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Il Direttore Artistico presenta la Stagione dei ragazzi

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Condividiamo con voi qualche estratto dell’intervento che il nostro direttore artistico, Maestro Gastón Fournier Facio, con la sua consueta forza comunicativa, ha presentato agli insegnanti riuniti lunedì 26 nella Sala Caminetto del Teatro Regio.

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Il Maestro ha raccontato al nostro pubblico quali saranno i momenti principali della Stagione della Scuola all’Opera: in prima battuta, La bohème, i ragazzi e l’amore, che debutta già il 18 ottobre sul nostro palcoscenico. Quale modo migliore per avvicinarsi al mondo del melodramma che scoprire la freschezza e l’intensità di una delle pagine d’opera più rappresentate al mondo? Siamo sicuri che anche l’allestimento –lo stesso che apre la Stagione lirica 2016-17-, estremamente attuale e suggestivo, saprà proiettare i ragazzi direttamente nella storia degli amici bohémien e il loro percorso di crescita attraverso l’amore, i sogni, le risate e le inevitabili rinunce e perdite. Se non l’avete ancora fatto, prenotate lo spettacolo! Gli ultimi posti sono ancora a disposizione.

Il Maestro ci ha poi parlato della originale proposta jazz, questa in versione interattiva con la partecipazione del pubblico in sala, dei canti della tradizione e la vivace Little Jazz Mass di Bob Chilcott, proposti dal trio di Luigi Martinale (pianoforte, contrabbasso e batteria) e dal Coro di voci bianche del Teatro Regio per lo spettacolo Tutti quanti voglion fare il jazz… anche a Natale!

Altrettanto interattivo secondo la nostra migliore tradizione sarà lo spettacolo Il flauto magico raccontato ai ragazzi, in chiusura di Stagione, in cui sarà il direttore d’orchestra a raccontarci il capolavoro mozartiano, anch’esso messo in scena con l’allestimento serale ma in versione adatta a un pubblico più giovane. Preparatevi a cantare con Papageno!

Per i più piccoli un’opera piccolissima: Settestella di Azio Corghi, uno spettacolo di condivisione, scoperta e amicizia che letteralmente si costruirà sotto gli occhi del pubblico in miniatura attraverso musica, canto e pittura dal vivo.

Anche quest’anno non possiamo fare a meno di affiancare a questi spettacoli più spensierati una data importantissima, quella del Concerto per il  Giorno della memoria, ospitato per la prima volta nella splendida cornice della Sala del lirico per fare spazio all’Orchestra e al Coro del Teatro che eseguiranno due celebri pagine di autori degenerati, Felix Mendelssohn Bartholdy e Arnold Schoenberg. Voce narrante d’eccezione sarà quella di Gabriele Lavia.

Infine, in primavera usciremo dagli schemi con un abbinamento insolito: Vivaldi e Piazzolla, le otto stagioni, alternando il barocco veneziano al contaminatissimo tango nuevo argentino. Siamo sicuri che soprattutto per le Scuole secondarie di primo grado potrà essere una proposta vincente … in tutti i sensi! Sarà possibile infatti non limitarsi alla visione dello spettacolo ma cimentarsi con Viva Vivaldi!, un torneo per giocare dal vivo e on line sulle pagine di questo blog alla scoperta di un barocco inaspettato. Ai primi classificati in palio biglietti per uno spettacolo della prossima Stagione.

A chiusura dell’intervento, Elisabetta Lipeti ha presentato le attività, i laboratori e i percorsi didattici che fanno da cornice alla ricchissima Stagione di spettacoli.

Vi aspettiamo numerosi!

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Opera…ndo con Pollicino

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Chi di voi ci segue da tempo sa che al Teatro Regio non si è soltanto spettatori bensì veri e propri interpreti del mondo della lirica. Con le nostre attività didattiche di Opera…ndo, ogni anno dedicate allo spettacolo di punta de La Scuola allOpera , tutti i bambini e ragazzi dai 4 agli 11 anni possono indossare i panni dell’artista e cimentarsi con la preparazione e la messa in scena del proprio quadro operistico preferito.

Quest’anno protagonista sarà nuovamente la fiaba, una delle più celebri e affascinanti della tradizione: Pollicino.
Musicata da Hans Werner Henze, quest’opera è nata appositamente per i giovanissimi interpreti coinvolti nel Cantiere d’Arte di Montepulciano dell’estate 1980. Nell’attesa di goderci lo spettacolo -in scena a maggio- vogliamo provare anche noi a ripercorrere i passi di questa incredibile avventura didattica e di palcoscenico.

Le possibilità sono molteplici: Recitar cantando, per sentirsi veri cantanti lirici e mettere alla prova la propria vocalità.
Piccola orchestra per mettere le mani sullo strumentario ritmico e melodico e suonare in ensemble i brani più celebri.
Classe di danza per lavorare su coreografia,  gestualità e pantomima come le vere étoiles.
Il nostro libretto per lavorare con carta, penna, calamaio e mettere la firma sotto una canzone originale scritta da voi.
Tutti scenografi per disegnare e dipingere in laboratorio dei veri e propri fondali.

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Docenti all'Opera presso il Laboratorio di Scenografia

E perché non sfruttare il prodotto delle vostre fatiche per mettere in scena un vostro Pollicino a fine anno scolastico?

Le vostre insegnanti si sono già messe alla prova durante gli incontri preparatori presso il Laboratorio di scenografia e il Piccolo Regio… ora tocca a voi!

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Un momento dell'incontro con i docenti al Piccolo Regio

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Il teatro musicale non vive soltanto di suoni: come gli appassionati ben sanno, melodramma e balletto prendono vita e forma sul palcoscenico anche grazie a scenografie e costumi.

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A chi volesse misurarsi con il suo talento nelle arti figurative,  La Scuola all’Opera propone alcuni bellissimi percorsi didattici che si avvalgono della professionalità di Barbara e Ilene, le nostre scenografe.

Naturalmente tutti i percorsi si aprono con la visita guidata alle strutture del Teatro, per esplorare il “dietro le quinte” e scoprire il meraviglioso funzionamento della macchina teatrale. Quindi sarete voi a prendere in mano carboncino e pennelli formato extra large e realizzare le vostre tele presso i laboratori di scenografia in Strada Settimo. Da quest’anno è inoltre possibile, per chi lo preferisse, lavorare anche a scuola dipingendo sulla tela cerata anziché sul supporto tradizionale.

Le opzioni sono molteplici: con Tutti scenografi, laboratorio di Opera…ndo potreste lavorare sui temi delle opere proposte dal nostro cartellone: L’Arca di Noè per i piccoli e La Traviata, Il Barbiere di Siviglia, Il flauto magico e Gianni Schicchi per i ragazzi più grandi.

Se volete dare completo sfogo alla vostra creatività, potrete invece realizzare soggetti liberi con il laboratorio La mia scenografia; i bozzetti da voi disegnati e colorati a scuola si trasformeranno con l’aiuto di Barbara e Ilene in veri e propri fondali teatrali. A voi la scelta se dipingere una grande tela di 3×4 metri oppure due da 3×2 metri.

Se invece siete appassionati di costumi, perché non utilizzare la tela per trasformare i figurini disegnati da voi in veri e propri abiti di scena che potrete indossare nelle vostre rappresentazioni? Con il laboratorio Abiti e personaggi potete scegliere se dare vita ai tragici e appassionati protagonisti del melodramma, a personaggi di vostra fantasia oppure all’intero corteo degli animali dell’Arca di Noè, maschere tridimensionali comprese.

realizzazione di Barbara Agostini e Ilene Alciati

Vi lasciamo qualche spunto con un collage di lavori realizzati dalle scuole nel corso delle ultime due Stagioni.

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IL PICCOLO SPAZZACAMINO: note di regia

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britten logoIl piccolo spazzacamino si avvicina! Per prepararci allo spettacolo abbiamo intervistato il regista Federico Grazzini, che nonostante la giovane età vanta una lunga formazione teatrale e musicale e diverse esperienze di teatro per il pubblico più giovane.


“Sono nato nel 1982 e ho debuttato come attore a 10 anni ne Le baruffe chiozzotte di Goldoni con la regia di Giorgio Strehler. Da allora ho deciso che nella vita avrei fatto teatro. Sono stato fortunato: ho avuto una sorta di vocazione. Ho iniziato a studiare recitazione attraverso varie scuole e laboratori mentre frequentavo il Liceo Classico Michelangiolo di Firenze. Parallelamente in quegli anni ho iniziato a suonare diversi strumenti musicali da autodidatta.
Nel 2004, mentre frequentavo la Facoltà di Lettere, sono riuscito ad ottenere dei finanziamenti per mettere in scena al Teatro Puccini di Firenze il mio primo spettacolo come regista: La casa di Asterione, ispirato ad un racconto di J. L. Borges. Ho iniziato ad avvicinarmi al mondo dell’opera frequentando la Scuola di Luci del Teatro Comunale perché ero molto interessato all’aspetto visivo del teatro. Il mio primo contatto reale con l’opera è stato quindi da tecnico, attraverso lo studio della luce, e solo successivamente mi sono avvicinato alla drammaturgia musicale.
Ho frequentato la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi dove nel 2008 mi sono diplomato in Regia Teatrale. In quegli anni ho portato avanti lo studio della recitazione e del teatro musicale frequentando anche la Scuola Civica di Musica di Milano. Ho firmato la mia prima regia d’opera al Teatro Dal Verme di Milano, una versione da camera dei Carmina Burana di Carl Orff, proprio grazie alla collaborazione tra queste due scuole.
Dopo il diploma ho cominciato a collaborare con il Teatro Sociale di Como occupandomi della regia e delle luci di diversi progetti formativi per avvicinare il pubblico più giovane all’opera: Hänsel e Gretel di E. Humperdinck – Operadomani 2009, Rigoletto di G. Verdi – Pocketopera 2010, Nabuccolo tratto da Nabucco di G. Verdi – Operakids 2011.
Dal 2008 ho firmato la regia e le luci di diversi spettacoli in Italia e all’Estero (Wexford Opera House, Opèra Royale de Wallonie) tra cui Gianni di Parigi di G. Donizetti nel 2010 per il Festival della Val d’Itria di Martinafranca e Il barbiere di Siviglia di G. Rossini per il Circuito Lirico Lombardo nel 2011.”

illustrazione di Elena La Rovere

illustrazione di Elena La Rovere

Il piccolo spazzacamino è un’opera per bambini: il tuo approccio alla messa in scena di uno spettacolo per l’infanzia è diverso rispetto a quello di una regia pensata per un pubblico adulto?

 “Lo sguardo dei bambini per me è qualcosa di prezioso; ho grande rispetto per l’intelligenza e la sensibilità dei più piccoli. Credo che in molte cose siano superiori agli adulti, sono più liberi, hanno più fantasia. Sono anche un pubblico molto esigente, più sensibile e attento ai dettagli. Il mio approccio registico però rimane molto simile: cerco di raccontare storie e atmosfere attraverso il teatro, costruire dei mondi e far dialogare differenti linguaggi espressivi. Nel far questo provo sempre ad immaginare il punto di vista dello spettatore: lo sguardo dell’infanzia è uno sguardo che vive sempre in me, non devo fare quindi grandi sforzi per evocarlo.”

Questo spettacolo nasce come un’opera per giocare all’opera: come si traduce questa attenzione alla didattica nella tua regia?

 “Lo spettacolo nella sua versione originale si comporrebbe in realtà di due parti: la prima, Let’s Make An Opera (Facciamo un’opera), consiste in due atti in prosa in cui un gruppo di ragazzi decide di inventare e mettere in scena una storia, Il piccolo spazzacamino. Vengono quindi presentate le varie fasi di creazione di un’opera: dalle prove al debutto. Per esigenze produttive nella nostra versione questa cornice metateatrale è sostituita da un prologo, riscritto e sintetizzato insieme al drammaturgo Matteo Salimbeni. Abbiamo voluto così privilegiare l’aspetto tematico dell’opera di Britten: la storia rimane la stessa ma l’accento è posto più sull’avventura del gruppo di ragazzi che sulle parentesi didascaliche presenti nell’originale.”

Come molti degli spettacoli proposti alle scuole dal Teatro Regio, anche Il piccolo spazzacamino avrà una importante componente interattiva …

Maschere realizzate dalle scenografe de La Scuola all'Opera

Maschere realizzate dalle scenografe de La Scuola all’Opera

 “Quest’opera è per sua natura uno spettacolo interattivo proprio perché nasce con intento didattico. Il pubblico è chiamato a prendere parte alla vicenda attraverso il canto e delle semplici azioni sceniche: saranno direttamente i ragazzi dalla platea ad aiutare i protagonisti nella grande impresa di liberazione del piccolo spazzacamino e a vegliare sul sonno tranquillo del povero Sam come presenze benevole del bosco, mascherati da aironi, gufi, e colombe.”

La trama è molto semplice e lineare; questo si rivela una sfida o un’opportunità dal punto di vista della regia?

“Mi è capitato di lavorare su materiali drammaturgici deboli, dove era difficile trovare veri antagonisti nella vicenda. Nell’opera di Britten questo non accade. Esiste un conflitto ben delineato tra due mondi: quello degli adulti (eccezione fatta per Rowan e i buffi Tom e Alfred) che non riconoscono la tragedia di Sam e quello dei ragazzi che decidono invece di lottare per salvarlo. La trama è lineare ma anche ben congegnata, ci sono molti accadimenti in un tempo abbastanza breve, come accade spesso nelle opere comiche. Il compito della regia è quindi infondere vita e gioco alle situazioni e dialogare con la musica di Britten che contiene in sé già tutti gli elementi comici e ludici. La tensione drammatica in quest’opera credo regga soltanto se gli adulti diventano un pericolo reale per i protagonisti. Il fatto di riuscire a sostenere questo tipo di tensione con un cast di giovanissimi è sicuramente una sfida interessante.”

Che tipo di ambientazione hai immaginato?

“Per scene e costumi abbiamo deciso di evitare ricostruzioni filologiche e di utilizzare piuttosto criteri di realismo fantastico. L’ambientazione è più contemporanea nel prologo, in cui abbiamo ricreato una specie di soffitta piena di valigie e bauli come “quartiere generale” dei ragazzi che decidono di comporre Il piccolo spazzacamino, mentre la seconda parte è storicizzata, rielaborando liberamente l’immaginario inglese e italiano del Secondo Dopoguerra, ed è ambientata in un ricco salotto borghese che verrà stravolto durante la vicenda. Avvicinare temporalmente nell’ambientazione la vicenda al pubblico di oggi diventa importante per far valere l’attualità dei temi trattati e garantire l’immedesimazione del pubblico, rispettando al tempo stesso le atmosfere più intime e poetiche della partitura di Britten.”

Britten e il librettista Crozier

Britten e il librettista Crozier

Britten ha saputo trattare temi ponderosi come lo sfruttamento del lavoro minorile con profondità e umorismo al tempo stesso: quale peso ha ognuna di queste componenti nella tua regia?

“Quella di Britten è una grande lezione di solidarietà e uguaglianza: non è un caso che l’idea di quest’opera sia venuta al compositore proprio dopo l’esperienza diretta della Seconda Guerra Mondiale. In quest’avventura un gruppo di ragazzini si prende una grande responsabilità: denunciare lo sfruttamento dei bambini più deboli. Non solo, nell’opera di Britten, che si rifà evidentemente al modello drammaturgico dei Morality Plays, sono le qualità di questi ragazzini a trionfare. E’ l’astuzia, la solidarietà, la voglia di libertà dei ragazzi a vincere sull’oppressione, sull’arroganza e il cinismo dei due perfidi spazzacamini Black Bob e Clem, così come sarà la fantasia dei ragazzi ad avere la meglio sull’ ottuso zelo di governante di Miss Baggott. Il fatto che Britten decida con Crozier, il librettista, di trattare questa drammaturgia musicale con umorismo e talvolta ludicamente non toglie profondità a questa vicenda ma anzi la rafforza e la rende capace di parlarci ancora oggi in modo vivo e vivace.

A noi, adulti e bambini, il compito di essere forti e coraggiosi per vincere le ingiustizie del mondo senza perdere il sorriso.”