METROPOLIS: rappresentare il futuro

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E’ il 1927.

Un regista austriaco trapiantato in Germania, Fritz Lang, dà corpo alla sua visione del futuro nel colossale film Metropolis. Una città del lontanissimo 2026, nella quale la società è rigidamente divisa in due classi: i lavoratori, confinati nel sottosuolo, incatenati alle macchine che tengono in vita l’immensa, abbagliante metropoli di grattacieli e di luce appartenente alla casta dei ricchi dominatori. Un mondo materialmente e simbolicamente sovrastato da un solo padrone e dall’enorme Torre di Babele, sua residenza.

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Una pace illusoria e un equilibrio solo in apparenza perfetto che vengono turbati quando Freder, il figlio del dittatore, incontra Maria, una sorta di profetessa ispiratrice degli operai, e scopre così l’esistenza del terribile universo sotterraneo e il vero volto del potere che lo governa.

I due mondi si scontrano violentemente:  la lotta per la supremazia si trasforma però presto in uno scontro per la sopravvivenza di entrambe le classi sociali, che devono affrontare una realtà sempre più illusoria, in balia delle macchine che loro stessi hanno creato.

Un’opera carica di simboli e dalle forti connotazioni teatrali che continuamente riecheggiano nei movimenti di scena, nella mimica degli attori, nella struttura del film -suddiviso in prologo, intermezzo e finale quasi come in tempi musicali– e soprattutto nella scenografia: Metropolis rappresenta infatti un vero e proprio condensato di effetti speciali del cinema d’epoca, dal passo uno all’incredibile Effetto Schüfftan, un gioco di specchi inclinati che permetteva di proiettare figure di dimensioni reali su  fondali in scala ridotta, realizzando impressionanti sequenze virtualmente ambientate in spazi smisurati, paurosamente incombenti sui personaggi.

Oggi, quasi 100 anni più tardi, non siamo molto distanti da quell’immaginario 2026 dipinto da Lang nel suo film: dall’ Effetto Schüfftan al green screen, dal passo uno alla stop motion, da Metropolis a Blade Runner e Matrix, in questo secolo il kolossal di Lang ha segnato la storia del cinema.

Quale futuro e quale scenario possono rappresentarci oggi, nel 2012? E come dargli forma?

A queste domande cercheremo di rispondere con il laboratorio Metropolis: la città del futuro, realizzato in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema e dedicato agli studenti di scuole medie e superiori.

 

L’inaspettato ritrovamento di alcune bobine nel 2008 a Buenos Aires ci permetterà di riscoprire una versione pressoché integrale del kolossal: giovedì 25 ottobre alle ore 9.00 avremo la possibilità di assistere alla proiezione di Metropolis[1] presso il Cinema Massimo.

Durante il primo incontro, a scuola, i ragazzi rifletteranno e discuteranno poi la propria idea di scenario futuristico; il paesaggio così ideato verrà quindi disegnato in 2d e modellato in una vera e propria scenografia in scala ridotta.

La visita alla mostra Metropolis, il capolavoro ritrovato sarà quindi l’occasione per un viaggio attraverso la fantascienza, alla scoperta di significati e metodi di rappresentazione delle più celebri ambientazioni futuristiche della storia del cinema. Il laboratorio diventerà quindi il banco di prova per testare la propria città del futuro realizzata in classe come scenografia di una sequenza filmica: ancora l’Effetto Schüfftan, ma questa volta vissuto da protagonisti, come attori e cineoperatori, provando a percorrerne virtualmente gli spazi grazie agli effetti speciali di cinepresa, luci e specchi.

Gli appuntamenti con Metropolis: la città del futuro sono lunedì 24 settembre, data di inizio delle prenotazioni telefoniche, e martedì 2 ottobre alle ore 17 in Sala Caminetto per la presentazione dell’attività ai docenti. Vi aspettiamo!


[1] Appuntamento facoltativo

Una risposta »

  1. Laboratorio interessantissimo, dato che l’argomento futuro tocca da vicino anche i ragazzi più giovani. Chissà cosa riveleranno le loro fresche menti!!

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