Ecco a voi Hänsel e Gretel

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Il regista Vittorio Borrelli in palcoscenico - il Maestro Giulio Laguzzi pronto per salire sul podio del direttore - la sala vista dalla buca d'orchestra

Il regista Vittorio Borrelli in palcoscenico – il Maestro Giulio Laguzzi pronto per salire sul podio del direttore – la sala vista dalla buca d’orchestra

Tutti in coda! - Le recite serali per i grandi (nella foto, il Liceo Spinelli), le pomeridiane per i più giovani (nella foto la classe II C della Primaria Duca degli Abruzzi)

Tutti in coda! – Le recite serali per i grandi (nella foto, il Liceo Spinelli), le pomeridiane per i più giovani (nella foto la classe II C della Primaria Duca degli Abruzzi)

 

Le nostre protagoniste pronte per salire in palcoscenico! Francesca Sassu (Gretel) e Sofia Koberidze (Hänsel)

Le nostre protagoniste delle recite per le scuole pronte per salire in palcoscenico: Francesca Sassu (Gretel) e Sofia Koberidze (Hänsel)

La buca comincia a riempirsi - ci si scalda dietro le quinte - angeli in abiti civili!

La buca comincia a riempirsi – si studia dietro le quinte – angeli in abiti civili

I cori!

I cori

finalmente si canta! - ci siamo divertiti ...

finalmente si canta! – ci siamo divertiti …

Grandi applausi

Grandi applausi

Prossimamente, qualche immagine di scena🙂

Vorreste vedere pubblicate le foto della vostra scuola? Mandatecele!

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  1. Buongiorno,

    grazie ancora per la vostra pazienza e disponibilità (venerdì 8 maggio il “nostro” pullman si è presentato a Volpiano alle 10 invece che alle 9..!).

    1) Grande successo delle scene, della regia, delle luci, degli effetti teatrali, dell’orchestra, dei cantanti, del coro: complimenti per la realizzazione del progetto!

    2) Premetto che il mio gruppo conosceva a memoria i canti; di conseguenza direi che la proiezione del testo (se si vuole utilizzare in modo efficace questo aiuto) andrebbe sempre fatta in leggero anticipo rispetto al canto, altrimenti si perdono tutti gli attacchi (spero che riusciate a correggere questo piccolo problemino ricorrente).

    3) Personalmente ritengo che destinare questo bel lavoro ai bimbi in età “asilo” sia una forzatura, sapete bene che quest’operina è un lavoro che si immerge sì nel mondo infantile, ma con le tempistiche e il linguaggio degli “adulti”.

    4) Abbiamo rispettato il “divieto di immagine” per cui sul nostro sito web ho messo il link alla vostra gallery e a questo blog.

    http://www.scuolalighierivolpiano.gov.it/uscite-didattiche/hansel-e-gretel

    Cordialmente,

    Giorgio Dellepiane Garabello,

    Scuola D. Alighieri, Volpiano.

    • Grazie, prof. Delle Piane, per i suoi commenti puntuali.
      1) Grazie grazie grazie
      2) Giusta osservazione: nelle recite successive abbiamo provveduto
      3) Vero che i tempi dell’opera sono piuttosto dilatati, e che molti contenuti suscitano la riflessione di noi adulti, ma è anche vero che i bimbi dell’Infanzia hanno retto benissimo! Abbiamo osato prorporlo anche a loro, forti della tradizione dei paesi nordici, che considerano questo gioiello di Humperdinck quasi un rito di iniziazione al teatro, e lo propongono a bambini di ogni età, compresi i più piccoli. Se, poi, i piccoli commentano o parlottano durante lo spettacolo, va bene lo stesso… Vuol dire che sono attenti. Del resto anche gli adolescenti a volte trasferiscono a teatro lo stesso comportamento che adottano ai concerti pop o ascoltando musica con le cuffiette. In una sala piena di bambini e ragazzi dobbiamo aspettarci un ascolto partecipato e a volte (un po’…!) rumoroso.

      Cordialmente,
      La Scuola all’Opera

  2. In qualità di regista della produzione mi è toccato l’onere, e l’onore, di mettere in scena praticamente due spettacoli, uno per gli “adulti”, in lingua originale, e uno per i “bambini”, tradotto in italiano. Nello stesso tempo considero “Hansel und Gretel” un’opera senza un pubblico destinatario predefinito, in quanto musicalmente scritta in un linguaggio che fa presa in qualunque fascia di età e così nel curarne la regia non ho voluto modificare alcunché, perché tutti i “bambini”, dai 4 ai 90 anni potessero godere dello spettacolo.
    L’operazione che ha visto coinvolte le varie scuole ha però superato ogni mia aspettativa, grazie all’alto livello di preparazione curato dai docenti e dall’ufficio scuole del Teatro Regio, al quale va il mio plauso più entusiastico. Inoltre la capacità comunicativa del m° Giulio Laguzzi che l’ha diretta, ha fatto sì che l’attenzione dei ragazzi fosse tutta concentrata sul palcoscenico ed il brusio in sala ne era la prova. Operazioni come queste DEVONO avere un seguito perché il teatro ha bisogno di un nuovo pubblico e coinvolgere le nuove generazioni significa programmarsi il “futuro”.
    In sintesi, grazie.

    Vittorio Borrelli

    • Come docente e come spettatore (due parti in commedia eheh…) ritengo che «La scuola all’opera» sia uno dei punti di forza del Teatro, un’attività imprescindibile al fine di creare un futuro al Teatro Musicale. Dal punto di vista “scolastico-educativo” -per gli alunni del primo anno di scuola secondaria di 1° grado (c’è tutta?)- questa avventura teatral-musicale spesso è la prima e l’ultima volta in cui possono sperimentare la propria vocalità, superando la sorpresa e l’insicurezza dovute a quella strana cosa che è “ascoltarsi cantare”.

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