Una recensione a Didone ed Enea

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Riceviamo e con molto piacere pubblichiamo una bella recensione su Didone ed Enea a firma di Beatrice Cagliero, alunna della IV B del Liceo Classico Europeo.

Insieme alla sua classe ha assistito allo spettacolo, in scena lo scorso novembre, attraverso il progetto All’Opera ragazzi! Ringraziamo Beatrice, tutta la classe IV B e la professoressa Gabriella Gavinelli.

 

Nella suggestiva cornice del Teatro Regio di Torino ha preso vita la tragedia d’amore più toccante di tutta la letteratura latina. Il capolavoro di Virgilio è stato messo in scena grazie all’adattamento dell’opera barocca di Henry Purcell.

La possibilità di assistere ad un’opera di questo genere, meno conosciuta rispetto alle opere liriche del diciannovesimo secolo, si deve alla Direzione Artistica e Musicale incaricate di scegliere gli spettacoli da inserire nella programmazione della stagione. Da qualche anno, infatti, si è scelto di rappresentare lo spirito artistico e musicale del Barocco, spesso meno considerato.

Il progetto culturale di All’Opera, ragazzi! intende coinvolgere le scuole superiori. Anche il nostro liceo ha avuto la possibilità di assistere a parte delle prove e fare una visita completa di tutto il teatro, scoprendo tutti i suoi segreti. Per esempio: sapevate che la pianta del teatro ricorda un busto femminile? che il colore viola si trova dovunque? che il foyer del Regio è il più grande del mondo?

La sera dello spettacolo la curiosità del pubblico era evidente ed era probabilmente dovuta alla rarità dell’evento.
Sebbene la storia ed i personaggi del quarto libro dell’Eneide siano stati spogliati del proprio alone epico, non hanno perso la loro carica emotiva.
L’ambientazione marina, i veli di seta ondeggiare, lo sfondo azzurro della scenografia conferiscono all’atmosfera un carattere surreale, ben in sintonia con la cultura barocca.
Non ci si limita però al canto, corale o solista. Ogni sentimento viene sottolineato ed esaltato da elaborate coreografie che spaziano dalla danza classica e moderna fino all’arte circense degli acrobati.
Il culmine del pathos si raggiunge al termine del lamento di Didone. Il suo suicidio diventa l’affogare nelle morbide onde azzurre del mare, che fino a poco prima costituivano le balze di seta della gonna del suo abito da sposa.

Insomma si sono alternate esplosioni di colori e movimento e scene dominate da colori tenui e dalla tensione emotiva. Un perfetto contrasto barocco!

Beatrice Cagliero, IV B Liceo Classico Europeo

01_didone  

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