Monteverdi: music first

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Partecipanti al Gioco dell’Opera! Lettori del blog! Come è andata con gli ascolti della Camerata proposti la scorsa settimana? Ricordate che aspettiamo i vostri commenti. Si avvicina l’ora di fare conoscenza con il primo dei grandi protagonisti della nostra storia:

Claudio Monteverdi

Abbiamo pensato che il modo migliore per introdurlo -e faremo così per tutti gli Autori a cui dedicheremo un approfondimento nel corso dell’anno- sia lasciar parlare la sua musica: vi proponiamo quindi come primo approccio l’ascolto di un brano che a nostro parere rappresenta significativamente la capacità del canto di farsi teatro.

Si tratta del Combattimento di Tancredi e Clorinda, eseguito per la prima volta durante il carnevale del 1624 in casa Mocenigo a Venezia e pubblicato nell’Ottavo Libro di Madrigali Guerrieri et Amorosi (1638).

Monteverdi[clicca sull'immagine per il link al video]*

Commentate liberamente: che ne pensate di questo brano? Che impressione vi ha suscitato? Come si può ricollegare, secondo voi, alla nascita del melodramma? E quale il collegamento tra fonte letteraria e la sua messa in scena? Tra voce e personaggio rappresentato? Riconoscete tracce del nuovo linguaggio musicale che nasce insieme all’opera?

Via ai commenti! Appuntamento alla prossima con un post dedicato alla vita, alle opere e alla produzione di Claudio Monteverdi.

* siete naturalmente invitati a proseguire l’ascolto! In rete sono disponibili anche i due video successivi che completano il brano.

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  1. “S’apre’l ciel, io vado in pace…” il sussurro di Clorinda tragicamente uccisa proprio da colui che per lei spasima da quando la vide, fiera, la prima volta! Destino crudele, tragica ironia eredità della scena sofoclea, tradotta dalle ottave di Tasso nelle pennellate dei Carracci, nelle note di Monteverdi e nel canto lirico. Quale occasione di penetrare meglio le storie dei nostri classici grazie allo scambio intersemiotico di poesia, musica, pittura e letteratura! E se la ripetizione virtuosistica del nome di Amarilli fa di Caccini un Virgilio di maniera, è lusinghiero pensare che lo sforzo di rendere presenti gli amori bucolici e lontani nel compitare gli esametri del Mantovano vale anche a riflettere quale dotto passato sia alla base delle storie: amore, morte, nostalgia, eroismo, fama, ideali d’onore e di fede, poi, solo aspirazione matura alla quiete di un’esistenza compiuta.
    A tutti coloro che partecipano all’avventura, buon lavoro.

  2. Grazie infinite del bellissimo e dotto commento! Chissà cosa arriva ai nostri giovani di questi pezzi tanto antichi…? Sarà per loro musica marziana? Attendiamo risposta:-) elisa

  3. Se posso dare un consiglio ai ragazzi che leggeranno, il mio suggerimento è di provare ad ascoltare con attenzione senza lasciarsi spaventare o scoraggiare dalla lontananza temporale del linguaggio e soprattutto senza preoccuparsi troppo, per il momento, della teoria… è il motivo per cui la musica, come dice il titolo del post, deve venire prima di tutto! Più tardi verrà il resto, abbastanza da sé :-)

    Io ho conosciuto Monteverdi con L’incoronazione di Poppea quando facevo V ginnasio e sono rimasta folgorata. All’epoca non sapevo nulla di storia della musica eppure mi ha colpito la modernità di questo Autore che sembrava parlare direttamente a me.
    Ma il suo capolavoro più capolavoro rimane L’Orfeo: prossimo ascolto, vero??? :-)

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