Una favola in scena

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Una sola ragione può rallegrare la fine di queste vacanze invernali, ed è naturalmente la ripresa delle nostre attività didattiche. La Stagione, iniziata già promettente con bellissimi titoli (Aida, Didone ed Enea, l’Eifman Ballet da San Pietroburgo e infine i Carmina Burana), prosegue nel 2016 con ottime proposte che non vediamo l’ora di sentire e scoprire con voi nel corso dei nostri progetti didattici.

La prima di queste è La piccola volpe astuta di Leoš Janáček (1854-1928), in scena dal 19 al 26 gennaio.

Da molti anni questo modernissimo e dinamico compositore non trovava spazio sul palcoscenico del Regio, e siamo particolarmente felici che questo titolo non sia che il primo di una breve serie che proseguirà nelle prossime stagioni. Moderno e dinamico il compositore, purtroppo spesso poco conosciuto, così come modernissimo e dinamico, ma celeberrimo, sarà anche il regista, il canadese Robert Carsen.

Contrariamente a quanto potrebbe suggerire il titolo (traduzione dell’originale Príhody lišky Bystrousky –letteralmente Le avventure della volpe OrecchioAguzzo), La piccola volpe astuta (1924) non è una semplice e ingenua favoletta per bambini, bensì di una storia vivace e dal profondo significato, dove alla vitalità e all’esuberanza della natura si contrappone la caducità della vita e, come ebbe a scrivere il celebre autore Milan Kundera, una “infinita nostalgia per il tempo che non c’è più”. Vedremo sul palcoscenico le vicende, che si intrecciano ripetutamente, a volte richiamandosi e a volte in modo conflittuale, di animali e uomini: questi ultimi quasi di contrappunto ai veri protagonisti, gli abitanti del bosco, che come gli esseri umani crescono, maturano, si innamorano e soffrono, invecchiano e muoiono. A differenza del mondo degli uomini, però, quello degli animali è profondamente vitale, fresco e semplice, privo di rimpianti e di ombre oscure. La ribelle Bystrouska fa da ponte tra questi due ambienti, ambigua nel suo comportamento non del tutto animalesco, richiamata e insieme respinta dalla vita fuori dal bosco, accomunata agli uomini dall’attrazione verso ciò che non le appartiene.

Nella regia di Carsen l’ambiguità sarà ancora maggiore, mescolando all’apparenza umanizzata il comportamento istintivo e naturale degli animali.

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La storia dell’arguta volpina Bystrouska è un classico moldavo, nato con una serie di vignette e illustrazioni di Stanislav Lolek, corredate da vivaci e frizzanti testi di Rudolf Tešnohlídek, pubblicate a puntate sul quotidiano “Lidove Noviny” nella primavera del 1920 e immediatamente diventata popolarissima. A differenza del pungente romanzo comico, nell’opera il carattere farsesco della vicenda è controbilanciato dai lati tragici della morte di Bystrouska e dall’inquietudine e la brutalità dei personaggi appartenenti al mondo umano.

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Pare che sia stata proprio la domestica di Janáček, grande appassionata della serie, a convincere il compositore a farne una favola musicale, certa della sua capacità di evocare in musica le caratteristiche espressive del mondo naturale e dei suoi abitanti. E questo seppe fare Janáček, con la sua musica modellata sui suoni naturali e sul chiacchiericcio del sottobosco ed arricchita dall’esperienza di una lunga carriera dedicata non solo alla composizione ma anche alla ricerca sulle particolarità fonetiche e sintattiche dei dialetti e della lingua moldava e sulla musica, sui canti e sulle danze popolari e folkloristiche.

Vi abbiamo messo un pizzico di curiosità? Vi aspettiamo allora a teatro con i percorsi All’opera, ragazzi! e Un giorno all’opera. Buon ascolto e inviate i vostri commenti!

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