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Scuolallopera: playing together

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Credo che il teatro sia questo: magia e meraviglia.” Matteo

Apriamo questa nuova tappa della nostra storia non con le parole di una guida, ma con quelle di un ragazzo che da spettatore è diventato protagonista del Teatro. Così facendo, non abbiamo paura di spoilerarvi il finale: e vi diciamo subito che sì, ce l’abbiamo fatta a portare il pubblico in palcoscenico, e in questo post vi racconteremo come.

Ma andiamo per gradi.

Al termine della scorsa puntata, avevamo lasciato l’Ufficio Scuole sulla soglia di un nuovo, entusiasmante periodo. Con l’arrivo della Stagione 1992/93, infatti, nacque finalmente il nome che conosciamo: La Scuola all’Opera – e insieme ad esso nacque il nostro primo, coloratissimo logo con i bimbi che si tengono per mano, lo stesso che potete ancora vedere come avatar nei commenti qui sul blog.

Insieme al nome e a un’immagine tutta nostra, cominciò a prendere forma l’ambizioso progetto di far vivere anche al pubblico l’emozione del palcoscenico. Da un’idea di Vincenza e Sabrina Saccomani* nacque così lo storico laboratorio di Opera…ndo: prendere un titolo di Stagione e giocare a rimetterlo in scena insieme al pubblico di bambini e ragazzi.

All’epoca, il laboratorio era più semplice e meno articolato rispetto a come viene presentato oggi. Iniziai a proporre alcuni ampliamenti nel corso del mio primo anno, insieme a Linda Zambon, mia compagna di Conservatorio e allora collega. Con mio grande orgoglio la nuova impostazione del laboratorio venne approvata per la stagione successiva, regalandomi moltissime soddisfazioni nella conduzione delle attività con le classi per gli anni a venire. L’idea di partenza, far cantare coralmente un frammento di un’Opera di repertorio, si ampliò in una riduzione suddivisa in quadri del libretto e delle parti musicali più belle, da realizzare insieme ai bambini, con l’aggiunta di accessori di scena per rendere più “teatrale” l’esperienza. Il tutto arricchito da fotografie e registrazioni ricordo da riportare a scuola. Risultato? Curiosità, incredulità, divertimento e gioia pura negli occhi dei bambini!” Nausicaa

Non è per niente facile misurarsi con grandi compositori e riadattarli in “mini partiturine” per strumentario didattico, ma sempre molto stimolante. L’obiettivo è riuscire a dosare in giusta quantità la “fedeltà all’originale” e la semplificazione necessaria per suonare con bambini e ragazzi.” Giovanna*

Da quei primi anni fino al 2013, Opera…ndo è andato trasformandosi fino a includere in cinque diversi percorsi tutti gli elementi che costituiscono lo spettacolo: dal Recitar cantando alla musica strumentale di Piccola Orchestra, dall’allestimento ricreato con Tutti Scenografi alla coreografia costruita con Classe di danza, fino a provare a riscrivere l’opera con il laboratorio Il nostro libretto. Valore aggiunto di questo percorso, forse, è stato proprio la sua capacità di crescere e farci crescere negli anni, trasmettendo e costruendo competenze mano a mano che la squadra di lavoro si allargava.

All’epoca, oltre a me non c’erano collaboratori con una specifica formazione da ballerino: Vincenza e io selezionammo quindi Anna Maria, poi Antonella e infine Caterina. Questi laboratori sono di una grande semplicità ma raggiungono obiettivi elevati: questo perché ogni volta sogniamo che la classe con la quale stiamo lavorando vada poi in palcoscenico, e questo sogno lo trasmettiamo ai bambini di tre, cinque, sette anni, ai ragazzi delle medie e a quelli dei licei.” Erica

Su consiglio della mia cara amica Anna Maria, compagna di banco e di ‘punte’ al Liceo Coreutico di Torino, feci il mio colloquio con la signora Vincenza Bellina nel settembre del 1999: l’esito fu positivo! Contarono sicuramente i vari esami di storia della musica, storia del melodramma, storia del teatro sostenuti da universitaria e sicuramente la mia esperienza di ballerina e insegnante di danza. Entrai così nel gruppo delle guide del Teatro Regio, un gruppo già numeroso e ricco di persone altamente qualificate e umanamente disponibili.” Antonella*

Fu Barbara*a spiegarmi in cosa consistesse il laboratorio di scenografia: in tre ore la classe, indipendentemente dall’ordine e grado della scuola di provenienza, doveva realizzare due fondali dipinti delle dimensioni di due metri per tre, partendo da uno o più bozzetti elaborati a scuola. Un’impresa non facile, che però, in 9 anni di collaborazione, abbiamo sempre portato a termine puntualmente! Il valore aggiunto dell’attività è che si svolge nel luogo dove vengono realizzate le scenografie delle Opere in cartellone, in modo che i piccoli scenografi si cimentino nella pittura a fianco dei professionisti. Certo, nel Reparto Scenografia di Strada Settimo 411, che misura 2000 metri quadri, le tele per la didattica sembrano piccine… ma tutto cambia quando si trasferiscono a scuola, basti pensare che alcune delle stanze che abitiamo hanno la stessa superficie di una delle tele: metri 3×2.” Ilene

Oggi, Opera…ndo è proposto non soltanto al pubblico delle scuole ma anche alle famiglie con i percorsi del sabato pomeriggio: Opera…ndo con mamma e papà e Operando con i piccoli.

Da Opera…ndo, negli anni, sono nate moltissime altre idee, collaborazioni e spin-off, a partire da Io ballo tu suoni egli canta, laboratorio di musiche e danze antiche realizzato da Giovanna e Caterina in collaborazione con il Borgo Medievale, a Danzare e sperimentare, da Abiti e personaggi e Animali in maschera, a La voce, il tuo strumento creato da Ombretta con Xkè? – Il laboratorio della curiosità a Giocosuonoimparo per i più piccoli in collaborazione con il MUSLI.

Molti sono i percorsi sulla danza che sono nati negli anni con l’avvicendarsi delle persone nella squadra e in Ufficio, laboratori con diciture e titoli sempre più originali che hanno coinvolto le scuole di ogni ordine e grado. Danzare e sperimentare è l’ultimo di questi progetti e li racchiude tutti: è nato proponendo un laboratorio di flamenco, per poi passare al balletto e infine al musical.” Erica

La voce, il tuo strumento è un laboratorio affascinante perché associa un esperimento sonoro, un ritmo e un’intensità diversa ai luoghi più impensati del Teatro. Dopo aver messo alla prova la propria voce durante la visita, la classe è pronta per scoprire e analizzare le voci dei protagonisti dell’opera.
Anche Giocosuonoimparo, una sorta di gioco dell’oca su tabellone gigante basato sul riconoscimento di ritmi e timbri, è molto apprezzato dai giovani visitatori: a volte anche troppo … e noi “giudici” dobbiamo stare molto attenti a calmare gli animi surriscaldati dalla gara!” Ombretta*

In tutti questi anni, l’esperienza dei laboratori ci ha insegnato che il sogno di calcare la scena può far compiere cambiamenti incredibili, mettere in gioco energie e competenze inaspettate e coinvolgere anche i più restii.

Ogni volta è un grande stupore vedere che nel lavoro di una mattinata una o più scene di Cenerentola o Flauto magico assumono forma compiuta, ascoltare bambini e ragazzi che cantano, forse per la prima volta, parte di un’opera e ne prendono consapevolezza. Penso che sia il Teatro stesso a creare quella magia… e che gioia, una volta finiti i laboratori, sentirli cantare anche fuori dall’Atrio delle carrozze, ancora ed ancora…” Eriberto*

Per questo, ultimi nati da questo lungo percorso sono i due progetti più ambiziosi di tutta la nostra storia, che hanno come obiettivo la creazione di un vero e proprio spettacolo: Sipari Sociali e Ora di Opera.

Sipari Sociali è nato nel 2013, con la collaborazione di Comunità Murialdo (oggi Articolo Nove) e il sostegno degli Amici del Regio e di una Fondazione piemontese: obiettivo del progetto è la messa in scena al Piccolo Regio Puccini di una vera e propria opera, in tutte le sue parti -scene, orchestra, coreografia e canto- interamente interpretata da ragazzi tra gli 11 e i 17 anni, con particolare attenzione a coloro che provengono da situazioni di fragilità sociale e familiare.

Ora di opera, nata nella Stagione 2018/19 sempre con ArticoloNove e con il sostegno della Fondazione CRT, parte dall’esperienza di Sipari Sociali per proporre un progetto simile ma nel contesto della scuola, costruendo l’opera come gruppo classe.

Ho partecipato al progetto “La scuola di Cenerentola” come coreografo; è stata un’esperienza meravigliosa, che mi ha fatto capire quanto lavorare insieme porti a tutti, grandi e piccoli, immenso beneficio. Il Teatro dà la possibilità a tutti di partecipare e innamorarsi dell’arte e della cultura; cosa importantissima, soprattutto in questo momento particolarmente difficile dove le azioni sociali sono fondamentali per i giovani.” Albert*

Nonostante la grande fatica, anche emotiva, che comporta, amo il progetto Sipari Sociali perché mi permette il contatto con ragazzi che non avrebbero altra possibilità di frequentarci; inoltre, per me è il naturale compimento della mia formazione, grazie al Master in Teatro sociale e di comunità conseguito nel 2006.” Caterina

Tutti i progetti realizzati negli anni sono stati importanti, ma Sipari sociali e Ora di opera sono una vera conquista, perché lasciano la sensazione di aver fatto qualcosa di bello ma anche di buono. In Sipari sociali, sono protagonisti davvero tutti: i ragazzi in palcoscenico sono infatti affiancati da un Piccolo Coro di bambini della scuola primaria che canta dalla platea. È una grande emozione vedere come, al termine dell’anno scolastico, le classi coinvolte non solo abbiano imparato i brani che canteranno in Teatro, ma si mettano in gioco loro stessi ricreando la propria versione dell’opera come saggio di classe.
La cosa più bella del progetto è questa, dare autonomia ai ragazzi: nel momento in cui li mandiamoin palcoscenico con la consapevolezza che sono pronti, sanno quello che devono fare, il nostro lavoro è finito e sono loro i veri protagonisti.” Ombretta

Non nego che il lavoro di regia sia molto difficile, soprattutto nei primi tempi, quando il gruppo impara a conoscersi e a rispettare i ruoli di ognuno. Vedere però l’impegno, la dedizione e il rigore che i ragazzi stessi sanno tirare fuori nell’ultima settimana prima di andare in scena è davvero commovente.” Anna Maria

L’aspetto più gratificante e motivante è stato accompagnare i ragazzi in ogni fase, dalla prima visita al teatro, alla scoperta graduale di quello che avrebbero imparato e vissuto, fino alla recita davanti al pubblico; momento in cui come direttore d’orchestra sono consapevole dei progressi e delle difficoltà di ciascun “strumentista” e di ciascun “corista”, di ogni probabile esitazione nella recitazione o di ritardo nel ritmo o della necessità di suggerire parole e attacchi… Sipari Sociali è stato non solo il progetto laboratoriale più complesso, ma un percorso di crescita emozionante per tutti.” Nausicaa

Potremmo andare avanti per ore a raccontarvi cosa questi progetti sono stati per noi, ma preferiamo che siate voi, i veri protagonisti, a raccontare. Lasciamo quindi nuovamente la parola a Matteo, che ha aperto per noi questa puntata:

Non avevo mai fatto un laboratorio di teatro prima di allora, e sicuramente questo mi ha cambiato in maniera radicale. E’ stata forse l’esperienza più bella della mia adolescenza, tant’è vero che ho partecipato al progetto per 3 edizioni di seguito. Ho iniziato non sapendo praticamente nulla sul canto, la danza o la recitazione; nonostante questo i didatti e gli educatori mi hanno dato la possibilità di mettermi in gioco, dandomi fiducia. È solo grazie a quella fiducia che ho iniziato a credere di più in me stesso.
Qesto progetto mi ha fatto capire che ognuno di noi deve valorizzarsi e capire che è bravo in qualcosa, che non vuol dire farne un vanto, ma riconoscere di saper fare in modo buono o discreto o eccellente qualcosa. Grazie a ciò infatti, credo di aver scoperto di essere bravo nella recitazione e nel canto. Ma c’è di più. Con il teatro anche la mia personalità è cambiata, da persona timida quale ero a persona solare, estroversa e forse un tantino esuberante a volte. Ma sono felice di essere così. Credo che riconoscere i propri talenti renda felici.
Ciò che abbiamo fatto in questi quasi 6 anni, infatti, non era semplicemente teatro; stando a contatto con persone che in qualche modo condividevano i miei valori e quella che ormai era diventata una vera passione, crescevo anche io. Anche se il primo anno ho avuto subito una parte da protagonista, l’edizione che ricorderò con più gioia è forse l’ultima, perché non vi era più una divisione tra chi cantava, chi recitava e chi ballava: tutti hanno avuto la possibilità di fare tutto.
All’inizio del mio percorso non capivo bene perché i laboratori iniziali di canto, danza o recitazione venissero chiamati “propedeutici”. Successivamente mi è stato spiegato, ma vorrei dare qui la mia personale interpretazione: propedeutico credo che si riferisca al fatto che ognuno di quei laboratori sia stato di aiuto a noi stessi, a migliorare sia dal punto di vista umano che artistico. Sipari Sociali e il Teatro Regio sono stati propedeutici perché ci hanno fatti diventare persone migliori.
Ringrazio il Teatro Regio per avermi dato una possibilità e Sipari Sociali per avermi cambiato la vita: grazie a questo progetto ora faccio parte di una compagnia teatrale, che come lo staff di Sipari mi ha dato fiducia e ha creduto nelle mie capacità; spero che un giorno la recitazione possa diventare la mia vita. Se questo succederà, sarà solo grazie a Sipari Sociali e al Teatro Regio, che mi hanno insegnato a sognare -e per come la vedo io non c’è cosa più importante.
Matteo Pautasso

*Sabrina Saccomani, pianista, didatta della musica e insegnante ha collaborato per anni con La Scuola all’Opera, contribuendo alla nascita di molti progetti. Attualmente è direttrice dell’Istituto per i Beni Musicali.

*Giovanna Piga è pianista e insegnante. Collabora con La Scuola all’Opera dalla Stagione 2002/03. Quando si tratta di musica, non la ferma nessuno: memorabile l’esecuzione integrale al pianoforte di Ciottolino per convincere Vincenza e Filippo Fonsatti a riportare questo titolo quasi dimenticato in palcoscenico.

*Antonella Di Tomaso è ballerina, specializzata nell’insegnamento della danza moderna. Dal ‘99 collabora con il Teatro occupandosi prevalentemente di progetti sul balletto, laboratori e percorsi di rete.

*Barbara Agostini è arrivata in Teatro nel 2007 grazie a un tirocinio, ancora studentessa all’Accademia di Belle Arti. Scenografa, si occupa dei laboratori con le classi nel mitico laboratorio di Strada Settimo.

*Ombretta Bosio si è formata al DAMS e in Conservatorio. Cantante, affianca al lavoro in Teatro la direzione di un coro di voci bianche italo-francese e un’intensa attività concertistica.

*Eriberto Saulat è pianista, insegnante e didatta della musica. In Teatro dal 2006, si occupa prevalentemente dei laboratori di musica strumentale e di canto.

*Albert Deichmann è ballerino e insegnante di danza. Ha frequentato per anni la Galleria Tamagno, non da spettatore ma come ballerino di break dance. Uno street casting l’ha poi portato in palcoscenico come figurante e da lì alla Scuola all’Opera è stato un passo (anch’esso di danza).

Opera…ndo con la III A della Media Peyron

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La Traviata andata in scena a marzo al Teatro Regio di Torino è stata sicuramente vissuta in modo speciale dagli allievi della classe III A della Scuola Media Peyron-Fermi di Torino, che hanno scelto di seguire un intero percorso di studio creativo dell’opera e del suo autore.

Per prima cosa, bisogna saperne di più: che tipo di spettacolo è l’opera lirica? Come e quando nasce il melodramma? E chi erano Giuseppe Verdi e Violetta Valery? E Margherita Gautier? Con il percorso All’opera, ragazzi! si va alla scoperta dei trucchi del mestiere, delle scelte artistiche e drammaturgiche che stanno dietro l’opera durante una lezione interattiva e ricca di ascolti condotta da una collaboratrice della Scuola all’Opera. E come funziona un teatro moderno? La visita guidata è stata un’occasione per sbirciare dietro le quinte e scoprire quello che il pubblico normalmente non vede, tra prove in palcoscenico, sartoria e labirintici ambienti sotterranei.

Sempre in Teatro, i ragazzi hanno quindi preso in mano penna e calamaio e si sono reinventati poeti, riscrivendo la prima scena dell’opera durante il laboratorio Il nostro libretto: se La Traviata si svolgesse ai giorni nostri, dove e come potrebbe avvenire il fatale incontro tra Violetta e Alfredo? Chi è la Violetta Valery del 2013 e quali sono gli elementi del dramma? E’ possibile scrivere un testo poetico completo di rime e metrica utilizzando un linguaggio contemporaneo?

Il gioco di curiosare dietro le quinte e provare a mettersi dall’altra parte del sipario prosegue, questa volta non come autori ma come veri e propri protagonisti: calici alla mano, i ragazzi hanno interpretato il celeberrimo brindisi dell’atto I di Traviata con il laboratorio Recitar Cantando, occasione irripetibile per provare il fascino della ribalta e del palcoscenico, rimettere in scena e cantare i brani più coinvolgenti.

E, finalmente, l’emozione dello spettacolo!

Pubblichiamo volentieri il loro originale elaborato finale, che riassume in una serie di quadri scenici La Traviata nella sua versione “tradizionale” (ma con l’innovativo allestimento di Laurent Pelly in scena al Regio) e la versione rielaborata in chiave contemporanea dai ragazzi: complimenti!

La Traviata della Media Peyron

[clicca sull’immagine per ingrandire]

Ed ecco la verifica finale (clicca sul link) che i ragazzi hanno affrontato in classe.

Grazie per aver condiviso con noi il vostro percorso e complimenti per l’ottimo lavoro!