Natale con Babar!

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Lo spettacolo natalizio di quest’anno al Piccolo Regio ha un protagonista davvero divertente: niente meno che l’elefantino Babar, le cui avventure ci saranno raccontate dalla Compagnia Controluce Teatro d’Ombre. Drammatizzazione d’artista e una musica d’eccezione, quella del celebre Francis Poulenc, con il suo coinvolgente melologo per voce narrante e pianforte: L’Histoire de Babar, composta tra il 1940 e il 1945. La nascita di questo piccolo gioiello si deve proprio a una bambina: fu infatti la nipotina del musicista, annoiata dalla solita musica “seria”, a fornire l’ispirazione al celebre zio mettendogli sul leggio L’Histoire de Babar di Jean de Brunhoff, il suo libro illustrato preferito. Ma … cosa c’entra Babar con Torino e con le Luci d’Artista?

Per saperne di più abbiamo intervistato Cora De Maria, musicista, fondatrice e membro della compagnia Controluce insieme ad Alberto Jona, musicista, e Jenaro Meléndres Chas, pittore.

“Lavoriamo insieme da quasi vent’anni. L’idea della Compagnia è nata da una suggestione comune e per così dire “esotica”: l’ispirazione ci è venuta infatti dopo un viaggio a Bali (fatto in tempi e momenti diversi da ognuno di noi!) dove abbiamo avuto l’occasione di assistere a un tradizionale spettacolo di teatro d’ombre. Il fascino dello spettacolo in una radura nel bosco, illuminato dal fuoco e accompagnato dall’orchestra gamelan, ha colpito la nostra immaginazione: abbiamo così pensato di mettere insieme le nostre competenze per realizzare qualcosa di simile anche in Italia. Siamo stati una delle prime compagnie di questo tipo nel nostro Paese, insieme a Giocovita di Piacenza, e la nostra attività ha avuto subito un grande successo. Abbiamo lavorato in tutta Italia e portato i nostri spettacoli anche in grandi tournée internazionali.”

Qual è il legame tra musica e teatro d’ombre?

Sagoma originale di Cora De Maria

Sagoma originale di Cora De Maria

“Il teatro d’ombre non si presta molto bene a una sonorizzazione “parlata”: si rischia un appiattimento e una banalizzazione dell’effetto

espressivo. Al contrario, i legami con il linguaggio musicale sono fortissimi: la musica e le ombre sono entrambe dimensioni astratte e incorporee ma per questo molto suggestive, simboliche e aperte a molteplici richiami. La musica non è solo un linguaggio, esattamente così come le ombre non sono solo immagini. Il teatro musicale drammatizzato con le ombre ha molto in comune con gli effetti e la “meraviglia” del teatro barocco; proprio per questo nella storia della Compagnia abbiamo lavorato spesso con musica e opera di quell’epoca. Il lavoro con il melologo di Poulenc, non essendo in origine un testo teatrale ma narrativo, è stato un po’ diverso e molto stimolante: le ombre si prestano molto bene a una drammatizzazione non troppo descrittiva ma al contempo divertente, permettendo di legare in modo fluido la narrazione alla musica. Non si tratterà quindi di una narrazione musicale accompagnata dalle immagini bensì di un vero e proprio spettacolo di teatro musicale drammatizzato, molto coinvolgente per grandi e piccoli.”

Vi siete sempre rivolti a un pubblico di bambini?

“No, inizialmente il nostro lavoro si indirizzava in prevalenza agli adulti: spesso si pensa che la drammatizzazione attraverso le immagini, come quella del teatro d’ombre, sia banale e semplicistica, e per questo inadatta a spettacoli “seri”. Volevamo rompere quest’idea, restituire al teatro d’ombre la sua identità propria e dimostrare che si tratta di un mezzo espressivo ricco di possibilità di suggestione, semplice e profondo al tempo stesso, e come tale adatto a un pubblico di tutte le età. Ultimamente abbiamo cominciato a lavorare molto con i bambini e con le scuole: il teatro d’ombre con il suo aspetto artigianale e al contempo di grande effetto è ottimo per i più piccoli. Vista la semplicità e l’economicità dei materiali si presta molto bene ad attività e laboratori didattici e ha una grande resa sul palcoscenico, affascinando e divertendo i bambini.”

Come nasce un vostro spettacolo tipo?

“Il bello di questa particolare forma di teatro è che si tratta appunto di un lavoro artistico e artigianale insieme, e come tale ha una dimensione molto quotidiana e collettiva: non c’è un singolo regista ma le idee nascono e vengono sviluppate da tutti i componenti del gruppo. Si definisce e si ricrea quindi una sorta di sceneggiatura, a metà tra un racconto illustrato e i classici storyboard cinematografici. Il disegno e la realizzazione delle sagome di carta, invece, è affidato in particolare a me: per ogni spettacolo creiamo e tagliamo circa un centinaio di sagome. La messa in scena è infine anch’essa un lavoro collettivo: siamo tutti impegnati “in diretta” dietro le quinte nella manovra di sagome e luci.”

Sagoma originale di Cora De Maria

Sagoma originale di Cora De Maria

Uno spettacolo “dal vivo” quindi, e anche interattivo …

“Certamente! I bambini in sala non saranno un pubblico passivo ma ci aiuteranno a mettere in scena la storia e ad accogliere al meglio il nostro eroe Babar con piccoli oggetti e una divertente filastrocca.”

È stato difficile accostarsi a un personaggio così celebre come Babar e inventare una nuova chiave di lettura?

“Sicuramente è stato molto stimolante e divertente! Siamo entusiasti del soggetto, perché per tutti noi della Compagnia Babar è stato uno degli eroi dell’infanzia. Abbiamo imparato a conoscere e amare le sue avventure leggendole direttamente nelle edizioni originali francesi quando eravamo bambini, e avere l’opportunità di far rivivere il nostro beniamino con il nostro teatro è un po’ come tornare indietro nel tempo! C’è stato prima di tutto un grande lavoro di ricerca su tutti i Babar della narrativa, dell’illustrazione, della musica, del cinema e del teatro: è un personaggio che ha avuto grande fortuna e come tale è stato riletto più volte, con tagli diversi.

Abbiamo quindi avuto anche noi la possibilità di restituire una nostra visione personalizzata alla storia: la scrittrice torinese Rosa Mogliasso ha infatti realizzato una divertente cornice drammatizzata che rende molto attuale e coinvolgente l’avventura lasciando contemporaneamente invariata la narrazione originale. A raccontarci la storia dell’elefantino sarà infatti un clown, suo vecchio amico, che abita niente di meno che a Torino … alla fine dell’avventura potremo accogliere il nostro eroe  e passeggiare insieme per le strade innevate della nostra città, sotto le bellissime Luci d’Artista.

Speriamo che con il nostro spettacolo anche i più piccoli che magari non conoscono ancora Babar possano amarlo così come abbiamo fatto noi da bambini!”

Piccolo Regio Puccini
giovedì 19 e venerdì 20 dicembre ore 10.30
sabato 21 dicembre ore 16 (aperta anche al pubblico)

BABAR A TORINO
L’Historie de Babar, le petit éléphant,
melologo per voce narrante e pianoforte
Musica di Francis Poulenc, testo di Jean de Brunhoff, prologo ed epilogo di Rosa Mogliasso
Messinscena e regia di Controluce Teatro d’Ombre
Sagome originali di Cora De Maria
Voce recitante Paola Roman
Con Cora De Maria, Rosa Mogliasso, Alberto Jona e Jenaro Meléndres Chas

Nell’attesa di gustare questo magnifico spettacolo sul palcoscenico del Piccolo Regio vi ricordiamo l‘appuntamento di presentazione per i docenti che si terrà martedì 29 ottobre alle ore 17 in Sala Caminetto con i membri della Compagnia Controluce.

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  1. Che bello poter lasciare che la nostra fantasia salga sul palcoscenico e faccia “vivere” le ombre. Quando lo spettacolo non è troppo conforme alla realtà allora sì che possiamo partecipare davvero e fare con l’immaginazione tutto ciò che vogliamo rendendo anche “nostro” lo spettacolo. Volteggeremo insieme a Babar sulle ali delle note dolcemente francesi…….

  2. Bello! Io ho conosciuto Babar in prima elementare, ricordo il grande libro con bellissime illustrazioni che avevo consumato a forza di leggere e rileggere … qualche anno dopo ho scoperto anche il racconto musicale di Poulenc, lo eseguiva il mio maestro di pianoforte e anche senza drammatizzazione mi ero divertita tantissimo; chissà in questa versione con il teatro d’ombre! Posso venire anche se sono “grande”?🙂

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