
Tempo di rivisitazione e contaminazione al Piccolo Regio Puccini, dove tutto è pronto per la messa in scena, giovedì 21 e venerdì 22 febbraio, dello spettacolo musicale Barock ‘n’ roll.
Il titolo è già un programma: promette divertimento, effervescenza e colpi di scena, vere cifre stilistiche comuni a due epoche così lontane nel tempo e contemporaneamente simili, accomunate dal gusto del teatro, dell’artificio e dello spettacolo.
Rock e barocco: non due stili ma gli spiriti di un’epoca, dove non ci sono caratteri statici e immutabilmente definiti ma la regola è il movimento, la sperimentazione, l’invenzione.
Barocco e rock, dove il gusto per il dettaglio si fa monumento e la forma diventa moda, celando e insieme svelando, maschera e specchio delle emozioni.
L’arte dei suoni si fa seducente, commuove e smuove sentimenti e passioni e gli effetti scenografici vanno di pari passo con la ricerca di linguaggi intimi, profondi; virtuosismi e fioriture che non sono mai frivolezze fini a se stesse quanto un modo di esprimere vitalità ed esuberanza, altra faccia di un tormento esistenziale che è già tutto moderno. Lo stesso che ritroviamo nel rock, che dal progressive all’hard metal –con, in misura minore, il pop- faranno del barocco una inesauribile fonte di ispirazione e citazione, formale, melodica e stilistica.
Gli artisti del Teatro Regio, condotti dalla regia di Alessandra Premoli in un suggestivo ed eclettico ensemble di voci e strumenti barocchi e contemporanei, dagli archi alla batteria, ci accompagneranno in un continuo flash back sonoro di suggestioni e rimandi alla riscoperta di un’epoca che oltrepassa i suoi stessi confini, tra fantasia e monumentalità, ventagli e corsetti, spade, parrucche e bassi elettrici.
Lasciamoci stupire dal Barock’n’roll!

Oh sì! Mi sembra bellissimo affiancare la musica barocca con un po’di rock per conquistare i nostri giovani che attirati dall’uno scoprono l’altra. Mai potrebbe essere momento migliore dopo che solo pochi giorni fa il Maestro Daniel Harding è sceso dal podio dei più grandi templi della musica lirico-sinfonica per solcare addirittura il palco di Sanremo e, con il “materiale” orchestrale che il festival forniva, è riuscito a ipnotizzare tutto il pubblico, accorso lì SOLO per sentire i discendenti di Gigliola Cinquetti, con la possente Cavalcata delle Walkirie! Il Maestro ha raccontato a un estasiato Fabio Fazio che bisogna conoscere tutta la musica perché ognuno di noi, in un momento diverso della vita, avrà bisogno di una musica “diversa”. Lui si avvicinò alla musica classica sentendo il Bolero di Ravel in una esibizione di pattinaggio artistico alle olimpiadi del 1984. Quindi non bisogna perdere occasione, percorrendo qualsiasi strada, per fare incontrare ai nostri ragazzi la musica classica perché scocchi la scintilla e magari germogli un novello Maestro Harding!
A proposito dell’intervento di Harding (e a quello previsto di Barenboim) a Sanremo vi segnaliamo la bella lettera del sovrintendente Vergnano a La Stampa: http://bit.ly/VI3ad6
Cosa ne pensate?