

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Martedì 4 ottobre in Sala Caminetto si è svolta la premiazione dei vincitori del nostro torneo on line Il Gioco dell’Opera, edizione 2015/2016.

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Prima classificata la classe IV ginnasio (attuale V) del Liceo Classico Bodoni di Saluzzo, capitanata dal prof. Diego Ponzo, con un progetto multimediale collettivo ideato dai ragazzi in sinergia con il loro insegnante. Risultato, un video dove la classe ci racconta il suo Don Giovanni, progetto “ideale” che si propone di attualizzare il grande titolo mozartiano coinvolgendo le diverse professionalità del teatro d’opera, dal Sovrintendente, al Regista, allo Scenografo. I ragazzi hanno conquistato otto miniabbonamenti alla Stagione in corso. Complimenti per l’impegno e grazie per averci raccontato anche il “dietro le quinte” del vostro lavoro con la fase di ideazione e discussione. Vi auguriamo buon lavoro per il nuovo torneo!

Secondi classificati quattro studenti del Liceo Classico Europeo Umberto I di Torino, coordinati dalla professoressa Gavinelli, dei quali abbiamo potuto leggere su questo blog due recensioni a spettacoli della nostra Stagione 2015/16. I quattro critici in erba hanno conquistato i biglietti per assistere a una prova generale.

Il primo premio è stato offerto dal Comitato Nenè Corulli e consegnato ai vincitori dai membri della giuria Professoressa Ariotti e Professor Di Nardo; il secondo premio, messo in palio dal Teatro Regio, è stato consegnato da Elisabetta Lipeti dell’Ufficio Scuole.

Concluse le operazioni di premiazione, siamo pronti per presentarvi il nuovo protagonista del torneo, da quest’anno –udite udite!- aperto anche alle scuole medie:

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Lo riconoscete?
È proprio lui, Antonio Vivaldi.

Studiatissimo nei programmi scolastici ma nei fatti poco conosciuto e forse poco amato dagli studenti. Cercheremo, tramite gli articoli pubblicati mensilmente su questo blog e una vera e propria mini-gara da svolgere in Teatro o a scuola, di farvi conoscere un Vivaldi nuovo, inedito, frizzante come l’epoca in cui è vissuto.

Il cartellone di quest’anno ci aiuterà nel nostro progetto proponendo accostamenti insoliti e titoli rari. Siamo certi che tutti avrete sentito parlare delle Quattro Stagioni: noi vi proporremo di sommarle alle altre quattro del tango nuevo di Astor Piazzolla nello spettacolo Vivaldi e Piazzolla, le otto stagioni.

E poi, un Vivaldi non solo compositore di concerti ma anche di opera con L’incoronazione di Dario, in scena ad aprile nel corso del Festival Vivaldi che coinvolgerà tutta Torino.

Cosa dovrete fare voi? Seguirci nell’approfondimento del nostro Autore tramite gli articoli pubblicati sul blog; cimentarvi nel quiz storico-ludico-musicale del Gioco dell’Opera; inviarci, entro il 6 maggio 2017, un vostro personale elaborato creativo. Siate coraggiosi: ricchi premi attendono i vincitori.

Vi diamo quindi appuntamento tra una settimana con la prima puntata on line dal tema Vivaldi: vita, opere e miracoli musicali.

Il Direttore Artistico presenta la Stagione dei ragazzi

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Condividiamo con voi qualche estratto dell’intervento che il nostro direttore artistico, Maestro Gastón Fournier Facio, con la sua consueta forza comunicativa, ha presentato agli insegnanti riuniti lunedì 26 nella Sala Caminetto del Teatro Regio.

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Il Maestro ha raccontato al nostro pubblico quali saranno i momenti principali della Stagione della Scuola all’Opera: in prima battuta, La bohème, i ragazzi e l’amore, che debutta già il 18 ottobre sul nostro palcoscenico. Quale modo migliore per avvicinarsi al mondo del melodramma che scoprire la freschezza e l’intensità di una delle pagine d’opera più rappresentate al mondo? Siamo sicuri che anche l’allestimento –lo stesso che apre la Stagione lirica 2016-17-, estremamente attuale e suggestivo, saprà proiettare i ragazzi direttamente nella storia degli amici bohémien e il loro percorso di crescita attraverso l’amore, i sogni, le risate e le inevitabili rinunce e perdite. Se non l’avete ancora fatto, prenotate lo spettacolo! Gli ultimi posti sono ancora a disposizione.

Il Maestro ci ha poi parlato della originale proposta jazz, questa in versione interattiva con la partecipazione del pubblico in sala, dei canti della tradizione e la vivace Little Jazz Mass di Bob Chilcott, proposti dal trio di Luigi Martinale (pianoforte, contrabbasso e batteria) e dal Coro di voci bianche del Teatro Regio per lo spettacolo Tutti quanti voglion fare il jazz… anche a Natale!

Altrettanto interattivo secondo la nostra migliore tradizione sarà lo spettacolo Il flauto magico raccontato ai ragazzi, in chiusura di Stagione, in cui sarà il direttore d’orchestra a raccontarci il capolavoro mozartiano, anch’esso messo in scena con l’allestimento serale ma in versione adatta a un pubblico più giovane. Preparatevi a cantare con Papageno!

Per i più piccoli un’opera piccolissima: Settestella di Azio Corghi, uno spettacolo di condivisione, scoperta e amicizia che letteralmente si costruirà sotto gli occhi del pubblico in miniatura attraverso musica, canto e pittura dal vivo.

Anche quest’anno non possiamo fare a meno di affiancare a questi spettacoli più spensierati una data importantissima, quella del Concerto per il  Giorno della memoria, ospitato per la prima volta nella splendida cornice della Sala del lirico per fare spazio all’Orchestra e al Coro del Teatro che eseguiranno due celebri pagine di autori degenerati, Felix Mendelssohn Bartholdy e Arnold Schoenberg. Voce narrante d’eccezione sarà quella di Gabriele Lavia.

Infine, in primavera usciremo dagli schemi con un abbinamento insolito: Vivaldi e Piazzolla, le otto stagioni, alternando il barocco veneziano al contaminatissimo tango nuevo argentino. Siamo sicuri che soprattutto per le Scuole secondarie di primo grado potrà essere una proposta vincente … in tutti i sensi! Sarà possibile infatti non limitarsi alla visione dello spettacolo ma cimentarsi con Viva Vivaldi!, un torneo per giocare dal vivo e on line sulle pagine di questo blog alla scoperta di un barocco inaspettato. Ai primi classificati in palio biglietti per uno spettacolo della prossima Stagione.

A chiusura dell’intervento, Elisabetta Lipeti ha presentato le attività, i laboratori e i percorsi didattici che fanno da cornice alla ricchissima Stagione di spettacoli.

Vi aspettiamo numerosi!

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Echi d’Oriente

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“Gli dèi, con Indra alla loro testa, [si avvicinarono] a Brahma e gli dissero “Noi vogliamo qualcosa che ci distragga, che si possa vedere e sentire […]”. “Cosi sia” egli rispose loro, e andatosene il re degli dèi, ricorse allo yoga e richiamò a mente i quattro Veda. E poi pensò: “Io trarrò dalle tradizioni un quinto Veda sul Teatro, che condurrà alla virtù nella legge, alla ricchezza ed anche alla gloria […]”

Nātyaśāstra (Trattato sulle arti drammatiche), attribuito al saggio Bharata

Saptamatrika danzanti, India centro settentrionale, XI sec

Saptamatrika danzanti, India centro settentrionale, XI sec

Pensiamo a Oriente e musica e subito risuonano nelle nostre orecchie le immortali note di Giacomo Puccini: Madama Butterfly (1904) e Turandot (1926) in scena proprio in questo periodo qui al Teatro Regio. Giappone, Cina e melodramma si fondono in due celeberrimi capolavori del teatro d’opera.

Madama Butterfly, allestimento di Damiano Michieletto -  Turandot, allestimento di Giuliano Montaldo Teatro Regio, Stagione 2013-14

Madama Butterfly, allestimento di Damiano Michieletto
Turandot, allestimento di Giuliano Montaldo
Teatro Regio, Stagione 2013-14
clicca per il link al video

La storia della musica –e in particolare del teatro musicale, con balletti e opere liriche- è costellata di suggestioni esotiche; dal japonisme del secondo Ottocento, la “scoperta” delle scale modali, delle percussioni e dei timbri delle orchestre gamelan balinesi, alle rivisitazioni stilistiche e immaginifiche dei Ballets Russes agli albori del Novecento, a ritroso nella storia sull’onda del “mal d’Oriente” e ancora più indietro nell’incanto dei racconti de Le mille e una notte, nelle cronache di Marco Polo, nelle leggende medioevali.

L’arte occidentale assorbe, rivisita, traduce, travisando o reinventando significati, creando capolavori della musica, della danza, del teatro.

Madhya Pradesh, Ganesha danzante, x sec. - La Bayadère, (1877), musica di Minkus, coreografia di Petipa - Cina, figura di danzatrice in terracotta, inizio VIII sec. - partitura de La mer di Claude Debussy (1905)

Madhya Pradesh, Ganesha danzante, x sec. – La Bayadère, (1877), musica di Minkus, coreografia di Petipa – Cina, figura di danzatrice in terracotta, inizio VIII sec. – partitura de La mer di Claude Debussy (1905)

Echi d’Oriente è un percorso didattico che si snoda tra Teatro Regio e Museo di Arte Orientale, rivolto a scuole medie e superiori: un modo per ampliare i nostri orizzonti e scoprire l’Oriente nella sua autenticità, attraverso le opere del Museo, mettendolo a confronto con il mondo esotico esplorato, immaginato e reinventato nelle suggestioni del teatro europeo.

Articolato come un vero e proprio viaggio tra arti plastiche e visive, storia, teatro e musica, il percorso comincia dalle fonti, snodandosi tra i tesori e le collezioni del MAO, e si conclude con un approfondimento musicale presso il Teatro Regio, con ascolti guidati e proiezione di video e la visita alle strutture del Teatro.

Asia, Asia, Asia,
Antico paese meraviglioso dei racconti di fata
Dove la fantasia dorme come un’imperatrice
Nella sua foresta tutta densa di mistero…

Tristan Klingsor- Maurice Ravel, Shéhérazade, 1904