Le nozze di Figaro raccontate ai ragazzi

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Tra pochi giorni sarà in scena, qui al Teatro Regio, un’opera considerata tra i più grandi capolavori di tutti i tempi. Stiamo parlando de Le nozze di Figaro, firmata dal genio mozartiano nel 1786. Tratta dal secondo capitolo della celebre trilogia di Beaumarchais, considerata a lungo troppo sovversiva per poter essere data nei teatri, rappresenta in pieno lo spirito dei tempi: Luigi XVI ebbe a dire che si sarebbe dovuto “demolire la Bastiglia, perché […] questa commedia non fosse un’incoerenza pericolosa“. Di lì a poco, la rivoluzione lo avrebbe accontentato. Agli occhi di molti la riduzione per musica di Mozart, su libretto di Da Ponte, perde buona parte della sua esplosiva carica sociale a favore di un più accentuato carattere da opera comica, incentrato sull’opposizione tra maschile e femminile, sull’intrigo e sugli amori delle coppie più che nella contrapposizione tra classi sociali. È vero fino ad un certo punto: in realtà le Nozze versione mozartiana, pur nel loro carattere da commedia, mostrano un dramma psicologico dei più moderni, dove si intrecciano personalità diverse, ognuna con la sua interiorità e col suo carattere, lottano e si scontrano per raggiungere la felicità.

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Ma la felicità di ognuno, come si vede nel brillante e magnanimo finale, dove tutti gli intrighi si svelano e le macchine si sciolgono, non è la felicità di tutti: e solo quest’ultima si può raggiungere, a patto di cedere, ognuno, qualcosa a favore dell’altro.

Siamo quindi ben lungi dall’appiattimento dei caratteri di una tipica “commedia per musica”, e in un campo assolutamente nuovo, un po’ ambiguo, del teatro musicale: un’opera complessa e difficile da inscrivere in una definizione o un’etichetta, sia per i contemporanei, sia per chi, come noi, la ascolta secoli dopo.

Come ben sapete, le difficoltà non ci spaventano: ed è proprio questo titolo così complesso ad andare in scena, qui al Teatro Regio, non solo nel cartellone principale, ma anche nella Stagione de La Scuola all’Opera, in formato pocket. Non si tratta di arrangiamento o semplificazione, quanto di una riduzione: intatto l’organico orchestrale e la messa in scena, è stata snellita però la storia e tagliate alcune parti per facilitare l’esperienza al pubblico dei giovani. Per inoltrarsi nella complessità dei caratteri e della musica ci vuole una guida esperta: e chi meglio di Cherubino, adolescente e coetaneo del nostro pubblico, protagonista e testimone della “folle giornata”? Sarà lui a indirizzare occhi e orecchie dei presenti in sala verso le meraviglie della composizione e della drammaturgia. A firmare questa originale e accattivante “guida all’ascolto in diretta” sarà nuovamente l’ormai esperta penna di Vittorio Sabadin, che con il fortunatissimo Flauto magico raccontato ai ragazzi dell’anno scorso ha dimostrato di essere più che all’altezza dell’arduo compito di presentare Mozart ai giovani.

In buca, l’orchestra sarà guidata dalla bacchetta del maestro Giulio Laguzzi, anche lui ormai un veterano degli spettacoli per le scuole. Regia a firma di chi i giovani li conosce molto bene, la nostra Anna Maria Bruzzese.

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