Echi d’Oriente

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“Gli dèi, con Indra alla loro testa, [si avvicinarono] a Brahma e gli dissero “Noi vogliamo qualcosa che ci distragga, che si possa vedere e sentire […]”. “Cosi sia” egli rispose loro, e andatosene il re degli dèi, ricorse allo yoga e richiamò a mente i quattro Veda. E poi pensò: “Io trarrò dalle tradizioni un quinto Veda sul Teatro, che condurrà alla virtù nella legge, alla ricchezza ed anche alla gloria […]”

Nātyaśāstra (Trattato sulle arti drammatiche), attribuito al saggio Bharata

Saptamatrika danzanti, India centro settentrionale, XI sec

Saptamatrika danzanti, India centro settentrionale, XI sec

Pensiamo a Oriente e musica e subito risuonano nelle nostre orecchie le immortali note di Giacomo Puccini: Madama Butterfly (1904) e Turandot (1926) in scena proprio in questo periodo qui al Teatro Regio. Giappone, Cina e melodramma si fondono in due celeberrimi capolavori del teatro d’opera.

Madama Butterfly, allestimento di Damiano Michieletto -  Turandot, allestimento di Giuliano Montaldo Teatro Regio, Stagione 2013-14

Madama Butterfly, allestimento di Damiano Michieletto
Turandot, allestimento di Giuliano Montaldo
Teatro Regio, Stagione 2013-14
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La storia della musica –e in particolare del teatro musicale, con balletti e opere liriche- è costellata di suggestioni esotiche; dal japonisme del secondo Ottocento, la “scoperta” delle scale modali, delle percussioni e dei timbri delle orchestre gamelan balinesi, alle rivisitazioni stilistiche e immaginifiche dei Ballets Russes agli albori del Novecento, a ritroso nella storia sull’onda del “mal d’Oriente” e ancora più indietro nell’incanto dei racconti de Le mille e una notte, nelle cronache di Marco Polo, nelle leggende medioevali.

L’arte occidentale assorbe, rivisita, traduce, travisando o reinventando significati, creando capolavori della musica, della danza, del teatro.

Madhya Pradesh, Ganesha danzante, x sec. - La Bayadère, (1877), musica di Minkus, coreografia di Petipa - Cina, figura di danzatrice in terracotta, inizio VIII sec. - partitura de La mer di Claude Debussy (1905)

Madhya Pradesh, Ganesha danzante, x sec. – La Bayadère, (1877), musica di Minkus, coreografia di Petipa – Cina, figura di danzatrice in terracotta, inizio VIII sec. – partitura de La mer di Claude Debussy (1905)

Echi d’Oriente è un percorso didattico che si snoda tra Teatro Regio e Museo di Arte Orientale, rivolto a scuole medie e superiori: un modo per ampliare i nostri orizzonti e scoprire l’Oriente nella sua autenticità, attraverso le opere del Museo, mettendolo a confronto con il mondo esotico esplorato, immaginato e reinventato nelle suggestioni del teatro europeo.

Articolato come un vero e proprio viaggio tra arti plastiche e visive, storia, teatro e musica, il percorso comincia dalle fonti, snodandosi tra i tesori e le collezioni del MAO, e si conclude con un approfondimento musicale presso il Teatro Regio, con ascolti guidati e proiezione di video e la visita alle strutture del Teatro.

Asia, Asia, Asia,
Antico paese meraviglioso dei racconti di fata
Dove la fantasia dorme come un’imperatrice
Nella sua foresta tutta densa di mistero…

Tristan Klingsor- Maurice Ravel, Shéhérazade, 1904

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  1. Nel momento in cui la Grande Divinità che illumina il Cielo si confinò nella Celeste Dimora Rocciosa, il Mondo sotto il Cielo sprofondò nelle tenebre: allora le ottocento miriadi di dei si riunirono sul Celeste Monte Kagu e, volendo conquistare il divino Cuore della Grande Divinità, gli offrirono un kagura e incominciarono un seino. Dalla loro schiera uscì Ame-no-uzu-me-no-miko; (…) alzando la voce, suscitando un tuono con un rapido calpestio, quando ella fu in stato di possessione divina, cantò e danzò. Poiché questa voce divina giungeva indistinta, la Grande Divinità socchiuse
    la Porta Rocciosa. La terra, di nuovo, si illuminò. Le divine facce degli dei splendettero. Il divino divertimento di quel tempo fu, si dice, il primo sarugaku.

  2. L’Oriente, le sue tradizioni, la sua musica, i suoi incantevoli paesaggi, da sempre sono stati motivo di fascino e ammirazione da parte di noi Occidentali, abituati a costumi del tutto differenti. E chi meglio di Puccini può mostrarci e farci conoscere queste incantevoli usanze? Ci offre quest’opportunità attraverso due delle sue più famose opere: Madame Butterfly e la Turandot.
    Due opere, a mio giudizio, straordinarie. Il viaggio alla scoperta dell’Oriente è un lungo e travagliato percorso, quindi perchè non iniziare proprio dal nostro Puccini e dalla sua giovane Butterfly? Chi più di lei può raccontare la sofferenza di una diversità etnica causata da un occidentale del tutto estraneo alla vita e alle abitudini in Asia?

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