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Pronti, settembre, via!

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Gentili lettori,

è giunto finalmente il momento di presentarvi le nostre proposte didattiche per il prossimo anno scolastico. Ci rendiamo conto delle difficoltà che tutti stiamo vivendo, in particolar modo dei dubbi e delle perplessità che riguardano il mondo della scuola, ma vorremmo comunque essere presenti con le nostre attività, per poter ancora incantare ed emozionare gli studenti (e non solo!).

Non potendo ancora avere la certezza matematica del futuro, abbiamo pensato di scrivervi una newsletter che potesse dare un’idea di ciò che vorremmo proporre ai giovani e ai giovanissimi di ogni ordine scolastico.

Prima di tutto gli spettacoli. Il Teatro ha l’intenzione di riprenderne alcuni che erano in programma la scorsa stagione e che purtroppo sono stati cancellati a causa dell’emergenza sanitaria. Sicuramente in dicembre ci sarà La bohème, i ragazzi e l’amore, nell’adattamento e testi di Vittorio Sabadin (fascia d’età consigliata 11-18 anni).

Non solo: stiamo lavorando per poter riproporre Racconti di paesaggi sonori (8-18 anni) e Riccioli di Barbiere (3/6 anni), entrambi con la partecipazione del pubblico.

Per una serie di motivi legati alla programmazione non sarà presente in cartellone Il mago di Oz, ma sicuramente a settembre potremo darvi il titolo di un’opera su cui verteranno tutti i nostri laboratori di Operando e che sarà la protagonista dell’attività Cantiamo l’opera.

Inoltre, dato che nell’anno nuovo è previsto uno dei titoli più interessanti e allettanti della storia dell’opera, ossia Il flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart, come non programmare una recita al mattino aperta agli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado?

Come ogni anno non potrà mancare uno spettacolo per il Giorno della memoria in collaborazione con il Polo del ’900 e saranno rinnovate le collaborazioni con altre realtà museali di Torino e cintura per tutti i nostri percorsi di rete e le attività legate agli spettacoli in stagione (Un giorno all’opera e All’opera, ragazzi!) che trovate nel sito del teatro, compatibilmente con l’evolversi della situazione legata all’emergenza sanitaria.

Ci saranno anche delle novità: un’attività a proposito di Ludwig (Beethoven) in occasione dell’anniversario della nascita e un percorso legato a tre titoli operistici settecenteschi (La scuola de’ gelosi, La finta semplice, L’opera seria) che dovrebbe svilupparsi su due fronti: da un lato il coinvolgimento di alcuni musei che “mettono in mostra” il ’700 e dall’altro una lezione-laboratorio sulle danze settecentesche, adatta ai ragazzi della scuola secondaria di primo e secondo grado.

E non possiamo dimenticarci di voi, cari insegnanti, che in questi anni ci avete seguito e sostenuto e ci avete permesso di diffondere la “cultura” dell’Opera Lirica, troppo spesso dimenticata dal sistema scolastico italiano: All’opera, docenti!, il ciclo di incontri di preparazione didattica agli spettacoli e alle attività della Scuola all’Opera, aperti a tutti i docenti e agli studenti universitari.

Stiamo lavorando per realizzare nuove modalità per la fruizione dei nostri servizi educativi e didattici e per questo chiediamo a voi: che cosa possiamo proporvi per poter venire incontro alle nuove esigenze dei ragazzi e della scuola?

Buona estate e arrivederci a settembre!

Andrea Fanan e Benedetta Macario
Teatro Regio Torino – Servizi Didattici ed Educativi

Scuolallopera: sentimental journey

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Eccoci ormai giunti all’ultima puntata, quella -come promesso- strappacuore!

Concludiamo il racconto della nostra storia con una carrellata di piacevoli ricordi e grandi emozioni che fin qui la Scuola all’Opera ci ha regalato; ci perdonerete il tono un po’ encomiastico e melenso che abbiamo usato fin qui, ma in questo momento avevamo più che mai bisogno di un’iniezione di fiducia, della consapevolezza che finora ci siamo sforzati di fare un buon lavoro: non perfetto, non privo di problemi e intoppi, ma continuando a crescere di anno in anno e cercando di imparare dai nostri errori.

Ne approfittiamo anche per ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuto: gli Amici del Regio, la Fondazione Cosso, la Fondazione Banca Popolare di Novara, la Fondazione CRT, la Compagnia di San Paolo e una Fondazione anonima piemontese.

Soprattutto grazie a voi, ragazzi e insegnanti che avete lavorato, giocato ed esplorato il melodramma con noi! Senza di voi questa bella storia non sarebbe stata possibile.

Attenzione, questa è solo l’ultima puntata della serie dedicata alla nostra storia: non è affatto un finale di stagione, né delle nostre attività, che proseguono insieme a quelle di tutto il Teatro.

Volete sapere cosa stiamo facendo? Rimanete sintonizzati su queste frequenze e ve lo racconteremo nelle prossime settimane.

E ora, cavate i fazzoletti, via alle lacrime:

Dei 40 anni che ho passato al Teatro Regio, 20 li ho vissuti insieme a voi. Tutta l’attività per le scuole l’abbiamo costruita insieme.
Quanti problemi, quanto lavoro, ma anche quante emozioni!
Non c’è dubbio, siamo, siete stati grandi e fate bene ad essere orgogliosi del lavoro che avete fatto.” Vincenza

Penso a questo lavoro come a un luogo d’incontro. Incontro tra i compositori, i personaggi, le storie e la Storia; incontro tra bravi colleghi -e vorrei ricordare tutti quelli che ci hanno accompagnato per un periodo breve o lungo, e poi hanno preso altre strade, ognuno lasciando qualcosa. Soprattutto un incontro con ogni singolo bambino e ragazzo, con ogni insegnante che ha collaborato con noi; come il teatro non si fa senza pubblico, la Scuola all’Opera non si fa senza di voi.” Elisabetta

Ero al terzo anno di università: con il Dams andammo a vedere una prova di Don Giovanni guidati da Giuseppe Parisi, collaboratore dell’Ufficio Scuole. Giuseppe ci disse che l’Ufficio cercava personale; rimasi talmente affascinata da quel luogo magico che non me lo feci ripetere due volte, portai immediatamente il mio CV . Così ebbe inizio la storia, dalle prime visite guidate ai percorsi di rete, poi le mostre e i laboratori didattici, fino a Ora di opera e al mio arrivo in Ufficio nel 2019”. Benedetta

Penso che la nostra sia un’attività non solo bella -che è forse scontato dire-, ma soprattutto importantissima, perché va a sopperire alle lacune che il sistema scolastico italiano ha nei riguardi della storia della musica: un pezzo irrinunciabile della nostra storia.” Francesca

Amo ogni attività nata all’interno di questo teatro attraverso di noi, grazie al nostro gruppo, e ammiro tutti i percorsi nuovi creati negli anni dalle mie colleghe; penso di amare la moquette del Regio più di qualsiasi altra cosa al mondo. Quando finiamo i laboratori del sabato pomeriggio e nel foyer cominciano ad accendersi le luci, l’allestimento del bar per accogliere il pubblico della sera… mi sento una persona fortunata, perché penso che faccio il lavoro che nella vita più avrei voluto fare. Anche i miei allievi della scuola di danza vivono di ricordi e ogni inizio anno mi chiedono “Quando ci porti, maestra, a teatro? Quando ci porti?”. Vedo lo stupore nei loro occhi quando torniamo a scuola e penso che siano esperienze che non dimenticheranno mai. Sono fortunata perché avrei voluto fare di questo il lavoro della mia vita, e così è stato. Fortunata anche per l’incontro con i colleghi: negli anni il nostro modo di lavorare è cresciuto, ci aiutiamo a vicenda in un’atmosfera molto positiva. Provo grande affetto e stima per la squadra che abbiamo costruito.” Erica

Non serve che vi racconti quanto avere a che fare con il pubblico, in particolare con i ragazzi e con i bambini, sia un mestiere bellissimo ma, allo stesso tempo, faticosissimo. Malgrado ciò, i 25 anni trascorsi in Teatro non hanno ancora spento il mio entusiasmo!
Credo sia una questione di orgoglio…
Sono infatti orgogliosa di far parte di questo straordinario mondo, dove il lavoro (perché in teatro si LAVORA tantissimo) di centinaia di persone crea la magia dello spettacolo e dove l’arte e la bellezza non ci allontanano dalla realtà umana, ma al contrario ci permettono di apprezzarla al meglio della sua manifestazione creativa! Sono orgogliosa di aprire la porta della nostra bellissima sala e di scoprire ogni volta la meraviglia negli occhi di chi la vede per la prima volta. Sono orgogliosa di far parte di un gruppo di lavoro che, pur tra mille difficoltà, non smette di credere all’importanza dell’educazione e della formazione di tutti gli esseri umani, di qualunque età, provenienza o estrazione sociale. Sono orgogliosa di sciogliermi in lacrime tutte le volte che Violetta o Mimì muoiono sulla scena. Sono orgogliosa di incontrare ragazzi molto cresciuti (a volte, ormai, uomini e donne in carriera…) che mi raccontano della loro prima volta a teatro con la Scuola all’Opera e di come quell’esperienza abbia segnato la loro vita.” Simona

Ricordo con emozione la telefonata di Vincenza con cui fui reclutata. Frequentavo il terzo anno di Didattica della Musica in Conservatorio e fui orgogliosa di essere stata segnalata dai miei insegnanti per collaborare con l’Ufficio Scuole. Cominciai con grande entusiasmo e un’esplosione di idee… Tanti progetti, tanti laboratori, tanto entusiasmo creativo sono seguiti al mio primo primo Opera…ndo.
Fra questi merita un posto di rilievo il primo “Cantiamo l’opera” con “Il piccolo spazzacamino” di B. Britten, che ci ha visto girare per le diverse scuole di Torino, del Piemonte, addirittura della Val d’Aosta, a cantare e far cantare i cori del pubblico previsti da eseguire durante lo spettacolo. Impagabile l’emozione, rinnovata ogni volta, data dal direttore d’orchestra quando si gira verso la platea a dare l’attacco ai ragazzi delle scuole, emozionati e preparati. Da questi primi inizi fino ad arrivare al progetto più giovane a cui particolarmente legata, che mi ha dato molte soddisfazioni a fronte di una dedizione entusiasta ed empatica: Sipari Sociali, coronamento del nostro lungo periodo di esperienza nel campo della didattica musicale e teatrale.” Nausicaa

Già la visita guidata fu per me un piccolo sogno che si avverava: vedere quel Teatro dietro le quinte, la sartoria, la sala ballo e calpestare il palcoscenico… sì, perché quando ho iniziato si poteva calpestare la scena guardando la platea… brividi! E i laboratori… per me una grande novità, poter trasmettere la gioia di danzare anche a bambini non studenti di ballo, in modo non accademico ma altrettanto serio. Ovviamente ne fui entusiasta!
La vita a volte è strana perché successe una cosa per me pazzesca: nonostante avessi mandato più volte il mio curriculum come ballerina alla responsabile del ballo del Regio, non ero mai stata convocata per un’audizione. Il caso volle che a distanza di un mese dalla mia prima visita guidata fossi chiamata per l’audizione del ballo di Romeo et Juliette di Gounod, regia di Alberto Fassini. Passai l’audizione e così cominciò la mia doppia avventura con il nostro Teatro, che mi ha regalato anni di attività didattica super intensa e il privilegio di mettere in scena molti spettacoli per i ragazzi: una fucina formativa sotto più punti di vista.” Anna Maria

Sotto l’albero di Natale mia madre mise un piccolo pacchetto con all’interno un foglietto e questa scritta: “ti hanno presa a lavorare al Teatro Regio”. Ricordo bene le emozioni che provai in quel momento, dalla gioia più sfrenata alla paura più nera. Molti anni e molte emozioni dopo, posso dire che quello che non mancherà mai ne La Scuola all’Opera sarà la passione, le competenze, la voglia di ognuno di noi di aprirvi le porte e farvi conoscere il mondo del Teatro e dell’Opera lirica.” Stefania

Con il Teatro Regio ho un legame davvero speciale: sarà perché quando ancora piccolina ho visto lì la mia prima opera, il Barbiere di Siviglia, con la mia mamma e il mio papà, sarà che ho avuto la fortuna di entrare a lavorare in Teatro e subito poterne esplorare i segreti, ma l’amore per questo posto ha continuato a crescere al punto da condizionare tante mie scelte lavorative e perfino la durata del mio viaggio di nozze.”Maria Cristina

Sono state tante le emozioni, tanti i ricordi belli e meno belli, i momenti di gioia e di difficoltà, tantissime le persone di ogni età incontrate e a cui spero di aver trasmesso l’importanza di un teatro del calibro del nostro bellissimo Regio per Torino, per i torinesi, e non solo.” Antonella

Seguendo i progetti de La Scuola all’Opera in questi anni sono davvero cresciuta insieme a loro. La corsa meravigliosa è riuscire a far ricreare al pubblico un pezzo di Teatro, facendolo sentire come in palcoscenico. Il bello dei nostri laboratori è che c’è spazio per tutti: ognuno può trovare la sua dimensione, esprimendosi da solista o all’interno del gruppo a seconda del suo carattere.” Ombretta

L’episodio forse più commovente fu quella volta che, arrivata in Ufficio, la voce gentile di Andrea mi disse: stamattina hai dei “cuccioli” di tre anni. Dentro di me: panico! Cosa potranno capire? Poi, appena li portai in sala, appena si accese il fantasmagorico lampadario … li guardai e vidi le loro bocche spalancarsi per lo stupore e i loro occhi luccicare. Tutto fu chiaro per tutti, maestre e bimbi: quello era un posto magico e l’unica cosa da capire era che lì si può viaggiare, volare, sfidare ogni regola razionale, perché in Teatro tutto è possibile!” Cecilia

“… ma tu com’è che ci sei arrivata al Regio?
La domanda arriva quasi sempre proprio così, diretta, con quel tono tra il curioso e lo spavaldo che i ragazzi hanno quando una cosa li interessa, ma non vogliono darlo troppo a vedere. E spesso l’insegnante di turno tenta una mediazione “non si chiede, è una cosa privata, chiedete del teatro”.
Invece, per me, è una delle domande più belle, perché mi sembra sempre un segnale di interessamento diverso, più forte, più personale, che travalica il limite della lezione scolastica e parla del perché qualcuno si innamori dell’opera lirica e del come arrivi a farne la propria materia di lavoro. Avevo all’incirca sei mesi quando mio padre, allora violoncello dell’orchestra, mi ha, per la prima volta, portata al Regio; da grande vi avrei lavorato come figurante, mimo-ballerina e attrezzista, prima di approdare all’Ufficio Scuole nel gennaio 2004.
Forse ci sono arrivata davvero quando mi sono resa conto che per me è importante raccontare il mondo del Teatro Regio ai ragazzi per far capire loro che, nonostante tutto, l’opera non è così lontana da noi. Che è fondamentale farli ragionare su come quello dell’opera “luogo da ricchi” sia solo un luogo comune; sugli innumerevoli autori che l’opera ci ha regalato, autori che non devono, per obbligo, piacerci tutti, in blocco, ma che possiamo classificare secondo i nostri gusti. Che posso dire loro, senza paura, che adoro Puccini e non riesco a digerire Wagner, o che, in privato, ascolto musica pop o da discoteca e che, quindi, una cosa non impedisce l’altra, possono innamorarsi della lirica e continuare ad ascoltare i loro cantanti preferiti. Che posso raccontare storie scritte nei secoli scorsi, ma che parlano a noi, oggi, con la stessa forza e ci scatenano gli stessi sentimenti, perché due innamorati potranno sempre dirsi “Ho tante cose che ti voglio dire, o una sola, ma grande come il mare, come il mare profonda ed infinita… Sei il mio amore e tutta la mia vita!”. E ci sono arrivata anche quando i ragazzi più impensati, quelli con lo sguardo che ti giudica non appena mettono piede in teatro e ti dice che loro sono lì solo perché li ha costretti “la prof”, alla fine del percorso escono con un pizzico di incanto negli occhi e un ”Forse ci torno prof. Forse ci vengo a vedere un’opera.”” Caterina

All’ultimo anno di Accademia di Belle Arti decisi di frequentare un corso di formazione in beni culturali e ambientali, che prevedeva anche uno stage. Io, che frequentavo scenografia, chiesi se fosse possibile farlo proprio al Regio. Fu così che all’inizio del 2007 iniziai ad affiancare le colleghe nelle varie attività didattiche, sia in teatro che nei laboratori di scenografia in Strada Settimo. A fine stage Vincenza mi regalò due biglietti per le prove generali. Vidi Cavalleria Rusticana, e sulle grida finali di “Hanno ammazzato compare Turiddu!” piansi come una fontana. Nel frattempo finii gli studi e a settembre del 2007 ricevetti una telefonata da Vincenza, che mi chiedeva se avevo voglia di collaborare con il Teatro. Piansi di nuovo come una fontana, ma questa volta di gioia.” Barbara

Il lavoro sulla scenografia che abbiamo avuto la possibilità di fare con i ragazzi in questi anni è speciale, perché l’immagine è un linguaggio a parte e tante volte può avere poteri terapeutici, può aiutare a catalizzare i pensieri o ad esorcizzare le paure.” Ilene

Quando durante il primo sopralluogo Stefania mi portò in avanscoperta tra i piani meno esplorati culminando verso il sipario mi sono sentita Alice a testa in giù, in un pozzo di estasi come solo l’immergersi dietro le quinte ti può far sentire. Il teatro è scuola per chiunque decidesse di farsi attrarre, abbassare le difese e farsi cullare dalla magia di un verso cantato insieme, di un canto, di un coro, delle sinergie artistiche che emergono dal golfo mistico.
Ragazzi cosa vi ricorda la pianta del Teatro?”
“Uno squalo! Uno scudo, un castello, una cipolla, una bocca, un’ampolla!”, perché il teatro può essere tutto questo, oltre i limiti dell’immaginabile… L’opera non è un richiamo solo per abbonati e melomani ma uno spunto di riflessione e  opportunità di crescita.” Roberta

Poter andare nelle scuole e insegnare i cori ai bambini, vedere la loro gioia e l’entusiasmo quando cantano durante lo spettacolo è davvero emozionante. È un lavoro speciale, davvero unico: lo definirei un lavoro-passione. È molto importante da parte nostra metterci non solo intelligenza musicale e creativa, ma soprattutto intelligenza emotiva; ogni classe è diversa e mano a mano impariamo a essere flessibili, cercando di entrare in empatia con tutti.” Gloria

Quando a 18 anni arrivai a Torino alla Germania trovai proprio al lato della galleria Tamagno un luogo dove poter ballare la mia amata disciplina urbana, la breakdance. Nel 2014, grazie ad uno street casting, venni arruolato come figurante; così ebbe inizio la mia avventura. Da quel momento in poi mi sono aperto al teatro con tutte le mie energie. Già lo amavo da fuori; scoprire la sua umanità dall’interno, con le persone che ci lavorano, scoprire la meravigliosa famiglia che è il Regio di Torino mi ha legato per sempre a loro. Non sono solamente persone che lavorano per il mondo dello spettacolo, ma ognuno di loro è un appassionato artista della sua professione.” Albert

Il mio primo ricordo operistico è mio papà che mette la Butterfly sullo stereo e a “Tutti zitti!” di Goro io, due-tre anni circa, rispondo “plin plin plin – plin, plin!” cantando insieme al metallofono; poco dopo arrivarono i congiurati di Un ballo in maschera, poi Gilda che canta “Caro nome” mentre si vede lontano un miglio che quello non è uno studente povero ma quel farabutto del Duca di Mantova -affascinante sì ma farabutto-, e così crebbi con la convinzione che tutte le storie più belle hanno una fine assolutamente tragica -ragion per cui il finalone trionfale postumo con Turandot che un secondo prima voleva far fuori Calaf e poi cambia idea e lo bacia appassionatamente e tutti cantano in gloria mi è sempre suonato alquanto sospetto.
Ma c’è un’altra cosa che il melodramma mi ha insegnato, ed è quello che auguro al mio Ufficio Scuole del cuore: e cioè che ogni bella storia ha i suoi momenti di passione, non c’è melodramma se un po’ non si piange, ma dopo la fine, quando il sipario si riapre, sono di nuovo tutti vivi, sorridono e tenendosi per mano avanzano verso il proscenio a prendere l’applauso del pubblico. Come ha scritto Giuseppe Verdi: Tutto nel mondo è burla!” Sarìn

#proudToBeRegio: noi ci siamo!

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Carissimi, sono ormai quattro settimane che le vostre e le nostre attività didattiche sono radicalmente cambiate, costringendoci a rinunciare a quel rapporto diretto che da sempre è statoil fondamento di tutto il nostro lavoro.
Noi, però, non ci facciamo fermare e ci siamo: come ci siete anche voi, che tutti i giorni andate a scuola restando a casa.

Il Teatro Regio sta lavorando strenuamente per non perdere tutti i meravigliosi appuntamenti che la Stagione aveva ancora da offrirci, e mentre aspettiamo che la situazione torni alla normalità vi proponiamo una serie di appuntamenti per continuare a parlare di musica a scuola e per vivere l’incanto dell’opera anche a casa:

IL NOSTRO BLOG

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Ogni giovedì un articolo per scoprire la storia del melodramma, del nostro teatro e cosa succede oggi dietro le quinte. Primo appuntamento giovedì 26/03 con la nascita dell’opera italiana!

Progetto senza titolo(1)

IL CANALE YOUTUBE DEL REGIO

Ogni giorno alle 18 Opera on the sofa, per vedere comodamente dal divano, un atto alla volta, le più belle produzioni del Teatro Regio. Già on line Nabucco, Il matrimonio segreto, Carmen e Violanta!

 

 

 

 

Progetto senza titolo(2)

 

 

IL CANALE INSTAGRAM @TEATROREGIOTORINO

Ogni giorno un contenuto #proudToBeRegio, per continuare a vivere il teatro insieme a noi condividendo ricordi, curiosità, inediti e volti di un grande teatro d’opera.

Seguiteci!

Playtoy orchestra – musica da giocare

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Avete tra i 4 e i 10 anni? Segnate in agenda:

giovedì 5, venerdì 6 e sabato 7 dicembre, Foyer del Toro.
Portare giocattoli da suonare.

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Tranquilli, non ci siamo sbagliati! Ad aspettarvi ci sarà la Playtoy Orchestra, l’unica orchestra al mondo a suonare, signore e signori, veri e autentici giocattoli. Pensavate che la chitarrina in plastica regalatavi dalla zia non fosse buona per il rock? Errore! Che lo xilofono con sette tasti variopinti non potesse esibirsi in una perfetta bossa nova brasileira? Che un coccodrillo in plastica e la papera di gomma con la quale fate il bagnetto non potessero eseguire Mozart, Rossini e Beethoven? Ebbene, questo spettacolo interattivo, imprevedibile, rutilante vi farà cambiare idea al volo! Sette musicisti che hanno fatto dei loro giocattoli una professione e che con i loro strumenti di plastica hanno calcato i palcoscenici di tutto il mondo. Ora anche qui, a Torino, in esclusiva per voi, giovane pubblico del Regio!

Playtoy orchestra – Foyer del Toro – dal 5 al 7 dicembre: prenotazioni aperte!

CLICK QUI PER MAGGIORI INFORMAZIONI

 

Il chilometro in più

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Poche righe per ringraziare il nostro Sovrintendente e Direttore artistico, Sebastian Schwarz, che con il suo saluto ufficiale ha inaugurato martedì 24 settembre nella Sala del Caminetto la nuova avventura de La Scuola all’Opera per la Stagione 2019/20.

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Schwarz ha aperto il suo discorso con una domanda importantissima per noi che scegliamo di fare didattica e di fare teatro:

perché proprio l’opera lirica?
Perché un regista dovrebbe, tra tutte le forme di spettacolo, scegliere l’opera? Perché un direttore d’orchestra, invece di salire sul podio, decide di scendere in buca, nascosto ai più?

La risposta, per il Sovrintendente e per molti di noi, sta nei ricordi: scegliamo, oggi, questa strada difficile, per quello che il teatro musicale ci ha trasmesso quando eravamo piccoli, per quel primo Flauto magico ascoltato dal giradischi dei nonni, per le storie raccontate in palcoscenico, per quella prima volta che abbiamo sentito un’orchestra accordarsi e visto aprirsi lentamente il sipario.

Ed è proprio questo, questa stessa emozione, che vogliamo trasmettere insegnando l’opera e attraverso l’opera: ricordando quello che ci ha portato fin qui e che ci spinge, oggi, a fare un lavoro che va oltre “il programma di scuola”, uno sforzo in più, perché anche i nostri ragazzi possano domani mantenere vivo il teatro e trasmettere a loro volta cultura. Ragazzi che saranno non soltanto spettatori, ma possibili protagonisti di un mondo che ha bisogno non soltanto di artisti ma anche di artigiani, sarti, macchinisti, carpentieri, elettricisti, persone che conoscano, apprezzino e valorizzino il mestiere del palcoscenico, dimostrando che è possibile vivere di cultura e che il teatro fa parte della nostra ricchezza.

Questo è il preziosissimo chilometro in più che vogliamo fare insieme a voi insegnanti, che ringraziamo per aver partecipato come sempre numerosissimi e calorosi alla nostra presentazione.

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Per chi se lo fosse perso, qui il programma della nostra Stagione per La Scuola all’Opera 2019/20.

Non vediamo l’ora di cominciare questo anno ricco di novità: buon lavoro a tutti!

Ti aspettiamo!

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Aspettando la nuova Stagione…

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Nell’augurarvi buone vacanze, mentre aspettiamo la nuova Stagione delle Scuole, vogliamo ripercorrere con voi i momenti più belli di un altro anno passato insieme, tra laboratori, percorsi didattici e spettacoli meravigliosi!

NOVEMBRE

L’elisir d’amore raccontato ai ragazzi

Il capolavoro di Donizetti trasportato tra i banchi di scuola

Valzer a tempo di guerra

Piccole storie per raccontare il dramma della grande storia

DICEMBRE

Concerto straordinario

Marionette e nonsense in una parodia della musica colta

GENNAIO

Concerto per il Giorno della Memoria

L’arte che vince le dittature, per non dimenticare

FEBBRAIO

Viaggio in orchestra: prima tappa

Esplorando la macchina sinfonica di sezione in sezione

MARZO

Pinocchio

La fiaba più bella fa sognare e cantare

Viaggio in orchestra: seconda tappa

Quando il gioco si fa duro… i duri continuano a suonare!

MAGGIO

Dolceamaro e la pozione magica

Il grande repertorio anche per i più piccoli

CantiAmo!

Intonare insieme a un coro lirico le pagine più belle della storia della musica

… adorato Pinocchio!!!

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… adorato Pinocchio!!!

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Che spettacolo, ragazzi!

Il ritorno di Pinocchio sulle scene del Regio è stato davvero un trionfo, e lo ha dimostrato la sala sempre piena e generosissima di applausi. E a voi, cosa è piaciuto di più?

La marcia delle marionette di Mangiafuoco, il duetto del Gatto e della Volpe, la rutilante scena del circo, i colori sgargianti del mondo sottomarino o il commovente finale?

 

A noi è piaciuto tutto, ma l’emozione più grande è stata vedervi così entusiasti e sentire centinaia di bambini e ragazzi cantare insieme le bellissime melodie di Pinocchio.

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Un ringraziamento a tutti gli artisti che hanno partecipato a questa produzione, ai giovani solisti di Opera Assieme e ai giovanissimi del Coro delle Voci bianche, a chi ha lavorato senza tregua e con molta pazienza dietro le quinte (tecnici, elettricisti, macchinisti, attrezzisti, scenografi, sarti) per far funzionare uno spettacolo così complesso, a Ezio Gribaudo che ha incontrato i bambini con le sue opere d’arte esposte in foyer, agli autori di Pinocchio, Pierangelo Valtinoni e Paolo Madron, che sono venuti a trovarci, al regista Luca Valentino e a Claudio Cinelli con i suoi pupazzi, al direttore Giulio Laguzzi e all’Orchestra del Teatro Regio, ma soprattutto a voi, il nostro giovane e appassionato pubblico, che con i vostri applausi siete la migliore ricompensa.

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Grazie! La Scuola all’Opera

Aspettando Pinocchio tra musica e opere d’arte

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Arriva finalmente la primavera, e con il bel tempo anche la Stagione dei ragazzi entra nel vivo!

Pinocchio di P. Valtinoni - Foto Ramella&Giannese - © Teatro Regio Torino [057]
Dal 20 al 23 marzo uno dei personaggi più amati al mondo sarà finalmente in palcoscenico: Pinocchio! Dalle pagine del capolavoro di Collodi, Pinocchio ha preso vita come protagonista di un’opera nel lontano 2001, nato dalla penna del compositore Pierangelo Valtinoni e del librettista Paolo Madron. La musica meravigliosa e la toccante storia del burattino che voleva diventare un bambino al Regio si vestono dei colori e degli effetti speciali pensati dalla fiabesca regia di Luca Valentino, con i pupazzi di Claudio Cinelli. Siete pronti a cantare con noi?

Pinocchio di P. Valtinoni - Foto Ramella&Giannese - © Teatro Regio Torino [158]

Per l’occasione, il Teatro Regio si è fatto ancora più bello! Ad accogliere l’opera e noi spettatori, troveremo esposte in Foyer alcune meravigliose opere di un artista che a Pinocchio ha dedicato tanto lavoro ed emozione, disegni, dipinti e sculture: Ezio Gribaudo.

“Il mio interesse per Pinocchio nasce da una storia personale e molto bella, dai toni di una
parabola. Quando ero piccolo, un giorno avevo fatto indigestione di ciliegie, quando,
all’improvviso, mi sono trovato a chiedermi quali potessero essere le funzioni pratiche del fatto che il ciliegio fosse sia una pianta da frutto sia un tipo di legno. Alla mia domanda retorica, che mi ponevo per aprire un campo di indagine, ovvero, “Il ciliegio, cos’è?”, ho trovato una risposta nell’idea che Collodi abbia usato questo tipo di legno per tirare fuori un burattino, il suo famoso Pinocchio, che mi ha affascinato fin da bambino.”

Non siete curiosi di saperne di più e, magari, conoscere l’artista? Ezio Gribaudo sarà felice di incontrare i bambini del pubblico mercoledì 20 marzo. Non mancate!

Gribaudo

Vi raccontiamo l’Open Day

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Un bel pomeriggio, quello di mercoledì!

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Dopo una riunione al (quasi) gran completo dell’Ufficio Scuole e dei suoi collaboratori…

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#nonsappiamofareiselfie

#nonsappiamofareiselfie

… è stato piacevole incontrare tanti di voi, molti già amici di lunga data e molti volti nuovi, per il nostro Open Day di presentazione delle attività e degli spettacoli per i ragazzi.
Il nostro Direttore Artistico, il Maestro Alessandro Galoppini, ha aperto l’incontro accogliendo il pubblico e illustrando le novità della Stagione. Siamo contenti che vi sia piaciuta! Abbiamo ricevuto tante domande e tanto entusiasmo parlando con ognuno di voi ai diversi stand dedicati agli spettacoli, alle attività, ai percorsi e al nostro blog.

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Non vediamo l’ora di entrare nel vivo delle attività !
Per cominciare vi ricordiamo i primi appuntamenti con le prenotazioni, lunedì 1 ottobre per L’elisir d’amore raccontato ai ragazzi, moderna versione pocket firmata come sempre Vittorio Sabadin del melodramma giocoso di Gaetano Donizetti e per Opera…ndo con L’elisir d’amore, laboratori di recitar cantando, danza, orchestra e scenografia per riscrivere la propria originale versione dell’opera.

Prenotate numerosi!