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Scuolallopera: playing together

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Credo che il teatro sia questo: magia e meraviglia.” Matteo

Apriamo questa nuova tappa della nostra storia non con le parole di una guida, ma con quelle di un ragazzo che da spettatore è diventato protagonista del Teatro. Così facendo, non abbiamo paura di spoilerarvi il finale: e vi diciamo subito che sì, ce l’abbiamo fatta a portare il pubblico in palcoscenico, e in questo post vi racconteremo come.

Ma andiamo per gradi.

Al termine della scorsa puntata, avevamo lasciato l’Ufficio Scuole sulla soglia di un nuovo, entusiasmante periodo. Con l’arrivo della Stagione 1992/93, infatti, nacque finalmente il nome che conosciamo: La Scuola all’Opera – e insieme ad esso nacque il nostro primo, coloratissimo logo con i bimbi che si tengono per mano, lo stesso che potete ancora vedere come avatar nei commenti qui sul blog.

Insieme al nome e a un’immagine tutta nostra, cominciò a prendere forma l’ambizioso progetto di far vivere anche al pubblico l’emozione del palcoscenico. Da un’idea di Vincenza e Sabrina Saccomani* nacque così lo storico laboratorio di Opera…ndo: prendere un titolo di Stagione e giocare a rimetterlo in scena insieme al pubblico di bambini e ragazzi.

All’epoca, il laboratorio era più semplice e meno articolato rispetto a come viene presentato oggi. Iniziai a proporre alcuni ampliamenti nel corso del mio primo anno, insieme a Linda Zambon, mia compagna di Conservatorio e allora collega. Con mio grande orgoglio la nuova impostazione del laboratorio venne approvata per la stagione successiva, regalandomi moltissime soddisfazioni nella conduzione delle attività con le classi per gli anni a venire. L’idea di partenza, far cantare coralmente un frammento di un’Opera di repertorio, si ampliò in una riduzione suddivisa in quadri del libretto e delle parti musicali più belle, da realizzare insieme ai bambini, con l’aggiunta di accessori di scena per rendere più “teatrale” l’esperienza. Il tutto arricchito da fotografie e registrazioni ricordo da riportare a scuola. Risultato? Curiosità, incredulità, divertimento e gioia pura negli occhi dei bambini!” Nausicaa

Non è per niente facile misurarsi con grandi compositori e riadattarli in “mini partiturine” per strumentario didattico, ma sempre molto stimolante. L’obiettivo è riuscire a dosare in giusta quantità la “fedeltà all’originale” e la semplificazione necessaria per suonare con bambini e ragazzi.” Giovanna*

Da quei primi anni fino al 2013, Opera…ndo è andato trasformandosi fino a includere in cinque diversi percorsi tutti gli elementi che costituiscono lo spettacolo: dal Recitar cantando alla musica strumentale di Piccola Orchestra, dall’allestimento ricreato con Tutti Scenografi alla coreografia costruita con Classe di danza, fino a provare a riscrivere l’opera con il laboratorio Il nostro libretto. Valore aggiunto di questo percorso, forse, è stato proprio la sua capacità di crescere e farci crescere negli anni, trasmettendo e costruendo competenze mano a mano che la squadra di lavoro si allargava.

All’epoca, oltre a me non c’erano collaboratori con una specifica formazione da ballerino: Vincenza e io selezionammo quindi Anna Maria, poi Antonella e infine Caterina. Questi laboratori sono di una grande semplicità ma raggiungono obiettivi elevati: questo perché ogni volta sogniamo che la classe con la quale stiamo lavorando vada poi in palcoscenico, e questo sogno lo trasmettiamo ai bambini di tre, cinque, sette anni, ai ragazzi delle medie e a quelli dei licei.” Erica

Su consiglio della mia cara amica Anna Maria, compagna di banco e di ‘punte’ al Liceo Coreutico di Torino, feci il mio colloquio con la signora Vincenza Bellina nel settembre del 1999: l’esito fu positivo! Contarono sicuramente i vari esami di storia della musica, storia del melodramma, storia del teatro sostenuti da universitaria e sicuramente la mia esperienza di ballerina e insegnante di danza. Entrai così nel gruppo delle guide del Teatro Regio, un gruppo già numeroso e ricco di persone altamente qualificate e umanamente disponibili.” Antonella*

Fu Barbara*a spiegarmi in cosa consistesse il laboratorio di scenografia: in tre ore la classe, indipendentemente dall’ordine e grado della scuola di provenienza, doveva realizzare due fondali dipinti delle dimensioni di due metri per tre, partendo da uno o più bozzetti elaborati a scuola. Un’impresa non facile, che però, in 9 anni di collaborazione, abbiamo sempre portato a termine puntualmente! Il valore aggiunto dell’attività è che si svolge nel luogo dove vengono realizzate le scenografie delle Opere in cartellone, in modo che i piccoli scenografi si cimentino nella pittura a fianco dei professionisti. Certo, nel Reparto Scenografia di Strada Settimo 411, che misura 2000 metri quadri, le tele per la didattica sembrano piccine… ma tutto cambia quando si trasferiscono a scuola, basti pensare che alcune delle stanze che abitiamo hanno la stessa superficie di una delle tele: metri 3×2.” Ilene

Oggi, Opera…ndo è proposto non soltanto al pubblico delle scuole ma anche alle famiglie con i percorsi del sabato pomeriggio: Opera…ndo con mamma e papà e Operando con i piccoli.

Da Opera…ndo, negli anni, sono nate moltissime altre idee, collaborazioni e spin-off, a partire da Io ballo tu suoni egli canta, laboratorio di musiche e danze antiche realizzato da Giovanna e Caterina in collaborazione con il Borgo Medievale, a Danzare e sperimentare, da Abiti e personaggi e Animali in maschera, a La voce, il tuo strumento creato da Ombretta con Xkè? – Il laboratorio della curiosità a Giocosuonoimparo per i più piccoli in collaborazione con il MUSLI.

Molti sono i percorsi sulla danza che sono nati negli anni con l’avvicendarsi delle persone nella squadra e in Ufficio, laboratori con diciture e titoli sempre più originali che hanno coinvolto le scuole di ogni ordine e grado. Danzare e sperimentare è l’ultimo di questi progetti e li racchiude tutti: è nato proponendo un laboratorio di flamenco, per poi passare al balletto e infine al musical.” Erica

La voce, il tuo strumento è un laboratorio affascinante perché associa un esperimento sonoro, un ritmo e un’intensità diversa ai luoghi più impensati del Teatro. Dopo aver messo alla prova la propria voce durante la visita, la classe è pronta per scoprire e analizzare le voci dei protagonisti dell’opera.
Anche Giocosuonoimparo, una sorta di gioco dell’oca su tabellone gigante basato sul riconoscimento di ritmi e timbri, è molto apprezzato dai giovani visitatori: a volte anche troppo … e noi “giudici” dobbiamo stare molto attenti a calmare gli animi surriscaldati dalla gara!” Ombretta*

In tutti questi anni, l’esperienza dei laboratori ci ha insegnato che il sogno di calcare la scena può far compiere cambiamenti incredibili, mettere in gioco energie e competenze inaspettate e coinvolgere anche i più restii.

Ogni volta è un grande stupore vedere che nel lavoro di una mattinata una o più scene di Cenerentola o Flauto magico assumono forma compiuta, ascoltare bambini e ragazzi che cantano, forse per la prima volta, parte di un’opera e ne prendono consapevolezza. Penso che sia il Teatro stesso a creare quella magia… e che gioia, una volta finiti i laboratori, sentirli cantare anche fuori dall’Atrio delle carrozze, ancora ed ancora…” Eriberto*

Per questo, ultimi nati da questo lungo percorso sono i due progetti più ambiziosi di tutta la nostra storia, che hanno come obiettivo la creazione di un vero e proprio spettacolo: Sipari Sociali e Ora di Opera.

Sipari Sociali è nato nel 2013, con la collaborazione di Comunità Murialdo (oggi Articolo Nove) e il sostegno degli Amici del Regio e di una Fondazione piemontese: obiettivo del progetto è la messa in scena al Piccolo Regio Puccini di una vera e propria opera, in tutte le sue parti -scene, orchestra, coreografia e canto- interamente interpretata da ragazzi tra gli 11 e i 17 anni, con particolare attenzione a coloro che provengono da situazioni di fragilità sociale e familiare.

Ora di opera, nata nella Stagione 2018/19 sempre con ArticoloNove e con il sostegno della Fondazione CRT, parte dall’esperienza di Sipari Sociali per proporre un progetto simile ma nel contesto della scuola, costruendo l’opera come gruppo classe.

Ho partecipato al progetto “La scuola di Cenerentola” come coreografo; è stata un’esperienza meravigliosa, che mi ha fatto capire quanto lavorare insieme porti a tutti, grandi e piccoli, immenso beneficio. Il Teatro dà la possibilità a tutti di partecipare e innamorarsi dell’arte e della cultura; cosa importantissima, soprattutto in questo momento particolarmente difficile dove le azioni sociali sono fondamentali per i giovani.” Albert*

Nonostante la grande fatica, anche emotiva, che comporta, amo il progetto Sipari Sociali perché mi permette il contatto con ragazzi che non avrebbero altra possibilità di frequentarci; inoltre, per me è il naturale compimento della mia formazione, grazie al Master in Teatro sociale e di comunità conseguito nel 2006.” Caterina

Tutti i progetti realizzati negli anni sono stati importanti, ma Sipari sociali e Ora di opera sono una vera conquista, perché lasciano la sensazione di aver fatto qualcosa di bello ma anche di buono. In Sipari sociali, sono protagonisti davvero tutti: i ragazzi in palcoscenico sono infatti affiancati da un Piccolo Coro di bambini della scuola primaria che canta dalla platea. È una grande emozione vedere come, al termine dell’anno scolastico, le classi coinvolte non solo abbiano imparato i brani che canteranno in Teatro, ma si mettano in gioco loro stessi ricreando la propria versione dell’opera come saggio di classe.
La cosa più bella del progetto è questa, dare autonomia ai ragazzi: nel momento in cui li mandiamoin palcoscenico con la consapevolezza che sono pronti, sanno quello che devono fare, il nostro lavoro è finito e sono loro i veri protagonisti.” Ombretta

Non nego che il lavoro di regia sia molto difficile, soprattutto nei primi tempi, quando il gruppo impara a conoscersi e a rispettare i ruoli di ognuno. Vedere però l’impegno, la dedizione e il rigore che i ragazzi stessi sanno tirare fuori nell’ultima settimana prima di andare in scena è davvero commovente.” Anna Maria

L’aspetto più gratificante e motivante è stato accompagnare i ragazzi in ogni fase, dalla prima visita al teatro, alla scoperta graduale di quello che avrebbero imparato e vissuto, fino alla recita davanti al pubblico; momento in cui come direttore d’orchestra sono consapevole dei progressi e delle difficoltà di ciascun “strumentista” e di ciascun “corista”, di ogni probabile esitazione nella recitazione o di ritardo nel ritmo o della necessità di suggerire parole e attacchi… Sipari Sociali è stato non solo il progetto laboratoriale più complesso, ma un percorso di crescita emozionante per tutti.” Nausicaa

Potremmo andare avanti per ore a raccontarvi cosa questi progetti sono stati per noi, ma preferiamo che siate voi, i veri protagonisti, a raccontare. Lasciamo quindi nuovamente la parola a Matteo, che ha aperto per noi questa puntata:

Non avevo mai fatto un laboratorio di teatro prima di allora, e sicuramente questo mi ha cambiato in maniera radicale. E’ stata forse l’esperienza più bella della mia adolescenza, tant’è vero che ho partecipato al progetto per 3 edizioni di seguito. Ho iniziato non sapendo praticamente nulla sul canto, la danza o la recitazione; nonostante questo i didatti e gli educatori mi hanno dato la possibilità di mettermi in gioco, dandomi fiducia. È solo grazie a quella fiducia che ho iniziato a credere di più in me stesso.
Qesto progetto mi ha fatto capire che ognuno di noi deve valorizzarsi e capire che è bravo in qualcosa, che non vuol dire farne un vanto, ma riconoscere di saper fare in modo buono o discreto o eccellente qualcosa. Grazie a ciò infatti, credo di aver scoperto di essere bravo nella recitazione e nel canto. Ma c’è di più. Con il teatro anche la mia personalità è cambiata, da persona timida quale ero a persona solare, estroversa e forse un tantino esuberante a volte. Ma sono felice di essere così. Credo che riconoscere i propri talenti renda felici.
Ciò che abbiamo fatto in questi quasi 6 anni, infatti, non era semplicemente teatro; stando a contatto con persone che in qualche modo condividevano i miei valori e quella che ormai era diventata una vera passione, crescevo anche io. Anche se il primo anno ho avuto subito una parte da protagonista, l’edizione che ricorderò con più gioia è forse l’ultima, perché non vi era più una divisione tra chi cantava, chi recitava e chi ballava: tutti hanno avuto la possibilità di fare tutto.
All’inizio del mio percorso non capivo bene perché i laboratori iniziali di canto, danza o recitazione venissero chiamati “propedeutici”. Successivamente mi è stato spiegato, ma vorrei dare qui la mia personale interpretazione: propedeutico credo che si riferisca al fatto che ognuno di quei laboratori sia stato di aiuto a noi stessi, a migliorare sia dal punto di vista umano che artistico. Sipari Sociali e il Teatro Regio sono stati propedeutici perché ci hanno fatti diventare persone migliori.
Ringrazio il Teatro Regio per avermi dato una possibilità e Sipari Sociali per avermi cambiato la vita: grazie a questo progetto ora faccio parte di una compagnia teatrale, che come lo staff di Sipari mi ha dato fiducia e ha creduto nelle mie capacità; spero che un giorno la recitazione possa diventare la mia vita. Se questo succederà, sarà solo grazie a Sipari Sociali e al Teatro Regio, che mi hanno insegnato a sognare -e per come la vedo io non c’è cosa più importante.
Matteo Pautasso

*Sabrina Saccomani, pianista, didatta della musica e insegnante ha collaborato per anni con La Scuola all’Opera, contribuendo alla nascita di molti progetti. Attualmente è direttrice dell’Istituto per i Beni Musicali.

*Giovanna Piga è pianista e insegnante. Collabora con La Scuola all’Opera dalla Stagione 2002/03. Quando si tratta di musica, non la ferma nessuno: memorabile l’esecuzione integrale al pianoforte di Ciottolino per convincere Vincenza e Filippo Fonsatti a riportare questo titolo quasi dimenticato in palcoscenico.

*Antonella Di Tomaso è ballerina, specializzata nell’insegnamento della danza moderna. Dal ‘99 collabora con il Teatro occupandosi prevalentemente di progetti sul balletto, laboratori e percorsi di rete.

*Barbara Agostini è arrivata in Teatro nel 2007 grazie a un tirocinio, ancora studentessa all’Accademia di Belle Arti. Scenografa, si occupa dei laboratori con le classi nel mitico laboratorio di Strada Settimo.

*Ombretta Bosio si è formata al DAMS e in Conservatorio. Cantante, affianca al lavoro in Teatro la direzione di un coro di voci bianche italo-francese e un’intensa attività concertistica.

*Eriberto Saulat è pianista, insegnante e didatta della musica. In Teatro dal 2006, si occupa prevalentemente dei laboratori di musica strumentale e di canto.

*Albert Deichmann è ballerino e insegnante di danza. Ha frequentato per anni la Galleria Tamagno, non da spettatore ma come ballerino di break dance. Uno street casting l’ha poi portato in palcoscenico come figurante e da lì alla Scuola all’Opera è stato un passo (anch’esso di danza).

Si aprano i Sipari… romantici!

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Per gli addetti ai lavori e il pubblico del Teatro Regio, l’arrivo dei mesi primaverili non significa solo essere nel pieno della Stagione e delle attività, ma anche che l’ormai tradizionale appuntamento con i Sipari Sociali è alle porte!

Sipari Sociali è un progetto biennale promosso dal Regio e dall’impresa sociale culturale Articolo Nove e sostenuta da una Fondazione Privata Piemontese e dall’associazione Amici del Regio, che dal 2012 permette a ragazzi tra gli 11 e i 17 anni provenienti da contesti sociali diversi di valorizzare la propria unicità e creare unità attraverso l’arte.

Un po’ come nell’opera, dove ognuno ha il suo compito – cantanti, strumentisti, tecnici, scenografi, attrezzisti, sarti, direttori di palcoscenico – e ogni espressione artistica -musica, coreografia, poesia, recitazione – ha il suo posto insostituibile nella creazione di uno spettacolo che meglio di qualunque altro dà voce a ciò che abbiamo nel cuore.

E quest’anno i ragazzi di Sipari Sociali, guidati dalle nostre bravissime didatte Nausicaa, Ombretta, Caterina, Giovanna, Maria Cristina, Barbara e Ilene, e con la collaborazione di Federica, Josette, Irene e Ivan, hanno messo in scena un titolo sentimentale per eccellenza: liberamente tratto da L’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti, ci presentano Sipari Romantici – L’elisir del teatro.

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Click sull’immagine per il link alla locandina

 

Alcuni di loro dietro le quinte, impegnati con la preparazione della scenografia, altri si sono messi a disposizione in buca come professori d’orchestra, mentre chi salirà sul palcoscenico canterà, reciterà e danzerà, mettendosi in gioco in tutte le discipline del teatro.

Un enorme grazie a chi ha reso possibile questo progetto e soprattutto ai ragazzi che ne sono protagonisti.

Non vediamo l’ora di assistere al frutto delle vostre fatiche!

Si aprano i Sipari!

L’elisir del teatro

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Un anno fa la prima esperienza con il riuscitissimo Aiutiamo Sam, spettacolo accompagnato dalla coinvolgente musica di Benjamin Britten, che vi avevamo raccontato in questo articolo. Anche nel 2014 l’avventura di Sipari Sociali si ripete con una nuova storia di amore e di crescita.volantino

I ragazzi, forti della partecipazione di alcuni “veterani” alla seconda prova del palcoscenico, si cimenteranno questa volta con un titolo ben più difficile e stimolante: L’elisir del teatro, liberamente tratto dal celebre e impegnativo titolo donizettiano L’elisir d’amore.

Il progetto, fondato dal Teatro Regio e dalla Comunità Murialdo Piemonte, e sostenuto da partner pubblici e privati, ha come obiettivo il coinvolgimento di bambini e ragazzi provenienti da realtà sociali diverse, a volte fragili, in un percorso di crescita artistica, relazionale e personale, attraverso il grande mezzo narrativo ed espressivo del teatro musicale.

Tra le marce in più di questa seconda edizione, la possibilità per i ragazzi partecipanti di candidarsi a una borsa di studio per sviluppare le proprie capacità artistiche ed espressive avvicinandosi alle professioni del teatro, offerta dalla Fondazione Cecilia Gilardi o.n.l.u.s. e da una Fondazione privata piemontese.

Un po’ di numeri: settanta partecipanti tra gli 8 e i 17 anni, impegnati sul palcoscenico e dietro le quinte, tra recitazione, coro, orchestra, mimi e ballerini, scenografi, attrezzisti, macchinisti, elettricisti, costumisti e truccatori. Sette professioniste de La Scuola all’Opera e cinque educatori della Comunità Murialdo che li hanno guidati in decine di laboratori, in un percorso didattico, artistico ed educativo durato alcuni mesi, presso i locali del Teatro Regio.

Due gli spettacoli in scena al Piccolo Regio Puccini, venerdì 16 Maggio alle ore 20.00 e sabato 17 maggio alle 17.

Nausicaa Bosio, che ha curato l’adattamento drammaturgico e sarà alla guida dell’orchestra, ci riassume le fasi del progetto: “Il modus operandi è lo stesso collaudato l’anno scorso: una serie di incontri conoscitivi che permettessero ai ragazzi di cimentarsi in tutte le discipline e quindi la suddivisione in gruppi di lavoro a seconda delle ambizioni e capacità di ognuno. Dopo la preparazione arriva finalmente la parte più entusiasmante e impegnativa, le prove in assieme. Far funzionare tutti gli elementi dell’allestimento in armonia l’uno con l’altro richiede grandi capacità di concentrazione, adattamento e flessibilità.”

L’opera a cui si ispira lo spettacolo, oltre ad essere una delle più celebri nel repertorio del melodramma, ha una storia leggendaria: si dice infatti che Gaetano Donizetti l’abbia composta in soli quindici giorni. Sarà vero? “Nel nostro allestimento saranno il Maestro Donizetti stesso, insieme al suo librettista e all’impresario teatrale a raccontarcelo, in una nuova cornice narrativa di nostra invezione.” dice Nausicaa.

“Per le scenografie, affidate a sei allieve dell’Istituto d’arte Passoni, gli elementi d’ispirazione sono stati l’ambientazione rurale e la pittura dei Macchiaioli. Abbiamo quindi pensato ad un impianto scenico assolutamente tradizionale e bidimensionale: il fondale, le quinte, le rivette, anche per ridurre al massimo l’ingombro e permettere la presenza del coro sul palcoscenico.” ci racconta Ilene Alciati, che ha curato i laboratori di scenografia insieme a Barbara Agostini; “Nonostante non si fossero mai misurate con le grandi dimensioni, le ragazze hanno dimostrato fin dall’inizio spirito d’intraprendenza e una certa disinvoltura con i materiali, e il livello esecutivo del risultato lo dimostra. Di grande aiuto e supporto è stata la collaborazione dello staff del laboratorio di scenografia del Teatro, che ha supervisionato tutte le fasi di lavoro.”

“A trainare e motivare i ragazzi anche nei momenti di stanchezza e difficoltà è stata la consapevolezza che prima o poi si sarebbe creato quel clima magico che è tipico della musica e del teatro. Il percorso è stato molto impegnativo e l’impegno e la concentrazione dei ragazzi straordinari.”, dice Giovanna Piga, pianista e preparatrice dell’orchestra. “Durante le prove un ragazzo ha chiesto cosa poteva fare per poter entrare a lavorare al Regio perché <<questo mondo del melodramma gli piace troppo>>. Bel risultato, no?”

“La particolarità del progetto sta proprio in questo”, conclude Nausicaa, “e cioè nel proporre a ragazzi di oggi, assolutamente a digiuno di studi musicali e coreutici, il particolarissimo linguaggio del melodramma come mezzo espressivo. Ed è stato bellissimo vedere la costanza e l’entusiasmo che hanno avuto nell’apprendere tutti questi elementi e mettersi alla prova in un lavoro molto tecnico quale la messa in scena di uno spettacolo di teatro musicale.”

L’elisir del teatro
Piccolo Regio Puccini

Venerdì 16 maggio ore 20
Sabato 17 maggio ore 17

QUI il link al comunicato stampa
QUI il link alla locandina

Costruire cultura con La Scuola all’Opera

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Mercoledì 13 novembre alle ore 11 si è svolta, in Sala Caminetto, la conferenza stampa de La Scuola all’Opera. è stata l’occasione, oltre che per presentare il ricco cartellone di spettacoli e progetti per la Stagione 2013-14, già “in corso d’opera”, soprattutto per fare il punto di un’attività ormai più che ventennale. Come ha ricordato Elisabetta Lipeti, coordinatrice dell’Attività Scuole, in vent’anni si impara moltissimo: fare il punto sulla progettazione è indispensabile per mettere a frutto le conoscenze e l’esperienza acquisita e continuare a cercare la qualità. Anche perché il rischio della routine è dietro l’angolo: “Non dobbiamo dimenticarci che per i ragazzi che vengono al Teatro anche una semplice visita guidata rappresenta una novità, l’occasione per scoprire un mondo nuovo; per noi che li accompagniamo in questa esperienza mantenere questo entusiasmo è fondamentale”, ricorda Elisabetta. E proprio per la passione che mettono nell’impegno quotidiano il Sovrintendente Walter Vergnano ha ringraziato tutti i collaboratori de La Scuola all’Opera. “Anche se fa meno notizia della Stagione principale, non dobbiamo dimenticare che l’attività rivolta a bambini e ragazzi è fondamentale per guardare al futuro: è un’opportunità di crescita –non solo culturale- che vogliamo fornire ai nostri giovani ed è per questo che il Teatro Regio mette in campo così tante iniziative in questo senso”.

La musica è una macchina del tempo e dello spazio, un ottimo punto di partenza per allargare il discorso verso altre espressioni artistiche, altre discipline, altri contesti storici; e anche fisicamente il nostro Teatro si trova in una posizione strategica, al centro di Torino, che ci ha permesso di istituire una fitta e attiva rete di collaborazione con importanti Musei e istituzioni culturali”, conclude Elisabetta.

La Scuola all’Opera, oltre al personale dell’Ufficio (Elisabetta Lipeti e Andreina Fanan), si avvale di diciassette collaboratori tra musicisti, ballerine, scenografe, musicologhe, didatte della musica; dalla visita al laboratorio, dal progetto di rete allo spettacolo, un’attività didattica in teatro può essere l’occasione per i ragazzi di vivere in prima persona quello che quotidianamente imparano sui banchi di scuola e “sporcarsi le mani” divertendosi, scoprendo che la cultura non si studia ma si costruisce attivamente insieme.

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E proprio questo è l’obiettivo dell’ambizioso progetto Sipari Sociali che prenderà il via quest’anno per la seconda volta in collaborazione tra il Tavolo Minori della Caritas, la Comunità Murialdo e il Teatro Regio, grazie alle generose contribuzioni di molti sostenitori. L’anno scorso l’avventura è stata coronata dal grande successo dello spettacolo Aiutiamo Sam messo in scena dagli 80 giovani partecipanti.

Don Danilo Magni:Il teatro è un luogo privilegiato per vivere e trasmettere la passione, che è l’elemento portante di ogni esperienza di crescita. Sipari Sociali ha permesso di lavorare con i ragazzi come dei giovani professionisti, andando oltre il loro vissuto e le loro difficoltà, guardando a loro come persone complete; un progetto vincente dal punto di vista pedagogico parte dal presupposto di lavorare e costruire qualcosa insieme, con la collaborazione di operatori e ragazzi in eguale misura. “

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Christina Scarmato ha ricordato come sia “fondamentale per i ragazzi venire a contatto e imparare a relazionarsi con un ambiente completamente nuovo, sperimentando la possibilità di mettersi in gioco in ruoli e contesti nuovi; l’obiettivo è quello di portarli alla scoperta e allo sviluppo del proprio talento e delle proprie potenzialità.” E scoprire i talenti nascosti e sostenerli nella crescita è uno degli scopi che si prefigge la Fondazione Gilardi attraverso il suo sostegno al progetto, come ha ricordato nel suo intervento Luca Glebb.

L’ambiziosa meta finale di Sipari Sociali per la Stagione 2013-14 è la messa in scena non più di un’opera per bambini ma niente di meno che l’Elisir d’amore di Donizetti in una versione opportunamente ridotta e adattata.

Queste le ottime premesse della nuova Stagione 2013-14: in conclusione La Scuola all’Opera al completo desidera ringraziare voi tutti, ragazzi e insegnanti, che state facendo con noi questo bellissimo percorso di crescita. Grazie!

AIUTIAMO SAM!

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Si avvicina ormai l’ora della “prima” per i giovanissimi protagonisti di Aiutiamo Sam!, spettacolo nato in seno al progetto Sipari Sociali, che coinvolge il Teatro Regio, la Comunità Murialdo Piemonte e il Tavolo Minori della Caritas Diocesana di Torino in collaborazione con MEIBI, con il sostegno delle Edizioni Il Capitello e di una Fondazione privata.

Lo spettacolo costituisce il coronamento di un percorso artistico ma soprattutto didattico ed educativo che ha coinvolto ottanta ragazzi di età compresa tra i 10 e i 16 anni, tutti alla prima esperienza teatrale, che si sono messi in gioco come protagonisti nella recitazione, nel canto, nell’orchestra, nella danza ma anche come scenografi, attrezzisti, macchinisti, elettricisti, costumisti e truccatori, curando quindi ogni singolo particolare della messa in scena.

Il progetto è cominciato sei mesi fa: ognuno dei ragazzi ha seguito un ciclo di laboratori per ogni disciplina coinvolta, canto, recitazione, danza, musica strumentale, costumi e scene: obiettivo, prendere confidenza con tutti gli aspetti di uno spettacolo così complesso come quello del teatro musicale e capire meglio le proprie inclinazioni e aspirazioni. Totale, ben ottantaquattro laboratori didattici a cura delle collaboratrici de La Scuola all’Opera del Teatro Regio Nausicaa Bosio (canto), Ombretta Bosio (recitazione), Caterina Cugnasco (danza), Giovanna Piga (orchestra), Barbara Agostini (costumi) e Irene Alciati (scene), affiancate in tutti gli appuntamenti da un team di educatori, Nicola Arena, Francesca Costantino, Erika De Stefano, Manuela Gastaldi Roz, Mattia Labartino e Angela Patarino.

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Un percorso così lungo e articolato è stata un’esperienza nuova anche per noi docenti.” racconta Caterina Cugnasco, “Di solito abbiamo a che fare con uno o al massimo brevi cicli di laboratori. Questa è stata un’occasione unica di crescita sia per noi sia per i ragazzi: si è creato un rapporto vero di scambio e di amicizia che va oltre l’obiettivo comune e specifico della preparazione di uno spettacolo. I ragazzi hanno dimostrato molta voglia di vivere l’esperienza a 360 gradi; non c’è soltanto il desiderio di provare l’emozione del palcoscenico ma soprattutto di conoscere persone e ambienti nuovi.

Al termine di questa prima fase di lavoro, i ragazzi si sono suddivisi i ruoli, “specializzandosi” nella disciplina per la quale hanno manifestato maggiore inclinazione e mettendo così a disposizione del gruppo e dell’obiettivo comune le proprie capacità individuali. Una fase quindi di prove “a sezioni”, per mettere insieme passo dopo passo tutti gli ingredienti dello spettacolo.

E finalmente, in queste ultime settimane, le attesissime prove “in assieme” e la conquista del palcoscenico.

 “Tutto il progetto è stato sicuramente faticoso e complesso dal punto di vista logistico ma molto coinvolgente e divertente per noi come per i ragazzi” dice Anna Maria Bruzzese, che dello spettacolo curerà la regia: “Bellissimo in particolare il momento delle prove in palcoscenico, al termine dei laboratori. Oltre all’emozione di provare finalmente su di sé le luci della ribalta, da quel momento i ragazzi hanno avuto direttamente a che fare con il personale di macchinisti e tecnici interni al Teatro, come una vera compagnia teatrale di professionisti: in breve tempo si è creato un rapporto di collaborazione davvero entusiasmante, uno scambio di esperienze che travalica le differenze di età.

Durante lo spettacolo saranno eseguiti i cori nella versione per voci e pianoforte da Il piccolo Spazzacamino di Benjamin Britten, ulteriore omaggio nel centenario della nascita a un compositore che ha dedicato così tanto della sua produzione proprio al mondo dell’infanzia e ai diritti di bambini e ragazzi.

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Aiutiamo Sam! andrà in scena al Piccolo Regio Puccini sabato 11 maggio 2013 alle ore 17 e alle 20.30.

Dirige Nausicaa Bosio, al pianoforte Giovanna Piga; per conoscere i nomi di tutti gli altri protagonisti grandi e piccoli, qui la locandina dello spettacolo.

L’ingresso è gratuito: i biglietti saranno disponibili sabato 11 maggio alla Biglietteria del Teatro Regio a partire dalle ore 10.30 per un minimo di 50 posti per ciascuna recita.

Il progetto Sipari Sociali – Aiutiamo Sam! non termina con lo spettacolo ma diventerà anche un documentario a cura del regista Max Chicco della società di produzione MEIBI.

Per saperne di più siete tutti invitati alla conferenza stampa di giovedì 9 maggio alle ore 11.30 nella Sala Caminetto del Teatro Regio. Vi aspettiamo!